Le carezze, come gli abbracci, stimolano le endorfine, ormoni del piacere. E una ricerca sulla rivista Nature individua i nervi del piacere


Prima di praticare un'iniezione intramuscolare, si è soliti massaggiare a lungo col cotone imbevuto di alcool. Lo scopo principale è quello disinfettante ma, secondo gli esperti, il massaggio favorirebbe uno stato di psicodistensione nel paziente. Da qui, una stimolo sull' ipofisi (ghiandola chiave del sistema ormonale situata nel cervello) ad aumentare la produzione di endorfine, sostanze in grado di innalzare la soglia individuale del dolore.

Lo stesso gesto, d'altra parte, viene suggerito al termine della puntura, sia per per distribuire meglio il liquido iniettato fra i tessuti sottostanti, sia per incrementare l'effetto neurostimolante sulle endorfine e fare così sentire meno dolore. Discorso simile si può fare con l'atto della carezza. Lo spiega Carlo Borsari, antalgologo, direttore fuori ruolo dell' Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione all' Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, a commento di uno studio pubblicato sulla rivista Nature che avrebbe individuato i nervi responsabili della trasmissione del piacere.

La carezza, già nel gesto rassicurante e positivo, e poi ancor più nel contatto diretto con la pelle, è fonte di un forte effetto psichico benefico. Si genera, in sostanza, un rilassamento psicofisico che si trasmette quindi, per via nervosa, all'ipofisi. In quei momenti, la ghiandola comincia a produrre maggior quantità d'endorfine con l'immediato innalzamento della soglia del dolore.

Un paragone si può fare con l'istintivo gesto della mamma davanti al bambino infortunatosi in una caduta. Che coccola il piccolo e gli dice: "Una carezza e ti passa tutto".

Non tutti i contatti però sono piacevoli e stimolano le endorfine. L'atto dello schiaffo, precisa Borsari, "non è molto diverso sul piano del movimento in sè. È invece la finalità espressiva di chi agisce a fare la differenza". Il forte contatto traumatico poi con la pelle stimola, all' opposto, le catecolamine, ormoni legati al meccanismo o dell'attacco oppure della fuga.


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