Approvati budget e palinsesti. Ma, a parte le riserve di Annunziata, di referendum non si parla
Cda Rai, continua l'oscuramento
Si è discusso di tutto nel Cda di ieri tranne che di informazione referendaria. Dai palinsesti approvati - anche se con riserva - sino alle linee di programmazione della prossima stagione Rai, accolte tuttavia con perplessità da Lucia Annunziata. «Non c'è nessuno scatto sulla vicenda dell'articolo 18 - è il commento di Sergio Bellucci di Rifondazione - anzi siamo in attesa di capire quali esigenze di pluralismo abbia in mente questo vertice Rai per la tv pubblica». Al momento, dall'azienda non arriva alcuna risposta a parte le dichiarazioni a verbale del presidente Rai. Annunziata ha voluto rendere noto il suo disappunto ma ha espresso preoccupazione per l'aumento degli spazi dedicati al "reality show" - un riferimento forse all'arrivo di una trasmissione di Alda D'Eusanio in prima serata su RaiUno - e per l'assenza di innovazione nell'informazione, che «rende drammatici inserimenti, esclusioni e ritorni». Anche qui un riferimento, forse, a Michele Santoro e ai suoi programmi? Sta di fatto che di tutto si è parlato tranne che di referendum e dell'oscuramento sui quesiti di cui il servizio pubblico continua a rendersi complice anche se qualche spallata comunque il presidente l'ha data. Soprattutto a "Porta a Porta". «Le proposte avanzate in materia di informazione - ha detto il presidente di viale Mazzini - non hanno superato ancora la rigidità che caratterizza la seconda serata di RaiUno e gli spazi di approfondimento di tutte le reti televisive della Rai». Una situazione che «rende drammatici inserimenti, esclusioni e ritorni che potrebbero, gestiti con una coerente e flessibile politica editoriale, arricchire e destinare a pubblici diversi i nostri approfondimenti informativi». Sul referendum, però, resta solo il silenzio.
CM




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