....laico del Manifesto?
Sull’inserimento nella costituzione europea di un richiamo alle radici cristiane si discute, con argomenti interessanti da ambo le parti. Finora però nessuno aveva messo in dubbio che la richiesta della Santa Sede, tante volte reiterata dallo stesso Pontefice, fosse legittima e fondata su una visione cristiana. A colmare questa “lacuna” ci ha pensato il Manifesto, che in un articolo di Filippo Gentiloni si domanda se “questa rivendicazione potrebbe veramente dirsi ‘cristiana’ e si risponde che “se ne può, per lo meno, dubitare”. Insomma il quotidiano comunista insegna al Papa come si fa a essere cristiani.
L’argomento impiegato per sostenere questa incredibile pretesa è che sarebbe “meglio una presenza cristiana valida e autentica, ma discreta e silenziosa”.
Già, silenziosa, come si pretendeva fosse la Chiesa nelle democrazie popolari, quella Chiesa del silenzio, oppressa e tante volte martirizzata che resta una vergogna nella storia europea.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di “una esperienza religiosa che accetti di non essere incarnata come parte essenziale della società”, insomma una fede esclusivamente privata, che rinuncia a esercitare un’influenza morale in una società di cui non è organicamente parte. Insomma la nuova Europa dovrebbe accettare (sarebbe meglio dire tollerare) la fede individuale ma non la religione, che è appunto la presenza organizzata dei fedeli.
Quel che stupisce in questo ragionamento è il suo carattere niente affatto laico. L’idea di imporre alla Chiesa, alle Chiese, non il rispetto delle leggi, ma una particolare scelta nel suo modo d’essere, ha una stretta parentela con la costituzione del clero della rivoluzione francese o nella politica del governo cinese di riconoscimento esclusivo della “Chiesa patriottica”.
La libertà religiosa, in questo modo, viene ridotta a una variante della libertà d’opinione, a un diritto individuale e non collettivo. In sostanza negata.
La domanda che si fa Gentiloni – perché tanta insistenza del Papa? – ha la sua risposta proprio in questo pericolo.
saluti




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