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Discussione: Co.Co.Co., addio

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    Co.Co.Co., addio



    6/6/2003


    Il consulente del lavoro Marco Biagi ucciso dalle Br che ha dato il nome alla riforma del governo
    Che cosa cambia nel mercato del lavoro dopo l'approvazione della cosiddetta riforma Biagi: una guida per capire



    L'obiettivo è altisonante e in linea con quanto il governo è andato sostenendo dai tempi dell'omicidio del professor Biagi: «Dare una spallata al sistema del lavoro subordinato travestito da lavoro autonomo» e colpire, secondo il ministro del welfare, Roberto Maroni, il fenomeno della precarizzazione legata ai cosiddetti contratti Co.co.co., «contratti che negli anni 90 hanno rappresentato un modo con cui la realtà ha individuato nelle pieghe della legge il superamento di rigidità» che hanno reso più complesso il rilancio dell'occupazione.

    Con il decreto approvato oggi dal Consiglio dei ministri si dice in pratica addio alla figura del collaboratore coordinato e continuativo (oltre due milioni gli iscritti all'Inps) e si entra nell'era del lavoro «a progetto», prestazioni d'opera ad hoc, sulla base di un obiettivo predeterminato, che lascino al lavoratore la decisione per quanto riguarda tempi e modalità di realizzazione dello stesso. Sempre secondo Maroni, l'approvazione del decreto Biagi «consentirà anche di restringere drasticamente le possibilità di elusione allargando al contempo le tutele per i lavoratori e le certezze per le imprese». Imprese a cui il sottosegretario al Lavoro Sacconi ha inviato un messaggio che farà fischiare le orecchie a molti: «Un numero rilevantissimo di contratti Co.co.co. con aliquota contributiva del 12% saranno convertiti in contratti di lavoro subordinati che prevedono una contribuzione del 33 per cento».

    LAVORO A PROGETTO
    Il lavoro a progetto, secondo il decreto legislativo approvato oggi, si distinge dal lavoro occasionale (che non può avere durata complessiva superiore a trenta giorni nel corso dell'anno né ricevere un compenso superiore ai 5.000 euro con lo stesso committente) e può essere definito tecnicamente come l'incarico ad eseguire un programma, gestendo autonomamente il proprio lavoro in funzione del risultato, indipendentemente dal tempo impiegato.

    ADDIO CONTRATTO DI FORMAZIONE
    Importanti le novità approvate anche per quanto riguarda l'ingresso nel mercato del lavoro e le attività di riqualificazione professionale connesse ai vecchi e nuovi contratti. Nella fattispecie il contratto di apprendistato consentirà ai giovani fino ai 29 anni il conseguimento di specifiche qualificazioni attraverso percorsi formativi secondo criteri stabiliti dallo Stato.

    Il contratto di formazione lavoro verrà poi sostituito col cosiddetto contratto di inserimento allo scopo di adattare le competenze professionali dei lavoratori, giovani o in difficoltà di qualunque età, a un determinato contesto lavorativo. Gli incentivi finanziari saranno concessi solo per le assunzioni dei soggetti svantaggiati rendendo così più selettiva e, dunque, più efficace la misura di inserimento o di reinserimento nel mercato del lavoro.

    INDENNITA' PER CONTRATTI A TEMPO PARZIALE
    Novità anche in questo campo. In Italia i contratti a tempo parziale sono soltanto il 9%, contro il 18% della media europea, il 25% in Gran Bretagna e il 42% in Olanda. Questo particolare tipo di contratto, richiesto dai lavoratori ma sgradito alle imprese, verrà rilanciato sulla base di un nuovo e più equo equilibrio, così ha dichiarato Maroni, «tra l'esigenza dei lavoratori di poter disporre del proprio tempo e quella delle imprese di far fronte all'emergere di nuove esigenze della produzione».
    Nel concreto un lavoratore, la cui prestazione non è ritenuta necessaria in un determinato arco temporale, riceverà una parziale indennità per tutto il tempo in cui sarà a disposizione dell'impresa, indipendentemente dal fatto che abbia prestato o meno la propria opera. Questi contratti, per lo più a tempo indeterminato, offriranno, secondo la riforma Biagi, adeguate tutele a lavoratori che altrimenti si vedrebbero impiegati in formule precarie e poco protette, come il lavoro a fattura.

    LAVORO A COPPIA
    Il lavoro a coppia è già diffuso in molti paesi industrializzati e consente a due o più persone (coniugi, madri, studenti) una prestazione di lavoro , distribuendosi liberamente settimane, giornate di lavoro. E' un tipo di contratto a tempo indeterminato che dovrebbe ampliare secondo il ministro la possibilità di fare il proprio ingresso nel mercato del lavoro.

    VOUCHER PREPAGATI PER COLF
    La riforma produrrà effetti anche su quelle attività di cura e di assistenza, come baby sitter, badanti, lezioni private, giardinaggio che oggi rimangono quasi sempre sommerse. Oltre a definire in che cosa essi consistano, le nuove norme consentiranno una facile regolarizzazione di quei rapporti attraverso l'agevole
    acquisto di voucher prepagati, comprensivi della retribuzione e dei contributi previdenziali, da consegnare al prestatore di lavoro.

    I COMMENTI A CALDO
    «Sarà rilanciata la competività»

    Il decreto legislativo sulla riforma del mercato del lavoro licenziato oggi dal consiglio dei ministri è un passaggio molto importante, una delle cose che vanno fatte per ridare competitività al paese. E' il parere del vice presidente della Confindustria, Guidalberto Guidi, espresso ai giornalisti a margine dell'assmblea annuale di Confitarma che si tiene a Napoli. «E' stato - aggiunge - un travaglio lungo, ma e' il primo passaggio. Ci sono tante altre cose da fare. Questo, però - conclude - è un passaggioobbligato».

    COSA HA DETTO IL PREMIER
    «Questo provvedimento apre la possibilità di adeguarci alle altre nazioni europee con i cui sistemi siamo in competizione» ha detto Berlusconi, aggiungendo che «il mercato del lavoro in Italia diventa il mercato fra i più flessibili in Europa». Il presidente del Consiglio ha anche aggiunto che «ci sono 750.000 posti di lavoro creati dall'entrata in funzione di questo governo».

  2. #2
    ora ltd poi lti
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    Predefinito Re: Co.Co.Co., addio

    Originally posted by skorpion
    [....

    COSA HA DETTO IL PREMIER
    ...«il mercato del lavoro in Italia diventa il mercato fra i più flessibili in Europa». ...
    Era già da anni fra i più flessibili al mondo, fra i Paesi sviluppati.
    Forse bisognava dirglielo...

    Un saluto ai co.co.co che lo hanno votato: ora li tirerete fuori dalle vostre tasche quel 33% (aliquota contributiva) sopracitato

 

 

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