Dal quotidiano torinese
" La Stampa del 04/06/2003
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L'«insidacabilità» vale solo per opinioni e azioni espresse nell'esercizio delle funzioni
Strasburgo vara l'immunità europarlamentare
Sì alla possibilità di sospendere i processi, niente autorizzazione a procedere
Maria Maggiore
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Arriva l'immunità in formato europeo per i deputati del Parlamento di Strasburgo e da destra come da sinistra si leva un coro di applausi. La destra, invocando la possibilità di sospendere un, procedimento in corso se "in odore di persecuzione", lancia un appello a prendere esempio dalla futura legislazione europea anche per gli ordinamenti nazionali. La sinistra si compiace di giungere a un'unica normativa sull'immunità a garanzia della libertà di indagare di qualunque, pubblico ministero.
Un voto chiaro ieri a Strasburgo: 294 voti a favore, 171 contrari e 59 astensioni per approvare lo statuto dei deputati europei, un voluminoso pacchetto che comprende dalla A alla Z le indennità, il trattamento pensionistico, il rimborso spese, i privilegi e le immunità. In discussione da anni all'Europarlamento nella sua commissione giuridica, ieri è finalmente arrivata in plenaria la relazione finale del socialdemocratico tedesco Willy Rothley. Tre gli articoli sull'immunità degli eurodeputati, il 4, 5 e 6 che sostituiscono il vecchio Protocollo sui Privilegi e le Immunità, datato 1965. Secondo la vecchia normativa l'eurodeputato era soggetto alle leggi del suo paese per eventuali reati commessi nel territorio nazionale e per reati commessi in un'altro stato si doveva ricorrere all'autorizzazione del Parlamento europeo. Con il nuovo statuto invece si sancisce una volta per tutte l'insindacabilità, per cui "il deputato non può essere in alcun momento perseguito a motivo delle azioni intraprese, dei voti o delle opinioni espresse nell'esercizio del proprio mandato, né può essere chiamato a renderne conto in sede extragiudiziale". Sui reati penali invece, il giudice può indagare liberamente, tranne nel caso della necessità di limitare la libertà personale dell'indagato per cui sarà richiesta un'autorizzazione del Parlamento. Per le perquisizioni, il sequestro della posta o delle mail fino all'arresto sarà insomma necessaria l'autorizzazione dell'Assemblea, tranne nel caso di flagranza di reato. Una garanzia questa per gli esponenti del centro sinistra che le indagini e un eventuale procedimento giudiziario possono andare avanti comunque, senza semaforo verde dell'Europarlamento.
Nasce però la possibilità di sospendere il processo. Ma questo deve essere deciso in aula dall'Europarlamento se c'è un fumus persecutionis, il sospetto cioè dell'accanimento giudiziario. In questo caso l'Assemblea può decidere la sospensione dell' indagine o del processo anche in modo parziale o temporaneo, cioè solo per la durata delle sessione, com'è il caso in Francia o per tutta la durata del mandato.
Soddisfatti gli esponenti del centro destra, come il presidente della commissione giuridica Giuseppe Gargani che ha definito il regime approvato ieri "ampiamente garantista" perché rende il deputato "libero e indipendente e non vincolato da alcuna istituzione". Sono infatti previsti, elenca il comunicato del Partito popolare europeo, la facoltà del deputato di astenersi dal deporre e l'obbligo di autorizzazione del Parlamento europeo per il sequestro di suoi documenti e per la perquisizione personale e domiciliare. Inoltre l'insindacabilità delle opinioni espresse non si limita ai procedimenti giudiziari, ma si estende anche in campo extragiudiziale. Secondo il partito popolare la possibilità di votare la sospensione del procedimento funziona di fatto come un'autorizzazione a procedere, istituto abolito in Italia dal '93. Gli eurodeputati forzisti Gargani, Zappalà e Bartolozzi avevano cercato di introdurre nel testo europeo con due emendamenti, senza successo.
"Non è un lodo europeo, anzi non c'è lodo per nessuno", ha commentato la capogruppo dei Ds Pasqualina Napoletano, rispondendo alle accuse del centrodestra di aver votato a favore dell'immunità. "La proposta indecente dell'autorizzazione a procedere è stata respinta - spiega la Napolitano - e ci vorrà una ratifica nazionale, oltre all'entrata in vigore della futura Costituzione europea, prima che lo statuto sia applicabile". Antonio Tafani, capogruppo di Forza Italia, si augura adesso che "i paesi europei guardino al nuovo Statuto come modello di equilibrio tra i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, perché - conclude - non c'è democrazia quando un potere prevarica sull'altro".
Adesso la parola passa ai governi che devono approvare il pacchetto che prevede, tra l'altro, stipendi uguali per tutti i deputati. Gli italiani perderanno circa il 20%, guadagnando 8500 euro al mese. "
Cordiali saluti




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