CENNI STORICI
I Sacri Monti sono particolari itinerari devozionali sorti nei secoli passati, cui oggi è riconosciuto un valore storico, artistico e culturale, caratterizzati dalla loro generale articolazione in un numero variabile di cappelle, che costituiscono le tappe di un percorso religioso, disposte con studiato ordine su di un'altura. All'interno di esse sono raffigurati, in pittura e scultura episodi della storia sacra, dell'Antico e del Nuovo Testamento o storie della vita dei santi. Le origini dei Sacri Monti, la cui presenza è oggi riconosciuta anche nell'Europa meridionale e in quella nord-orientale, sono da ricondurre a quell'area storico-geografica di diffusione della Controriforma segnata tra la fine del Cinquecento ed il Seicento dall'operato di Carlo e di Federico Borromeo:la zona di influenza della diocesi milanese. A quest'epoca, in alcuni punti importanti del territorio, nelle zone più minacciate dal diffondersi dell'eresia luterana, seguendo le indicazioni emerse nel Concilio di Trento, viene promossa la trasformazione di alcuni luoghi, già sede di forme spontanee di devozione e di culto.
Questi luoghi vengono riproposti e riorganizzati per raccontare ai fedeli, in modo comprensibile ed emotivamente coinvolgente, ma attentamente controllato nei contenuti, le vicende di Cristo e dei Santi. Il primo Sacro Monte realizzato nell'arco alpino, quello di Varallo, era in realtà nato con intenti profondamente diversi sul finire del Quattrocento. Un frate francescano, Bernardino Caimi, di ritorno dalla Terra Santa, aveva pensato di ricostruire, sulla collina che sovrastava il paese di Varallo, alcuni luoghi presenti in Palestina come Nazaret, Betlemme, il Golgota. Il progetto si concretizzò grazie alla straordinaria capacità artistica e scenografica di un artista lombardo-piemontese, Gaudenzio Ferrari che, recuperando temi di cultura popolare e tradizionale come le sacre rappresentazioni ed i compianti medioevali, inventò la soluzione delle cappelle al cui interno veniva posto un gruppo di sculture in grandezza naturale che illustrava una scena sacra a cui gli affreschi sulle pareti dell'edificio facevano da contorno e completamento. Alla fine del Cinquecento il Sacro Monte di Varallo subì radicali trasformazioni a causa dei cambiamenti intervenuti in ambito religioso (lo scisma luterano, il Concilio di Trento) ed artistico. Per intervento di Carlo Borromeo e poi del suo collaboratore e vescovo di Novara Carlo Bascapè esso divenne il racconto in figure di una storia: la vita e la Passione di Cristo, controllata dal vescovo fin nei minimi dettagli, anche nella parte artistica, per conferirle un effetto molto coinvolgente sul piano emotivo e muovere i fedeli a pietà e devozione.
E' proprio questa tappa della storia del Sacro Monte di Varallo che diventa il modello degli altri Sacri Monti della Controriforma. Crea, Orta, Varese. Si creano delle équipe di artisti quasi specializzati sui Sacri Monti che prestano la loro opera in alcuni di essi: i Fiamminghini , il Morazzone, i Tabacchetti, i d'Enrico. Diversi saranno i soggetti delle raffigurazioni: la vita della Vergine a Crea, quella di san Francesco ad Orta, in accordo con l'esigenza del recupero della devozione mariana e del culto dei santi che la chiesa cattolica contrapponeva ai luterani. Nel secondo Seicento si vanno attenuando le motivazioni originarie, il rinnovamento della chiesa è in gran parte compiuto e si stempera così l'attento controllo del vescovo sui cantieri dei Sacri Monti ancora in costruzione. Il modello del Sacro Monte continua però a trovare una sua diffusione, sorretto spesso dagli ordini monastici, più ripetitiva nella soluzioni artistiche, che richiamano per lo più i modelli più noti, come nei temi illustrati (in prevalenza il Rosario e la via Crucis). Sono di quest'epoca il Monte Calvario di Domodossola, i Sacri Monti di Ghiffa, sul Lago Maggiore, di Ossuccio, sul lago di Como, di Montrigone a Borgosesia, più tardo ancora il Sacro Monte di Belmonte presso Valperga Canavese. Alla prima motivazione prevalentemente religiosa inizia ad affiancarsi anche un uso più ameno e "ricreativo" dei Sacri Monti, legato anche alla piacevolezza dei luoghi, come testimoniano le guide e le incisioni del XVIII ed del XIX secolo.
Dal sito http://www.piemonteweb.it - © 2002-2003






Rispondi Citando