L'uomo che ride, per giorni aveva arringato la folla dei suoi fans, spronandoli ad una lotta senza quartiere contro i comunisti.
L'uomo che ride, che usa il parlamento per produrre leggi che lo difendano dalla giustizia, con il suo carrozzone di saltimbanchi, ballerine, nani e veline di regime, aveva presentato le sue candidate, belle ed attraenti come star appena uscite dai camerini di un teatro.
E mentre i lavoratori incassavano una legge sulla flessibilità universale che li condanna ad un'eterna precarietà, la banda ammoniva tutti gli oppositori: guai a parlare male del governo perchè sarete definiti con il peggiore aggettivo:antiliberali.
La banda, intanto, noncurante di un sud stremato da nuove povertà e disoccupazione, continuava a strizzare l'occhio all'asse nordista, quel nord che, un tempo, era stato la patria dei partigiani.
Le reti televisive, continuavano l'opera scientifica e martellante di rieducazione delle masse, e giorni fà, mentre un gruppo di precari contestava il Presidente della Confindustria, gli apparati mediatici dell'uomo che ride, definivano marmaglia coloro che osavano contestare le policy del governo.
Strafottenti di tutto e di tutti, i cortigiani del padrone, continuavano a ridere e a sorridere, noncuranti di un paese dove l'istat dice che ci sono milioni di persone che vivono sulla soglia di povertà.
Così, la banda si era preparata, con superbia, a queste elezioni, sicura di arraffare altro potere ed altri privilegi.
Il risveglio del centrodestra è stato amaro, amaro è stato constatare tutte le persone che fieramente e con dignità sono passate nel centrosinistra.
Ora la banda e meno forte, fino alle prossime elezioni nazionali, quando gli Italiani la manderanno a casa e presenteranno la cambiale a qualche avventuriero mediatico che aveva creduto di illudere il paese con il suo sorriso da iena stampato sul volto.
Questo avventuriero non prenderà nessun voto, e tornerà a fare la sua televisione, quello che ha sempre fatto.
sacher.tonino


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