Brutti tempi per tutti. La crisi economica ha contratto le spese per la pubblicità.
Va male a tutti tranne che a uno: il cav. Silvio Berlusconi, l'uomo più furbo del mondo.
Due piccioni con una fava: lui diventa più ricco, e nel frattempo chiude poco alla volta il rubinetto alla stampa.
C'è solo da ammirare quest'Uomo per quello che ha saputo fare nella vita.
Corriere, 24.06.2003
PUBBLICITA': UN TRAVASO DAI QUOTIDIANI A MEDIASET
ROMA - (d.d.v.) Lo scorso anno avevano denunciato un’«attrazione fatale» della pubblicità che si spostava dalla Rai verso Mediaset. Ora i dati elaborati dalla Margherita parlano di un altro travaso: le inserzioni lasciano i quotidiani per dirigersi irresistibilmente verso le tivù del Biscione. Spulciando tra i dati Nielsen del periodo ottobre 2002-marzo 2003 (e comparandoli con l’analogo periodo dell’anno precedente) viene fuori che i big spender, gli inserzionisti più ricchi, hanno tagliato selvaggiamente i loro budget per la carta stampata ma in parallelo hanno addirittura aumentato gli investimenti sulle reti Mediaset. Qualche esempio: la Barilla ha investito l’86,8% in meno sui quotidiani e nello stesso periodo ha speso il 20,6% in più per spot su Canale 5, Italia 1 e Rete4. Lo stesso vale per Autogerma, Ferrero, Martini&Rossi, Omnitel. Con la Procter&Gamble le proporzioni sono ancora più sorprendenti: -90,5% sui quotidiani e »37% sulle reti Mediaset. E anche una società pubblica come Wind ha tagliato del 55,3% la spesa pubblicitaria sui giornali e l’ha aumentata (»10%) sui network di Berlusconi. Commenta Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione della Margherita: «C’è un continuo drenaggio di risorse che ci preoccupa. Anche perché al Senato la maggioranza ha presentato un emendamento che porta dal 18 al 20% il limite di affollamento orario per gli spot in tv. Si dà quindi ancora maggior spazio alla voracità di Mediaset». L’anomalia italiana, a suo dire, è doppia: da una parte la tv fa man bassa di inserzioni a danno dei giornali e poi al suo interno si presenta come settore fortemente concentrato. «Il duopolio attrae il 97% degli investimenti. E non a caso l’Antitrust ha aperto un’istruttoria».
Gentiloni, però, è preoccupato anche per la Rai. A gennaio aveva perso il 5,8% rispetto a un anno prima ma il trend negativo a marzo ed aprile si è consolidato raggiungendo -9,1%. La previsione che la Margherita fa è che il 2003 della Sipra si chiuda con -8%, che corrisponderebbe a un mancato introito di 80 milioni di euro. Un salasso.
lasciate che gli euri vengano a me





Rispondi Citando
E pensa che l'hanno fatto per davvero, alle estrazioni del lotto...
