Scusatemi per l'assenza , ma rieccomi a postare sulle tematiche nazionalitarie e di classe!
un saluto a tutti ed andate a votare si domenica 15 !!!


Scusatemi per l'assenza , ma rieccomi a postare sulle tematiche nazionalitarie e di classe!
un saluto a tutti ed andate a votare si domenica 15 !!!


Voto e dopo-voto.
Il referendum di domenica rientra nelle forme di lotta per la difesa delle condizioni dei proletari e delle masse popolari italiane. Rifondazione Comunista & co. (Socialismo 2000, Verdi ecc.) esultano per avere raggiunto le firme necessarie per i 2 referendum, e esulteranno ancor più se i risultati saranno positivi (Vittoria del Si per la difesa dell'art. 18 e contro la schiavitù dell'elettrodotto). Nessuno mette in discussione il merito di RC, Verdi e altri, nell'aver contribuito attivamente nell'opera di difesa dei diritti e delle conquiste dei lavoratori, ma quanti referendum potranno riparare il proletariato dall'urto dell'offensiva padronale? Proviamo a ragionare. Nella fase attuale il conflitto di classe è sempre più acuto, proprio perchè la crisi (non ciclica, ma irreversibile) del capitalismo è in fase avanzata. Quale buon contentino per la classe operaia la vittoria sull'art.18?
Con ciò non voglio dire che votare SI (io stesso voterò così) sia un errore, ma inviterei i compagni a riflettere sull'inganno e sulla mala-fede che accompagna molti capoccia rifondaroli.
Sarà proprio un "caso" il ritorno di Rifondazione nell'Ulivo?
Le amministrative sono state l'ennesima prova di quanto sia "puttana" (quindi parlamentarista, revisionista e riformista) questo partito di burocrati, fricchettoni e pacifisti.
Art 18, un modo per fermare l'agitazione e il fermento di classe o un incentivo alla rivolta?
Voi che ne pensate?
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Di Rifondazione non me ne può importare meno, referendum o no si sono già sputtanati abbastanza agli occhi dei lavoratori e sono sempre più quelli che se ne rendono conto.
Tutti a votare sì!![]()


Sono d' accordo con te PR , è ovvio che il PRC e gli altri promotori hanno proposto il referendum per darsi una verniciatina e strumentalizzare la difesa dei diritti della classe lavoratrice.
Detto questo sio' non toglie che l'estensione dei diritti prevista dal referendum è un argine all'offensiva che vorrebbe abolire l'art.18 per tutti i lavoratori italiani ed è un test importante percapire se i lavoratori italiani sono pronti a rispondere alla precarizzazione del lavoro.Vedremo e speriamo che il SI vinca.Rifondazione o meno, la posta in gioco è alta.
Ciao compagno
Originally posted by patria roja
Voto e dopo-voto.
Il referendum di domenica rientra nelle forme di lotta per la difesa delle condizioni dei proletari e delle masse popolari italiane. Rifondazione Comunista & co. (Socialismo 2000, Verdi ecc.) esultano per avere raggiunto le firme necessarie per i 2 referendum, e esulteranno ancor più se i risultati saranno positivi (Vittoria del Si per la difesa dell'art. 18 e contro la schiavitù dell'elettrodotto). Nessuno mette in discussione il merito di RC, Verdi e altri, nell'aver contribuito attivamente nell'opera di difesa dei diritti e delle conquiste dei lavoratori, ma quanti referendum potranno riparare il proletariato dall'urto dell'offensiva padronale? Proviamo a ragionare. Nella fase attuale il conflitto di classe è sempre più acuto, proprio perchè la crisi (non ciclica, ma irreversibile) del capitalismo è in fase avanzata. Quale buon contentino per la classe operaia la vittoria sull'art.18?
Con ciò non voglio dire che votare SI (io stesso voterò così) sia un errore, ma inviterei i compagni a riflettere sull'inganno e sulla mala-fede che accompagna molti capoccia rifondaroli.
Sarà proprio un "caso" il ritorno di Rifondazione nell'Ulivo?
Le amministrative sono state l'ennesima prova di quanto sia "puttana" (quindi parlamentarista, revisionista e riformista) questo partito di burocrati, fricchettoni e pacifisti.
Art 18, un modo per fermare l'agitazione e il fermento di classe o un incentivo alla rivolta?
Voi che ne pensate?
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