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Arrigo Sacchi si è dimesso dal ruolo di direttore tecnico del Parma. L'annuncio è stato dato dallo stesso Sacchi nel corso di una conferenza stampa. "Ringrazio tutti - ha detto l'ex ct della Nazionale - ma già da gennaio mi sono reso conto che non riesco più a rendere al cento per cento. Vi assicuro che sto bene, ma mi costava troppo mantenere questo incarico di direttore tecnico". Non sarà però un addio al Parma, del quale resterà consulente.
Sacchi ha poi spiegato meglio la sua decisione: "Lascio per andare a messa la domenica mattina a Fusignano". Battute a parte l'ex ct della Nazionale, ha detto: "Quando accetto un incarico io mi dedico al lavoro al 100%, trascurando tutto il resto. E così ho fatto anche per questo progetto, che condividevo in pieno. Ma già quest'inverno ho detto alla famiglia Tanzi che mi stava costando troppo in termini personali, cominciavo a diventare un 'mestierante' e non mi sembrava corretto continuare: così dissi che a fine stagione avrei lasciato, con un anno di anticipo sui tempi".
Per Sacchi si è parlato nei giorni scorsi di un ritorno a Milano, sia per quanto riguarda la sponda Milan ma anche per quella dell'Inter. L'ex dt del Parma smentisce tutto: "Smetto per stare a casa mia, con la mia famiglia, e per pensare alle mie cose. Per andare a messa la domenica mattina a Fusignano, per andare in bicicletta. Non per andare in un'altra società".
Anche se l'ex ct ha opportunamente ricordato di essere "calcio-dipendente". "E' l'unica cosa che conosco bene - ha ammesso - dunque non posso sapere ora se questo distacco dal calcio sarà definitivo. Di sicuro, è una scelta presa in assoluta serenità".
Sacchi ha trovato il tempo di lanciare anche qualche battuta: "Magari fra cent'anni mi torna anche la voglia di allenare...".
Sacchi resterà comunque legato al carro parma: "Sì, avrò un ruolo più defilato, di consulente di famiglia. Parlerò solo con il cavalier Calisto e con Stefano. Per rispetto verso chi resta, non potevo accettare un ruolo diverso".
A succedergli nell'incarico sarà Doriano Tosi, arrivato da Modena alla fine del mercato di gennaio. Ed è il secondo importante avvicendamento societario dopo la partenza di Luca Baraldi destinazione Lazio e la recente "investitura" a direttore generale di Patrick Nebiolo.
Il Parma dunque non ringiovanisce solo la rosa, anche i quadri tecnici: "Affidandoci a interpreti più giovani - ha commentato il presidente gialloblù Stefano Tanzi - dimostriamo che in questa società facciamo crescere le persone non solo sul campo".
Perchè, ha aggiunto Tanzi, sono partiti Crespo e poi Di Vaio e sono arrivati Adriano e Mutu".
Sacchi mancherà al Parma: "E' chiaro che Arrigo ci mancherà, basti pensare che è l'uomo che ha cambiato il calcio italiano. Ma fortunatamente ci lascia anche dei grandi valori, che già abbiamo riscontrato in Prandelli e nei giocatori. E Tosi, che ha l'esperienza che gli deriva dall'aver frequentato tutte le categorie del calcio, è l'uomo ideale per succedergli".
"Quanto a Prandelli - ha poi conluso Sacchi - è cresciuto moltissimo in questa stagione: sempre sereno e in continua crescita professionale, come peraltro ha dimostrato sul campo con un girone di ritorno da Champions League. Lascio un progetto che proseguirà, garantendo al Parma e a Parma alte stagioni di calcio ad alti livelli. Quest'anno siamo andati anche oltre alle aspettative, ma è comunque importante dare atto ai Tanzi di aver capito per primi che il tempo del mecenatismo nel calcio era finito. E Parma, con la sua qualità della vita e la sua cultura sportiva era la città giusta per avviare un 'laboratorio' come questo".
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