dal quotidiano di Alleanza Nazionale
" Secolo d'Italia del 10/06/2003
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Il risultato non eccellente dei ballottaggi e la sconfitta nel Friuli Venezia Giulia rendono più urgente la verifica
Nella Cdl è l'ora della riflessione
An: «Le elezioni sono un campanello d'allarme. Si deve avviare subito una nuova fase di governo»
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ROMA - C'è chi ritiene che la verifica politica e programmatica nella Casa delle Libertà sia ancora più urgente dopo il poco brillante risultato delle amministrative. E chi, pochi per la verità, tende invece a minimizzare il responso delle urne. Da Alleanza nazionale arrivano segnali precisi nella prima direzione. Anche se nessuno considera "drammatico" quanto accaduto, c'è chi come Ignazio La Russa parla di "campanello d'allarme politico per la maggioranza perché le elezioni a medio termine indicano sempre, in tutto il mondo, una tendenza contro chi governa". Dunque i risultati, per La Russa come per altri, non sono da sottovalutare. " Occorre ora aprire la fase due del Governo Berlusconi: è un risultato che ci invita a riflettere e a far partire subito questa nuova fase a una diversa velocità ", dice il capogruppo di An alla Camera. E della stessa idea è il capogruppo dell'altro ramo del Parlamento, Domenico Nania , il quale parla esplicitamente di sconfitta della Cdl, " il secondo tempo di una partita della quale il primo avevamo visto l'anno scorso a Verona. La verità - aggiunge - è che ci voglio no candidati scelti unitariamente perché solo così la coalizione si può presentare unita ", spiega, riferendosi al caso del Friuli. "E' ancora più urgente la verifica di governo" spiega Gianni Alemanno , a Londra per incontrare esponenti del governo Blair. "Non sono risultati drammatici - dice il ministro delle politiche agricole - sono un raffreddore non viene curato subito può diventare qualcosa di peggio". E Adolfo Urso , viceministro per il Commercio con l'estero, non è da meno: " E' arrivato il momento delle analisi chiare e oneste per non commettere altri errori oltre a quelli che abbiamo già commesso in questa campagna elettorale ". Di diverso avviso, invece, alcune ali di Forza Italia. Che però non esprimono la stessa lettura sul risultato elettorale. Se Claudio Scajola parla di elezioni amministrative dove contano solo i fattori locali, e Antonio Tajani parla di "valenza locale, legata alla realtà particolare del Friuli" nella quale poco c'entrano i rapporti all'interno della Cdl. E una lettura simile la dà anche il portavoce di Forza Italia, Sandro Bondi, secondo il quale i candidati della Cdl sarebbero stati penalizzati "dall'esistenza di un secondo turno, dalla bassa affluenza al voto e dall'esistenza di alcune divisioni°di carattere locale". Ma Alfredo Biondi , vicepresidente della Camera, di Forza Italia, non è soddisfatto e si dice dell'idea che " la perdita di certi valori che ci hanno fatto vincere fanno capire che si può cominciare a perdere ". Di "sconfitta pesante e senza dubbio oltre ogni limite" parla anche Roberto Rosso , commissario di Forza Italia nel Friuli-Venezia Giulia. Nel dibattito, con una nota, interviene anche il leader dell'Ude, Marco Follini. Per lui "è una sconfitta che indica una difficoltà. Non servono giri di parole. Bisognerà ragionarci con calma e pensarci bene, come sempre quando si è in presenza di sconfitte e difficoltà". Ma c'è sempre chi legge i dati in maniera diversa dagli altri. E' il caso del capogruppo azzurro, Elio Vito , secondo il quale la Cdl ha avuto 3.067.228 voti; il centrosinistra con il Pre 2.393.329 voti. Il parlamentare ha sottolineato che il centrosinistra si ritrova con 700 mila voti in meno rispetto al centrodestra. A suo avviso questi dati confermano che non si può fare una lettura politica delle elezioni amministrative anche perchè "facendo i conti della serva ciascuno ha confermato le sue posizioni nelle 3 province". Vito ha ammesso che quello del Friuli Venezia Giulia è "il dato più significativo, nel quale ha vinto il centrosinistra, ma grazie a una persona, Riccardo Illy. Se vediamo i dati di lista della Cdl i voti superano il 50% e questo conferma che le consultazioni non possono essere lette come dato politico". Una cosa però sembra essere condivisa da tutti: l'elettorato della Casa delle Libertà non capisce e penalizza le divisioni . Ecco perché sarà necessario riaprire il confronto interno nella Casa delle Libertà quanto prima. "
Saluti liberali




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