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Discussione: Tempi, editoriale

  1. #1
    Affus
    Ospite

    Predefinito Tempi, editoriale

    l destino di certo azionismo cattolico

    Fabio Cavallari, il nostro ateo e comunista in redazione
    ci domanda perché mai ci sia più risentimento
    antiberlusconiano in certi ambienti parrocchiani che nel
    Prc.

    A lui e ai lettori rispondiamo che, come vedete, come
    leggete, come ascoltate, le prediche ormai sono tutte
    uguali.
    Fratelli musulmani, cofferatiani, furiocolombiani,
    famigliacristiani, missionari della Consolata, missionari
    comboniani, prodiani, rosybindiani, parlano tutti con lo
    stesso stereotipo e nello stesso coro.

    E' un segno dei tempi, certo, come quelle povere bandiere
    arcobaleno che continuano a sventolare sui balconi, non
    per inerzia, non per pigrizia, ma proprio per ribadire:
    "lasciateci in pace".

    Ecco la "Cosa" che cercava il Pci all'indomani del crollo
    del Muro di Berlino.
    E infatti eccoli zelanti servitori dei tribunali di metà
    anni `90, eccoli tiratori di monetine e tifosi della
    pubblica gogna.

    Poi, passato il quinquennio di rosso silenzio e consenso,
    eccoli di nuovo anime devote, domenica in chiesa, sabato
    in corteo, con in bocca tante parole che non possiedono
    neppure una lontana memoria della realtà.

    Certo, politicamente parlando è evidente a tutti che il
    governo Berlusconi ha i suoi limiti, le sue difficoltà,
    le sue colpe.
    Ma si può non ridurre tutto a propaganda, specie dopo due
    anni di guerre esterne e guerre interne, di disastri
    naturali e mobilitazioni sindacali, di migliaia di ore di
    lavoro perdute inutilmente e migliaia di miliardi
    bruciati in referendum inutili?

    Si può e, pensiamo, si dovrebbe, specie se ci si dice
    cattolici e ci si appende le immaginette votive come fa O.
    L. Scalfaro e si va in giro per chiese e parrocchie a
    parlare di "politica come servizio al bene comune".

    Non è un fatto nuovo questa "Cosa" di cattolici al servizio
    di una mentalità che cattolica non è, anche se si potrebbe
    discutere che razza di mentalità sia.

    Si potrebbe discutere tutto, ma probabilmente non il fatto
    che si sta compiendo ciò che già papa Paolo VI aveva
    intravisto sul finire del suo pontificato.
    Lui, il Papa che aveva sperato tanto nei laicato cattolico
    e che finirà col domandarsi drammaticamente se
    «queste associazioni vale ancora la pena di sostenerle».

    E quali siano queste associazioni che noi oggi conosciamo
    per il loro linguaggio e neo-collateralismo politico
    totalmente succubi dei chierici del totalitarismo ce lo
    dicono i documenti che finalmente escono alla luce dagli
    archivi.
    Come per esempio le cosiddette "carte Bartoletti", cioè le
    agende e i diari di monsignor Enrico Bartoletti che da
    segretario della Conferenza episcopale italiana visse
    praticamente in simbiosi con Paolo VI gli ultimi anni del
    suo pontificato.
    Ce lo dicono appunti come questo, risalente al 22 novembre
    1974, quando dopo un'udienza col Santo Padre, Bartoletti
    annota: «Declino dei movimenti ufficiali: Azione cattolica,
    Laureati, Fuci».

    O del gennaio 1975: «Chiamato d'urgenza. Il Santo Padre mi
    espone i seguenti suoi appunti: chiede il mio parere,
    specie se l'Ac è da ritenersi struttura necessaria e valida
    alla chiesa italiana».

    O ancora del 13 o 15 febbraio 1975: «Mi intrattiene il Papa
    ancora sull'Ac e sulle Acli. Lamenta l'infedeltà di molti e
    chiede che si cominci da zero».

    Noi pensiamo ancora con Bernanos che «La Chiesa è
    effettivamente un movimento, un forza in cammino» e che
    «lo scandalo dell'Universo non è la sofferenza ma la
    libertà».

    Poi ci guardiamo attorno e tra gente di chiesa e gente di
    corteo vediamo farsi strada la stessa domanda sarcastica
    di Lenin: «A che serve la libertà?».


    Tempi, editoriale

    (c) 2003 - Editoriale Tempi duri s.r.l.
    Numero: 25 - 19 Giugno 2003

  2. #2
    Affus
    Ospite

    Predefinito

    In Origine Postato da damps
    Per avere un'idea di Tempi
    vediamo qualche sprazzo significativo
    del chi è il direttore di Tempi
    Luigi Amicone

    Et voilà, da una risposta ad un lettore
    --------------------------------------------------------------------

    Caro Direttore,
    pensi che sia grave se (posto che mi auguro che chi ha perso il lavoro lo ritrovi subitissimo) della chiusura dell' (ops scusa : de) l'Unità "non me ne po' fregà dde meno" ?
    Forse per una collezione di nodi che ho al fazzoletto a partire dagli anni settanta (cosa vuoi, non sono così vecchio sennò dovrei presumibilmente cominciare dal suo santo fondatore) quando l'Unità era così solidale e così comprensiva con i cattolici che volevano vivere la concretezza della loro fede nelle scuole e nelle Università, e quando sulle sue pagine vi era una dovizia di preziosi articoli informativi sul mondo del Samidzat, sulla Cambogia, eccetera (questo per limitarmi alla politica estera).
    Ti chiedo poi se è una mia fissazione fare il confronto tra il casino di questi giorni per aver fatto la festa de (ops scusa all') Unità ed il fragoroso silenzio di quando qualche anno fa chiuse Il Sabato.
    Ciao e buon lavoro

    P.S. : ho letto sull'ultimo numero le notizie sulla festa (non de l'Unità) che stanno facendo nei confronti dei cristiani nei quattro angoli del pianeta : veramente l'incontro con Cristo è l'unica vera speranza di cambiamento per la persona, sennò non se ne avrebbe così paura.
    ============================================
    Non è grave, ma neanche diciamo "me ne frego", posto che tutto quanto è umano ci appartiene. Anche se fu il giornale dell'utopia e poi quello del Partito dell'egemonia ( e del risentimento) diffuso ad ogni livello della nazione e strato della popolazione? Sì, giacché non vi è nulla di così mostruoso che non si possa guardare senza pietrificare come Medusa. Il giudizio rimane sia che chiuda, sia che riapra. Mentre il provare piacere per i casi altrui - anche per la sconfitta del nemico - è un sentimento facile e irrilevante, pur sempre ascrivibile nel novero delle vanità di cui si pasce il mondo. Altrove, ad esempio su manifesti affissi a Milano, leggiamo di una Fetsa de L'Unità prevista per il 31 agosto 18 settembre. Al che i casi sono due: o stanno facendo i piangina per poi prepararsi - dopo intense riunioni, mica su un traghetto Tirrenia - ma su qualche yacht progressista e di sinistra -ad aprire la campagna d'autunno con un emozioante annuncio della rinascita della sinistra proprio sull'affare Unità (del tipo: Veltroni apre la Festa annunciando in lacrime: compagni ce l'abbiamo fatta, Tatò,Dalai, Marchini, l'Ingegner Carlo de Benedetti ecceetera hanno riaperto il portafolgi e stretto un accordo per una cordata eccetere e il poplo della sinistra sarà loro eternamente grato eccetera anche perché eccetera ci aspetta un duro confronto con la destra barbara eccetera)
    oppure è proprio capolinea, e allora assisteremo a una comprensibile e giusta migrazione dei giornalisti de L'Unità verso qualasiasi altra testata, giacché, non ve n'è neanche una che non possa dirsi almeno un pochino di sinistra. In quel caso l'unica domanda sarebbe: e Michele Serra? Dove andrà ad accomodarsi per recitare la parte di aristocratico e giocoso fustigatore del non politicamente corretto? Quanto alla memoria bisogna aver molto chiaro che i comunisti, specie gli amendoliani, negli anni settanta erano molto meglio di parecchi cattolici,penso ad esempio a certi giovani aclisti che ho conosciuto a Milano, e che di cattolici, allora, in piazza, negli ambienti, nelle scuole, ce n'erano pochini, anzi, obbiettivamente c'erano solo i ciellini. Per non paralre di eccelsiastici e democristiani, i quali avrebbero dovuto immaginare che " chi semina vento, raccoglie tempesta". Quanto ai cristiani perseguitati, noto che se ne occupa anche L'Espresso di questa settimana (ma non Panorama), in una breve, nella rubrica "Sette giorni dal mondo", pag. 29, con qualche preoccupazione, scrive L'Espresso, "dopo 19 mesi di conflitto tra cristiani e musulmani". Capito? Conflitto.


    Perchè , cosa hai da dire ?
    ha un solo difetto : le idee democristiane di Don Giussani .

  3. #3
    Affus
    Ospite

    Predefinito

    In Origine Postato da damps
    scommetto che non hai nemmeno letto
    quello che ho postato:
    lo scambio tra il lettore e il direttore di Tempi....

    e se no te ne staresti zitto...
    visto l'argomentare del diretùr.....
    era una trappola

  4. #4
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    Predefinito

    dopo 19 mesi di conflitto tra cristiani e musulmani".
    i cristiani ayayayayayayayaya

 

 

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