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  1. #51
    allevatore
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    Originally posted by Cristianu
    Te gh'è rasün anca tì, ma cosa pretendevi... che ti postassi un libro intero? Il grafico è una parte di uno dei moltissimi articoli pubblicati a riguardo. Siccome è la prima volta che mi capita di trovare un diagramma di così facile consultazione ve lo ho proposto. Ciao!
    Ammetterai che un grafico così incuriosisce molto, gli umbri quasi parenti degli ungheresi e sovrapposti ai piemontesi, i lombardi in basso separati da tutti... mi sarebbe piaciuto sapere le conclusioni che ne traevano gli estensori dell'articolo e soprattutto se ne davano una qualche spiegazione etno-storica aldilà del nudo dato statistico. Cmq permetti che quantomeno sapere di quali geni si tratta sia fondamentale. ANche perchè se non ricordo male il libro di cavalli sforza diceva che i popoli padani hanno tutt'ora un riconoscibile e distintivo substrato celtico che li separa dagli altri e qui me li vedo insieme a portoghesi e spagnoli (ma poi quali spagnoli? tra un galiziano e un andaluso di strada ne passa...). Poi altra cosa... il cerchio della francia è piccolissimo e minore di quello austriaco! mah, anche questo è molto sospetto...

  2. #52
    Indipendentista sardu
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    Originally posted by asburgico
    Ammetterai che un grafico così incuriosisce molto, gli umbri quasi parenti degli ungheresi e sovrapposti ai piemontesi, i lombardi in basso separati da tutti... mi sarebbe piaciuto sapere le conclusioni che ne traevano gli estensori dell'articolo e soprattutto se ne davano una qualche spiegazione etno-storica aldilà del nudo dato statistico. Cmq permetti che quantomeno sapere di quali geni si tratta sia fondamentale. ANche perchè se non ricordo male il libro di cavalli sforza diceva che i popoli padani hanno tutt'ora un riconoscibile e distintivo substrato celtico che li separa dagli altri e qui me li vedo insieme a portoghesi e spagnoli (ma poi quali spagnoli? tra un galiziano e un andaluso di strada ne passa...). Poi altra cosa... il cerchio della francia è piccolissimo e minore di quello austriaco! mah, anche questo è molto sospetto...
    Tieni presente che per la Spagna i dati sono mediati quindi può darsi che tra le varie aree ci sia molta diffusione, del resto il punto medio per l'Italia si discosta da un po' tutti i punti medi regionali. Per la questione Austria-Francia non saprei ma considera che l'Austria non è mai stata politicamente fisicamente isolata dalla mescolanza con tutto il mittel Europa, la Francia, da dopo le invasioni barbariche, bene o male è sempre stata un stato indipendente sovrano, ciò può aver contribuito a non mescolare troppo i francesi con altri popoli. Ricorda che l'Austria, pur essendo piccola territorialmente, non è detto sia popolata da una comunità "piccola geneticamente", per secoli è stata parte di Imperi multietnici, da quello Germanico a quello Austro-ungarico!

    Effettivamente ora vorrei anche io saperne di più. Se dovessi trovare qualcosa comunicamelo.

    Mi incuriosisce moltissimo anche la questione sarda. A livello antropologico, sapevo da anni dell'esistenza di una "razza sarda". Io pensavo che questo è dovuto al "ristagno" genetico che opera da millenni, ma a quanto pare sono proprio i geni ad essere diversi e non solo la loro frequenza. Ora la domanda sorge spontanea, mi devo considerare un alieno?

  3. #53
    Ridendo castigo mores
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    Originally posted by Perdu

    nessuna alleanza con partiti non indipendentisti è valida, ne di destra ne di sinistra, non so a che cosa ti riferisci!
    mi riferisco al fatto che nessun partito ' nazionale' italiano e' indipendentista , anche se magari tutti i suoi elettori sardi dicono di essere indipendentisti ..

  4. #54
    Indipendentista sardu
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    Originally posted by Gringo
    Io avevo letto che i Sardi sono, insieme agli antichi liguri, ai Baschi e ai Caucasici (Georgiani, Ceceni ecc.), gli ultimi residui quasi puri delle antiche popolazioni pre-indoeuropee che popolavano il continente europeo prima della migrazione di questi ultimi. Queste antiche genti erano strettamente imparentate con gli antichissimi nordafricani paleoberberi, il cui residuo genetico è quasi scomparso e oggi si ritrova solo in alcuni casi tra i berberi piu' solitari e isolati, come i Tuareg, gli uomini blu del deserto.
    Le caratteristiche fisiche di questi antichi popoli erano la
    statura medio-alta, carnagione tendete all'olivastro, occhi azzurro-verdi e capelli nerissimi lisci, con riflessi bluastri. Studi su mummie egizie hanno avvalorato questa tesi, e anche molti egiziani antichi possedevano analoghe caratteristiche fisiche e genetiche. Oggi molti sardi, liguri dell'entroterra, corsi, baschi e caucasici nonchè alcuni tuareg e berberi, seppure nelle differenze etniche che i millenni e l'adattamento geografico hanno apportato, conservano una caratteristica particolare, cioè di avere un fenotipo decisamente scuro, i capelli nerissimi ma gli occhi azzurro-verdi.
    Molto interessante. Spesso si è portati ad associare i sardi con qualsiasi altro popolo mediterraneo (spagnoli, greci, turchi, italiani del centro-sud) ma come dici tu, a parte una certa tendenza all'olivastro, i tratti somatici sono molto diversi.
    Spesso riconosco in mezzo alla folla (per esempio a Milano) dei sardi anche a prima vista, mi baso soprattutto sui lineamenti della faccia, molto più visibili nelle donne. Gli occhi infatti tendono a "infossarsi" (ma non necessariamente in senso negativo) e spesso tendono ad essere lontanamente "a mandorla".
    In Sardegna mi è capitato di sentire che effettivamente i nuragici avevano alcune particolarità (come gli occhi verde-azzurro) dissimili da molti popoli dell'antichità mediterranea. Nonostante in tutta la Sardegna si possa parlare di una certa somiglianza generale, cambiando zona (e specialmente nei paesi di montagna questo è accentuatissimo) cambiano alcune particolari caratteristiche somatiche. Nell'interno (nelle Barbagie ecc...) in molti villaggi dominano gli occhi chiari (mio nonno materno aveva occhi azzurrissimi come i suoi fratelli), nella costa i caratteri più scuri. Questo penso sia dovuto all'influenza punica molto consistente specialmente nelle colonie costiere di Karalis (Cagliari/Castedhu), Norax (Nora, attualmente sito archeologico), Sulci (Sant'Antioco/Santu Antiògu), Tharros (attualmente sito archeologico e località balneare), e in seguito romana, moresca e spagnola.
    In Gallura/Gadhura gli abitanti sono di origine corsa (e parlano il corso), tuttavia mi sembra che, nonostante l'aspetto più "continentale" tipico dei corsi, anche nei corsi indigeni (non i biondi francesi immigrati) scorra sangue nuragico, molti pastori corsi dell'interno sono indistinguibili dai sardi. Trallaltro, anche la Corsica del centro-sud era abitata dai nuragici, ancora oggi si possono ammirare vari nuraghi (in francese chiamati, secondo me in modo declassante, LES TOURRES) tra cui quello bellissimo di Palaggiu.

    iAdiosu a tottus! Cristianu

  5. #55
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    http://www.sucuncordu.net/sci-genilingue.jpg

    1. da "Geni, Popoli e Lingue" di Luigi Luca Cavalli-Sforza.

    Adelphi Edizioni, Milano 1996


    Qualcuno saprebbe commentare questo albero? Ci capisco poco e vedo che qualche forumista di questo forum è abbstanza pratico. Grazie. Cristianu

  6. #56
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    inserisco l'immagine và:


  7. #57
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    A testimonianza di quanto tu hai accennato riguardo i rapporti tra la Repubblica Marinara di Genova e il mondo Maghrebino, esistono in Sardegna le due minoranze liguri-tabarkine di Carloforte (sull'Isola di San Pietro/Santu Perdu) e Calasetta/Cala 'e Setha (sull'isola di Sant'Antioco/Santu Antiògu). Questi liguri di Pegli infatti vivevano da molti secoli, fino al 1700-1800 su un isolotto davanti alla cittadina di Tabarka, nel nord della Tunisia. L'isolotto era riconosciuto come possedimento Genovese e i liguri-tabarkini si occupavano della pesca dei coralli. Dopo il crollo della Repubblica rimasero ancora per qualche tempo dove erano, ma non erano protetti da nessuno stato, dato che il Regno di Sardegna (che aveva assorbito la sola Liguria, ma non i possedimenti d'oltre mare, tra cui la Corsica) non rivendicava l'isolotto. Quando i rapporti con i locali, che per secoli erano stati ottimi, divennero deleteri (l'isolotto inoltre non conteneva più la popolazione, che si era insediata anche dirimpetto all'isola, e gli inglesi premevano sui potenti tunisini per aver un monopolio sul corallo), i tabarkini chiesero al Re di Sardegna un luogo dove poter continuare le loro attività al sicuro. Il re sabaudo ovviamente decise di espropriare ai pastori sardi un'intera isola (San Pietro, grande più di mille volte lo scoglio di Tabarka) da donare ai pescatori tabarkini. In realtà i tabarkini si dimostrarono grati verso i sardi che vivevano pochi chilometri al di là del mare, e i sardi accettarono i nuovi arrivati. Sull'isola di San Pietro i tabarkini fondarono Carloforte (in onore di re Carlo Alberto), in seguito valicarono un breve braccio di mare e sulla sardofona isola di Sant'Antioco fondarono Calasetta, ad appena 10km dalla cittadina di Sant'Antioco (già presente sull'isola, da cui il nome). Attualmente i due comuni tabarkini (Carloforte e Calasetta) sono perfettamente integrati con il contesto sardo, ai cognomi liguri si sono aggiunti cognomi sardi, molti degli abitanti conoscono sia il Tabarkino, che il Sardo Campidanese.
    Andando a Carloforte si incontra gente con una vaga cadenza sarda (ma non il martello pneumatico tipico ) dalla parlata tipicamente genovese. Attualmente in Sardegna è riconosciuto il diritto al bilinguismo ai sardi e ai catalani (che vivono ad Alghero/L'Alguer/S'Alighera), c'è però chi si sta battendo anche per valorizzare la parlata tabarkina, riconosciuta all'unanimità dal popolo sardo come patrimonio culturale della Sardegna. Se vuoi venire a trovare i tuoi compaesani liguri della Sardegna sei benvenuto!
    Cristianu.

  8. #58
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    Il fatto è, come ho già spiegato, che i partiti che in Italia si pongono come centralisti, in Sardegna si pongono come autonomisti. Nominano più loro la lingua e la cultura sarda dei sardisti veri e propri. Inoltre il 25-30% dell'elettorato vota le unioni autonomiste (tipo l'Union Valdotaine) che si alleano con i partiti romani. Ciò ovviamente disorienta i sardi, poichè si sentono formalmente riconosciuto il diritto all'essere nazione da tutte le forze politiche (eccetto l'estrema destra che è però quasi inesistente), e poichè l'indipendentismo nella sostanza può far paura (una terra così povera secondo alcuni potrebbe, se indipendente, morire del tutto), ecco le percentuali così moderate.
    In realtà negli ultimi decenni si è assistito, contemporaneamente alla desardizzazione delle aree urbane, a una rinascita patriotica (forse legata proprio all'innalzamento del tenore culturale) che ha riportato l'isola alla questione sostanziale: "se siamo una nazione, perchè ci deve essere negata l'indipendenza?". Voglio comunque ribadire che il 90% dei sardi, anche i votanti FI o DS..., si sente culturalmente appartenente alla nazione sarda. Il popolo sardo quindi è comunque unito. La cosa particolare è che anche le minoranze (catalani, corso-galluresi, sassaresi e tabarkini) sono sintonizzate ideologicamente con i sardi veri e propri.
    Alcuni temono che la Gallura/Gadhura possa essere politicamente una sorta di Irlanda del Nord (cioè un avamposto italianista in terra isolana), io non penso, quando parlano agli italiani, seppur di fatto italiani anche loro, dicono di essere SARDI prima che italiani.

    A si biri a tottus!/ Arrivederci a tutti!

    Cristianu.

 

 
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