L'INFINITA AGONIA DELLA SANITA' PESARESE
L´allontanamento senza troppi complimenti del simbolo indelebile di tanti anni d´impegno medico a servizio dei malati; dell'uomo che più d´ogni altro ha contribuito a far conoscere nel mondo il nostro ospedale cittadino, il Prof.Lucarelli, appare unicamente come l´ultima beffa perpetrata dalle locali amministrazioni rosse ai danni della collettività pesarese. Questo schiaffo morale è il segno che non vi è fine a ciò che la Sen.Bianconi definiva come "insipienza ideologica", un perverso stratagemma di pensiero politico che mira unicamente a tacciare d´eresia, i programmi che sono proposti da parti politiche avverse o ad "epurare" coloro che in buona fede si schierano a favore di occasioni irripetibili offerte ai cittadini. La "ratio anconocentrica" ha infine prevalso, la logica del controllo sanitario capillare sull'intero territorio ragionale, ci apre oscuri orizzonti futuri. Poco tempo fa fu emessa la sentenza di condanna sul "progetto IRCCS" da parte della Giunta regionale, e nello specifico dal Magistrato D´Ambrosio; con tutti i possibili vantaggi persi vanamente dal nostro territorio (di tipo economico, di eccellenza delle prestazioni erogate da un ospedale potenziato, di prestigio mondiale come sede della Scuola Internazionale di Talassemia). Successivamente, per ammansire le seppur fievolissime rimostranze della sinistra pesarese erano state paventate confuse chimere di affidamento al San Salvatore di alte specialità quali cardio e neurochirurgia, radioterapia e diagnostica citogenetica. Ma nulla di tutto ciò è previsto dal Piano Sanitario Regionale in discussione. E´ però chiara l´assegnazione di cardiochirurgia al Lancisi e di neurochirurgia all'Umberto I, entrambi ad Ancona. Per Pesaro vi sono solo asterischi e vaghi quanto confusi riferimenti; emblematica è la frase: "Lo sviluppo del progetto alte specialità potrà prevedere ulteriori sedi oltre a quelle indicate", il che in politica può spesso equivalere ad un nulla assoluto. E la nomenklatura diessina pesarese cosa fa? Sindaco e Presidente di Provincia subiscono in silenzio tali umiliazioni senza muovere un dito, evidenziando l´uno un´ingiustificata acquiescenza di fine mandato e l´altro un´esagerata cautela nelle proprie prese di posizione, rispettando silente le gerarchie di partito; forse anche per non inficiare le velleità di candidatura personale alla Presidenza delle Marche nelle elezioni del 2005. Si potrebbe continuare in eterno la diatriba su quale sia il miglior soggetto giuridico in cui far confluire tanti anni di esperienza, ricerca e cura nel settore dell'ematologia. Ma tutte le formule che sono periodicamente proposte rappresentano solo inutili tecnicismi che la gente comune non arriva a capire appieno. Invece il trattamento riservato senza alcun ritegno a personalità quali Gardi e Lucarelli non ha bisogno di alcuna spiegazione aggiuntiva. I primi a domandarsi che ne sarà del futuro di Ematologia al San Salvatore sono i genitori dei bambini palestinesi, iracheni, egiziani e di altri paesi del bacino mediterraneo, che vengono da questi paesi lontani con un sogno nel cuore, e cioè di vedere i loro figli guariti. Il punto focale è che queste genti, arrivano a Pesaro unicamente perché conoscono le gesta, l´esperienza e la professionalità di Lucarelli e non esitano a dimostrare attivamente il loro sostegno e la loro infinita fiducia verso il noto ematologo e la sua equipe, tutti però minacciati dalla spada di Damocle della Regione. Essi rimangono nell'attesa di essere sfrattati da un momento all'altro, da quello che per tanti anni ha rappresentato un luogo di grande sofferenza, ma anche di incrollabile speranza di riscatto. Un fatto nuovo ed in prospettiva dirompente è però avvenuto negli ultimi tempi. E´ stata annunciata per le prossime elezioni amministrative di Pesaro la presentazione di una lista "pro-IRCCS" a cura della famosa oncologa del nostro ospedale, la dott.sa Giuseppina Catalano, con l´obiettivo di non permettere più che un simile scempio possa avvenire in futuro, e creare le condizioni di rilancio dell'agonizzante sanità cittadina. Questo è un fatto di enorme importanza; evidentemente qualcosa comincia a scricchiolare nell'establishment di governo locale. Le strutture di potere radicate e consolidate in più di 50 anni di gestione assolutistica, evidentemente non sono così forti da impedire un processo di erosione alla base di quel granitico controllo sociale. Occorre far sì che quest'occasione irrinunciabile di cambiamento, porti finalmente al rilancio politico che è fervidamente atteso da molti concittadini che perorano la nostra causa. Forza Italia deve contribuire alla creazione ed al consolidamento di questa "forma mentis", lo scuotimento delle coscienze che porti i pesaresi a riconsiderare le proprie abitudini politiche, per proporci infine come garanti di nuove prospettive di riforma e d'innovazione , delle quali la nostra martoriata città ha un assoluto bisogno. Mauro Della Costanza
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