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Discussione: Questo forum è morto

  1. #31
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    Mi sembra un'agonia sublime.
    Meglio di una vita miserabile e pitocca.
    Cirno

  2. #32
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    mai originali..
    un altro che sosteneva MEGLIO UN GIORNO DA LEONE CHE CENTO DA PECORA..... è FINITO APPESO PER LE PALLE (AD OPERA DELLE PECORE)
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  3. #33
    Senatore e Magno Pilastro
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    ...penso di si.
    Ora vado a vedere.
    Bene! tutto il salotto dello zio Cirno è ancora in Esegesi.
    Ti trascrivo comunque la lettera a Fra Dolcino.
    "Ottava lettera

    Fradolcino e la reincarnazione

    Caro zio Cirno.
    Nessuno potrà mai interamente comprendere il rapporto che corre tra me, giovane (38 anni) artigiano di Varallo, secessionista, autonomista, padanista e chi più ne ha più ne metta e la Val di Sesia, terra di frontiera e di conquista, di ribellioni epiche e d’eccidi ma soprattutto terra di fiera coscienza nazionale ed etnica. La mia terra.
    Premetto che studi classici non ne ho fatti (sono Perito Elettronico) e perciò le inevitabili imperfezioni linguistiche mi saranno perdonate.
    ...Ut Comites de Blanderate non vadant in Vallem Siccidam...
    Fin da piccolo avevo sentito parlare dei biechi oppressori Conti di Biandrate, che ancora nel 1200 pretendevano di far valere i loro diritti feudali, incluso l’ignobile ius primae noctis, a danno dei fieri valligiani, e di Fra’ Dolcino, che aveva capeggiato una rivolta senza speranza e senza successo ma che fu capace di suscitare contro di se una vera e propria crociata. Una crociata senza fede e senza onore.
    Affabulazioni forse, ma che lasciarono in me una grande sete di conoscenza.
    Ancora oggi, quando mi reco a Campertogno a visitare il Museo di Fra’ Dolcino, sento in me una vibrazione profonda, una voce che grida, tra le fiamme del rogo, dal profondo del tempo.

    Ma chi era Fra’ Dolcino?
    Iniziai molti anni fa le mie ricerche. Dobbiamo partire da Gioacchino da Fiore, monaco, profeta ed esegeta, eremita nella Sila. Egli fu il fondatore dell’Ordine Florense e dell’Eremo di San Giovanni in Fiore.
    A costo di essere noioso e pedante devo esporre il suo pensiero. Ad ogni Persona della Trinità corrisponde un’età storica: al Padre l’epoca precedente alla venuta del Cristo; al Figlio l’epoca della Chiesa con Nuovo Testamento; allo Spirito Santo un’epoca futura che, qualificata dalla lotta contro l’Anticristo condurrà, attraverso le persecuzioni, al Giudizio di Dio. Secondo le profezie di Gioacchino, l’anno 1260 doveva corrispondere all’inizio della Terza Epoca, quella della manifestazione finale dello Spirito.
    Fra’ Gherardo Segarelli da Parma, francescano seguace di Gioacchino, fondò nel 1260 il movimento (detto ereticale) degli Apostolici, che volevano prepararsi alla Terza Epoca predicando la penitenza. Ebbe largo seguito, ma ciò non impedì che il suo movimento, osteggiato da francescani e domenicani, venisse condannato. Il rogo gli chiuse la bocca e gli suggellò il cuore nel 1300.
    La sua eredità fu raccolta da Fra’ Dolcino.
    Dal suo unico scritto pervenutoci, sappiamo che egli, divenuto guida degli Apostolici, integrò e corresse la profezia escatologica di Gioacchino aggiungendo una Quarta Età alle tre Gioacchiniane: quella della restaurazione della purezza di vita e dottrina della Chiesa. La sua visione ecclesiologica prevedeva il rifiuto dell’obbedienza, se non condizionale, al Pontefice e la liceità della predicazione ambulante dei laici. Il suo fervente escatologismo considerava una Chiesa scaduta dallo stato di primitiva perfezione e declinante dai tempi di Papa Silvestro: onde l’imminenza del castigo celeste e l’avvento del regno di una nuova Gerusalemme.
    Perseguitato dall’Alto Clero e da Francescani e Domenicani egli, sostenitore dell’ascesi e della povertà assolute, organizzò una fiera resistenza in Val di Sesia, finché la crociata bandita contro di lui da Clamente V° lo costrinse a trincerarsi con i suoi fedeli sul Monte Revello. Arresosi per fame, fu arso con la fedele compagna Margherita e alcuni compagni.
    La Val di Susa seguì il suo destino.
    La dolce e fiera terra che si stende dal Monte Rosa a Romagnano, tra le valli della Dora Baltea e del Ticino, era sempre stata trattata come oggetto di dazione e conquista.
    Ottene III° Imperatore già nel 999 ne investiva arbitrariamente il Vescovo di Vercelli: ma nel 1025 Corrado II° ne faceva donazione al Vescovo di Novara.
    Nel 1070 divenne possesso dei novaresi Conti di Biandrate, biechi tiranni spossessati da Fra’ Dolcino. Qualche tempo dopo la gloriosa fine del Frate la Valle di Sesia, per...spintanea dedizione, passò in possesso dei Visconti (1365).
    Il resto è storia moderna.

    Detto questo, devo riferire quale misterioso legame, quale tramite esoterico mi leghi personalmente a Fra’ Dolcino, del quale sono e mi sento in grado di perfezionare il pensiero profetico.
    L’idea (o fu ispirazione?) mi venne leggendo il libro “L’Esorcista”, la dove si racconta che la protagonista era stata posseduta da un’entità spiritica (nell’occasione diabolica) mentre praticava un “gioco” molto in voga tra i giovani americani: su un tabellone circolare, con su scritte le lettere dell’alfabeto, i numeri da 0 a 9 e alcune caselle corrispondenti a risposte abbreviate (es. NO – SI – Non posso dirlo, ecc.) si pone capovolto un bicchiere leggero, sul fondo del quale si posano con leggerezza gli indici della mano destra dei partecipanti, che devono essere non meno di 4 e non più di 6.
    Si compone in tal modo una catena spiritica. E, se tutto funziona, il bicchiere comincia a roteare e risponde alle domande componendo parole e cifre. Se al bicchiere si lega una matita a punta tenera, si possono anche fare esperimenti di scrittura automatica.
    Pensai di collegarmi con Fra’ Dolcino.
    Radunati alcuni amici di fede Leghista, ai quali feci giurare il silenzio, iniziammo gli esperimenti in un’antica e semiabbandonata cascina, molto adatta allo scopo.
    Dopo alcuni tentativi sfortunati (premevamo troppo sul bicchiere, mancava la necessaria concentrazione o intervenivano spiriti disturbatori) il successo fu completo.
    Una notte di temporale, dopo manifestazioni impressionanti (il tavolino sul quale era posato il tabellone oscillò e si sollevò di circa 15 centimetri, mentre si diffondeva nell’ambiente uno sgradevole odore di carne bruciata), Dolcino si degnò di parlarci.
    Molte cose segrete egli disse che io non posso ancora rivelare.
    Una però mi comandò di esternare e predicare, con speciale riguardo ai Postatori di POL: L’AVVENTO DI UNA QUINTA ETA’ !!
    La Quinta Età è quella dell’Avvento della Padania.
    Fra’ Dolcino ci ha rivelato che la Padania è la nuova Terra Promessa, il nuovo Eden che sopravvivrà alla generale decadenza di costumi ed ambiente del resto del mondo abitato, la cui fine è ormai prossima.
    Nella Padania, e in particolare nella Valle di Sesia, sorgerà la Nuova Gerusalemme, Patria delle 15 Tribù degli Eletti (che nulla hanno a che vedere con le 12 tribù d’Israele).
    Di più non posso dire, essendo vincolato al segreto. Pubblicherò l’intera Profezia solo dopo la comparsa dei 3 Segni, anch’essi per ora secretati.
    Aggiungo solo, e vi prego di non prendere sottogamba la cosa, che Fra’ Dolcino, durante un esperimento di scrittura con la matita, disegnò in un sol tratto la sua effigie, somigliante stranamente a quella del Senatore Bossi, nel quale potrebbe (non nego e non confermo per i noti vincoli) essersi reincarnato.
    Aggiungo ancora che abbiamo parlato con Fra’ Dolcino di alcuni Forumisti, e in particolare di Teognide il quale ha osato asserire che i Dolciniani erano stronzi eretici pauperisti e spoliatori...
    Ebbene, tutto si spiega: Dolcino ci ha confidato che il Prof. Teognide, falso maestro presso la Scuola di Pavia, è lontano discendente, anche se collaterale, degli infami Conti di Biandrate.
    Tutto si spiega, dunque.

    Tutto ciò ti dico e affermo, zio Cirno, perché tu, novello Giovanni Battista, possa anticipare sul Forum la mia predicazione.
    Il vero Fra’ Dolcino mi interdice, infatti, di parlare per ora in prima persona di quanto accaduto.

    Poenitentiagite.
    Fra’ Dolcino Postatore.

    Ricevo e pubblico, turbato ed incredulo al tempo stesso.
    Non sta a me, tuttavia, giudicare, dato che la lettera è, di fatto, indirizzata a tutti voi.
    Farneticazioni o profezia? Non ritengo, in ogni caso, che gli esperimenti spiritistici debbano essere dileggiati. Qualcosa di vero potebbe esserci.
    Quanto al reincarnato Bossi, gli auguro di evitare...di quella pira l’orrendo foco. Sarà meglio per lui rimanere alle note di Va pensiero!!

    Zio Cirno.

    (12.4.2001)

  4. #34
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    Cciappas, quelle piuttosto che pecore erano iene, da come hanno infierito su cadaveri scrivendo una delle pagine più vergognose della nostra storia recente.
    Ciò senza sottacere le colpe di chi ha magari meritato la morte per i suoi errori.
    E la Petacci? le "pecore" hanno appeso pure lei. Che schifo.
    Cirno

 

 
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