Non ho mai avuto il piacere di leggere le opere di san Bellarmino che trattano della deposizione del Papa e dei vescovi in caso di eresia. Conosco il famoso passaggio del "De Romano Pontifice" dove Bellarmino dice che la sua opinione sull'ipotetico problema del Papa che cade in eresia (come persona privata) è diversa e contraria a quella del cardinal Gaetano (cf. (cf. St Robert Bellarmine, De Romano Pontifice). Questo passaggio è usato da molti sedevacantisti totali per dimostrare che non c'è bisogno di una dichiarazione della Chiesa per dire che la Sede Apostolica è totalmente vacante, perché - dicono - Bellarmino insegna che un Papa perde totalmente il Pontificato immediatamente, nel momento stesso in cui la sua eresia diventa pubblica. L'intervento dell'autorità della Chiesa è irrilevante o quasi.
Recentemente, nel “Dictionnaire de Théologie Catholique” (1899), alla voce "Bellarmino" scritta da X. Le Bachelet, ho letto (l'autore sta dando una sintesi delle opere di Bellarmino, qui in particolare del "De Romano Pontifice"):
« La seconde fonction du pape est de régir le troupeau de Jésus-Christ ; il possède à cette fin la plénitude de la juridiction ecclésiastique. Comparé sous ce rapport aux autres évêques, il les dépasse non-seulement par l’étendue et l’efficacité, mais encore par l’origine de son pouvoir ; seul, en effet il tient immédiatement de Jésus-Christ sa juridiction, tout autre évêque reçoit la sienne par son entremise. Bellarmin voit là une conséquence du régime monarchique de l’Eglise. De romano pontif., l. IV, c. XXII sq. Comparé à l’ensemble de l’épiscopat, même réuni en concile, le pape garde la supériorité ; les évêques sont, à la vérité, de vrais juges de la foi, mais leur jugement reste toujours subordonné à celui du docteur suprême, De conciliis, l. II, c. XV sq. ; dans la controverse vénitienne, Responsio ad libellum Jo. Gersonis, et Responsio ad tractatum septem theologorum, prop. 9, t. VII, col. 1073 sq., 1096 sq. Le vicaire du Christ n’est justiciable d’aucune juridiction humaine. De romano pontif., l. II, c. XXVI. Un seul cas paraît faire exception, celui où un pape tomberait formellement dans l’hérésie ; alors il pourrait être déposé par un concile. Mais l’exception n’est qu’apparente ; la vérité est que par le fait même de l’hérésie, il cesserait d’être membre de l’Eglise, et le concile le déclarait plutôt déchu du pontificat qu’il ne le déposerait lui-même. Ibid., c. XXX ».
[Traduzione della frase che ho messo in evidenza: "la verità è che per il fatto stesso dell'eresia [il Papa] cesserebbe di essere membro della Chiesa e il concilio lo dichiarerebbe decaduto dal pontificato più che deporlo lui stesso].
Questa sintesi - sulla quale certo non si può fondare un giudizio completo sul pensiero di Bellarmino - mi è stata utile perché mi ha messo ha conoscenza di una cosa di cui i sedevacantisti totali, che basano la loro posizione davanti all'attuale crisi della Chiesa sulle dottrine di Bellarmino, non parlano mai: e cioè che Bellarmino, in ordine al problema della perdita del Papato, non ignora ed invece prende in considerazione l'intervento dichiarativo dell'autorità della Chiesa.
In seguito, nel bellissimo libro dell'abbé Lucien La situation actuelle de l'Autorité dans l'Église, La thèse de Cassiciacum, 1985 (pagine 60-61) ho letto due notevoli estratti di San Bellarmino in cui il Santo Dottore esamina il caso di un vescovo che dà al suo gregge un insegnamento eterodosso. Dice Bellarmino (De Membris Ecclesiae, Lib. I De Clericis, cap. 7. Cf. Opera Omnia, C. Pedone Lauriel éditeur, T. II, 1872, p. 159):
« Il est vrai que le peuple doit discerner le vrai prophète du faux, mais non par une autre règle que celle-ci: observer attentivement si celui qui prêche dit le contraire de ce que disaient ses prédécesseurs, ou de ce qui est dit par les autres pasteurs ordinaires, et principalement par le Siège apostolique et l’Église principale; car il est commandé au peuple d’écouter ses pasteurs. Luc X, Qui vous écoute m’écoute. Et Matth. XXIII,faites ce qu’ils vous disent. Le peuple ne doit donc pas juger son pasteur sauf s’il entend des choses nouvelles et étrangères à la doctrine des autres pasteurs ».
E poco dopo aggiunge:
« Il faut observer en outre que le peuple peut certes, par la règle que nous avons posée, discerner le vrai prophète du faux, mais qu’il ne peut pas pour autant déposer le faux pasteur s’il est évêque, et en substituer un autre à sa place. Car le Seigneur et l’apôtre ordonnent seulement que les faux prophètes ne soient pas écoutés par le peuple : mais non pas que le peuple les dépose. Et il est certain que l’usage de l’Église a toujours été que les évêques hérétiques soient déposés par des conciles d’ évêques, ou par les souverains pontifes ».
[Traduzione della frase che ho messo in evidenza: "Ed è certo che l'uso della Chiesa è sempre stato quello che i vescovi eretici siano deposti da concilii di vescovi o dai sovrani pontefici"].
Nello stesso libro dell'abbé Bernard Lucien (pagina 68) leggo, infine, un altro importante estratto di San Bellarmino. Qui il Santo critica l'opinione per cui il Pontificato è perduto anche per un'eresia puramente interna. Dice Bellarmino (De Romano Pontifice, lib. II, cap. XXX):
« Je ne l’approuve pas. Car la juridiction est bien donnée au pontife par Dieu, mais non sans le concours des homes, comme il est évident, puisque c’est par les homes que cet home, qui n’était pas pape, commence de l’être; et dont elle n’est pas enlevée par Dieu (A Deo) si ce n’est à travers l’intervention de l’homme (PER hominem): mais l’hérétique occulte ne peut être jugé par les hommes; et lui-même ne veut pas spontanément laisser son pouvoir ».
[Traduzione della frase che ho messo in evidenza: "e perciò la giurisdizione non viene tolta da Dio se non per l'intervento dell'uomo"].
Da questi brevi estratti è difficile avere un quadro esatto e completo del pensiero di Bellarmino, di cui io non mi faccio assolutamente interprete. Anzi, colgo l'occasione per chiedere a chiunque sia in possesso di tali scritti di Bellarmino di postarli, affinché sia possibile conoscere meglio la sua dottrina.
Tuttavia questi estratti sembrano sufficienti per porre ai sedevacantisti totali una domanda. Come si è visto Bellarmino proclama la necessità di un giudizio umano nel processo che porta alla perdita del Papato e dell'episcopato. Perciò pare davvero difficile attribuirgli una tesi che esclude un tale giudizio. Di qui appunto la domanda: come è possibile - da parte dei sedevacantisti totali - fondare la personale convinzione secondo cui la Sede apostolica è totalmente vacante sugli insegnamenti di Bellarmino?




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