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    Predefinito La vera dottrina di San Bellarmino sulla deposizione del Papa e dei vescovi



    Non ho mai avuto il piacere di leggere le opere di san Bellarmino che trattano della deposizione del Papa e dei vescovi in caso di eresia. Conosco il famoso passaggio del "De Romano Pontifice" dove Bellarmino dice che la sua opinione sull'ipotetico problema del Papa che cade in eresia (come persona privata) è diversa e contraria a quella del cardinal Gaetano (cf. (cf. St Robert Bellarmine, De Romano Pontifice). Questo passaggio è usato da molti sedevacantisti totali per dimostrare che non c'è bisogno di una dichiarazione della Chiesa per dire che la Sede Apostolica è totalmente vacante, perché - dicono - Bellarmino insegna che un Papa perde totalmente il Pontificato immediatamente, nel momento stesso in cui la sua eresia diventa pubblica. L'intervento dell'autorità della Chiesa è irrilevante o quasi.

    Recentemente, nel “Dictionnaire de Théologie Catholique” (1899), alla voce "Bellarmino" scritta da X. Le Bachelet, ho letto (l'autore sta dando una sintesi delle opere di Bellarmino, qui in particolare del "De Romano Pontifice"):

    « La seconde fonction du pape est de régir le troupeau de Jésus-Christ ; il possède à cette fin la plénitude de la juridiction ecclésiastique. Comparé sous ce rapport aux autres évêques, il les dépasse non-seulement par l’étendue et l’efficacité, mais encore par l’origine de son pouvoir ; seul, en effet il tient immédiatement de Jésus-Christ sa juridiction, tout autre évêque reçoit la sienne par son entremise. Bellarmin voit là une conséquence du régime monarchique de l’Eglise. De romano pontif., l. IV, c. XXII sq. Comparé à l’ensemble de l’épiscopat, même réuni en concile, le pape garde la supériorité ; les évêques sont, à la vérité, de vrais juges de la foi, mais leur jugement reste toujours subordonné à celui du docteur suprême, De conciliis, l. II, c. XV sq. ; dans la controverse vénitienne, Responsio ad libellum Jo. Gersonis, et Responsio ad tractatum septem theologorum, prop. 9, t. VII, col. 1073 sq., 1096 sq. Le vicaire du Christ n’est justiciable d’aucune juridiction humaine. De romano pontif., l. II, c. XXVI. Un seul cas paraît faire exception, celui où un pape tomberait formellement dans l’hérésie ; alors il pourrait être déposé par un concile. Mais l’exception n’est qu’apparente ; la vérité est que par le fait même de l’hérésie, il cesserait d’être membre de l’Eglise, et le concile le déclarait plutôt déchu du pontificat qu’il ne le déposerait lui-même. Ibid., c. XXX ».

    [Traduzione della frase che ho messo in evidenza: "la verità è che per il fatto stesso dell'eresia [il Papa] cesserebbe di essere membro della Chiesa e il concilio lo dichiarerebbe decaduto dal pontificato più che deporlo lui stesso].

    Questa sintesi - sulla quale certo non si può fondare un giudizio completo sul pensiero di Bellarmino - mi è stata utile perché mi ha messo ha conoscenza di una cosa di cui i sedevacantisti totali, che basano la loro posizione davanti all'attuale crisi della Chiesa sulle dottrine di Bellarmino, non parlano mai: e cioè che Bellarmino, in ordine al problema della perdita del Papato, non ignora ed invece prende in considerazione l'intervento dichiarativo dell'autorità della Chiesa.

    In seguito, nel bellissimo libro dell'abbé Lucien La situation actuelle de l'Autorité dans l'Église, La thèse de Cassiciacum, 1985 (pagine 60-61) ho letto due notevoli estratti di San Bellarmino in cui il Santo Dottore esamina il caso di un vescovo che dà al suo gregge un insegnamento eterodosso. Dice Bellarmino (De Membris Ecclesiae, Lib. I De Clericis, cap. 7. Cf. Opera Omnia, C. Pedone Lauriel éditeur, T. II, 1872, p. 159):

    « Il est vrai que le peuple doit discerner le vrai prophète du faux, mais non par une autre règle que celle-ci: observer attentivement si celui qui prêche dit le contraire de ce que disaient ses prédécesseurs, ou de ce qui est dit par les autres pasteurs ordinaires, et principalement par le Siège apostolique et l’Église principale; car il est commandé au peuple d’écouter ses pasteurs. Luc X, Qui vous écoute m’écoute. Et Matth. XXIII,faites ce qu’ils vous disent. Le peuple ne doit donc pas juger son pasteur sauf s’il entend des choses nouvelles et étrangères à la doctrine des autres pasteurs ».

    E poco dopo aggiunge:

    « Il faut observer en outre que le peuple peut certes, par la règle que nous avons posée, discerner le vrai prophète du faux, mais qu’il ne peut pas pour autant déposer le faux pasteur s’il est évêque, et en substituer un autre à sa place. Car le Seigneur et l’apôtre ordonnent seulement que les faux prophètes ne soient pas écoutés par le peuple : mais non pas que le peuple les dépose. Et il est certain que l’usage de l’Église a toujours été que les évêques hérétiques soient déposés par des conciles d’ évêques, ou par les souverains pontifes ».

    [Traduzione della frase che ho messo in evidenza: "Ed è certo che l'uso della Chiesa è sempre stato quello che i vescovi eretici siano deposti da concilii di vescovi o dai sovrani pontefici"].

    Nello stesso libro dell'abbé Bernard Lucien (pagina 68) leggo, infine, un altro importante estratto di San Bellarmino. Qui il Santo critica l'opinione per cui il Pontificato è perduto anche per un'eresia puramente interna. Dice Bellarmino (De Romano Pontifice, lib. II, cap. XXX):

    « Je ne l’approuve pas. Car la juridiction est bien donnée au pontife par Dieu, mais non sans le concours des homes, comme il est évident, puisque c’est par les homes que cet home, qui n’était pas pape, commence de l’être; et dont elle n’est pas enlevée par Dieu (A Deo) si ce n’est à travers l’intervention de l’homme (PER hominem): mais l’hérétique occulte ne peut être jugé par les hommes; et lui-même ne veut pas spontanément laisser son pouvoir ».

    [Traduzione della frase che ho messo in evidenza: "e perciò la giurisdizione non viene tolta da Dio se non per l'intervento dell'uomo"].

    Da questi brevi estratti è difficile avere un quadro esatto e completo del pensiero di Bellarmino, di cui io non mi faccio assolutamente interprete. Anzi, colgo l'occasione per chiedere a chiunque sia in possesso di tali scritti di Bellarmino di postarli, affinché sia possibile conoscere meglio la sua dottrina.
    Tuttavia questi estratti sembrano sufficienti per porre ai sedevacantisti totali una domanda. Come si è visto Bellarmino proclama la necessità di un giudizio umano nel processo che porta alla perdita del Papato e dell'episcopato. Perciò pare davvero difficile attribuirgli una tesi che esclude un tale giudizio. Di qui appunto la domanda: come è possibile - da parte dei sedevacantisti totali - fondare la personale convinzione secondo cui la Sede apostolica è totalmente vacante sugli insegnamenti di Bellarmino?

  2. #2
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    Predefinito Re: La vera dottrina di San Bellarmino sulla deposizione del Papa e dei vescovi

    VERAMENTE molto interessante: lo segnalo agli altri forumisti di TC:

  3. #3
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    Predefinito Re: La vera dottrina di San Bellarmino sulla deposizione del Papa e dei vescovi

    Sempre di attualità.

  4. #4
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    Predefinito Re: La vera dottrina di San Bellarmino sulla deposizione del Papa e dei vescovi


  5. #5
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    Thumbs up Re: La vera dottrina di San Bellarmino sulla deposizione del Papa e dei vescovi

    17 settembre 2016 (festa liturgica 13 maggio): anniversario della morte del cardinale San Roberto Bellarmino (Montepulciano, 4 ottobre 1542 – Roma, 17 settembre 1621), appartenente all'Ordine dei Gesuiti: vescovo, confessore, teologo, e dottore della Chiesa...
















    1542-1621- Bellarminus, Robertus, Sanctus\ - Operum Omnium Conspectus seu 'Index of available Writings'

    http://www.documentacatholicaomnia.e...,_Sanctus.html

    13 maggio (17 settembre) - S. Roberto Bellarmino, dottore della Chiesa

    https://forum.termometropolitico.it/...la-chiesa.html

    https://forum.termometropolitico.it/...ellarmino.html
    https://forum.termometropolitico.it/...i-vescovi.html






    La vera dottrina di San Bellarmino sulla deposizione del Papa e dei vescovi è oggetto di varie controversie ed interpretazioni discordanti nell'ambiente cattolico tradizionale per così dire; comunque va precisato che il sedevacantismo simpliciter (detto anche stretto o totale, insomma quello tout-court non-tesista, che poi a sua volta è anch'esso un po' differenziato), pur richiamandosi spesso anche alle posizioni teologiche bellarminiane o di altri dotti autori, si fonda principalmente sul Magistero di Papa Carafa Paolo IV e precisamente sulla sua Bolla “Cum ex Apostolatus Officio” del 15 febbraio 1559, v. qui:







    NON POSSUMUS: LA VELATA CENSURA DELLA BOLLA DI PAPA PAOLO IV "CUM EX APOSTOLATUS OFFICIO"....





    IL «MYSTERIUM INIQUITATIS» CHE ERESSE L?«ALTRA ROMA» « www.agerecontra.it

    Il Problema dell?Autorità nella Chiesa « www.agerecontra.it

    STUDIO CRITICO SUL CONCILIO VATICANO II ( sue cause e conseguenze ): Sede Vacante e Fine della Storia

    LA BIOGRAFIA DI PAPA PAOLO IV
    Untitled Document
    IL DOCUMENTO
    Untitled Document
    IL DOCUMENTO (Documento in Latino)


    Per una analisi critica v. qui:


    “Bolla «Cum ex Apostolatus Officio» e sedevacantismo Stefano Maria Chiari 4 Aprile 2013”
    Chiesa e post concilio: Premesse errate dei sedevacantisti

    https://forum.termometropolitico.it/...-paolo-iv.html





    "Fra Leone da Bagnoregio" (che collabora con "Agerecontra" e condivide le posizioni di Arai Daniele) comunque, rispondendo a Mons. Williamson su "Unavox", ha riportato la citazione estesa di San Bellarmino che pare confermare esattamente quanto sostiene il sedevacantismo simpliciter:




    http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV1222_Fra-Leone_Risposta_a_Williamson.html
    (...) San Roberto Bellarmino che non approvava la quarta ipotesi in nessun modo, la confutava così (1):
    «La quarta opinione è quella di Gaetano (2) secondo la quale il papa manifestamente eretico non è deposto ipso facto (3) , ma può e deve essere deposto dalla Chiesa. A mio avviso, quest’opinione non è difendibile. Perché, in primo luogo, è provato dagli argomenti d’autorità e di ragione che l’eretico manifesto è deposto ipso facto. L’argomento di autorità si basa su San Paolo (Tit. III) che ordina di evitare l’eretico dopo due avvertimenti, cioè dopo che abbia dimostrato un’ostinazione manifesta (ciò che significa prima di ogni scomunica o sentenza giudiziale). È ciò che scrive San Girolamo, aggiungendo che gli altri peccatori sono esclusi della Chiesa da una sentenza di scomunica, gli eretici invece si esiliano, separandosi da loro stessi dal Corpo di Cristo. Ora un papa che resterebbe papa non può essere evitato, perché come ci si può chiedere d’evitare il nostro capo? Come potremmo separarci da un membro che c’è unito?
    Il seguente principio è dei più certi: il non cristiano non può, in nessun modo, essere papa come Gaetano stesso ammette (ibid., cap. 26). La ragione sta nel fatto che non può essere la testa se non è un membro; ora il non cristiano non è membro della Chiesa, ed un eretico manifesto non è cristiano, come insegnano chiaramente San Cipriano (libro IV, Epist. 2), Sant’Atanasio (serm. 2 cont. Arian.), Sant’Agostino (lib. de grat. Cristo, cap. 20), San Girolamo (Contr. Lucifero.) e di altri; ed è per questo che un eretico manifesto non può fare il papa.
    Gaetano risponde a ciò (in Apol. pro tract. praedicto, cap. 25, et in ipso tract., cap. 22) affermando che l’eretico non è un cristiano simpliciter ma, secundum quid. Perché, dato che il cristiano è composto di due elementi, la fede ed il carattere, l’eretico che ha perso la fede, è ancora, in un certo modo, unito alla Chiesa e capace di giurisdizione; così è ancora papa, ma dovrebbe essere deposto, poiché è pronto, per un’ultima disposizione, a cessare d’essere papa. Come l’uomo che non è ancora morto, ma è in extremis.
    Contro quanto affermato si può argomentare: da una parte, se l’eretico, in virtù del carattere restasse in “actu” unito alla Chiesa, non potrebbe essere mai reciso o separato in “actu”, perché il carattere è indelebile. Ma nessuno nega che qualcuno possa essere separato in “actu” dalla Chiesa. É proprio perché il carattere non mette in actu l’eretico nella Chiesa, ma è un segno che indica che vi apparteneva e che è lì che deve tornare. In modo analogo, quando una pecora persa erra nella montagna, il marchio impresso su lei non dimostra che si trova nel gregge, ma indica da che gregge è fuggita e dove si deve riportarla. Questa verità è confermata da San Tommaso che dice (S.T. III, 8 3) che quelli che non hanno la fede non sono uniti in “actu” a Cristo, ma lo sono solamente in potenza (San Tommaso parla qui di unione interna e non di unione esterna prodotta dalla confessione della fede e dei segni visibili). Questo è perché, il carattere che è un elemento interno, e non esterno, non basta, secondo San Tommaso, ad unire in “actu” un uomo a Cristo.
    Si può, inoltre, aggiungere, contro l’argomento di Gaetano: o la fede è una disposizione necessaria simpliciter per essere papa, o essa è solamente necessaria per esserlo più perfettamente (ad bene esse). Nella prima ipotesi, questa disposizione essendo eliminata dal suo contrario che è l’eresia, il papa smette immediatamente d’essere papa: perché la forma non può mantenersi senza le disposizioni necessarie. Nella seconda ipotesi, il papa non può essere deposto a causa di eresia, se no occorrerebbe che lo sia anche a causa di ignoranza, di malvagità od ogni altra causa simile che impediscono la scienza, la probità e le altre disposizioni necessarie per essere un papa più perfetto (ad bene esse papae). Di più, Gaetano riconosce (Tract. praed., cap. 26) che il papa non può essere deposto per mancanza di disposizioni necessarie, non simpliciter, ma solamente per una più grande perfezione (ad bene esse).
    A ciò, Gaetano risponde che la fede è una disposizione necessaria simpliciter, ma parziale, non totale; e che, dunque, pur scomparendo la fede, il papa può continuare ad essere papa a causa dell’altra parte della disposizione, il carattere che rimane.
    Contro questo argomento: o la disposizione totale costituita dal carattere e la fede sono necessari simpliciter, o essa non è la disposizione parziale sufficiente. Nella prima ipotesi, quando la fede scompare, non resta più la disposizione necessaria simpliciter, poiché era il totale ed il totale non esiste più. Nella seconda ipotesi, la fede è necessaria solamente ad una perfezione del modo di essere (ad bene esse), e la sua assenza non giustifica, dunque, la deposizione del papa. Inoltre, ciò che si trova nella disposizione prossima alla morte, cessa evidentemente di esistere subito dopo, senza che intervenga qualche forza esterna. Un papa eretico, parimenti, smette di conseguenza d’essere papa senza nessuna deposizione.
    I Santi padri, infine, insegnano unanimemente, non solo che gli eretici sono fuori della Chiesa, ma in aggiunta sono ipso facto privati d’ogni giurisdizione e dignità ecclesiastica. San Cipriano (libro II, epist. 6) sostiene: “Affermiamo assolutamente che nessuno eretico o scismatico non ha potere né diritto”; ed egli in aggiunta insegna (libro II, epist. 1) che gli eretici che ritornano alla Chiesa devono essere accolti come semplici laici anche se prima erano preti o vescovi nella Chiesa. Sant’Optato (libro I, Contr. Parmen.) insegna che gli eretici e gli scismatici non possono avere le chiavi del regno dei cieli, né legare né sciogliere.
    Sant’Ambrogio (libro I, Di Pœnit., cap. 2), Sant’Agostino (In Enchir., cap. 65), San Girolamo (libro Contr. Lucifero.) insegnano la stessa cosa (...).
    Papa San Celestino I (Epist. ad loc. Antioch., inclusa nel Conc. Ephes., tomo I, cap. 19) scriveva: “È evidente che restava e resta in comunione con Noi e che non consideriamo come destituito colui che è stato scomunicato o privato del suo ufficio, tanto episcopale che clericale, dal vescovo Nestorio o per quelli che l’hanno seguito dopo che abbiano cominciato a predicare l’eresia. Perché la sentenza di colui che si è rivelato già come deponendo non può deporre chicchessia”.
    In una lettera al clero di Costantinopoli, papa San Celestino I ribadiva ancora: “L’autorità della nostra Sede apostolica ha determinato che il vescovo, il chierico o il semplice cristiano, deposti o scomunicati da Nestorio o dai suoi sostenitori, dopo che questi abbiano cominciato a predicare l’eresia, non saranno considerati come deposti o scomunicati. Perché quello che si è staccato dalla fede per tali insegnamenti non può deporre o cacciare chicchessia.”
    San Nicolò I (Epist. ad Michael) riafferma e conferma la stessa cosa. San Tommaso, infine, insegna altresì (S.T., II-II, 39 3) che gli scismatici perdono immediatamente ogni giurisdizione e che, ciò che tentano di fare basandosi su qualche giurisdizione che sia, sarà nullo.
    Certi rispondono a ciò, affermando che questi argomenti non si poggiano su nessuno fondamento: perché questi Padri si appoggiavano sulla vecchia legge, mentre oggi, per decreto del Concilio di Costanza, perdono solo la loro giurisdizione coloro che sono scomunicati nominalmente o che assalgono i chierici. Affermo che quest’argomento non ha nessuno valore, perché questi Padri, sostenendo che gli eretici perderebbero la loro giurisdizione, non citarono nessuna legge umana che, inoltre, non esisteva forse per questa questione, ma argomentavano sul fondamento stesso dell’eresia. Il concilio di Costanza tratta solamente degli scomunicati, cioè di quelli che hanno perso la loro giurisdizione per una sentenza della Chiesa, mentre gli eretici, prima ancora di essere scomunicati, sono fuori della Chiesa e privati d’ogni giurisdizione. Perché si sono condannati già con la loro sentenza, come insegna l’apostolo (Tit. III, 10-11), vale a dire che si sono separati dal Corpo della Chiesa senza scomunica, come lo spiega San Girolamo (4).
    Per di più, la seconda affermazione di Gaetano secondo la quale un papa eretico può veramente e per un atto d’autorità essere deposto dalla Chiesa, non è meno falsa della prima. Perché se la Chiesa depone il papa contro la sua volontà, è certamente al di sotto lui; tuttavia lo stesso Gaetano, nel medesimo trattato difende il contrario. Risponde che la Chiesa, deponendo il papa non esercita un’autorità su lui, ma unicamente sul legame che unisce la sua persona al pontificato. Parimenti la Chiesa, legando il pontificato ad una certa persona, non è, tuttavia, superiore al pontefice, quindi, allo stesso modo si può anche separare il pontificato da una persona in caso di eresia senza dire che è superiore al papa.
    Ma contrariamente a ciò, si deve notare, in primo luogo, che per il fatto che il papa depone un vescovo, si deduce che il papa è superiore a tutti i vescovi, sebbene deponendo un vescovo, il papa non distrugga la giurisdizione episcopale, ma la toglie solamente a una determinata persona. In secondo luogo, deporre qualcuno dal pontificato contro la sua volontà è sicuramente una punizione; dunque la Chiesa, deponendo il papa contro la sua volontà lo punisce senza contesto; tuttavia punire è proprio di un superiore o di un giudice. In terzo luogo, dato che secondo Gaetano ed altri tomisti, il tutto o le parti prese come un tutto sono in realtà la stessa cosa, quello che ha autorità sulle parti prese come un tutto, essendo capace di separarle l’una dall’altra ha anche autorità sullo stesso tutto che costituisce queste parti.
    L’esempio che dà Gaetano degli elettori che hanno potere di designare una certa persona per il pontificato, senza avere tuttavia potere sul papa è privo di valore. Perché quando si fa una cosa, l’azione si esercita sulla materia della cosa futura e non sull’insieme, che non esiste ancora; ma quando una cosa è distrutta, l’azione si esercita sull’insieme, come lo rende indiscutibile la considerazione delle cose della natura. Questo è perché, creando il pontefice, i cardinali non esercitano la loro autorità su lui, perché non esiste ancora, ma sulla materia, cioè la persona che tramite l’elezione, sarà disposta a ricevere da Dio il pontificato. Ma se deponessero il pontefice, eserciterebbero necessariamente la loro autorità sull’insieme, ovverosia sulla persona dotata del potere pontificale, ossia il pontefice» (5).
    (...)
    NOTE
    1
    - Nel testo a seguito citato, San Roberto Bellarmino presenta e confuta le ragioni principali portate da Gaetano, per difendere la quarta opinione. Il lettore che desidera conoscere più dettagliatamente la posizione di Gaetano concernente un papa eretico, ricordiamo le opere: “Apologia de comparata auctoritate papae et concilii”, Roma 1936; “De comparatione auctoritatis papae et concilii”, Roma, 1936.
    2- Card. GAETANO, “Apologia de comparata auctor. papae e conc.”,, cap. XX e XXI.
    3 - Ricordiamo che il termine “deposizione” è utilizzato da San Roberto Bellarmino, nel senso generico della perdita del pontificato, e non nel senso abituale di un atto mediante il quale un potere umano, priva qualcuno del suo incarico.
    4 - Per comprendere meglio ciò che è stato detto da San Roberto Bellarmino, particolarmente in rapporto alle deposizioni attuali del Codice di Diritto Canonico.
    5 - San Roberto BELLARMINO, De Romano. Pontifice - Opera omnia, Vol. I, Ed. Battezzati Milano 1858, libro II, cap. XXX, pp. 418 - 420.



    "Fra Leone da Bagnoregio" continua e conclude così:


    "(...) La tesi sedevacantista è una tesi che si fonda su presupposti di fede e di diritto della Chiesa, non su semplice congettura di ordine personale.

    In primo luogo la Costituzione Apostolica “Cum ex Apostolatus officio” di Papa Paolo IV non è una semplice norma disciplinare e quindi, non è mai stata abrogata da San Pio X con la “Costituzione Vacante Sede Apostolica” del 25 dicembre 1904, e neppure da Pio XII con la Costituzione “Vacantis Sedis Apostolicae” dell’8 dicembre 1945. In quanto questi atti Pontifici escludevano solo i cardinali che fossero incorsi in sanzioni canoniche e che rimanessero tali nel loro ufficio.
    L’eresia non è solo una questione canonica, è un impedimento inamovibile, è una questione di fede che determina se un individuo possa o non possa essere considerato “materia apta” al pontificato.
    Tra le condizioni necessarie per assumere il pontificato è necessario: essere, battezzati, essere di sesso maschile, essere sani di mente ed essere cattolici. Tutti i canonisti e teologi l’hanno affermato da Suarez a San Roberto Bellarmino, non ultimo lo stesso Card. Juornet, I canonisti degli anni 40 sebbene avessero scritto dopo la promulgazione delle predette costituzioni apostoliche hanno univocamente insistito su questo punto che gli eretici e gli scismatici sono esclusi dal supremo pontificato. «Eligi potest masculum, usu rationis pollens, membrum Ecclesiae. Invalide ergo eligerentur feminae, infantes, habituali amentia laborantes, non baptizati, haeretici, schismatici» (7 Stefano SIPOS, Enchiridion Iuris Canonici, Pecs 1940, p. 191.)

    Se si legge attentamente la Costituzione Apostolica succitata, papa Paolo IV come farà poi San Pio V con la Bolla “Quo primum tempore”, dichiara apertamente che nessuno osi mutare quanto affermato e stabilito nell’atto: “Pertanto a nessun uomo sia lecito (liceat) infrangere questo foglio di nostra approvazione, innovazione, sanzione statuto derogazione, volontà e decreto, ne contraddirlo con temeraria audacia. Se qualcuno avesse la presunzione di attentarvisi, sappia che lo farà incorrere nello sdegno di Dio Onnipotente e dei suoi Beati Apostoli Pietro e Paolo”.
    Questo un papa lo può solo fare se all’interno dell’atto promulgato si stabiliscano regole inerenti la fede, infatti, non può vincolare per un atto disciplinare i suoi successori, salvo che non conosca i suoi limiti previsti dalla legge canonica. Tutto il tenore della Costituzione “Cum ex Apostolatus officio” ha il carattere dell’infallibilità e non può essere una semplice norma disciplinare. “Con questa nostra Costituzione valida in perpetuo (perpetuum valitura), in odio a così grave crimine, in rapporto al quale nessun altro può essere più grave e pernicioso nella Chiesa di Dio, nella pienezza dell’Apostolica potestà (de Apostolica potestatis plenitudine), sanzioniamo, stabiliamo, decretiamo e definiamo (et definimus)”.

    Ciò che è evidente è che la sanzione per eresia è “ipso facto” non perché è stata comminata dal papa, il cardinale o il vescovo eretico non hanno diritto di essere eletti al sommo pontificato non perché sono incorsi in sanzioni disciplinari, ma perché non sono cattolici! Sarebbe come fosse stato eletto papa un individuo di sesso femminile che per varie ragioni avesse raggiunto il cardinalato.
    Sicuramente il presente studio non ha carattere esaustivo ad ogni buon conto è un contributo a rendere testimonianza alla verità."










    P. S. Altre ricorrenze del 17 settembre 2016...






    Stigmate di San Francesco - Sodalitium
    “17 settembre, Impressione delle Sacre Stigmate di San Francesco.
    Signore Gesù Cristo, che raffreddandosi la carità nel mondo, per infiammare i nostri cuori del tuo amore, hai rinnovato le sacre Stimmate della tua Passione nella carne del Beatissimo Padre nostro Francesco, concedici propizio, per i suoi meriti e le sue preghiere, di portare sempre la Croce e di fare frutti degni di penitenza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.”








    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    “17 settembre 2016: Impressione delle Sacre Stimmate sul corpo di San Francesco d'Assisi, confessore”







    “Il 17 settembre 1621 moriva S.E.R. il cardinale Roberto Bellarmino SJ, vescovo, confessore e dottore della Chiesa (festa liturgica 13 maggio)”








    “Il 17 settembre 1485 viene assassinato in odium Fidei da alcuni ebrei "conversos" nella cattedrale di Saragozza, San Pietro Arbues, inquisitore maggiore d'Aragona. Beatificato da Papa Alessandro VII Chigi e canonizzato da Papa Pio IX, è patrono dell'Inquisizione spagnola”








    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
    “Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare santa Colomba Vergine e Martire, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi le avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti di questa santa, ed a lei affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, santa Colomba Vergine e Martire possa essere mia avvocata e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”













    Onore al cardinale San Roberto Bellarmino (1542-1621)!


    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  6. #6
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    Lightbulb Re: La vera dottrina di San Bellarmino sulla deposizione del Papa e dei vescovi

    17 SETTEMBRE 2018: anniversario dell’impressione delle stigmate di San Francesco d’Assisi (avvenuta il 17 settembre 1224); anniversario dell’assassinio di San Pietro Arbues, inquisitore maggiore d'Aragona (ucciso da marrani in odium Fidei il 17 settembre 1485 nella cattedrale di Saragozza, poi beatificato da Papa Alessandro VII Chigi e canonizzato da Papa Pio IX) e patrono dell'Inquisizione spagnola; anniversario della morte del cardinale San Roberto Bellarmino (Montepulciano, 4 ottobre 1542 – Roma, 17 settembre 1621) appartenente all'Ordine dei Gesuiti, vescovo, confessore, teologo e dottore della Chiesa…



    https://tradidiaccepi.blogspot.com/
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...isitore-e.html
    "lunedì 17 settembre 2018: San Pietro de Arbues, Inquisitore e Martire.
    Pedro de Arbues, nato ad Epila presso Saragozza tra il 1441 e il 1442, conclusi gli studi, fu elevato al Sacerdozio e costituito Canonico Regolare della Cattedrale di Saragozza. Nel 1474 fu chiamato ad esercitare in Aragona il Santo Uffizio dell’Inquisizione. Nell’adempimento di esso fu martirizzato da alcuni Giudei. Passò al Signore il 17 settembre 1475. Alessandro VIII nel 1668 lo iscrisse fra i Beati. Pio IX lo annoverava fra i Santi Martiri il 29 giugno 1867.
    Per un biografia più ampia del santo Martire rimandiamo all'articolo "Pedro d Arbues: il Santo Martire dell'Inquisizione Spagnola" pubblicato su Radio Spada."
    https://www.radiospada.org/2017/09/p...ione-spagnola/

    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...lla-messa.html

    "MAGISTERO DELLA CHIESA
    Il 17 settembre 1562 il Sacrosanto Concilio Ecumenico Tridentino, legittimamente riunito nello Spirito Santo sotto la presidenza dei Legati della Sede Apostolica, emana il Decreto e i Canoni dogmatici sul santissimo Sacrificio della Messa."
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    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
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    “IMPRESSIONE DELLE SANTISSIME STIGMATE SUL CORPO DI SAN FRANCESCO D'ASSISI
    Confessore.

    Doppio.
    Paramenti bianchi.
    Due anni prima della morte, San Francesco si ritirò sul monte Alvernia (La Verna) in Toscana, dove iniziò un digiuno di quaranta giorni in onore di San Michele Arcangelo. Ora avvenne che, durante la sua meditazione, vide come un Serafino che aveva sei ali fiammanti e i piedi e le mani inchiodati ad una croce. Francesco comprese che un puro spirito non può soffrire e che perciò la visione era destinata ad avvertirlo che sarebbe diventato sempre più simile a Gesù, mediante una partecipazione della sua croce, non già per mezzo di un martirio esterno, ma per mezzo del martirio di un'ardente carità. E perché questo amore crocifisso potesse servire di esempio a tutti, cinque piaghe simili a quelle di Gesù sulla croce gli si formarono sui piedi, sulle mani e sul costato. Da questa ultima il sangue usciva abbondantemente. Questo fatto fu così ben riconosciuto con l'andar del tempo, che Benedetto XI volle che se ne celebrasse ogni anno la commemorazione, e Paolo V, per accendere nel cuore dei fedeli l'amore di Gesù in croce, estese questa festa a tutta la Chiesa.
    • Dai Commentari di san Bonaventura Vescovo.
    Leggenda di San Francesco, c. 13.

    Francesco, questo servo e ministro veramente fedele di Cristo, due anni prima di rendere lo spirito al cielo, ritiratosi in un luogo elevato chiamato monte Alvernia per cominciarvi un digiuno di quaranta giorni in onore dell'Arcangelo Michele, fu inondato più abbondantemente dalle dolcezze spirituali della contemplazione soprannaturale ond'era abitualmente favorito e acceso più ardentemente dalla fiamma dei celesti desideri, onde cominciò a sentire un'affluenza straordinaria di tutti i doni soprannaturali. Mentre dunque i serafici ardori delle sue brame lo trasportavano in Dio, e un vivo sentimento di tenera compassione lo trasformava in colui, che volle per un eccesso d'amore essere crocifisso: pregando una mattina nella festa dell'Esaltazione della santa Croce, sul fianco della montagna, vide come l'aspetto d'un Serafino avente sei ali risplendenti quanto il fuoco, discendere dalla sublimità dei cieli. Il quale, giunto con volo rapidissimo a un certo punto nell'aria in prossimità dell'uomo di Dio, apparve non solo alato ma ancora crocifisso; colle mani e i piedi distesi e inchiodati a una croce, le ali invece disposte di qua e di là, in tal maniera, da averne due alzate sulla testa, due spiegate per volare, e le altre due ne coprivano, avvolgendolo, tutto il corpo. A tal visione egli stupì grandemente, e sentì nell'animo suo gioia mista a dolore, ché, mentre la vista gradevole di colui, che gli si mostrava in maniera sì prodigiosa e famigliare, gli causava piacere estremo, il crudele spettacolo della crocifissione gli trapassava l'anima con una spada di compassione dolorosa.
    Egli sapeva bene, che la debolezza e la sofferenza sono incompatibili coll'immortalità d'uno spirito serafico, ma interiormente illuminato da colui che si mostrava di fuori, comprese che una tale visione era presentata ai suoi sguardi per insegnargli che l'incendio del cuore e non il martirio del corpo era quello che doveva trasformare interamente l'amico di Cristo in una perfetta rassomiglianza con Gesù crocifisso. Sparita pertanto la visione, dopo un arcano e famigliare colloquio, gli rimase l'anima infiammata d'un ardore serafico; e il corpo impresso di ferite simili a quelle del Crocifisso, come se, liquefatto dapprima sotto l'azione del fuoco, avesse poi ricevuta l'impronta d'un sigillo. Infatti cominciarono subito ad apparire nelle sue mani e ai suoi piedi i segni dei chiodi, aventi la loro testa sulla palma delle mani e sul collo dei piedi, e la loro punta all'opposto. Inoltre il lato destro presentava una cicatrice rossa, come se fosse stato trapassato da lancia, e più volte fece sacro sangue sì da bagnare e la tonaca e le altre sottovesti.
    Divenuto dunque Francesco un uomo nuovo, grazie a un nuovo e stupendo miracolo - dacché per un singolare privilegio, di cui nessuno per l'addietro era stato favorito, egli si trovò contrassegnato, o per dir meglio, ornato delle sacre Stigmate - discese dal monte portando con sé l'immagine del Crocifisso, non tracciata già da mano d'artefice su tavole di pietra o di legno, ma stampata sulla propria carne dal dito di Dio vivente. E siccome sapeva benissimo «che è bene tener celati i secreti d'un re» (Tob. 12,7), perciò l'uomo serafico, cosciente del segreto del gran re, nascondeva più ch'era possibile quei sacri segni. Ma perché è proprio di Dio il rivelare per sua gloria le grandi cose che fa, il Signore stesso, che aveva impresso segretamente quelle stigmate, le mostrò apertamente con alcuni miracoli; affinché con questi strepitosi prodigi apparisse manifesta la virtù meravigliosa nascosta nelle Stigmate.
    Ora questo miracoloso avvenimento sì ben constatato ed esaltato con lodi e favori speciali nelle bolle pontificie, il Papa Benedetto XI volle che si celebrasse ogni anno con una festa; che poi il Pontefice Paolo V, ad accendere i cuori dei fedeli all'amore di Cristo crocifisso, estese a tutta la Chiesa.
    SANTA MESSA
    • Omelia di san Gregorio papa.
    Omelia 32 sui Vangeli.
    Poiché il Signore e Redentore nostro venne al mondo come un nuovo uomo, diede nuovi comandamenti al mondo. Infatti oppose alla nostra vita nutrita nei vizi la contrarietà della novità della sua. Cosa infatti l'uomo vecchio, cosa l'uomo carnale conosceva, se non tenere le sue cose, rubare le altrui se poteva, desiderare se non poteva? Ma il medico celeste a ciascun singolo vizio adibisce medicamenti contrari. Infatti come coll'arte della medicina le cose calde si curano con le fredde e le fredde con le calde, così nostro Signore oppose medicine contrarie ai peccati, tanto da ordinare la continenza ai lussuriosi, la generosità ai tirchi, la mansuetudine agli iracondi, l'umiltà agli orgogliosi.
    Difatti quando proponeva nuovi comandamenti a quelli che lo seguivano, disse: "Chiunque non rinunzia a tutto quel che possiede, non può essere mio discepolo". Come se volesse dire apertamente: voi che per la vita vecchia desiderate la roba d'altri, elargite per il desiderio di un nuovo modo di vivere anche la vostra. Ascoltiamo cosa dice in questa lezione: "Chi vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso". Ivi si dice che rinneghiamo la nostra roba: qui si dice che rinneghiamo noi stessi. E forse non è faticoso all'uomo abbandonare la sua roba, ma è molto faticoso abbandonare se stesso. È da una parte meno negare ciò che ha; molto dall'altra negare quel che è.
    Ma il Signore ha comandato a noi che veniamo a Lui di rinunziare a noi, perché quanti veniamo alla gara della fede, ci impegniamo ad una lotta contro gli spiriti maligni. Infatti gli spiriti maligni non possiedono nulla di proprio in questo mondo: quindi dobbiamo lottare nudi con i nudi. Infatti se chiunque lottasse vestito con uno nudo, verrebbe più in fretta sbattuto a terra, perché ha onde venga afferrato. Che cosa infatti sono tutti beni terreni, se non certi indumenti del corpo? Chi dunque si avvicina alla contesa contro il diavolo, getti via gli indumenti, per non soccombere.”
    https://sardiniatridentina.blogspot....i-san.html?m=0
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    Stigmate di san Francesco - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/stigmate-san-francesco/
    «17 settembre, Impressione delle Sacre Stigmate di San Francesco.

    “Sul monte dell’Alvernia, in Toscana, la commemorazione dell’impressione delle sacre Stimmate, che, per meravigliosa grazia di Dio, furono impresse nelle mani, nei piedi e nel costato di san Francesco, Fondatore dell’Ordine dei Minori”.
    Signore Gesù Cristo, che raffreddandosi la carità nel mondo, per infiammare i nostri cuori del tuo amore, hai rinnovato le sacre Stimmate della tua Passione nella carne del Beatissimo Padre nostro Francesco, concedici propizio, per i suoi meriti e le sue preghiere, di portare sempre la Croce e di fare frutti degni di penitenza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...te-207x300.jpg






    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio – Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    XVII domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=3mksL5RX-FQ
    XVII domenica d Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=DxA2PnjagQQ
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»




    I Martiri di Castelfidardo / II parte - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/m...ardo-ii-parte/
    “17 settembre 2018 - I Martiri di Castelfidardo / II parte.
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza - Comunicato n. 68/18 del 17 settembre 2018, Stimmate di San Francesco.”
    http://www.centrostudifederici.org/w...ia-300x224.png


    https://www.agerecontra.it/2018/09/i...dardo-i-parte/
    https://www.agerecontra.it/2018/09/i...ardo-ii-parte/




    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica nona dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-4ott.htm
    “4 OTTOBRE SAN FRANCESCO D'ASSISI CONFESSORE.”





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    https://forum.termometropolitico.it/...-assisi-2.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-d-assisi.html




    https://vivificat.wordpress.com/2012...matefrancesco/



    17 Settembre -Impressione delle Stimmate di San Francesco
    http://www.preghiereperlafamiglia.it...-francesco.htm
    “17 SETTEMBRE IMPRESSIONE DELLE STIMMATE DI SAN FRANCESCO D'ASSISI.

    Il serafico Padre san Francesco nutrì, fin dalla sua conversione, una tenerissima devozione a Cristo crocifisso; devozione che diffuse sempre con le parole e la vita. Nel 1224, mentre sul monte della Verna era immerso nella meditazione, il Signore Gesù, con un prodigio singolare, gli impresse nel corpo le stimmate della sua passione. Benedetto XI concesse all’Ordine francescano di celebrare annualmente il ricordo di questo privilegio, che rese il Poverello «mirabile segno» di Cristo.”

    «PREGHIERA
    O Dio che, per infiammare il nostro spirito
    con il fuoco del tuo amore,
    hai impresso nel corpo del serafico Padre san Francesco
    i segni della passione del tuo Figlio,
    concedi a noi, per sua intercessione,
    di conformarci alla morte del Cristo
    per essere partecipi della sua risurrezione.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.»

    «INNO CRUCIS CHRISTI
    si canta per la festa dell'Impressione delle Stimmate di San Francesco

    Crucis Christi mons Alvérnae *
    Recénset mystéria,
    Ubi salútis aetérnae
    Dantur privilégia:
    Dum Francíscus dat lucérnae
    Crucis sua stúdia.
    Hoc in monte vir devótus,
    Specu solitária,
    Pauper, a mundo semótus,
    Condénsat ieiúnia:
    Vigil, nudus, ardens totus,
    Crebra dat suspíria.
    Solus ergo clasus orans,
    Mente sursum ágitur;
    Super gestis Crucis plorans
    Maeróre confícitur:
    Crucísque fructum implórans
    Animo resólvitur.
    Ad quem venit Rex e caelo
    Amíctu Seráphico,
    Sex alárum tectus velo
    Aspéctu pacífico:
    Affixúsque Crucis telo,
    Porténto mirífico.
    Cernit servus Redemptórem,
    Passum impassíbilem:
    Lumen Patris et splendórem,
    Tam pium, tam húmilem:
    Verbórum audit tenórem
    Viro non effábilem.
    Vertex montis inflammátur,
    Vicínis cernéntibus:
    Cor Francísci transformátur
    Amóris ardóribus:
    Corpus vero mox ornátur
    Mirándis Stigmátibus.
    Collaudétur Crucifíxus,
    Tollens mundi scélera,
    Quem laudat concrucifíxus,
    Crucis ferens vúlnera:
    Francíscus prorsus inníxus
    Super mundi foédera. Amen

    Traduzione conoscitiva:
    Il Monte della Verna rivive i misteri della Croce di Cristo; là dove vengono elargiti gli stessi privilegi che donano la salvezza eterna, mentre Francesco volge tutta la sua attenzione alla lucerna che è la Croce.
    Su questo monte l’uomo di Dio, in una caverna solitaria, povero, separato dal mondo, moltiplica i digiuni. Nelle veglie notturne, pur nudo, è tutto ardente, e si scioglie in lacrime con frequenza.
    Recluso con sé solo, dunque, prega, con la mente si innalza, piange meditando le sofferenze della Croce. È trapassato dalla compassione: implorando i frutti stessi della croce nella sua anima si va consumando.
    A lui viene il Re dal cielo in forma di Serafino, nascosto dal velo delle sei ali con volto pieno di pace: è confitto al legno di una Croce. Miracolo degno di stupore.
    Il servo vede il Redentore, l’impassibile che soffre, la luce e splendore del Padre, così pio, così umile: e ascolta parole di un tale tenore che un uomo non può proferire.
    La cima del monte è tutta in fiamme e i vicini lo vedono: Il cuore di Francesco è trasformato dagli ardori dell’amore. E anche il corpo in realtà viene ornato da stimmate stupefacenti.
    Sia lodato il Crocifisso che toglie i peccati del mondo. Lo loda Francesco, il concrocifisso, che porta le ferite della Croce e completamente riposa al di sopra delle cure di questo mondo. Amen.»







    https://www.radiospada.org/
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    “17 settembre 2018: Impressione delle Sacre Stimmate sul corpo di San Francesco d'Assisi, confessore.”
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    “Il 17 settembre 1562 il Sacrosanto Concilio Ecumenico Tridentino, legittimamente riunito nello Spirito Santo sotto la presidenza dei Legati della Sede Apostolica, emette il decreto e i canoni sulla Messa. Essa è l’unico, vero e perfetto sacrificio che, già prefigurato nelle oblazioni di Abele (Cfr. Gen. IV, 4-5), di Melchisedech (Cfr. Gen. XVI, 18) e di Isacco (Cfr. Gen. XX) e nell’immolazione della Pasqua ebraica (Cfr. Exod. XII, 1-14), fu annunziato dal Profeta Malachia (Cfr. Mal. I, 11), istituito da Cristo nell’Ultima Cena e consumato sulla Croce. La sua offerta, giovevole ai vivi e ai defunti e fatta anche in memoria ed onore dei Santi, ripresenta in modo incruento la Passione e la Morte del Signor nostro Gesù Cristo
    e ha quattro finalità: l’adorazione, il ringraziamento, la propiziazione e l’espiazione. Son da rigettare le bestemmie e le farneticazioni di coloro che intendono la Messa come semplice commemorazione del Sacrificio del Calvario oppure come sacrificio solo di lode e ringraziamento.”

    “Il 17 settembre 1485 viene assassinato in odium Fidei da alcuni ebrei "conversos" nella cattedrale di Saragozza, San Pietro Arbues, inquisitore maggiore d'Aragona. Beatificato da Papa Alessandro VII Chigi e canonizzato da Papa Pio IX, è patrono dell'Inquisizione spagnola.”
    https://www.radiospada.org/2017/09/p...ione-spagnola/
    «Pedro de Arbues: il Santo Martire dell’Inquisizione Spagnola di Giuliano Zoroddu

    Pedro de Arbues, nacque ad Epila tra il 1441 e il 1442 da Antonio e Sancia Ruiz. Forma prima a Huesca e a Saragozza, studiò Diritto e Teologia a Bologna dove conseguì la laurea nel 1473. Nel 1474 tornò in patria e al contempo l’Arcivescovo di Saragozza, scorgendo in lui una meraviglia di virtù, lo volle tra i Canonici della Cattedrale, che professavano la Regola di sant’Agostino, e poco dopo lo elevò al Sacerdozio. Se già da laico era dedito alle pratiche di pietà e carità, sublimato allo stato di ministro di Dio, si sforzò di perfezionarsi sempre più e di attirare tutti a Cristo con le parole, nelle prediche e nel confessionale, e con l’esempio di una vita secondo la legge divina. Erano quegli gli anni in cui i due sovrani Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona si apprestavano a dare l’ultimo assalto ai Mori che ancora tenevano soggiogata Granada per restituire le Spagne tutte a Gesù Cristo. Oltre ai maomettani però vi era anche il problema, ben più esiziale e per la Chiesa e per lo Stato, dei marranos o cristianos nuevos, quei cristiani cioè che, pur essendosi convertiti dal Giudaismo, segretamente continuavano a seguire la Legge Mosaica e gli altri riti (molti dei quali superstiziosi) della Sinagoga.
    Costoro costituivano quasi uno Stato dentro lo Stato e una chiesa dentro la Chiesa, il che andava a nocumento dell’una e dell’altra istituzione. Per estirpare questa piaga i due sovrani chiesero a Papa Sisto IV di confermare con la sua autorità apostolica un tribunale inquisitoriale (ecclesiastico) che però fosse gestito dalla Corona. La cosa avvenne il 1° novembre 1478 con la bolla “Exigit sinceræ devotionis affectus”: nasceva la gloriosa e benemerita Inquisizione Spagnola che sarebbe stata abolita solo nel 1834. Giudice supremo fu eletto il mite e zelante padre Tomas de Torquemada dell’Ordine dei Predicatori, il quale però si occupava direttamente solo dei domini castigliani. A questo punto entra in scena il nostro Pedro de Arbues, il quale nel 1484 fu designato dal Torquemada, con l’autorità di Innocenzo VIII, ad essere Inquisitore Maggiore per il Regno di Aragona. Nell’espletamento del santo ufficio si dimostrò prudente e misericordioso, ma sempre zelante nel reprimere le eresie e nello scoprire ed estirpare l’occulta piaga del cripto-giudaismo.
    Rispetto agli inquisiti mostrava sentimenti di padre amoroso: nessuno di essi fu giustiziato, molti anzi si riconciliarono, sinceramente pentiti, con Dio e la Chiesa. Non mancarono inoltre le conversioni di Giudei e Maomettani. Contro di lui tramava tuttavia la Sinagoga che tentò varie volte di toglierlo da mondo, come a suo tempo fece con gli Apostoli. Le trame dei Giudei e dei marranos, la loro quinta colonna nella Chiesa e nella società civile, riuscirono la notte tra il 14 e il 15 settembre 1485.
    Pedro coi confratelli Canonici si accingeva a cantare il Mattutino dell’Ottava della Natività di Maria, ma prima volle raccogliersi in preghiera davanti all’altare della stessa Vergine verso la quale fin da fanciullo nutriva una tenerissima devozione. Ma nella Cattedrale non vi erano solo i Canonici: nel buio si muovevano furtivi i sicari. Raggiunto l’Inquisitore, che ancora stava assorto in orazione, lo trafiggono ripetutamente, lasciandolo quasi esangue. Secondo la tradizione, gli assassini incrudelivano su Pedro nel momento esatto in cui i canonici cantavano il verso del salmo invitatorio “Quadragínta annis próximus fui generatióni huic, et dixi; Semper hi errant corde, ipsi vero non cognovérunt vias meas”[1], in cui il Signore si lamenta della dura cervice del popolo ebraico. Il Martire, con la gola colpita e un coltello rimasto conficcato nel fianco, ebbe ancora la forza di dire: “Sia benedetto Gesù perché muoio per la sua santa fede”. Ma la morte lo raggiungerà solo due giorni, il 17 settembre. Sul letto dell’agonia il suo unico desiderio rimaneva la conversione dei peccatori e degli infedeli. Sentendosi ormai prossimo alla scioglimento dal corpo, ricevuto il Santo Viatico, con tutte le forze che gli rimanevano esclamò con Davide: “Lætatus sum in his quæ dicta sunt mihi: In domum Domini ibimus”[2]. Dopodiché spirò nel bacio del Signore. Ai funerali assistette tutto il clero e il popolo di Saragozza.
    Dio subito diede gloria al suo Confessore per mezzo dei miracoli: il suo sangue che aveva macchiato il pavimento della Cattedrale era stato asterso, ma le macchie iniziarono a rosseggiare e a ribollire come se il esso fosse stato sparso di fresco[3]. Gli altri miracoli che seguirono contribuirono a diffondere il culto verso il Martire, che ebbe la prima suprema sanzione quando il 17 aprile 1668 Alessandro VII, Sommo Pontefice, procedette alla Beatificazione del Servo di Dio e permise che se ne celebrasse l’Ufficio e la Messa con il grado duplex majus in tutti i luoghi posti sotto la giurisdizione dell’Inquisizione Spagnola, che poteva altresì annoverarlo fra i suoi Patroni, assieme a san Pietro Martire. Finalmente il 29 giugno 1867, diciottesimo centenario del martirio dei santi Pietro e Paolo, Pio IX lo annoverava fra i Santi Martiri nel giubilo di tutta la Chiesa.
    Questo Eroe della Spagna e dell’Europa Cristiana che sacrificò tutto sé stesso per la Verità ci insegna che solo questa ha diritti e che solo servendo ad essa, non concetto etereo ma Dio che si incarna, si fa il bene del prossimo sia come singolo sia come Stato. Contro tutte le spregevoli menzogne, inoltre, con le quali gli eretici, gli illuministi, i massoni, i liberali, i modernisti e tutti i nemici della Chiesa e della Spagna, hanno infangato quell’opera santa che fu l’Inquisizione Spagnola, il cattolico deve gloriarsi di questa benemerita Istituzione e ricordare che essa contribuì a risparmiare alle popolazioni spagnole le tragedie delle guerre di religione che tra il XVI e il XVII secolo dilaniarono la Francia e la Germania. Ci ammonisce il santo Abate Gueranger: “Lungi dunque dai nostri cuori di cattolici la vigliaccheria che non osa accettare gli sforzi fatti dai nostri padri per conservarci la più preziosa delle eredità! Lungi da noi quella facilità puerile nel credere alle calunnie degli eretici e dei pretesi filosofi, contro una istituzione ch’essi non possono, naturalmente, che detestare! Lungi da noi quella deplorevole confusione di idee che mette sullo stesso piede la verità e l’errore, e che, visto che questo non può avere diritti, ha osato concludere che la verità non deve reclamarne!”[4]. Preservando il tesoro più prezioso che un popolo può avere, la Fede, gli inquisitori come san Pedro e il venerato Torquemada forgiarono quella Spagna “una, grande y libre” che Pio XII definirà “Nazione eletta da Dio come principale strumento di evangelizzazione del Nuovo Mondo e come baluardo inespugnabile della Fede Cattolica”[5] . Senza la Fede Romana manca quel mirabile collante che tiene assieme popolazioni che Dio ha voluto diverse per lingua e per tradizioni e fa si che esse si riuniscano in Nazione: e la cosa possiamo osservarla chiaramente e tristemente in Spagna come in tutta Europa.
    A noi, cattolici e militanti, il Santo Inquisitore insegni a militare con una fede “effervescente” come il sangue per la Fede e per una Società Cristiana non solo contro quanti attentano all’integrità del depositum fidei e della morale evangelica, ma contro coloro che, in un delirio luciferino e gnostico, si scagliano, nel loro delirio luciferino e gnostico, contro l’Ordine eterno, materiale e spirituale, che Dio Creatore e Padre ha stabilito per il bene dell’uomo, facendosi portatori di un’ideologia irrazionale, nel nome di una emancipante “libertà” ben diversa da quella “qua Christus nos liberavit”[6] spandono la morte – fisica e morale, individuale e collettiva – con il divorzio, l’aborto, la sodomia istituzionalizzata, l’eutanasia e Dio solo sa cos’altro ancora.
    Siccome però noi siamo cristiani, non possiamo essere pessimisti! Il mondo è sempre più secolarizzato e anticristico, sempre più cupa è la notte di questo Sabato Santo post-conciliare, ma più brillante è la luce della Verità Cattolica che ci conforta e ci assicura la finale vittoria e il dissolvimento dei consigli degli empi. Così accadde in quel settembre del 1485, quando la Sinagoga uccidendo Pedro diede un Martire e un Intercessore alla odiata Chiesa, così accadrà per il nostro futuro: “Io lo so che il mio Redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!”[7]

    Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!

    [1] Ps. XCIV, 10-11.
    [2] Ps CXXII, 1.
    [3] La veridicità del fenomeno della “effervescenza e moltiplicazione del sangue”, avvenuta il 19 e il 27 settembre 1485 fu sanzionata dalla Sacra Congregazione dei Riti nella 17 gennaio 1663.
    [4] Dom Prosper Guéranger, L’anno liturgico. – II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 582-584.
    [5] Pio XII, Radiomessaggio “Con inmenso gozo”, 16 aprile 1939.
    [6] Gal IV, 31.
    [7] Job XIX, 25»
    https://i0.wp.com/www.radiospada.org...ng?w=815&ssl=1





    “Il 17 settembre 1621 moriva S.E.R. il cardinale Roberto Bellarmino SJ, vescovo, confessore e dottore della Chiesa (festa liturgica 13 maggio).”
    “San Roberto Bellarmino (Montepulciano, 4 ottobre 1542 - Roma, 17 settembre 1621). Festa liturgica il 13 maggio.

    «Non il Papismo è nuovo ma il Luteranesimo. E a noi non fa nulla che gli eretici ci chiamano ora omusiani, ora papisti. Anzi questi stessi vocaboli designano l’antichità e la nobiltà della nostra Chiesa. Infatti che significa che Gesù Cristo è ‘omousios’ al Padre, se non che ha comune col Padre la natura e la divinità? Dunque quando siamo chiamati omusiani, siamo chiamati tali dalla sostanza e dalla divinità di Cristo. Per eguale ragione, se noi siam detti papisti dal Papa, come i Luterani da Lutero, chi non vede di quanto i papisti sono più antichi dei Luterani e dei Calvinisti? Invero Clemente e Pietro e perfino Cristo, furono Papi, cioè Padri e Sommi Pontefici dei Padri. Ci chiamino gli eretici papisti, ci chiamino omusiani, mai non ci potranno chiamare con ragione da qualche uomo determinato, come noi chiamiamo essi da Lutero e da Calvino. Cosi è, o uditori. Noi stiamo al sicuro nella rocca della Chiesa e ce la ridiamo di tutti gli eretici, uomini nuovi, e diciamo loro con Tertulliano: “Chi siete voi? Donde e quando siete venuti? Onde siete sbucati or ora? Dove siete stati rimpiattati tanto tempo? Non abbiamo udito parlar di voi fin d’ora” (De præsc. hær.) [...] con san Girolamo: “Chiunque tu sia, sostenitore di nuove dottrine, ti prego di usar riguardo alle orecchie romane: usa riguardo alla fede che fu riconosciuta con lode dalla bocca apostolica. Perché tenti di insegnarci ciò che prima non abbiamo saputo? Perché mettiti fuori ciò che Pietro e Paolo non hanno voluto dar fuori? Fino a questo giorno il mondo è stato cristiano senza codesta vostra dottrina. Quanto a me io terrò da vecchio quella fede nella quale nacqui da fanciullo” (Ep. ad Pamm. et Ocean.).
    (S. Roberto Bellarmino, Grande Catechismo della Dottrina Cristiana, cap. 2)»
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    http://www.cmri.org/ital-index.html

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio, tratta di messaggi subliminali, rock satanico, occultismo, massoneria"
    http://www.centrosangiorgio.com/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    https://www.agerecontra.it/
    https://www.agerecontra.it/category/arai-daniele/
    https://www.facebook.com/Traditio.Verona.it/

    https://www.facebook.com/pietroferrari1973/

    “Non Una Cum - Roman catholics sedevacantists.”
    https://www.facebook.com/romancatholicsnonunacum/

    https://www.facebook.com/fidecatholica/

    http://www.traditionalmass.org/

    https://novusordowatch.org/

    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    https://www.truerestoration.org/

    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/




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    Ligue Saint Amédée
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    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
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    “Ligue Saint Amédée‏ @SaintAmedee.”

    17 septembre : Saint Lambert, Évêque de Maastricht et Martyr (? 696) :: Ligue Saint Amédée
    «17 septembre : Saint Lambert, Évêque de Maastricht et Martyr († 696)»
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    17 septembre : Les Stigmates de saint François d'Assise (1224) :: Ligue Saint Amédée
    «17 Septembre : Les Stigmates de saint François d'Assise (1224). »
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...t_Francois.jpg







    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

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    Lightbulb Re: La vera dottrina di San Bellarmino sulla deposizione del Papa e dei vescovi

    13 MAGGIO 2019: 102° anniversario della prima apparizione di NOSTRA SIGNORA A FATIMA ed anche, nel medesimo giorno ed anno, della consacrazione episcopale del futuro Papa Pio XII; San Roberto Bellarmino, vescovo e dottore della Chiesa…



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    «LA AUTENTICIDAD DEL TERCER SECRETO DE FÁTIMA.»

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    «SAN ROBERTO BELARMINO BY MOIMUNAN ON 13 MAYO, 2019
    13 de mayo San Roberto Belarmino, Doctor de la Iglesia
    Etim: Roberto:”El que brilla por su fama” (Ro: buena fama. Bert: brillar). Belarmino: “guerrero bien armado”. (Bel: guerrero. Armin: armado). Verdaderamente su fama brilló por ser un bien armado guerrero en defensa de la verdadera fe).»

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    https://moimunanblog.com/2019/05/13/...-tergiversada/
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    https://moimunanblog.com/2019/05/13/...apa-honorio-i/
    https://moimunanblog.com/2019/05/13/...rto-belarmino/





    “13 maggio: Anniversario della Prima Apparizione della Madonna di Fatima...”
    https://forum.termometropolitico.it/...di-fatima.html

    “13 Maggio - Madonna di Fatima.”
    https://forum.termometropolitico.it/...di-fatima.html

    “Fatima 13 Maggio 1917.”
    Fatima 13 Maggio 1917





    Maggio mese di Maria: 13° giorno ? Stellamatutina.eu ? Sito di cultura cattolica in piena e totale obbedienza al Magistero Petrino.
    http://www.stellamatutina.eu/maggio-...ria-13-giorno/
    “Maggio mese di Maria: 13° giorno.”








    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
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    «1917 - 13 MAGGIO – 2019.
    102° anniversario della prima apparizione del Cuore Immacolato di Nostra Signora Maria Santissima, Regina del Santo Rosario a Fatima.
    LE SETTE PREGHIERE DI FATIMA.

    Le Sette Preghiere che vennero insegnate nel corso delle Apparizioni di Fatima ai tre piccoli veggenti, due dall’Angelo della Pace e tre dalla Madre di Dio. In seguito, apparendo a Suor Lucia a Rianjo, in Spagna, Nostro Signore Gesù Cristo le insegnò altre due preghiere.»



    Tradidi quod et accepi
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...atima.html?m=1
    «lunedì 13 maggio 2019
    Beata Vergine Maria di Fatima.

    La Vergine Maria, palesandosi poi col titolo di Nostra Signora del Rosario, apparve ai tre pastorelli - Lúcia dos Santos (1907-) di 10 anni, Francisco Marto (1908-1919) di 9, e sua sorella Jacinta (1910-1920) di 7 - alla Cova da Iria il 13 maggio 1917. Le apparizioni, riconosciute ufficialmente nel 1930 dal Vescovo di Leiria, si sarebbero concluse il 13 ottobre 1917 con il Miracolo del Sole, cui assistettero 70mila persone e della cui veridicità testimoniarono persino noti atei, massoni ed anticlericali. Pio XII, che nel 1950 per ben quattro volte, assistette nei Giardini Vaticani ad una ripetizione del Miracolo del Sole, diede particolare incremento al culto della Madonna di Fatima e il 13 maggio 1946 ne fece incoronare l’Effigie per mezzo del suo Cardinal Legato Benedetto Aloisi Masella, proclamandola Regina del mondo. "Fatima è per il culto del Cuore Immacolato ciò che Paray-le-Monial fu per il culto del Sacro Cuore. Fatima è in un certo senso la continuazione o meglio il compimento di Paray-le-Monial: Fatima unisce questi due Cuori che Dio ha unito nell'opera divina della Redenzione" (Dall'omelia del Card. Manuel Gonçalves Cerejeira, Patriarca di Lisbona. a Madrid il 30 maggio 1948)

    INTROITUS
    Hebr. 4, 16.- Adeamus cum fiducia ad thronum gratiæ, ut misericordiam consequamur, et gratiam inveniamus in auxilio opportune. Alleluia, alleluia ~~ Ps 44, 2.- Eructavit cor meum verbum bonum: dico ego opera mea Regi. ~~ Gloria ~~ Adeamus cum fiducia ad thronum gratiæ, ut misericordiam consequamur, et gratiam inveniamus in auxilio opportune. Alleluia, alleluia
    Hebr 4:16.- Accostiamoci al trono delle grazia con piena e sicura fiducia, per avere misericordia e trovare grazia che ci soccorrano al tempo opportuno Alleluia, alleluia ~~ Ps 44:2.- Vibra nel mio cuore un ispirato pensiero, mentre al Sovrano canto il mio poema. ~~ Gloria. ~~ Accostiamoci al trono della grazia con piena e sicura fiducia, per avere misericordia e trovare grazia che ci soccorrano al tempo opportuno. Alleluia, alleluia

    Gloria

    ORATIO
    Oremus
    Peccatorum nostrorum, Deus, multitudine prævalente, ad beatæ Mariæ Virginis recurrimus singulare suffragium: ut, qui eiusdem Cordis pietate fovemur, tua misericordia præveniente, indulgentiam delictorum consequamur. Per Dominum nostrum Iesum Christum Filium tuum: Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen.
    Preghiamo
    O Dio, sotto il peso della moltitudine dei nostri peccati, ricorriamo al singolare suffragio della beata Vergine Maria: affinché noi che devotamente ci rifugiamo nel suo Cuore, per tua mercé conseguiamo il perdono dei peccati. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    LECTIO
    Lectio libri Sapientiæ
    Eccli 24, 23-31
    Ego quasi vitis fructificavi suavitatem odoris: et flores mei, fructus honoris et honestatis. Ego mater pulchræ dilectionis, et timoris, et agnitionis, et sanctæ spei. In me gratia omnis viæ et veritatis: in me omnis spes vitæ et virtutis. Transite ad me, omnes qui concupiscitis me, et a generationibus meis implemini. Spiritus enim meus super mel dulcis, et hereditas mea super mel et favum. Memoria mea in generationes sæculorum. Qui edunt me, adhuc esurient: et qui bibunt me, adhuc sitient. Qui audit me, non confundetur: et qui operantur in me, non peccabunt. Qui elucidant me, vitam æternam habebunt.
    Come una vite, io produssi pampini di odore soave, e i miei fiori diedero frutti di gloria e di ricchezza. Io sono la madre del bell'amore, del timore, della conoscenza e della santa speranza. In me si trova ogni grazia di dottrina e di verità, in me ogni speranza di vita e di virtù. Venite a me, voi tutti che mi desiderate, e dei miei frutti saziatevi. Poiché il mio spirito è più dolce del miele, e la mia eredità più dolce di un favo di miele. Il mio ricordo rimarrà per volger di secoli. Chi mangia di me, avrà ancor fame; chi beve di me, avrà ancor sete. Chi mi ascolta, non patirà vergogna; chi agisce con me, non peccherà; chi mi fa conoscere, avrà la vita eterna.

    ALLELUIA
    Luc 1, 46-48
    Alleluia, alleluia
    Magnificat anima mea Dominum: et exultavit spiritus meus in Deo salutari meo. Alleluia
    Beatam me dicent omnes generationes, qui ancillam humilem respexit Deus. Alleluia
    Alleluia, alleluia
    L'anima mia magnifica il Signore, e si allieta il mio spirito in Dio, mio Salvatore. Alleluia
    Tutte le generazioni mi diranno beata, me che Dio guardò come sua umile schiava. Alleluia

    EVANGELIUM
    Sequentia ☩ sancti Evangelii secundum Ioannem
    Io 19, 25-27
    In illo tempore: stabant iuxta crucem Iesu Mater eius, et soror Matris eius, Maria Cleophæ, et Maria Magdalene. Cum vidisset ergo Iesus Matrem, et discipulum stantem, quem diligebat, dicit Matri suæ: Mulier, ecce filius tuus. Deinde dicit discipulo: Ecce Mater tua. Et ex illa hora accepit eam discipulus in sua.
    In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua Madre, la sorella di sua Madre, Maria di Cleofa e Maria Maddalena. Gesù allora, vedendo la Madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla Madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua Madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

    OFFERTORIUM
    Luc. 1, 47 et 49
    Exultavit spiritus meus in Deo salutari meo; quia fecit mihi magna qui potens est, et sanctum nomen eius. Alleluia
    L'anima mia esulta in Dio mio Salvatore, perché il Potente ha operato per me grandi cose e il Nome di Lui è Santo. Alleluia

    SECRETA
    Converte, Domine, quæsumus, nostras rebelles voluntates et tribue: ut, auxiliante beatissima Virgine Maria, divina mysteria castis iucunditatibus celebremus. Per Dominum nostrum Iesum Christum Filium tuum: Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen.
    Converti, o Signore, le nostre volontà ribelli e fa’ che, per l’aiuto della beatissima Vergine Maria, celebriamo i divini misteri con casta giovialità. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    COMMUNIO
    Io 19, 26-27
    Dixit Iesus Matri suæ: Mulier, ecce filius tuus. Deinde dicit discipulo: Ecce Mater tua. Et ex illa hora accepit eam discipulus in sua. Alleluia
    Gesù disse a sua Madre: «Donna, ecco il tuo figlio». Poi al discepolo disse: «Ecco la Madre tua». E da quell'ora il discepolo la prese con sé. Alleluia

    POSTCOMMUNIO
    Oremus
    Porrigere, quæsumus, Domine, dexteram tua populo deprecanti, et cui tribuis supplicandi benignus affectum, intercedente Virgine Maria, præbe palcatus auxilium, ut cuncta mala declinet et omnia bona apprehendat.Per Dominum nostrum Iesum Christum Filium tuum: Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen.
    Preghiamo
    Porgi, o Signore, la tua destra al popolo che ti supplica e a chi hai dato, benigno, la volontà di elevare la supplica concedi pure, placato, l’aiuto, affinché, per l’intercessione della Vergine Maria, eviti ogni male e raggiungere ogni bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.»




    https://sardiniatridentina.blogspot.com/
    https://sardiniatridentina.blogspot....cardinale.html
    «San Roberto Bellarmino Cardinale, Vescovo, Confessore e Dottore della Chiesa.

    Nato a Montepulciano il 4 ottobre 1542, Roberto, fu educato dai Gesuiti ai quali poi si unì nel 1560. Già allievo del Collegio Romano, fu inviato a studiare nelle più importanti Università cattoliche. nel 1570 fu ordinato prete. Per l’ottima preparazione fu preposto alla Cattedra di Controversie al Collegio Romano, partecipò alla legazione pontificia in Francia per difendere i diritti della Chiesa contro gli Ugonotti, quindi, tornato in Italia, collaborò alla revisione della Volgata ed ebbe anche l’onore di essere l’ultimo direttore spirituale di san Luigi Gonzaga. Membro dell’Inquisizione dal 1597, fu creato da Cardinale Clemente VIII nel 1599. Vescovo di Capua nel 1602, si mostrò zelante pastore. Difese egregiamente i diritti della Sede Apostolica contro il Re d’Inghilterra e contro i Gallicani, e la immunità ecclesiastica contro i Veneziani. Imperitura la sua opera contro le falsità degli Eretici. Sebbene nei posti più alti della sacra gerarchia, rimase sempre umile ed austero, rifiutando fermamente la candidatura che di lui fu fatta al Pontificato. Il Signore lo chiamò a sé il 17 settembre 1621. Dopo un lungo processo canonico, Pio IX gli decretava il nimbo dei beati (13 maggio 1923), il culto dei Santi (29 giugno 1930) e il titolo di Dottore della Chiesa (17 settembre 1931).

    Altare con le reliquie di San Roberto Bellarmino nella chiesa di Sant’Ignazio a Roma
    https://1.bp.blogspot.com/-TSwpMIbWE...5832010151.jpg

    INTROITUS
    Eccli 15.5- In médio Ecclésiæ apéruit os eius: et implévit eum Dóminus spíritu sapiéntiæ et intelléctus: stolam glóriæ índuit eum. Allelúia, allelúia. ~~ Ps 91:2- Bonum est confitéri Dómino: et psállere nómini tuo, Altíssime. ~~ Glória ~~ In médio Ecclésiæ apéruit os eius: et implévit eum Dóminus spíritu sapiéntiæ et intelléctus: stolam glóriæ índuit eum. Allelúia, allelúia.
    Eccli 15.5- Dio gli aprì la bocca in mezzo all'assemblea, lo riempì dello spirito di sapienza e d'intelligenza; lo copri col manto della gloria. Alleluia, alleluia ~~ Ps 91:2- È bene cantare la gloria al Signore: e lodare, Altissimo, il tuo Nome. ~~ Gloria ~~ Dio gli aprì la bocca in mezzo all'assemblea, lo riempì dello spirito di sapienza e d'intelligenza; lo copri col manto della gloria. Alleluia, alleluia

    Gloria

    ORATIO
    Orémus.
    Deus, qui ad erróris insídias repelléndas et apostólicæ Sedis iura propugnánda, beátum Robértum Pontíficem tuum atque Doctórem mira eruditióne et virtúte decorásti: eius méritis et intercessióne concéde; ut nos in veritátis amóre crescámus et errántium corda ad Ecclésiæ tuæ rédeant unitátem. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Preghiamo.
    O Dio, che per sventare le insidie dell'errore e a difendere i diritti della Sede Apostolica desti erudizione e virtù mirabili al beato Roberto, vescovo e dottore; fa' che per la sua intercessione e per i suoi meriti noi cresciamo nell'amore della verità e gli erranti tornino all'unità della tua Chiesa. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    LECTIO
    Léctio libri Sapiéntiæ.
    Sap 7:7-14
    Optávi, et datus est mihi sensus: et invocávi, et venit in me spíritus sapiéntiæ: et præpósui illam regnis et sédibus, et divítias nihil esse duxi in comparatióne illíus: nec comparávi illi lápidem pretiósum: quóniam omne aurum in comparatióne illíus arena est exígua, et tamquam lutum æstimábitur argéntum in conspéctu illíus. Super salútem et spéciem diléxi illam, et propósui pro luce habére illam: quóniam inexstinguíbile est lumen illíus. Venérunt autem mihi ómnia bona páriter cum illa, et innumerábilis honéstas per manus illíus, et lætátus sum in ómnibus: quóniam antecedébat me ista sapiéntia, et ignorábam, quóniam horum ómnium mater est. Quam sine fictióne dídici et sine invídia commúnico, et honestátem illíus non abscóndo. Infinítus enim thesáurus est homínibus: quo qui usi sunt, partícipes facti sunt amicítiæ Dei, propter disciplínæ dona commendáti.
    Per questo ho pregato, e mi fu dato il senno; ho supplicato, e lo spirito di sapienza venne a me. L'ho preferita agli scettri e ai troni, e le ricchezze le stimai un niente in paragone di lei. Non ho paragonate con lei le pietre preziose, perché tutto l'oro in paragone di lei è un po' di sabbia, e l'argento dinanzi a lei conta come fango. L'amai più della sanità e dell'avvenenza, mi proposi di averla per mia luce, perché lo splendore che da lei emana non tramonta. Insieme con essa mi venne ogni bene e incalcolabile ricchezza per mezzo di lei. Io godei di tanti beni, perché la sapienza li domina, e pur non sapevo che di tutti questi beni era lei la madre. Senza oblique mire l'ho appresa, senza invidia la comunico, e non ne tengo nascoste le ricchezze; perché essa è un tesoro infinito per gli uomini. e chi ne usa si unisce in amicizia con Dio, raccomandandosi per doti disciplinari.

    ALLELUIA
    Allelúia, allelúia.
    Qui docti fúerint fulgébunt quasi splendor firmaménti. Allelúia.
    Qui ad iustítiam erúdiunt multos quasi stellæ in perpétuas æternitátes. Allelúia.
    Alleluia, alleluia.
    Quelli che sono sapienti rifulgeranno come splendore di cielo. Alleluia.
    E quelli che insegnano a molti la giustizia. splenderanno come stelle per tutta l'eternità? Alleluia.

    EVANGELIUM
    Sequéntia ✠ sancti Evangélii secúndum Matthaeum.
    Matt 5:13-19
    In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Vos estis sal terræ. Quod si sal evanúerit, in quo saliétur? Ad níhilum valet ultra, nisi ut mittátur foras, et conculcétur ab homínibus. Vos estis lux mundi. Non potest cívitas abscóndi supra montem pósita. Neque accéndunt lucérnam, et ponunt eam sub módio, sed super candelábrum, ut lúceat ómnibus qui in domo sunt. Sic lúceat lux vestra coram homínibus, ut vídeant ópera vestra bona, et gloríficent Patrem vestrum, qui in coelis est. Nolíte putáre, quóniam veni sólvere legem aut prophétas: non veni sólvere, sed adimplére. Amen, quippe dico vobis, donec tránseat coelum et terra, iota unum aut unus apex non præteríbit a lege, donec ómnia fiant. Qui ergo solvent unum de mandátis istis mínimis, et docúerit sic hómines, mínimus vocábitur in regno coelórum: qui autem fécerit et docúerit, hic magnus vocábitur in regno coelórum.
    In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra. E se il sale perde la sua virtù, come lo si riattiverà? Non è più buono che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo. Non può rimanere nascosta una città posta sopra un monte. Né si accende la lucerna per riporla sotto il moggio, ma sul candeliere, perché faccia lume a quanti sono in casa. Così risplenda la vostra luce dinanzi agli uomini, affinché vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli. Non crediate che io sia venuto ad abrogare la Legge o i Profeti, ma a completare. In verità vi dico che finché non passi il cielo e la terra non passerà un solo iota o un apice solo della Legge, che tutto non sia compiuto. Chi pertanto violerà uno dei minimi di questi comandamenti e insegnerà così agli uomini, sarà tenuto minimo nel regno dei cieli; ma colui che avrà operato ed insegnato, sarà tenuto grande nel regno dei cieli».

    Credo

    OFFERTORIUM
    Ps 72:28
    Mihi autem adhærére Deo bonum est, pónere in Dómino Deo spem meam: ut annúntiem pmnes prædicatiónes tuas in portis fíliæ Sion, allelúia.
    È mia felicità stare unito a Dio e porre nel Signore Dio la mia speranza, per annunziare le tue lodi entro le porte della figlia di Sion, alleluia.

    SECRETA
    Hóstias tibi, Dómine, in odórem suavitátis offérimus: et præsta; ut, beáti Robérti mónitis et exémplis edócti, per sémitam mandatórum tuórum dilatáto corde currámus. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Ti presentiamo, o Signore, queste offerte qual soave profumo; fa', che seguendo gli insegnamenti e gli esempi del beato Roberto, corriamo con cuore aperto nella via dei tuoi comandamenti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    COMMUNIO
    Matt 5:14; 5:16
    Vos estis lux mundi: sic lúceat lux vestra coram homínibus, ut vídeant ópera vestra bona, et gloríficent Patrem vestrum qui in coelis est, allelúia.
    Voi siete la luce del mondo: così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, che vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli. Alleluia.

    POSTCOMMUNIO
    Orémus.
    Sacraménta, quæ súmpsimus, Dómine Deus noster, in nobis fóveant caritátis ardórem: quo beátus Robértus veheménter accénsus, pro Ecclésia tua se iúgiter impendébat. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Preghiamo.
    I sacramenti ora ricevuti, o Signore Dio nostro, mantengano in noi quel fervore di carità, che infiammò il beato Roberto nel prodigarsi costantemente per il bene della tua Chiesa. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.»










    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm
    “San Roberto Bellarmino, vescovo e dottore, 13 maggio.”





    San Roberto Bellarmino - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-roberto/
    «13 maggio, San Roberto Bellarmino, Vescovo, Confessore e Dottore (Montepulciano, 4 ottobre 1542 –Roma, 17 settembre 1621).

    “San Roberto Bellarmino, della Compagnia di Gesù, Cardinale e già Vescovo di Capua, Confessore e Dottore della Chiesa, il cui giorno natalizio si commemora il diciassette Settembre.”
    O Dio, che per respingere le insidie dell’errore e per difendere i diritti della Sede Apostolica, concedesti mirabile dottrina e forza al tuo beato Pontefice e dottore Roberto, per i suoi meriti ed intercessione fa’ che noi cresciamo nell’amore della verità e che gli, erranti ritornino nell’unità della tua Chiesa.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...to-239x300.png






    SANTE MESSE "NON UNA CUM" CELEBRATE DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII") E DA DON FLORIANO IN TUTTA ITALIA:


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "Torino - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/torino/

    "Modena - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/modena/

    "Rimini - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/rimini/

    "Pescara - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    "Potenza - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "Roma - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”


    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    III Domenica dopo Pasqua (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=FrXb3TtbouM
    II Domenica dopo Pasqua (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=71aZwW6lBYU
    II Domenica dopo Pasqua - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=BuGlDuSs0LQ
    Domenica in Albis (Santa Messa e Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=UG870mk5GHo
    Lunedì Pasqua - dell' Angelo (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=wPkpeDbQdo8
    Santa Pasqua (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=G-lviMz3pWY
    Santa Pasqua 2019 - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=lwCe33a3TUo
    Sabato Santo (Veglia Pasquale)
    https://www.youtube.com/watch?v=jphVO0FHUMw
    Venerdì Santo
    https://www.youtube.com/watch?v=6v8gLX5hNW0
    Giovedi Santo
    https://www.youtube.com/watch?v=80W3peGsC9I
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.».







    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    https://www.sursumcorda.cloud/settim...sum-corda.html
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.»

    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    “Per affrontare, con dati oggettivi e senza compromessi, il problema del Vaticano Secondo e dei modernisti che occupano la maggior parte delle nostre chiese --> La questione del cosiddetto "papa eretico" ed il problema dell'autorità nella Chiesa -->
    Appunti sulla questione del cosiddetto «papa eretico»”
    https://www.sursumcorda.cloud/massim...a-eretico.html
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...-italiano.html
    “Raccolta di preghiere non contaminate dall'eresia dell'ecumenismo. Diceva Sant'Alfonso: "Chi prega si salva, chi non prega si danna" ->”
    https://www.sursumcorda.cloud/preghiere.html

    "La vera umiltà---> https://youtu.be/n9mF_GM9unc "

    “Padre Gabriele Maria Roschini, Chi è Maria? Catechismo mariano, Sursum Corda, Potenza 2017.
    Catechismo mariano composto da 235 articoli, semplici ma eruditi. Un’esposizione chiara, ordinata e sintetica di tutto ciò che riguarda la storia, il dogma ed il culto mariano, secondo la forma classica di domande e risposte.”
    https://www.sursumcorda.cloud/preghiere/








    Pio XII era molto legato a Fatima; Eugenio Pacelli fu infatti consacrato arcivescovo nella cappella Sistina di Roma dal Papa Benedetto XV proprio il 13 maggio 1917, giorno della prima apparizione della Madonna a Fatima:



    https://w2.vatican.va/content/pius-x...piscopale.html
    “RADIOMESSAGGIO DI SUA SANTITÀ PIO XII PER IL XXV DELLA CONSACRAZIONE EPISCOPALE DEL SANTO PADRE*
    Mercoledì, 13 maggio 1942.”
    https://piusppxii.wordpress.com/2017...apa-di-fatima/
    Centenario dell?ordinazione episcopale ? Papa Pio XII
    “Il 13 maggio 1917, domenica precedente l’Ascensione, a Fatima, ai confini dell’Europa, una Signora vestita di bianco compariva per la prima volta a tre pastorali: Lucia, Francesco e Giacinta. «Non abbiate timore! Non vi farò del male», li aveva rassicurati. E alla domanda ingenua della più grande dei tre – «Di dove siete?» – aveva risposto: «Sono del Cielo».
    Lo stesso giorno, sotto la volta di Michelangelo che custodisce le primizie di ogni pontificato, il Papa Benedetto XV consacrava vescovo il giovane Eugenio Pacelli, classe 1876, che ventiduenni dopo, da quella stessa Cappella Sistina, uscirà Papa con il nome di Pio XII.”

    http://www.papapioxii.it/wp-content/..._0-300x149.jpg
    Il miracolo del sole ? Papa Pio XII
    http://www.papapioxii.it/wp-content/...5/01/papa1.jpg
    “Papa Pio XII nel venticinquesimo anniversario della sua consacrazione episcopale, avvenuto il 13 maggio 1942.
    https://www.youtube.com/watch?v=qUGarQPBQ8I
    https://www.youtube.com/user/sodalitium/

    Chiesa e post concilio: Pio XII e Fatima, l?appunto segreto sul ?miracolo del sole?
    «Pio XII è chiamato anche "Il Papa di Fatima". Tra l'altro fu consacrato Vescovo nella Cappella Sistina da Benedetto XV, proprio il 13 maggio 1917. Giorno, dunque, doppiamente benedetto.»
    http://www.fatima.org/it/essentials/...roval_pope.asp

    «Le Approvazioni dei Papi
    Nel 1917 la Prima Guerra Mondiale stava infuriando da diversi anni ormai, senza mostrare alcun segno di una imminente e pacifica conclusione; Papa Benedetto XV si rivolse con una supplica alla Beata Vergine Maria, per mezzo della Quale tutte le grazie vengono dispensate. Egli chiese urgentemente a tutti i Cristiani di implorare la Beata Vergine Maria per ottenere la pace nel mondo, e di affidare questo compito solenne a Lei solamente.
    Egli desiderava che il mondo “facesse ricorso al Cuore di Gesù, trono di grazie, e che a questo trono si facesse ricorso per mezzo dell’intercessione di Maria”, ed ordinò che l’invocazione ‘Regina della Pace, prega per noi’ fosse aggiunta permanentemente nella Litania di Loreto. Infine, fiducioso nel riporre la pace del mondo nelle Sue mani, il Santo Padre fece un altro appello:
    A Maria, che è Madre di Misericordia ed onnipotente per grazia, fa che si levi un appello amoroso e devoto da tutti gli angoli della terra – dai nobili templi alle più piccole cappelle, dai palazzi reali e le magioni dei facoltosi alle capanne più povere – dalle pianure e dai mari coperti di sangue. Che esso porti a Lei il lamento angosciato delle madri e delle mogli, i pianti dei piccoli innocenti, i sospiri di tutti i cuori generosi: Che la Sua più tenera e benigna sollecitudine possa muoversi a compassione e che la pace che chiediamo per il nostro mondo concitato, possa infine essere ottenuta.
    La Beata Madre rispose assai velocemente alla supplica agonizzante del Papa. Solo otto giorni dopo, la Vergine Maria apparve a Fatima, donando al Papa ed all’umanità un piano per la pace. Tuttavia, questo piano prevedeva l’obbedienza della gente, e specialmente del Vicario di Cristo in terra, il Papa. Dio e la Beata Vergine hanno accettato di donare al mondo la pace, ma poiché è stato il Papa ad aver richiesto che gli venisse mostrata la via per la pace, la sua cooperazione nei progetti del Cielo diventa fondamentale.
    E’ per questo che, sin dall’inizio, il Santo Padre ha avuto un ruolo specifico nel Messaggio di Fatima: perché è stato per la sua insistenza che Dio ha inviato la Sua Madre Celeste a Fatima; e quando il Papa esaudirà le richieste del Signore, la Beata Vergine porterà la pace nel mondo. Pertanto, proprio perché il loro ruolo nel Messaggio di Fatima è così primario, esaminiamo in profondità come i vari Pontefici abbiano approvato e promosso Fatima.
    In primo luogo, Papa Benedetto XV rifondò l’antica diocesi di Leiria, il 17 gennaio 1918, ed un una lettera datata 29 aprile 1918, ed indirizzata ai vescovi portoghesi, egli si riferì alle apparizioni di Fatima come “un aiuto straordinario della Madre di Dio.” Nel 1929, ad un udienza del Seminario Portoghese a Roma, il successore di Papa Benedetto XV, Pio XI, offrì personalmente a ciascun seminarista, due fotografie della Madonna del Rosario di Fatima. Papa Pio desiderava inoltre leggere tutti i risultati del Processo Canonico di Fatima, per poter essere personalmente informato delle apparizioni della Madonna.
    L’1 ottobre 1930, il Sacro Penitenzierie sotto Pio XI concesse indulgenza parziale a coloro che avessero visitato personalmente il Santuario, e pregato per le intenzioni del Santo Padre, ed un indulgenza plenaria una volta al mese a coloro che fossero andati a Fatima in gruppo. Queste indulgenze concesse a Roma vennero appena in tempo per preparare il terreno, con fiducia, all’approvazione Episcopale che sarebbe giunta di li a poco, e che era stata approvata sino ad allora, con discrezione, dalla Santa Sede.
    Con la conoscenza personale ed il consenso di Papa Pio XI, il 13 ottobre 1930, il Vescovo da Silva di Leiria (la diocesi che ha al suo interno Fatima) annunciò i risultati dell’indagine ufficiale su Fatima, in una lettera pastorale riguardante le apparizioni. Questa approvazione ufficiale conteneva i seguenti, importanti paragrafi:
    In virtù delle considerazioni messe a conoscenza, e di altre che omettiamo per ragione di-brevità; invocando umilmente lo Spirito Santo e ponendoci noi stessi sotto la protezione della Beata Vergine Maria, e dopo aver ascoltato le opinioni dei nostri Rev. Consiglieri in questa diocesi, noi pertanto:
    Dichiariamo degne di credenza, le visioni dei bambini pastori della Cova da Iria, avvenute nella parrocchia di Fatima, in questa diocesi, dal 13 maggio al 13 ottobre 1917.
    Permettiamo ufficialmente il culto della Madonna di Fatima.
    Papa Pio XII, la cui consacrazione Episcopale aveva avuto luogo il 13 maggio 1917, data della prima apparizione della Madonna a Fatima, fece molte cose per incoraggiare la devozione alla Madonna di Fatima. Egli fu conosciuto come il “Papa di Fatima.” Egli affermò: “Il tempo di dubitare Fatima è passato, è giunto il tempo di agire.” Mentre la statua della Vergine Pellegrina stava girando l’Italia, ed avvenivano molti miracoli dovunque si fermasse, Papa Pio XII affermò con stupore: “Non crediamo ai nostri occhi”.
    Nel 1940, Papa Pio XII parlò per la prima volta di Fatima in un testo Pontificio ufficiale, la sua enciclica Saeculo Exeunte, che era stata scritta per incoraggiare la Chiesa in Portogallo ad aumentare la sua attività missionaria straniera. Nel testo, egli affermò che: “lasciate che fedeli non si dimentichino, specialmente quando recitano il Rosario, così raccomandato dalla Beata Vergine Maria di Fatima, di chiedere alla Vergine Madre di Dio di ottenere le vocazioni missionarie, con frutti abbondanti per il più alto numero possibile di anime…”
    Egli infine concludeva l’enciclica con queste parole: “Senza alcun dubbio Dio, nella Sua bontà, riverserà le Sue abbondanti benedizioni si questi generosi operatori e sulla nobilissima nazione Portoghese. La Beata Vergine, la Madonna del Rosario venerata a Fatima, la Santa Madre di Dio che portò la vittoria a Lepanto, vi assisterà con la Sua potenza…” Inoltre, nel 1940, il Santo Padre indicò la Madonna di Fatima come Patrona della nuova diocesi di Nampula, in Mozambico.
    Nell’ottobre del 1942, in risposta ad un messaggio inviatole da Suor Lucia nel 1940, Papa Pio XII consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria, con una menzione speciale per la Russia. All’inizio del 1943, Suor Lucia spiegò che Nostro Signore le aveva detto che avrebbe accettato questo Atto di Consacrazione per contribuire a far finire prima la Seconda Guerra Mondiale, ma che esso non avrebbe ottenuto la pace nel mondo. Come predetto, questo atto ottenne la fine della guerra, ma non portò al regno della pace che aveva promesso la Madonna, dato che non si era trattato di una consacrazione specifica della Russia, e per via del fatto che i vescovi di tutto il mondo non vi avevano partecipato.
    Il 4 maggio 1944, la Santa Sede istituì la Festa del Cuore Immacolato di Maria.
    Nel 1946, Sua Eminenza il Cardinale Masella, in veste di Legato personale del Santo Padre, incoronò la Madonna di Fatima “Regina del mondo”. L’intero episcopato Portoghese e più di 600.000 pellegrini si riunirono a Fatima per partecipare all’evento.
    Nel 1950, Papa Pio XII disse addirittura al Maestro Generale dei Dominicani: “Dite ai vostri religiosi che il pensiero del Papa è contenuto nel Messaggio di Fatima.”
    Il 13 ottobre 1951, il Legato Pontificio, Cardinale Tedeschini, fu inviato a Fatima per la chiusura dell’Anno Santo. Egli disse alla folla che Papa Pio XII aveva visto in persona, ripetuto a Roma, il Miracolo del Sole che era avvenuto durante l’ultima apparizione di Fatima. E’ ovvio che il Santo Padre aveva scelto Fatima per questo evento così importante, in modo da destare attenzione al Messaggio della Madonna di Fatima. Il Santo Padre aveva infatti ricevuto la grazia di vedere il Miracolo del Sole, in quattro occasioni distinte, durante l’anno precedente: il 30 e il 31 ottobre, il 1 novembre (il giorno in cui Pio XII definì solennemente il dogma dell’Assunzione), e l’8 novembre (l’ottava di quella stessa solennità).
    Il 7 luglio 1952, in risposta alle petizioni dei Cattolici della Russia, Papa Pio XII consacrò la Russia ed il suo popolo al Cuore Immacolato di Maria. Sfortunatamente, i postulatori erano ignari del fatto che il Santo Padre avrebbe dovuto compiere la Consacrazione in unione con i vescovi di tutto il mondo. Pertanto, Pio XII effettuò la Consacrazione in una cerimonia privata, senza aver invitato i vescovi del mondo ad unirsi a lui, come aveva richiesto la Madonna.
    L’11 ottobre 1954, Sua Santità pubblicò un’enciclica sul Regno di Maria, ed in esso egli si riferì alla Sua miracolosa immagine di Fatima. Due anni dopo, la Chiesa che sorgeva sul luogo dell’apparizione, a Fatima, venne elevata a rango di Basilica.»







    In ricordo di Arai Daniele (San Paolo 13 maggio 1934 - Aljustrel, Fatima 25 novembre 2017) nell’anniversario della sua nascita, avvenuta anch’essa nel giorno della prima apparizione della Madonna a Fatima, RIP:


    Arai Daniele | www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/wp-content...22944164_n.jpg
    http://www.edizioniradiospada.com/im...ai_200x250.jpg







    http://www.radiospada.org/
    http://www.edizioniradiospada.com/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf


    “13 maggio 1917: Apparizione della Beata Vergine Maria in Cova da Iria a Fatima.”


    “Sono del cielo”. La prima apparizione di Nostra Signora di Fatima
    https://www.radiospada.org/2019/05/s...ora-di-fatima/
    “Il 13 maggio 1917 alla Cova da Iria la Madre di Dio si degnava apparire a tre pastorelli: Lúcia dos Santos (1907-) di 10 anni, Francisco Marto (1908-1919) di 9, e sua sorella Jacinta (1910-1920) di 7. Iniziava così quella serie di apparizioni mariane – che sarebbero culminate il 13 ottobre successivo con il miracolo del sole cui assistettero 70mila persone – fondamentali nella storia del Novecento e della Chiesa.
    Così Lucia, ormai Carmelitana Scalza, racconterà nel 1941 quello che videro.”

    https://www.radiospada.org/2017/05/f...delle-tenebre/
    https://i0.wp.com/www.radiospada.org...ng?w=905&ssl=1



    "Il devoto omaggio di Radio Spada alla santa e immortale memoria di Pio XII, il Papa di Fatima, consacrato il giorno stesso della prima apparizione della Vergine alla Cova da Iria e beneficiato quattro volte della visione del miracolo del Sole."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...5f&oe=5D6037CE





    “13 maggio 2019: San Roberto Bellarmino, vescovo, confessore e dottore della Chiesa.
    Nacque nel 1542 a Montepulciano in Toscana. Entrò nella compagnia di Gesù a Roma. Ordinato sacerdote, tenne celebri dispute in difesa della fede cattolica e insegnò teologia nel Collegio romano. Eletto cardinale e nominato vescovo di Capua, contribuì con la sua attività presso le Congregazioni romane alla soluzione di spinosi problemi. Morì a Roma nel 1621.
    Dal trattato "Elevazione della mente a Dio" di San Roberto Bellarmino, vescovo.

    Tu sei buono, Signore, e perdoni, sei pieno di misericordia con chi ti invoca " (Sal 85, 5); chi non ti servirà con tutto il cuore, dopo aver cominciato a gustare anche per poco la dolcezza della tua paterna signoria? Che cosa comandi, Signore, ai tuoi servi? " Prendete, dici, il mio giogo sopra di voi " (Mt 11,29). E quale è il tuo giogo? " Il mio giogo", dici, " è dolce e il mio carico leggere " . Chi non porterà molto volentieri un giogo che non stringe, ma accarezza, e un peso che non opprime, ma solleva? Perciò giustamente hai aggiunto: " E troverete ristoro per le vostre anime". E qual è questo tuo giogo che non affatica, ma riposa? Sicuramente il primo e più grande comandamento: " Amerai il Signore Dio tuo con il cuore" Che cosa vi è di più facile, di più soave e dolce, che amare la bontà, la bellezza e l'amore? E tutto questo sei tu, Signore mio Dio. Sì, è veramente grande la ricompensa per l'osservanza dei tuoi comandamenti. Quel primo e più grande comandamento è vantaggioso per l'uomo che obbedisce più che per Dio che comanda. Ma ogni altro comandamento di Dio perfeziona colui che obbedisce, lo eleva, lo istruisce, lo illumina, infine lo rende buono e beato. Perciò se hai saggezza, comprendi che sei creato per la gloria di Dio e per la tua eterna salvezza. Questo è il tuo fine, questo il centro della tua anima, questo il tesoro del tuo cuore. Se raggiungerai questo fine sarai beato, se ti allontanerai da esso sarai infelice. Perciò stima vero bene per te ciò che ti conduce al tuo fine, vero male ciò che te lo fa mancare. Avvenimenti prosperi o avversi, ricchezze e povertà, salute e malattia, onori e oltraggi, vita e morte, il sapiente non deve né cercarli né fuggirli per se stessi. Ma sono buoni e desiderabili solo se contribuiscono alla gloria di Dio e alla tua felicità eterna. Sono cattivi e da fuggire se la ostacolano.
    [ Testo tratto dal sito a cura dei Monaci Benedettini Silvestrini del Monastero San Vincenzo M. ]
    Il corpo si venera dal 1923 nella terza cappella di destra di S. Ignazio di Loyola a Campo Marzio. Le ossa ricomposte, legate con fili d’argento, ricoperte da abiti cardinalizi, il volto e le mani ricoperti d’argento,sono visibili sotto l’altare a lui dedicato. Alla morte fu deposto nella cripta della casa professa e, dopo un anno, nel sepolcro nel quale era stato il corpo di S. Ignazio. Nato a Montepulciano il 4 ottobre 1542 morì a Roma il 17 settembre 1621. L’eroicità delle sue virtù furono decretate nel 1920, dopo tre anni si ebbe la sua beatificazione; fu canonizzato il 29 giugno del 1930 e dichiarato Dottore della Chiesa Universale il 17 settembre 1931.
    M.R.: 13 maggio - San Roberto Bellarmino, della Compagnia di Gesù, Cardinale e già Vescovo di Capua, Confessore e Dottore della Chiesa, il cui giorno natalizio si celebra il diciassette Settembre.
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...3d&oe=5D5B57A5





    "San Roberto Bellarmino: ‘Ce ne ridiamo di tutti gli eretici!’
    https://www.radiospada.org/2019/05/s...i-gli-eretici/
    Roberto Bellarmino, nato a Montepulciano il 4 ottobre 1542, a diciott’anni entrò nella Compagnia di Gesù. Sacerdote nel 1570, Inquisitore nel 1597, Cardinale nel 1599, Arcivescovo di Capua nel 1602, fu validissimo campione della vera Fede contro gli eretici, le cui aberrazioni confutò con la parola e con gli scritti. Migrato al Signore il 17 settembre 1621, fu elevato agli onori degli altari solo sotto Pio XI, il quale lo proclamò Beato (13 maggio 1923), Santo (29 giugno 1930) e infine Dottore della Chiesa (17 settembre 1931).

    In occasione della sua festa proponiamo alla meditazione del Lettore un passo del Catechismo grande della dottrina cristiana scritto da questo gran Santo della Controriforma. Le parole che il Santo Dottore rivolgeva agli eretici del suo tempo, ai quali non riconosceva meriti e coi quali non instaurava irenici dialoghi, ben si applicano anche a quelli del nostro tempo, i modernisti, che del Porcus Saxoniae e dei suoi seguaci sono eredi e laudatori, ma che invece che uscire dalla Chiesa, rimanendovi dentro, la tiranneggiano.”

    "Non il Papismo è nuovo, ma il Luteranismo. E a noi non fa nulla, che gli eretici ci chiamano papisti. Anzi questi stessi vocaboli designano l’antichità e la nobiltà della nostra Chiesa". - San Roberto Bellarmino.
    https://i2.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=580&ssl=1





    "13 maggio 2019: infra l'Ottava del patrocinio universale di San Giuseppe."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...ea&oe=5D59AA36





    "Il 13 maggio 535 viene eletto al Papato Sant'Agapito I."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...cd&oe=5D672E86





    "Il 13 maggio 1572 il bolognese Gregorio XIII Boncompagni veniva eletto Papa."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...51&oe=5D6B21F9





    [DIFUNDE TU FE CATOLICA] LA PIEDAD DEL ROSARIO remedio para los males de hoy
    https://www.radiospada.org/2019/05/d...-males-de-hoy/








    www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    http://www.agerecontra.it/

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella Chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio"
    http://www.centrosangiorgio.com/


    C.M.R.I. - "Congregatio Mariae Reginae Immacolata" ("Congregation of Mary Immaculate Queen" "Congregazione di Maria Regina Immacolata"):
    http://www.cmri.org/ital-index.html





    https://www.truerestoration.org/


    https://novusordowatch.org/


    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    "Home | Traditional Latin Mass Resources"
    http://www.traditionalmass.org/





    "Como ovejas sin Pastor"
    http://sicutoves.blogspot.com/


    https://moimunanblog.com/





    “Pro Fide Catholica | Le site de Laurent Glauzy”
    https://profidecatholica.com/


    https://johanlivernette.wordpress.com/


    https://lacontrerevolution.wordpress.com/


    https://sedevacantisme.wordpress.com/


    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    http://wordpress.catholicapedia.net/


    https://fidecatholica.wordpress.com/


    https://militesvirginismariae.wordpress.com/




    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    http://liguesaintamedee.ch/messes

    13 mai : Saint Robert Bellarmin, Jésuite, Cardinal, Docteur de l'Église (1542-1621) :: Ligue Saint Amédée
    “13 mai : Saint Robert Bellarmin, Jésuite, Cardinal, Docteur de l'Église (1542-1621).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati..._bellarmin.jpg





    13 mai : Notre-Dame de Fatima, Apparition au Portugal en 1917 :: Ligue Saint Amédée
    “13 mai : Notre-Dame de Fatima, Apparition au Portugal en 1917.”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...e_fatima_3.jpg







    AVE MARIA!!!
    Regina della Pace, pregate per noi!!!
    Santissima Vergine del Rosario di FATIMA, pregate per noi!!!
    REGINA COELI, LAETARE, ALLELUIA!!!
    «O Santissima Trinità, vi adoro! Mio Dio, mio Dio, Vi amo nel Santissimo Sacramento!»
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!

    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

 

 

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    Di Caterina63 nel forum Cattolici
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 31-05-05, 22:59

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