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Discussione: Verso la bancarotta.

  1. #11
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    bellissima questa discussione tra compagni incazzati perchè il fabbisogno statale scende!!
    ....mi ricorda una discussione che gli stessi forumisti facevano l'anno scorso sui conti del 2002 ..... ma poi tutti sappiamo come è andata a finire col fabbisogno del 2002 in netto calo!!!!
    Come ci si è arrivati? poco importa, quello che importa è il risultato finale: i conti pubblici migliorano ..... e questa fa incazzare i sinistri!!

  2. #12
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    Per lo meno conosciamo lo slogan della prossima finanziaria: "una finanziaria di semina" (= non vi aspettate nessun risultato).

    Lo slogan precedente, per gli smemorati, era "una finanziaria di rigore e sviluppo". Cosa si intendeva per "rigore"? Il condono tombale! E per "sviluppo"? Una crescita dello 0,4%!

    Io l'ho sempre detto che 3colli e' un poeta, l'ho capito subito quando ha chiamato il suo primo condono "scudo fiscale"...

  3. #13
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    In origine postato da Libero
    bellissima questa discussione tra compagni incazzati perchè il fabbisogno statale scende!!
    Il pollista ci arriva sempre con ritardo: il fabbisogno scende di 3, ma ci sono entrate una-tantum per 13 (dal condono). Quindi a livello strutturale le cose sono peggiorate di 10.

    Non e' troppo difficile da capire... Anche il compagno fazio e' preoccupato per l'andazzo e' si e' rotto le balle dei barbatrucchi da tributarista di provincia...

  4. #14
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    In origine postato da Libero
    ... Come ci si è arrivati? poco importa, quello che importa è il risultato finale: i conti pubblici migliorano ..... e questa fa incazzare i sinistri!!
    Qui dimostri tutta la tua competenza in fatto di economia.... Bravo!

    Per Ago: il compagno Fazio è preoccupato, ma 3buchi si è incazzato con lui. E che cavolo!!! Questo è un governo con gente piena di attributi. Non hai sentito il Berlusca al parlamento europeo?
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  5. #15
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    In origine postato da Ago

    Corriere
    «La Finanziaria sarà più di semina che di raccolta»
    Tremonti: per le riforme ci vuole tempo

    Il ministro dell'Economia replica a Fazio: «Anche la Thatcher fece tutto nel secondo mandato»
    Sbaglio o qua dice che le riforme le faranno "nel secondo mandato"?

    Guardate che il secondo mandato non ci sarà mica, è già bello se finiscono il primo.

    E STE CAZZO DI IRAP QUAND'E' CHE ME LA TOGLIETE? IL TAXDAY LO FACEVATE NEL 98, ORA SIAMO NEL 2003, SVEGLIAAAA!!!!

  6. #16
    Sospeso/a
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    In origine postato da brunik
    QUESTA LA SALVIAMO CHE A NOVEMBRE LA RITIRIAMO FUORI.

    Mercoledì 2 Luglio 2003, 11:59


    Conti Pubblici: Tremonti, Neanche Nel 2003 Prenderemo Avvertimenti Da Ue
    (ASCA) - Roma, 2 lug - Conti pubblici sotto controllo nell'anno in corso. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, assicura che nel 2003 l'Italia non ricevera' 'avvertimenti' dall'Europa sulla finanza dello Stato. ''Non li abbiamo presi nel 2001 e nel 2002. Nonostante i 'gufi' - ha detto Tremonti nel suo intervento all'assemblea dell'Abi - non li prenderemo neanche nel 2003''
    beh, direi che possiamo tirarlo fuori subito, SENZA ASPETTARE NOVEMBRE.

    Mercoledì 2 Luglio 2003, 11:56


    [b]Ue, molti stati inclusa Italia mancheranno target deficit 2003
    BRUXELLES (Reuters) -

    Le mancanze più significative dovrebbero essere registrate in Germania, Francia, Italia e Portogallo.

    Solo i bilanci di Irlanda, Lussemburgo, Austria e Finlandia sembrano essere in linea con gli obiettivi di medio termine e destinati a migliorare quest'anno.


  7. #17
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    In origine postato da brunik
    beh, direi che possiamo tirarlo fuori subito, SENZA ASPETTARE NOVEMBRE.
    Il fatto che il 3colli sforera' ancora una volta il target (1,5%) non lo ha mai messo in discussione nessuno, non e' ambizione dei pollisti quella di raggiungere gli obiettivi che si sono preposti...

    Il 3colli e' persona molto piu' modesta, lui punta alla promozione risicata, con appena sufficiente. Il suo obiettivo e' stare sotto il 3% ed evitare la tirata di orecchie. Il target dell'1,5% da lui stesso concordato, non sa neanche cosa sia, e' solo una palla che ha raccontato a quelli dell'UE per farli stare buoni. Cosi' come il target dello 0,6% per il 2004, e' una barzelletta....

    Il suo vero obiettivo e' e sara' sempre il 3% ed anche se sta gia' abbondantemente sopra, con condoni e cartolarizzazioni se la cavera' per un pelo anche quest'anno, come i somari che scopiazzano qua e la' nell'ultimo esame.

    E' il prossimo anno che si ride, quando i condoni non li puo' piu' fare, mentre il deficit strutturale aumenta...

  8. #18
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    In origine postato da Ago
    I

    E' il prossimo anno che si ride, quando i condoni non li puo' piu' fare, mentre il deficit strutturale aumenta...
    Secondo me si inizierà a ridere già quest'anno, a ottobre.

    Se persino giugno è stato in deficit, non mi voglio neanche immaginare gli altri mesi.

  9. #19
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    In origine postato da brunik
    Secondo me si inizierà a ridere già quest'anno, a ottobre.

    Se persino giugno è stato in deficit, non mi voglio neanche immaginare gli altri mesi.
    Per il 2003 il tetto del 3% non credo lo sforano, 26 miliardi di barbatrucchi non sono pochi, a meno che non vengono fuori "errori" contabili...

    Ed anche fazio si aggiunge ad ago e brunik: tremonti piantala con i barbatrucchi!

    Il sole
    RIFORME E SVILUPPO
    Fazio: «Nel Dpef tagli a spesa e tasse»
    Duello tra il Governatore e il ministro anche sui conti. Banca d'Italia: misure strutturali per frenare il debito. Tremonti: l'offerta di consigli all'Esecutivo è diventata eccessiva. «La Finanziaria sarà socialmente difficile, di semina e non di raccolta».[/b]
    di Dino Pesole

    Le azioni concrete per rilanciare l'economia. Il prossimo Dpef. Il vero o presunto declino del Paese. Le riforme varate e quelle da approvare con urgenza. È stato un faccia a faccia a tutto campo, quello che ha visto protagonisti ieri all'assemblea dell'Abi il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e il Governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio. Di fatto, Tremonti ha colto l'occasione per replicare a buona parte delle tesi che Fazio ha esposto il 31 maggio scorso, e che ha ribadito ieri esplicitandole con maggiore evidenza. Serve un'azione decisa di correzione dei conti pubblici e di rilancio dell'economia - avverte Fazio - che ricorda come l'acquisizione di entrate straordinarie dai condoni, pari nella stima iniziale a 8 miliardi di €, si è resa necessaria «per evitare allo squilibrio di bilancio di approssimare la soglia del 3%». Poi, il secondo affondo: il rinvio o la mancata definizione di misure strutturali «non giovano alla certezza delle prospettive». Un mese fa aveva invitato il Governo a ripercorrere la ratio, ambiziosa per molti versi, che ispirò il Dpef del 2001. Ora, con i lavori preparatori del nuovo Dpef in pieno svolgimento, rinnova l'invito: il documento programmatico del Governo «deve estendersi su un arco temporale sufficientemente lungo», deve riproporre la progressiva riduzione della pressione fiscale, fermo restando che permane «un divario netto» in termini di inflazione rispetto alla media Ue, «oltre che di crescita della produttività». Al tempo stesso, deve ridursi il rapporto tra spesa corrente e Pil, a beneficio del disavanzo e del debito. Poi i «risultati positivi» raggiunti finora, come quelli propiziati dalle riforme del mercato del lavoro «introdotte verso la fine dello scorso decennio» (Cioe' dall'Ulivo n.d.r.). Le ulteriori riforme già definite negli accordi tra le parti sociali e nella legislazione - conclude Fazio - «daranno un nuovo, positivo impulso all'occupazione», ma perchè la flessibilità non si trasformi in precarietà «è necessaria un'accelerazione della crescita». Apprezzamento infine per le grandi opere infrastrutturali, a patto che i tempi di realizzazione non siano eccessivamente lunghi. La replica di Tremonti parte da una premessa. Prima di tutto, attenzione a parlare di declino, anche perchè la contabilità delle imprese italiane non consente di porre in risalto le spese per investimenti, così come è fuorviante calcolare il Pil senza considerare la ricchezza generata da società che hanno finanziarie controllate all'estero. L'Italia ha perso competitività «nei settori in cui è entrata la Cina». Quanto al Dpef, la risposta a Fazio è netta: non si può tornare allo spirito del documento del 2001, precedente all'11 settembre, «perchè non può esservi un 10 settembre, ma sono piuttosto convinto che vi sia un 12 settembre». Poi un annuncio. La prossima Finanziaria, le cui grandi linee saranno anticipate nel Dpef, «non sarà facile. Sarà più di semina che di raccolta, con dei passaggi difficili sul piano politico e sociale». Come dire che, con ogni probabilità, vi sarà contenuta anche la riforma delle pensioni. Un approccio che rinvia alla preventiva ricerca del necessario consenso politico all'interno della coalizione di Governo, in particolare per quel che riguarda la Lega. Lo stato dei conti pubblici? Tremonti replica ricordando che «mentre altri ricevono gli avvertimenti europei, l'Italia non li riceverà nel 2003 nonostante i gufi». Un problema, questo sì, serio si è registrato nell'agosto del 2002, e la crisi dei conti pubblici, causata in buona parte dalla caduta del gettito Irpeg e dall'andamento di alcune voci di spesa, «è stata risolta» (con 13 miliardi di cartolarizzazioni n.d.r.). Ha inciso la legge «definita impropriamente taglia-spese, e che in realtà si è tradotta in una vera riforma strutturale per questo Paese». Del resto, le vere difficoltà sono nell'economia reale in Europa. La ripresa in Eurolandia non ci sarà prima della fine dell'anno. Per questo, Tremonti rilancia il piano per gli investimenti in infrastrutture («anche se vi saranno difficoltà sulle garanzie per le emissioni della Bei»). È necessaria una spinta, perchè le riforme strutturali «sono necessarie ma non sufficienti». Ben vengano i suggerimenti, «ma il Governo ha le idee chiare. Tra la domanda e l'offerta dei consigli, la seconda sta diventando francamente eccessiva. Sappiamo quel che facciamo, abbiamo le idee chiare sia sul fronte del semestre sia su quello interno. Siamo importanti in Europa, ma non siamo gli azionisti di riferimento».
    3 luglio 2003

  10. #20
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    Secondo me si inizierà a ridere già quest'anno, a ottobre.

    Se persino giugno è stato in deficit, non mi voglio neanche immaginare gli altri mesi.
    Certo che se AN blocca le cartolarizzazioni, fa uno sgambetto mica da ridere, senza le sue belle cartolarizzazioni il 3colli e' a pecora ed il 3% se lo sogna, il condono non basta....

 

 
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