A proposito di Egitto, anni fa e anni fa dopo aver raccolto svariate decine di migliaia di punti-convenienza facendo la spesa alle Coop rosse (in una confezione famiglia di carta igienica ne trovai ben 10!), fui premiato dal compagno Direttore con una vacanza di 7 gg. nella terra dei Faraoni. Tempo due giorni me ne stavo spaparanzato sulla terrazza dell hotel Meridien del Cairo riflettendo su quanto fosse non solo bello ma anche conveniente essere comunisti. Il Nilo fluiva lento e maestoso sotto di me. Eravamo in estate e il nilometro posto sull' isola di Roda era all' apice e ciò significava che la piena del fiume era al suo massimo.
Questo mi fece ricordare della questione che per secoli aveva appassionato i sapienti di tutta Europa. Ossia perché, unico tra i grandi fiumi sfocianti nel Mediterraneo, il Nilo avesse la sua piena in estate proprio nella stagione in cui gli altri, dal Po, all' Ebro, dal Rodano al Danubio, riducevano di molto la loro portata.
G.B.Ramusio, scrittore veneziano vissuto nel 16° secolo, intrattenne una fitta corrispondenza con Girolamo Fracastoro, famoso scienziato del suo tempo, tentando di spiegarsi le origini del fenomeno (corrispondenza che poi Ramusio incluse nel secondo volume delle sue "Navigazioni e viaggi") ma nessuno dei due indovinò quale fosse la causa delle piene
Come sappiamo il rovello fu risolto solo con il progredire delle esplorazioni europee all' interno dell' Africa subsahariana e la scoperta delle torrenziali piogge tropicali estive che ingrossano Nilo Bianco e Nilo Azzurro, ed i loro affluenti, facendo aumentare la massa d' acqua del grande fiume proprio in quella stagione.
A questo punto non mi resterebbe a dire qualcosa contro Berlusconi per chiudere il messaggio in bellezza.
Ma ahimé l' estro non mi arride, come canta Alfredo nel "Brindisi" della Traviata. Sarà per un altra volta.
gianni




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