Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Che valore ha la deterrenza nucleare oggi?

    Con questa domanda mi piacerebbe aprire una discussione che prenda in considerazione lo scenario post Guerra Fredda ed i nuovi equilibri geopolitici planetari. Non solo, ma la realtà delle nuove potenze nucleari(Corea del Nord, India, Pakistan, ecc.) e di quelle che potrebbero emergere in futuro(Iran, Sud Africa, Siria, ecc.). Ovviamente senza dimenticare gli aspetti correlati al disarmo intrapreso da Russia, Stati Uniti, ma anche Francia ed Ucraina.

    La domanda è:

    "Quale ruolo giocano oggi le armi nucleari sullo scacchiere mondiale?"


    Cordiali Saluti

    Lorenzo

  2. #2
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    credo che tra gli Usa e gli altri paesi ci sia una differenza quantitativa e qualitativa evidente.
    chiaro dunque che gli altri paesi che hanno gia` l`atomica la possano semplicemente utilizzare a scopo di deterrenza o dominio regionale.
    probabilmente la Cina potrebbe alla lunga per gli americani rappresentare una minaccia. ma la mentalita` cinese, da quel poco che so, e` piuttosto disponibile anche a dei compromessi o a situazioni che tendano ad evitare l`attrito diretto.
    nella lista dei paesi manca Israele o mi sbaglio?????

  3. #3
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    Be io non ho fatto una lista completa, comunque per maggior chiarezza posso riportare qualche dato sulla effettiva potenza nucleare dei vari paesi. Tuttavia va sottolineato che ad oggi possiedono armi termonucleari(che sfruttano cioé il difetto di massa nella fusione di atomi leggeri) solamente cinque paesi e cioé Russia, Stati Uniti, Francia, UK e Cina. Tali armi possiedono potere deflagrante variabile da circa 1 a circa 100 Megatoni(le armi russe al cobalto), mentre le bombe a fissione possono variare la loro potenza fra 0,1 e 500 Kilotoni.

    Approssimativamente il quantitativo di testate per i singoli stati dovrebbe essere questo:

    Russia 3.750
    USA 2.500
    Francia 541
    Cina 400 ca.
    Ucraina 115
    UK 120
    India 75 ca.
    Pakistan 34
    Corea Nord 12
    Israele ?(100+)

    Tuttavia sui dati di Russia, USA ed Ucraina non sono certo perché questi paesi hanno stipulato il trattato START I(assieme al Kazakistan che ha disarmato completamente), l'applicazione totale dei dettemi di questo trattato non credo esiste nei fatti. Presumo che la Russia si trovi indietro nello smantellamento di testate, mentre gli Stati Uniti hanno ridotto unilateralmente due siti ICBM. Inoltre è stato firmato fra USA e Russia un ulteriore trattato di limitazione degli armamenti strategici START II sull'applicazione del quale non conosco dati.

    Va ricordato che il Brasile è molto vicino alla prparazione di un'arma a fissione, tuttavia assieme all'Argentina ha firmato il trattato sulla non proliferazione nucleare. Diversa è la situazione di Iran, Siria e Sud Africa che stanno cercando di fabbricare armi nucleari, ad oggi sembre però che siano ancora distanti dal riuscirvi.

    Altri paesi ancora hanno diminuito unilateralmente il proprio potenziale nucleare, come la Gran Bretagna che ha eliminato molte testate un tempo aviotrasportate, oltre ad aver rinunciato alla componente da bombordamento nella propria aeronautica(RAF) ed aver sottoscritto un trattato sulla non proliferazione missilistica.

    Tutti i dati riportati sono frutto di di conoscenze apprese tramite riviste specializzate e non, vari testi, oltre che siti internet. Sulla loro veridicità non posso dare certezze.

    Cordiali Saluti

    Lorenzo

  4. #4
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    Per completezza aggiungo che di fondamentale importanza nel sistema della deterrenza sono i vettori. Classicamente si pensa a bombardieri, sommergibili e missili balistici, ma esistono anche altri sistemi per veicolare testate nucleari(Incrociatori lanciamissili, aerei d'attaco, ecc.).


    Per la deterrenza a lungo raggio e per missioni che hanno il compito di sganciare ordigni ad alto potenziale sono indispensabili i bombordieri, gli aerei d'attacco per questioni legate a carico, altitudine ed autonomia non sono idonei, i bombardieri oggi in uso sono:

    B-2Spirit(USA)
    B-1Lancer(USA)
    B-52Stratofortress(USA)
    Tu-160Blackjack(Russia)
    Tu-22Backfire(Russia, Ucraina, India)
    Tu-95Bear(Russia)
    Tu-16Badger(Cina)
    Il-28Beagle(Corea Nord)
    Mirage-IV(Francia)
    B-47(Pakistan)

    La componente sottomarina è presente in tutte le marine, si va dai piccoli Dolphin israeliani agli enormi Typhoon russi passando per i Los Angel americani ed i Le Triomphant francesi. Tuttavia solo Stati Uniti, Russia, Francia, Gran Bretagna ed India possiedono sottomarini a propulsione nucleare. Si da per certa la produzione, forse di più di un esemplare, a propulsione atomica da parte cinese, mentre la marina ucraina che ne cogestisce alcuni con quella russa, il Brasile si trova in fase di proggettazione con l'intenzione di avere un esemplare in servizio entro il 2010. Notevole importanza ricopre la componente missilistica nei sommergibili(SLBM) che riduce praticamente a quattro i paesi con capacità di lancio sottomarino intercontinentale.

    I missili sono la componente su cui maggiormente è puntato l'interesse strategico, posso essere classificati in vario modo a seconda di gittata e modalità di lancio, comunque reali capacità ICBM(intercontinentali) sono possedute solo da USA, Russia, Francia e più recentemente Cina. L'Ucraina ha disarmato, mentre l'india ha una capacità superiore ai 3.500 Km. Corea del Nord e Pakistan possono lanciare a circa 2000 Km. Le capacità israeliane sono probabilmente legate al solo teatro mediorientale, il missile Jerico pare possa essere un vettore possibile, ma su di esso non ha grandi conoscenze.

    Cordiali Saluti

    Lorenzo

  5. #5
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    Ho già recentemente postato sullo scudo spaziale e sui suoi effetti nell'area asiatica.
    Ma un'analisi più completa deve riguardare anche la Russia e gli effetti dello scudo sui trattati di disarmo bilaterale.

    Anche senza l'incognita dello scudo spaziale, gli Americani e i Russi si sono impegnati a ridurre i loro arsenali in maniera massiccia nell'ultimo decennio. Infatti nel 2012, secondo l'ultimo trattato sulla riduzione delle armi strategiche (armi strategiche, un inventario delle armi tattiche non è statto considerato), i due Paesi disporranno comunque di circa 2000 testate atomiche pronte al lancio (un arsenale in grado di distruggere una volta e mezzo il mondo!).
    Ma se le speranze di un disarmo generale, seppur ridotte al lumicino, erano comunque incoraggiate da queste riduzioni, a cui magari in seguito potevano allinearsi Francia e Inghilterra (quando il numero di testate americane e russe fosse giunto ad un livello numerico pari al loro), lo scudo spaziale decapita nettamente tali pressuposti.
    Infatti la riduzione progressiva delle testate di per sè non intacca l'equilibrio strategico fra i due Paesi (seppur, come è noto, lo stato decrepito del sistema satellitare russo e della sua forza sottomarina lanciamissili già accorda agli Stati Uniti un vantaggio sostanziale), sebbene renda paradossalmente "vincibile" una guerra nucleare (visto l'esiguo numero di testate avversarie da colpire che potrebbero essere eliminate con un fist strike a sorpresa) e quindi più probabile uno scontro atomico che a quel punto vedrebbe ridotte le possibilità di un suicidio collettivo. Se infatti durante la Guerra Fredda il numero spropositato di testate da colpire (40000 americane, 60000 russe) rendeva la possibilità di una guerra nucleare come assolutamente folle (MAD: mutual assured destruction) con i trattati di disarmo la situazione si farebbe più complicata e, come detto, una guerra nucleare diventa teoricamente "combattibile".
    Ma la scesa in campo dello scudo non farebbe altro che aumentare a dismisura il vantaggio degli Usa anche nei confronti della Russia: se infatti l'arsenale russo (come quello americano) diventerà più facilmente disarmabile da un attacco a sorpresa americano, lo scudo spaziale altro non farebbe che dare un vantaggio tattico decisivo agli Americani nell'eventualità di uno scontro atomico.
    Sicuramente i russi manterrebbero una deterrenza verso gli USA maggiore di quella cinese, ma passerebbero da una situazione strategica che li vede teoricamente in grado di vincere una guerra nucleare su larga scala e quindi di distruggere gli Stati Uniti senza subire perdite pesantissime a quella di poter solo disporsi in una pur formidabile posizione difensiva.
    In effetti nel momento in cui gli Stati Uniti decidessero di attaccare le forze nucleari russe con un fist strike, potrebbero distruggere gran parte delle testate nemiche (tra l'altro in massima parte posizionate su razzi terrestri) e controbattere con il sistema antimissilistico il conseguente colpo di ritorsione.
    Conseguentemente, lungi da permettere una riduzione degli armamenti strategici, lo scudo spaziale potrebbe avere la conseguenza di inasprire nuovamente la competizione nucleare fra due maggiori potenze atomiche (se lo stato dell'economia russa riuscirà a sostentare nuove ricerche); se invece la Russia per problemi economici non riuscisse a tenere il passo con gli Stati Uniti, un suo repentino declassamento la farà passare da seconda potenza nucleare quasi pari agli Stati Uniti, a potenza nucleare in grado di essere disarmata con relativa facilità.

    Ciò detto, e in accordo con la tesi dichiarata da benny3, ritengo che il vantaggio degli Stati Uniti sia massiccio, sia dal punto di vista tattico che strategico. In realtà se tale vantaggio veramente esiste sia verso la Russia che verso gli altri paesi non bisogna dimenticare che, pur in una situazione strategica d'inferiorità, alcuni paesi sull'orlo di un collasso economico e istituzionale (vedi Corea del Nord) potrebbero recare danni considerevoli agli Stati Uniti.
    E' interesse quindi degli USA di evitare il sorgere di altre potenze nucleari, sebbene la loro deterrenza nucleare iniziale possa essere annullata sia dalla possibilità di un attacco di controfroza massiccio, sia dall'esistenza di un sistema antimissilistico funzionante.
    Di fatto, se effettivamente per controbattere lo scudo la Cina aumenterà il suo arsenale nucleare in maniera spropositata, gli Stati Uniti certo manterrebbero la loro superiorità nucleare sul Drago cinese, ma la situazione tattica vedrebbe Pechino godere di vantaggi considerevoli e di possiblità militari inrate. In effetti, un eventuale attacco contro gli odiati fratelli di Taiwan (la dottrina politica cinese prevede l'annessione della "provincia ribelle" al più presto possibile, sebbene la Cina non disponga ancora di una forza anfibia sufficientemente numerosa) nel momento in cui la Cina avesse una potenza nucleare di prim'ordine sarebbe sicuramente "più attuabile".
    Tralasciando il logico ostacolo rappresentato dalle formidabili forze navali degli Stati Uniti, se la Cina dovesse riuscire ad invadere l'isola difficilmente gli Stati Uniti arriverebbero a minacciare un attacco balistico massiccio contro il territorio cinese al fine di scoraggiare un'invasione, proprio in considerazione del (sempre teorico) potenziale atomico dei "musi gialli".
    Pertanto, la deterrenza nucleare di questi paesi lungi da preservare la pace potrebbe portare ad una serie numerosa di conflitti regionali scatenati da queste nascenti potenze nucleari contro stati confinanti non - nucleari.
    Prevedo quindi una situazione geopolitica e strategica che vedrà il passaggio dal precedente mondo bipolare (scontro USA - Russia) ad una situazione con una sola Superpotenza ma con numerose Grandi Potenze dotati di armi nucleari che potrebbero dare inzio ad una nuova era di colonialismo militare.

    Vedremo

    Saluti imperiali

  6. #6
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    Interessante riflessione, anche se non sono in accordo su tutto, i particolare, secondo me, hai trascurato troppo il problema dei vettori(di ogni tipo). Comunque, in questo scenario che ruolo attribuisci agli europei, non solo visti come Francia e Gran Bretagna, ma come futura potenza economica e militare?

    Cordiali Saluti

    Lorenzo

  7. #7
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    In origine postato da Lorenzo
    Interessante riflessione, anche se non sono in accordo su tutto, i particolare, secondo me, hai trascurato troppo il problema dei vettori(di ogni tipo). Comunque, in questo scenario che ruolo attribuisci agli europei, non solo visti come Francia e Gran Bretagna, ma come futura potenza economica e militare?

    Cordiali Saluti

    Lorenzo

    Effettivamente la questione dei vettori di lancio rappresenta un ruolo fondamentale nel calcolo dell'equazione nucleare.
    Di fatto, gli Stati Uniti mantengono una superiorità strategica indiscussa nei confronti della Russia soprattutto per merito dei loro sottomarini lanciamissili. In effetti, l'equazione nucleare si fonda certamente sul numero totale di testate in mano all'avversario, ma anche sulla loro relativa vulnerabilità agli effetti di un attacco di controforza.
    Secondo il mio parere, i sottomarini rappresentano il vettore tatticamente migliore per un'adeguata strategia nucleare. Del resto, i sottomarini lanciamissili balistici americani hanno la facoltà di non essere realmente identificati da altri sottomarini nemici e quindi si trovano in una posizione di effettiva invulnerabilità.
    In altre parole, se i missili con base a terra possono essere facilmente eliminati da un attacco nucleare massiccio e i bombardieri da un'efficace forza aerea e contraaerea (sebbene credo non esista attualmente al mondo una forza aerea lontanamente paragonabile a quella americana) i sottomarini americani di fatto possono essere distrutti solo se si trovano nelle loro basi di attracco. E' appunto per questo che gli Stati Uniti mantengono ancora oggi, tredici anni dopo la fine della Guerra Fredda, da 9 a 11 sottomarini contemporaneamente in missione, in pattugliamento di deterrenza, come viene chiamato comunemente.
    Un altro fatto non trascurabile che pone l'utilizzo dei sottomarini balistici come il migliore strumento di lancio nucleare è, oltre alla sopraccitata garanzia di invulnerabilità, la prontezza di intervento in caso di crisi. In effetti, mentre un missile balistico intercontinentale con 10000 Km di gittata impiega all'incirca mezz'ora per arrivare al bersaglio, un sottomarino può posizionarsi vicino all'obbiettivo (se è nella zona costiera) e lanciare colpendo il bersaglio in pochissimi minuti.

    Per quanto riguarda il futuro dell'Europa vome potenza militare, e in relazione alla deterrenza nucleare globale, la situazione non si presta certo a semplici previsioni. In effetti il raggiungimento di un'effettiva unità politica e quindi militare è ben lungi da essere raggiunta. In ogni caso, io prevedo entro pochi anni anni (un decennio) un riarmo massiccio della Germania, che tornerà a far pesare la sua potenza militare e politica non appena la grave crisi economica che la sta colpendo l'avrà lasciata. Quindi suppongo una politica più attiva dell'Europa con un'alleanza Francia - Germania - Russia che, con un arsenale nucleare strategico quasi pari a quello americano, dovrà però dotarsi di forze convenzionali tali da giocare un ruolo attivo in Medioriente e Asia, mentre l'Inghilterra non mollerà mai l'alleanza di ferro con gli USA.
    La cancellazione delle basi americane in Germania sarà la premessa per il riarmo germanico, che probabilmente vorrà altresì dotarsi di un arsenale nucleare nazionale.
    Credo comuqnue che un alleanza con la Russia sia probabile per l?europa che, appunto sfruttando l'arsenale nucleare russo, potrebbe realmente opporsi allo strapotere americano futuro.

    SALUTI IMPERIALI

  8. #8
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    Permettimi di rigraziarti perché hai centrato in pieno lo spirito del Forum.

    La tua concezione strategica si chiama Dottrina Gorshkov e fu elaborata appunto dall'Ammiraglio russo Sergei Gorshkov negli anni '50 e che portò l'URSS all'inizio degli anni '80 a possedere 270sommergibili di cui 119 a propulsione nucleare. Il sommergibile è un'arma potentissima, soprattutto se accoppiata a dei validi missili balistici intercontinentali sommerso-suolo(SSBN), che oggi possiedono solo USA, Russia, Francia e Gran Brategna(che utilizza missili americani); la Cina utilizza i missili JL-1 da 1.800 Km di gittata, India ed Israele hanno missili da sottomarino, ma con gittate di 1.000 e 400 Km corrispondentemente.

    Oggi però questa tecnologia ha perso molto del suo valore per via dei sistemi satellitari, infatti, la "scia" lasciata da un reattore è facilmente individuabile dai potenti Geiger dei satelliti. Inoltre sempre gli stessi satelliti posso rilevare(grazie ad i magnetometri) la variazione puntiforme del campo magnetico terrestre generata dalla massa metallica rappresentata da un enorme sottomarino da 15.000 od addirittura 30.000 t(Typhoon ). Sistemi satellitari su simili su larga scala sono quelli americani e russi, ma anche il sitema a 9 satelliti francese(SPOT, CERISE, ZENON, ecc.) a livello di difensiva anche l'India con la sua minirete INSAT-3 ha capacità di avvistamento di un sottomarino(limitatamente all'Oceano Indiano). Inoltre non devi dimenticare il Tu-143MR(una specie di HAWAKS della marina) con capacità molto estese di comando e controllo, in servizio sia in Russia(13) che in India(3).

    Cordiali Saluti

    Lorenzo

 

 

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