....Kosovo.
Il governo ha due, massimo tre giorni per ottenere un successo diplomatico ed evitare una débâcle. No, Berlino non c’entra, c’entra il Kosovo.
L’opposizione ha qualche ora per aiutare l’esecutivo a dare all’Italia un incarico di prestigio e delicato in una zona in cui il nostro paese ha tanto e ben fatto. “Lo spazio è ristretto, ma si può ottenere la nomina”, spiegano fonti diplomatiche europee, che ricordano come nell’area i disagi per l’incertezza si sentano eccome e che lì il contingente italiano è il più imponente.
Sfumata la candidatura dell’ambasciatore Antonio Armellini alla guida dell’amministrazione Onu in Kosovo, dopo le dimissioni del tedesco Michael Steiner (e quindi Berlino in qualche modo c’entra), perché Kofi Annan preferisce un “politico” e lo ha fatto notare con non troppa grazia, ora bisogna optare per un nome di peso.
Le ipotesi non mancano: da Margherita Boniver a Gianni De Michelis fino a Giorgio La Malfa (della maggioranza); da Patrizia Toia a Silvia Costa fino a Umberto Ranieri (opposizione); Emma Bonino e Claudio Martelli (outsider). E altri ancora.
Visto che l’Italia ha più o meno rinunciato ad avere un suo rappresentante alla guida della Nato o come inviato speciale per il Medio Oriente (le altre due nomine in ballo in questi giorni),
sarebbe giusto e utile – spiegano fonti diplomatiche – non perdere l’occasione.
saluti




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