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    Predefinito Psichiatria Delirante e Lotta Politica Illiberale

    da www.iltempo.it

    " PSICHIATRIA USATA COME ARMA POLITICA


    di RUGGERO GUARINI

    DUNQUE l’ultima su Berlusconi è che sarebbe un pazzo. Un pazzo pericoloso. Un pazzo da manicomio.
    I manicomi non ci sono più. Ma proprio quelli che li hanno chiusi li riaprirebbero volentieri per chiuderci dentro solo lui - quel pazzo scatenato che sta a palazzo Chigi.
    E che dà continue prove della sua follia raccontando agli italiani una frottola dopo l’altra.
    Certo un tipo come lui sarebbe meglio sbatterlo in galera.
    Ma se proprio non si riesce a mandarlo al gabbio bisognerebbe internarlo in uno speciale ospedale psichiatrico: quello che nel paese dei pazzi a piedi libero (giacché da un pezzo vi è stato deciso che la follia non esiste) sarà tuttavia necessario, facendo un’eccezione, riaprire appositamente per lui.
    Parola degli esperti del ramo Politica e Follia. Che l’altra sera hanno comunicato i risultati della loro perizia sulla pazzia del premier dal teleteatrino dell’Infedele, il talk-shaw condotto per "La Sette" da Gad Lerner. Dove per l’occasione un autentico cannone della categoria, il professor Mauro Mancia, audace esploratore dei misteri dell’inconscio, e in particolare di quello dei matti ammalati di egolatrìa delirante, ha definito Silvio Berlusoni un paranoico affetto da narcisismo furioso. Dipingendo tutti gli italiani che votano per lui come degli idioti ammaliati dalla sua follia.
    Sarà superfluo aggiungere che questo eminente psicopompo, esponendo la sua diagnosi ora coi toni vagamente oracolari di una sibilla barbuta, ora con gli accenti soavemente minatori di un profeta biblico, ha brillantemente conseguito due successi con un botto solo. Giacché se da un lato ha dimostrato di conoscere perfettamente la propria materia esibendo impavidamente tutti i sintomi dei morbi che pretende di curare, dall’altro ha fondato una nuova scienza: la psichiatria politicamente corretta.
    Che del tutto nuova tuttavia non è. Giacché in sostanza è la stessa che nei paesi del socialismo reale permetteva com’è noto di disfarsi degli oppositori che il Partito non riusciva a fucilare, chiudere alla Lubianka o spedire nel gulag definendoli schizofrenici e affidandoli come tali alle cure dei castigamatti di stato.
    Il più evidente dei sintomi della paranoia narcisistica del Cavaliere sarebbe naturalmente la sua famosa megalomania.
    Che si esprimerebbe soprattutto nella sua tendenza a raccontare fandonie. E questo è forse il dettaglio più gustoso della faccenda. Giacché tutte le possibili fregnacce raccontate da tutti i veri o presunti ballisti del passato, del presente e del futuro, anche le più madornali e spropositate, di fronte a quella immane, colossale, gigantesca, micidiale e atroce bubbola che è stato il comunismo (le cui menzogne e follie il dottor Mancia ritiene ovviamente indegne della sua attenzione scientifica), sono soltanto (come direbbe Totò) quisquilie, bagattelle e pinzillacchere.
    Sembrerebbe dunque ragionevole concludere che il caso dei nostri psichiatri politicamente corretti è in fondo quello del bue che dà del cornuto all’asino. Ma forse sono soltanto dei pazzi che dicono scemenze per non sembrare cretini.

    lunedì 9 dicembre 2002
    "

    Saluti liberali

  2. #2
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    Predefinito

    se si potesse avere il curriculum di Ruggero Guarini in campo psicoanalitico, sarebbe possibile valutare l'attendibilità della sua critica al dr. Mancia, di cui si da di seguito conto.
    Nell'attesa, lo possiamo tranquillamentre classificare come "presunto incompetente" in materia.



    Mauro Mancia


    A) Curriculum Universitario
    Mauro Mancia, nato a Fiuminata (Macerata) il 19 aprile 1929, ha conseguito la maturità classica a Jesi (Ancona) nel 1947 e si è iscritto alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna nello stesso anno.
    Da studente è allievo interno presso l’Istituto di Anatomia e Istologia Normale della suddetta Università, poi presso l’Istituto di Patologia Speciale Medica fino all’anno 1951.
    Si trasferisce in quell’anno presso l’Università di Roma.

    1953 Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Roma con 110/110 lode, ammissione al concorso per il premio Girolami e pubblicazione della tesi.
    1952-54 Allievo interno dell’Istituto di Clinica Medica Generale della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma dal 1952. Qui lavora nel laboratorio di Batteriologia sotto la guida del Prof. G. Giunchi. Prepara la tesi di laurea con uno studio sulle proteine del plasma durante infezione con S. typhi e continua le ricerche con il metodo elettroforetico sul problema delle plasma-proteine del sangue materno e fetale. Nel novembre 1953, in seguito a concorso per esami, viene ammesso al corso di specializzazione in Medicina Interna.
    1954-55 Per un periodo di sei mesi è ospite scientifico presso l’Istituto di Fisiologia del Karolinska Institutct di Stoccolma, diretto dal Prof. C.G. Bernhard ove si occupa di fisiologia del midollo spinale. Dal gennaio al luglio 1955 è ospite scientifico dell’Istituto di Anatomia Normale dell’Università di Milano, diretto dal Prof. A. Bairati, ove si occupa di Istologia del sistema nervoso e tecniche di colorazione sotto la guida del Direttore.
    1955-56 Nel settembre 1955 inizia, come assistente volontario, il lavoro di ricerche di Fisiologia del sistema nervoso presso l’Istituto di Fisiologia dell’Università di Pisa diretto dal Prof. G. Moruzzi. Qui si occupa di fisiologia reticolare e di rapporti reticolo-corticali nello studio di potenziali lenti evocati nella corteccia cerebrale dalla stimolazione della sostanza reticolare e da stimoli naturali (in collaborazione con A. Arduini e K. Mechelse). Inoltre si occupa di microfisiologia reticolare (in collaborazione con A. Mollica e K. Mechelse) e di rapporti reticolo-cerebellari (in collaborazione con A. Arduini).
    1956-57 Usufruisce di una delle borse di studio per l’Italia messe a disposizione dal Rotary Club Internazionale. Lavora in collaborazione con J. M. Brookhart, A. Arduini e G. Moruzzi sui rapporti talamo-corticali, studiando i potenziali lenti evocati nella corteccia cerebrale dalla stimolazione dei nuclei talamici intralaminari a proiezione diffusa e dei nuclei specifici ventro-basali.
    1957-58 E’ nominato Assistente Straordinario presso la Cattedra di Fisiologia dell’Università di Pisa. Come borsista del CNR, studia in collaborazione con il Dr. J.P. Cordeau l’influenza unilaterale di strutture caudali del tronco dell’encefalo sul fenomeno della sincronizzazione elettroencefalografica corticale.
    1958-59 E’ borsista per l’interno del Ministero della Pubblica Istruzione. In collaborazione con il Dr. M. Meulders e il Dr. G. Santibanez, studia l’abitudine visiva e il ruolo giocato su tale processo dalla sostanza reticolare del tronco dell’encefalo.
    1959-60 Usufruisce di una borsa di studio per l’interno messa a disposizione del CNR. In collaborazione con G. Affanni e P.L. Marchiafava studia il ruolo giocato dalle variazioni del diametro pupillare sull’ampiezza del potenziale evocato lungo le vie ottiche.
    1955-60 Parallelamente all’attività di ricerca, svolge una costante opera didattica per gli studenti di Medicina e di Scienze dell’Università di Pisa.
    1960-61 Con una borsa di studio dei National Institutes of Health, Bethesda, U.S.A., è ospite per l’intero anno accademico del Department of Anatomy e del Brain Research Institute, University of California Medical Center, di Los Angeles, U.S.A. Qui studia con microelettrodi, in collaborazione con R. von Baumgarten e J.D. Green, il problema della inibizione ricorrente nel bulbo olfattivo, delle influenze specifiche e centrifughe sui singoli neuroni del bulbo stesso ed il rapporto tra onde lente bulbari e attività delle singole cellule. In California frequenta per alcuni mesi il Department of Zoology dell’Università di Los Angeles, diretto dal Prof. T. Bullock, dove apprende le tecniche di registrazione intracellulare dal ganglio viscerale dell’Aplisia. Durante il suo soggiorno negli U.S.A., Mauro Mancia è stato invitato a tenere numerosi seminari e conferenze in varie Università americane. Ha partecipato inoltre alla 1st International Conference of Neurophysiology organizzata da M. Brazier a Los Angeles nel 1961. Nello stesso anno è invitato quale relatore a Città del Messico al Simposio su “The Physiological Basis of Mental Activity”, i cui atti sono stati editi da Raul Hernandez-Péon come supplementi dell’EEG Journal.
    1961-62 Assistente straordinario presso la Cattedra di Psichiatria dell’Università di Milano. Qui organizza il laboratorio di Neurofisiologia ed inizia un piano di ricerche sulla epilessia sperimentale da introduzione sottocorticale di cobalto metallico, in collaborazione con R. Lucioni. Svolge inoltre un corso di lezioni di Neurofisiologia per gli specializzandi in Psichiatria.
    1962 Consegue la Libera Docenza in Fisiologia Umana.
    1962-63 Come assistente straordinario presso la Cattedra di Psichiatria dell’Università di Milano, presta servizio quale medico di reparto e continua il lavoro di ricerca sull’epilessia sperimentale e sui rapporti tra sonno elettroencefalografico ed attività convulsiva. Scrive inoltre due articoli sintetici sul problema del controllo centrifugo delle sensazioni e su quello della inibizione ricorrente. Nel 1963 fa parte di una commissione scientifica Italia-URSS in visita a laboratori ed università dell’Unione Sovietica. Qui è invitato in varie Università a tenere seminari e conferenze su problemi di Neurofisiologia. E’ relatore con C.L. Cazzullo al Symposium Internazionale su “The Physiopathology of the States of Consciousness” tenuto a Genova nell’aprile 1963. Ha inoltre svolto un corso di Neurofisiologia per gli specializzandi in Psichiatria.
    1963-64 E’ nominato assistente incaricato alla Cattedra di Fisiologia Umana dell’Università di Milano. In seguito a congedo del Direttore della Cattedra II, gli viene conferito l’incarico dell’insegnamento di Fisiologia Umana per gli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Lavora con diversi collaboratori sul problema della inibizione spinale durante le fasi del sonno e su quello relativo all’attività talamica e corticale nelle diverse fasi del sonno e della veglia. Nell’ottobre 1964, come membro ufficiale dell’IBRO International Travelling Seminar, tiene un ciclo di conferenze e dimostrazioni pratiche su problemi di Neurofisiologia presso l’All India Institute of Medical Sciences, New Delhi, India.
    1964-65 Viene confermato nell’incarico dell’insegnamento di Fisiologia Umana, Cattedra II. Lavora con F. Baldissera, G. Broggi e M.G. Cesa-Bianchi sui fenomeni fasici spinali che occorrono durante la fase di sonno desincronizzato e con A. Rosina sull’effetto dell’introduzione di un barbiturico ad azione rapida nel circolo vertebrale, previa chiusura cronica dell’arteria basilare a vari livelli. In collaborazione con M. Carreras e D. Mancia della Clinica Neurologica dell’Università di Parma, lavora sui potenziali lenti del bulbo olfattorio evocati da stimolazioni centrali e periferiche. Nel febbraio 1965 è relatore al Simposio internazionale “Relaciónes cortico-suborticalos en la regulación sensorial” tenuto all’Havana, Cuba. Nel settembre 1965 partecipa al Congresso internazionale di Scienze Fisiologiche a Tokyo, come membro della delegazione italiana inviata dal CNR. A Tokyo presenta una comunicazione al Congresso ed è relatore al Simposio “Olfaction and Taste”, ove presenta i dati sull’attività lenta indotta nel bulbo olfattorio per effetto di varie stimolazioni.1965-66 Viene confermato nell’incarico di insegnamento di Fisiologia Umana, Cattedra II, per Medicina e Chirurgia. In collaborazione con F. Baldissera e G. Broggi, studia a) le variazioni di eccitabilità cortico-spinali e b) le variazioni di eccitabilità di fibre afferenti primarie al midollo spinale e al tronco cerebrale durante le varie fasi del sonno e della veglia, in particolare durante il sonno desincronizzato. In collaborazione con M.G. Cesa-Bianchi e R. Mutani, continua lo studio dell’epilessia sperimentale da introduzione di polvere di cobalto metallico nei nuclei talamici intralaminari e nelle parti caudali del tronco dell’encefalo.
    1966-67 Viene confermato nell’incarico di Fisiologia Umana, Cattedra II, per Medicina e Chirurgia. In collaborazione con F. Baldissera e G. Broggi, studia a) le variazioni di eccitabilità delle fibre presinaptiche del trigemino durante il sonno e la veglia e b) la depolarizzazione indotta da stimolazione nel tronco dell’encefalo e di nervi periferici sulle terminazioni afferenti del trigemino. In collaborazione con M.G. Cesa-Bianchi e M.L. Sotgiu, Mauro Mancia studia il controllo centrifugo presinaptico esercitato da strutture del tronco encefalico sulle afferenze cutanee dei nuclei della colonna dorsale. In questa ricerca è stato dimostrato che il tronco dell’encefalo, anche dopo ablazione cronica della corteccia sensomotoria o dopo decerebrazione acuta, è capace di indurre una inibizione presinaptica delle terminazioni afferenti ai nuclei gracile e cuneato. Novembre-Dicembre
    1966 Mauro Mancia è invitato dall’“Indian Council of Medical Research” in Nuova Delhi per eseguire una serie di ricerche presso il Department of Physiology, All India Institute of Medical Sciences. Per questo Mauro Mancia usufruisce di una borsa di studio dell’Indian Council e di una borsa di viaggio messa a disposizione dal Ministero italiano degli Affari Esteri di Roma. A Nuova Delhi Mauro Mancia compie una ricerca in collaborazione con G. Chhina e T. Desiraju sui meccanismi neurofisiologici del tronco cerebrale responsabili delle varie fasi del sonno, inducendo una insonnia persistente in scimmie con taglio longitudinale sulla linea mediana limitata al ponte. A Nuova Delhi Mauro Mancia è anche invitato a tenere seminari e conferenze su vari argomenti di Neurofisiologia.
    1969 E’ nominato, in seguito a concorso nazionale, Professore Aggregato in Discipline Neurofisiologiche e Psichiatriche per il triennio 1969-1972.
    1972 E’ nominato ope legis Professore Straordinario di Fisiologia Umana, Cattedra IV, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano.
    1975 E’ nominato Professore Ordinario di Fisiologia Umana presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano.
    1975-83 Mauro Mancia ha lavorato presso l’Istituto di Fisiologia Umana II con vari allievi italiani e stranieri su argomenti di microfisiologia talamica e reticolare in rapporto ai meccanismi del sonno e della veglia. In questi anni è stato invitato a tenere relazioni in varie conferenze e congressi internazionali.
    1983 E’ nominato direttore dell’Istituto di Fisiologia Umana II, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, direzione che manterrà fino al 2001. Come direttore, Mauro Mancia organizza vari laboratori di Neurofisiologia in cui studia con altri ricercatori i processi di base neurofisiologici e neurochimici del sonno. Da quest’anno, fino al 1991, si è attivamente occupato di didattica per gli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano. Oltre a lezioni di neurofisiologia, Mauro Mancia ha tenuto molti seminari interdisciplinari relativi al rapporto tra mente e cervello e alla possibile integrazione tra neuroscienze e psicoanalisi.
    1983-92 Mauro Mancia pubblica una serie di lavori sui meccanismi di base del sonno e articoli interdisciplinari di carattere neurofisiologico, etologico e psicoanalitico, relativi al sonno e al sogno. E’ inviato da varie università italiane e straniere e gruppi di ricerca a parlare dei meccanismi talamici intralaminari che controllano il sonno e a varie conferenze interdisciplinari sul sogno.
    1986 E’ membro di una Commissione di neurologi invitati dall’Istituto di Neurologia della Shanghai Medical University e, in questa occasione, dà lezioni di neurofisiologia a medici cinesi. Si occupa di neurofisiologia del dolore e dimostra l’esistenza di un potenziamento dell’input nocicettivo al talamo mediodorsale da parte delle strutture limbiche. Costituisce l’Associazione per la Ricerca Neurofisiologica – ASSORN insieme ad alcuni collaboratori ed è nominato Presidente della stessa.
    1987 E’ invitato a compilare una serie di voci di neurofisiologia (sensazione, sistema sensitivo, sinapsi, sogno, sonno) per l’Enciclopedia Italiana.
    1988 Inizia una serie di ricerche in collaborazione con la Dott. G. Marini sugli effetti delle lesioni chimiche di vari nuclei talamici sui meccanismi del sonno sincrono e desincronizzato. Nello stesso anno, collabora con il Dr. M. Mariotti a ricerche sul controllo dell’input sensoriale al talamo durante il sonno.
    1989 Organizza un Simposio Satellite del XII meeting dell’European Neuroscience Association – ENA dal titolo “The diencephalon and sleep”. Il volume degli atti uscirà nel 1990 a cura di M.Mancia e G.Marini da Raven Press, New York, con il titolo “Diencephalon and sleep”.
    1990 Da quest’anno si occupa, con il Dr. L. Imeri, degli effetti agonisti e antagonisti dei recettori muscarinici sulla regolazione del ciclo sonno-veglia. Con il Dr. A. Formenti lavora cui neuroni talamici studiati in vitro e sugli effetti del Ca++ nel passaggio dalla sincronizzazione alla desincronizzazione dei ritmi corticali. Con il Dr. A. Manfridi si occupa dei meccanismi glutamatergici del sonno desincronizzato.
    1995 Tiene a Siena una delle prestigiose “Lezioni Italiane” che la Fondazione Sigma-Tau di Roma organizza per un dibattito meta-disciplinare, umanistico e scientifico, con la partecipazione di personalità della cultura italiana e internazionale. La lezione su “Sonno & Sogno” è stata pubblicata dall’Editore Laterza con lo stesso titolo.
    1996 Fonda con alcuni Fisiologi e Psicologi italiani la “Società Italiana di Ricerca sul Sonno – SIRS” della quale sarà presidente per 4 anni. Nel quadriennio di presidenza organizza in varie località italiane convegni annuali.
    1997 E’ invitato a un simposio organizzato a Kyoto dalla Takeda Foundation su “Sleep and sleep desorders: from molecule to behaviour”. Il suo lavoro è stato pubblicato nel volume con lo stesso titolo.
    2001 E’ nominato Professore fuori ruolo presso l’Università degli Studi di Milano. Con la Sigma-Tau S.p.A. Industrie Farmaceutiche Riunite di Roma organizza il “Centro di Ricerca Sperimentale sul sonno Giuseppe Moruzzi” dell’Università degli Studi di Milano ed è nominato Direttore dello stesso centro.


    B) Curriculum Psicoanalitico
    Parallelamente alla carriera di Neurofisiologo presso l’Università degli Studi di Milano, il Prof. M. Mancia ha iniziato negli anni ’60 la sua analisi personale con un membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana (SPI).

    1970 Ha iniziato il suo training psicoanalitico presso l’Istituto Milanese di Psicoanalisi. Ha avuto supervisioni cliniche con il Prof. Franco Ferradini e con il Prof. Franco Fornari.
    1975-1981 Ha avuto supervisioni cliniche a Londra con i seguenti membri didatti della British Psychoanalytical Society: Dr. Herbert Rosenfeld, con supervisioni bisettimanali per circa 5 anni; Dr. Donald Meltzer, con supervisioni bisettimanali per circa 5 anni.
    1976 Membro Associato della SPI. Come Associato ha tenuto seminari teorico-clinici annuali al Centro Milanese di Psicoanalisi ed è stato invitato a vari seminari teorico-clinici presso vari centri italiani e stranieri. Dall’anno in cui sono iniziati, ha partecipato a tutti i seminari multipli di Bologna e ai congressi nazionali della SPI oltre che ai seguenti congressi internazionali:
    Londra, 1975
    Helsinki, 1981 (in questo congresso ha presentato un lavoro)
    Madrid, 1983
    Montreal, 1987 (in questo congresso ha presentato un lavoro)
    Nizza, 2001.
    Ha partecipato a tutti i congressi della Federazione Europea di Psicoanalisi (FEP) fin dal 1987.
    1980 ad oggi Organizza mensilmente seminari liberi per psichiatri e psicoterapeuti.
    1981 E’ nominato Membro Ordinario della SPI.
    1988 Invitato alla discussione in un Seminario su “Costruzioni e ricostruzioni” organizzato dalla FEP a Stoccolma.
    1995 E’ nominato Membro Ordinario con funzioni di training della SPI.
    2000-2002 Membro attivo del gruppo di ricerca “Psicoanalisi e Neuroscienze”. Su questo tema ha organizzato un Simposio al Congresso di Trieste del 2002 e ha presentato un lavoro teorico-clinico allo stesso Congresso.
    2001 Incaricato di organizzare un gruppo europeo di “Psicoanalisi e Neuroscienze”. A Praga ha organizzato un Simposio su “La memoria tra Psicoanalisi e Neuroscienze”.


    Esperienza clinica
    Dal 1970 ad oggi, il Prof. Mauro Mancia ha trattato una media di 5-6 pazienti giornalieri per lo più a 4 sedute settimanali.
    Alcuni limitati casi sono stati trattati a 3 sedute settimanali.
    Come risulta dall’elenco dei lavori qui accluso, Mauro Mancia, fin dall’inizio della sua attività come psicoanalista, si è occupato di problemi teorici e clinici relativi al narcisismo, al sogno, ai disturbi psicosomatici, alla memoria e all’inconscio.
    E’ stato particolarmente interessato alla ricerca di psicologia dello sviluppo e allo studio della relazione madre/bambino nella genesi delle patologie mentali.
    Più recentemente si è occupato della memoria tra neuroscienze e psicoanalisi portando contributi a una revisione del concetto di inconscio.

    Pubblicazioni di Psicoanalisi


    Mancia, M. (1976), Sommeil, rêve et instincts: une approche interdisciplinaire, Rev. Fr. Psychanal., 11-58.
    Mancia, M. (1976), Psicoanalisi e arte, Data, 22:78-80.
    Mancia, M. (1976), Considerazioni sulla evoluzione del pensiero freudiano in tema di narcisismo. In: E. Gaburri (a cura di), Eros e onnipotenza, Guaraldi, Firenze, pp. 19-34.
    Mancia, M. (1978), Sul furto. Riv. Psicoanal., 2479-390.
    Mancia, M. (1979), La eto-neurofisiologia e la psicoanalisi di fronte al sonno e al sogno, Riv. Psicoanal., 2559-374.
    Mancia, M. (1980), Neurofisiologia e psicoanalisi di fronte al problema della vita psichica prenatale. In: Rascovski, A., La vita psichica nel feto, Il Formichiere, Milano, pp. 9-20.
    Mancia, M. (1980), Sonno e sogni: uno studio eto-neurofisiologico e psicologico, Ricerche di Psicologia, 16: 147-168.
    Mancia, M. (1981), Considerazioni fisiologiche, etologiche e psicologiche sul problema del sonno e del sogno. Riv. N.P.S., suppl. al vol. 1: 29-48.
    Mancia, M. (1981), Rilevanza neurobiologica di alcuni modelli proposti da W.R. Bion, Riv. Psicoanal., 27: 436-443.
    Mancia, M. (1981), Neurobiological Significance of Some Models Proposed by W.R. Bion, Riv. Psicoanal., 27: 444-451.
    Mancia, M., Meltzer, D. (1981), Ego Ideal Functions and the Psychoanalytical Process, Int. J. Psycho-Anal., 62: 243-249.
    Mancia, M. (1981), On the Beginning of Mental Life in the Foetus, Int. J. Psycho-Anal., 62: 351-357.
    Mancia, M. (1981), Un vecchio problema che gode di buona salute: Mente e cervello, Il progetto psicoterapico, Edizioni Universitarie di Manlio Massi, Milano, 1: 138-142.
    Carli, M., Delle Fave, A., Gallina, A., Mancia, M. (1982), Una nota pluridisciplinare sui processi della attenzione, Riv. N.P.S., vol. 2, n.3: 349-374.
    Mancia, M. (1982), La teoria dualista-interazionista della relazione mente-cervello: considerazioni e critiche, Riv. N.P.S., suppl. al vol. 2, n.3:47-66.
    Mancia, M. (1982), Livelli di attenzione e sonno in psicoanalisi, Riv. Psicoanal., 28: 559-573.
    Mancia, M. (1982), Presentazione. In: Grinberg, L., Teoria della identificazione, Loescher, Torino, pp. VII-XII.
    Mancia, M. (1982), Modello etoneurofisiologico e psicoanalitico del sonno e del sogno. In: Bertini M. e Violani C. (a cura di), Cervello e sogno, Feltrinelli, Milano, pp. 185-201.
    Mancia, M. (1983), Archaeology of Freudian Thought and the History of Neurophysiology, Int. Rev. Psycho-Anal., 10: 185-192.
    Mancia, M. (1983), Una nota su "Psicoanalisi e politica" di Roger Money-Kyrle, Riv. Psicoanal., 29: 383-394.
    Mancia, M. (1983), Freud e la neurofisiologia nel suo tempo. In: Psicoanalisi e storia delle scienze, Olschki, Firenze, pp. 39-54.
    Ferrari, F., Sturloni, N., Mancia, M. (1983), Il sonno del feto e del neonato. Convegno su: Le turbe del sonno nell'infanzia, Viterbo, pp. 23-55.
    Mancia, M. (1984), Psicoanalisi: contro il metodo?, Giorn. Ital. Psicol., 1: 9-15.
    Mancia, M. (1984), Vita prenatale e formazione del Sé. In: Bertolini M. (a cura di), La nascita psicologica e le sue premesse neurobiologiche, IES Mercury, Roma, pp. 137-145.
    Mancia, M. (1984), Introduzione. In: Money-Kyrle R., Scritti 1927-1977, Loescher, Torino, pp. 9-28.
    Mancia, M. (1985), Recensione a Jeffrey M. Masson: assalto alla verità. Riv. Psicoanal., 31:131-139, 1985.
    Mancia, M. (1985), Memoria, simbolizzazione e funzioni del sogno. In: Rugi G. (a cura di), Il sapere e lo scarto, Kappa, Roma, pp. 155-163.
    Mancia, M. (1987), Sogno. In: Enciclopedia Medica Italiana, Vol. XIV: 463-471.
    Mancia, M. (1987), La biodinamica delle insonnie psicogene. Recipe, 5: 38-39.
    Mancia, M. (1987), Una nota in risposta ad alcune critiche epistemologiche mosse alla psicoanalisi, Riv. Psicoanal., 33: 551-560.
    Mancia, M. (1987), Strutturazione del nucleo psichico prenatale. In: De Cecco L. e Venturini P.L., Neuropsicoendocrinologia ostetrica e ginecologica, Liviana Editrice, Padova, pp. 87-95.
    Mancia, M. (1987), Nascita della Psicoanalisi nel contesto scientifico neurologico e psichiatrico dell'Europa di fine Ottocento. In: Accerboni A.M. (a cura di), La cultura psicoanalitica, Atti del Convegno di Trieste, 5-8 dicembre 1985, Studio Tesi, Trieste, pp. 231-244.
    Mancia, M. (1987), Psychosomatic and Hypochondriac States: Their Relationship to Splitting and Projective Identification. 35th Int. Psychoanal. Congr., Montreal.
    Mancia, M. (1988), The Dream as Religion of the Mind, Int. J. Psycho-Anal., 69: 419-426.
    Mancia, M. (1988), Una nota su Daniel Stern e il mondo interpersonale del bambino, Riv. Psicoanal., 34: 177-193.
    Mancia, M. (1988/89), Il sogno: un messaggio per capire se stessi, Scienza e Tecnica. Annuario della EST, pp. 203-207.
    Mancia, M. (1989), Sull'esperienza musicale: riflessioni neurofisiologiche e psicoanalitiche. Seminario su: La musicoterapia, Genova.
    Grieco, A., Mancia, M. (1989). Introduzione. In: Cardano G., Del sogno e del sognare (a cura di M.Mancia e A.Grieco), Marsilio, Venezia, pp.11-22.
    Mancia, M. (1989). Vita prenatale e organizzazione della mente. In. M.Ammaniti (a cura di), La nascita del Sé, Laterza, Roma-Bari, pp.129-137.
    Mancia, M. (1989). Sulla nascita del Sé. Riv. Psicoanal., 35: 1052-1073.
    Mancia, M. (1989). Sogno come linguaggio interno della memoria. Riv. Psicoanal., 35(2): 328-351.
    Mancia, M. (1989). Fetale (Psichismo). In: Trattato Enciclopedico di Psicologia dell’età evolutiva (diretto da M.W.Battacchi), Vol.II, Tomo I, Piccin, Padova, pp.527-534.
    Mancia, M. (1989). Memoria, costruzioni e ricostruzioni, Ist. Italiano per gli Studi Filosofici, Seminari di Scienze, 7, Napoli.
    Mancia, M. (1990), La nascita della psicoanalisi nel contesto scientifico della mitteleuropa di fine Ottocento. In: A. Accerboni (a cura di), Psicoanalisi e cultura nella mitteleuropa, Biblioteca Cominiana, Gorizia, pp. 11-20.
    Mancia, M. (1990), O sonho como religiao da mente. Psicologia clínica, Escher, Lisboa, 3/4: 9-20.
    Mancia, M. (1990). Teoria degli affetti e angoscia depressiva. In: M.Ammaniti e N,Dazzi (a cura di), Affetti. Natura e sviluppo delle relazioni interpersonali, Laterza, Roma-Bari.
    Mancia, M. (1990). Costruzioni e ricostruzioni nell’analisi, Riv. Psicoanal., 36: 922-933.
    Mancia, M. (1990). Super-Io e Ideale dell’Io: unica istanza o due istanze a confronto? In: M.Mancia (a cura di), Super-Io e Ideale dell’Io, Astrolabio, Roma, pp.7-25.
    Mancia, M., Meltzer, D. (1990), Funzioni dell’Ideale dell’Io e processo psicoanalitico. In: M.Mancia (a cura di), Super-Io e Ideale dell’Io, Astrolabio, Roma, pp.154-164.
    Mancia, M. (1990). Sogno, linguaggio interno della memoria. In: A.Racalbuto, M.R.De Zordo (a cura di), Simbolo. Alla ricerca dell’oggetto perduto, P.Lubrina Ed., Bergamo, pp.131-138.
    Mancia, M. (1991). Costruire e ricostruire nel transfert. In: M.Ammaniti, D.N.Stern (a cura di), Rappresentazioni e narrazioni, Laterza, Roma-Bari, pp.201-211.
    Mancia, M. (1991). Dalla neurofisiologia alla psicoanalisi dell’ascolto musicale. In: M.Porta e G.Cremaschi Trovesi (a cura di), L’uomo e il suono. Prospettive e limiti della musicoterapia, Ghedini Ed., Milano.
    Mancia, M. (1991). Processi affettivi e sviluppo del pensiero, Minerva Pediatrica, 43: 161-167.
    Mancia, M. (1991). Sulle trasformazioni del senso di colpa. In: A.Lambertino (a cura di), Al di là del senso di colpa? Gli interrogativi del dopo-Freud, Collana Idee n.86, Città Nuova Editrice, Roma.
    Mancia, M. (1991). Sogno, memoria e ricostruzione. In. M.Bosinelli e P.C.Cicogna (a cura di), Sogni: figli d'un cervello ozioso, Bollati Boringhieri, Torino, pp.117-128.
    Mancia, M. (1991). Psicoanalisi e politica. In: L.Longhin, F.Mazzei Maisetti (a cura di), Psicoanalisi e potere, Laterza, Roma-Bari, pp.73-77.
    Mancia, M. (1991). Riflessioni teorico-cliniche in tema di narcisismo, Riv. Sper. Freniatr., CXV: 911-928.
    Mancia, M. (1993). Postfazione. In: G.Cardano (a cura di A.Grieco, M.Mancia), Sogni, Marsilio, Venezia.
    Mancia, M. (1993). Guarigione & Sogno. In: O.Galeazzi (a cura di), Healing. Storia e strategie del guarire, Olschki, Firenze, pp.23-33.
    Mancia, M. (1993). The absent father: his role in sexual deviations and in transference, Int. J. Psycho-anal., 74: 941-950.
    Mancia, M. (1993). Rêve et anthropologie, Géographie et Cultures, 7: 139-142.
    Mancia, M. (1993). Introduzione a: Marcelle Spira, Alle sorgenti dell’interpretazione, Borla, Roma.
    Mancia, M. (1994). Il contributo della Psicoanalisi alla Antropologia. Introduzione a: R.Money-Kyrle, Il significato del sacrificio, Bollati Boringhieri, Torino.
    Mancia, M. (1994). Dal feto al bambino, Famiglia Oggi, pp.27-37.
    Mancia, M. (1995). Una posibile lectura del “Proyecto de psicologia”, Revista de Psicoanalisis de la Asoc.Psic. de Madrid, 22: 9-19.
    Mancia, M. (1996). Le rêve et ses transformations pendant le processus analytique, Rev. Int. de Psychopathologie, 23: 583-604.
    Mancia, M. (1998). Dreams and Anthropology. Semiotic and Cognitive Studies. VI. Dreaming and Culture, pp.45-52.
    Mancia, M. (1999). Paleoneurology and the Origin of Man, Psychomedia, pp.12.
    Mancia, M. (1999). Oedipe et/ou Électre: réflexion sur le développement de l’identité de genre sexuel, Études Psychanalytiques, 1: 65-74.
    Mancia, M. (1999). Psychoanalysis and the Neurosciences: a Topical Debate on Dreams. Int. J. Psycho-anal., 80: 1205-1213.
    Mancia, M. (1999-2000). Sulle origini della coscienza e del Sé, Atque, 20-21: 87-106.
    Mancia, M., Longhin, L. (2000). Kant’s Philosophy and its Relationship with the Thought of Bion and Money-Kyrle, Int. J. Psycho-anal., 81: 1197-1211.
    Mancia, M. (2000). Il sogno: una finestra aperta sul transfert, Riv. Psicoanal., 2: 255-168.
    Mancia, M. (2000). Il dolore mentale. In: M.Tiengo (a cura di), Il dolore e la mente, Springer, Milano, pp.1-10.
    Mancia, M. (2000). Sulle molte dimensioni della memoria: neuroscienze e psicoanalisi a confronto, Psiche, 2: 181-192.
    Mancia, M. (2002). Wittgenstein’s Personality and his Relations with Freud’s Thought, Int. J. Psycho-anal., 83: 161-177.
    Mancia, M. (2002). Methodologische Unterschiede zwischen der neurowissenschaftlichen und der psychoanalytischen Traumforschung. In: P. Giampieri-Deutsch (Hrsg.), Psychoanalyse in Dialog der Wissenschaften. Band 1: Europäische Perspektiven, Kohlhammer, Stuttgart, pp.214-224.

  3. #3
    Alessandra
    Ospite

    Predefinito

    Direi che ha scritto fin troppo, tuttavia va perdonato perchè ho notato più volte scritto Psycho per cui mi sta simpatico a prescindere.


    ( )

  4. #4
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    Originally posted by pcosta
    se si potesse avere il curriculum di Ruggero Guarini in campo psicoanalitico, sarebbe possibile valutare l'attendibilità della sua critica al dr. Mancia, di cui si da di seguito conto.
    Nell'attesa, lo possiamo tranquillamentre classificare come "presunto incompetente" in materia.



    Mauro Mancia


    A) Curriculum Universitario
    Mauro Mancia, nato a Fiuminata (Macerata) il 19 aprile 1929, ha conseguito la maturità classica a Jesi (Ancona) nel 1947 e si è iscritto alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna nello stesso anno.
    Da studente è allievo interno presso l’Istituto di Anatomia e Istologia Normale della suddetta Università, poi presso l’Istituto di Patologia Speciale Medica fino all’anno 1951.
    Si trasferisce in quell’anno presso l’Università di Roma.

    1953 Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Roma con 110/110 lode, ammissione al concorso per il premio Girolami e pubblicazione della tesi.
    1952-54 Allievo interno dell’Istituto di Clinica Medica Generale della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma dal 1952. Qui lavora nel laboratorio di Batteriologia sotto la guida del Prof. G. Giunchi. Prepara la tesi di laurea con uno studio sulle proteine del plasma durante infezione con S. typhi e continua le ricerche con il metodo elettroforetico sul problema delle plasma-proteine del sangue materno e fetale. Nel novembre 1953, in seguito a concorso per esami, viene ammesso al corso di specializzazione in Medicina Interna.
    1954-55 Per un periodo di sei mesi è ospite scientifico presso l’Istituto di Fisiologia del Karolinska Institutct di Stoccolma, diretto dal Prof. C.G. Bernhard ove si occupa di fisiologia del midollo spinale. Dal gennaio al luglio 1955 è ospite scientifico dell’Istituto di Anatomia Normale dell’Università di Milano, diretto dal Prof. A. Bairati, ove si occupa di Istologia del sistema nervoso e tecniche di colorazione sotto la guida del Direttore.
    1955-56 Nel settembre 1955 inizia, come assistente volontario, il lavoro di ricerche di Fisiologia del sistema nervoso presso l’Istituto di Fisiologia dell’Università di Pisa diretto dal Prof. G. Moruzzi. Qui si occupa di fisiologia reticolare e di rapporti reticolo-corticali nello studio di potenziali lenti evocati nella corteccia cerebrale dalla stimolazione della sostanza reticolare e da stimoli naturali (in collaborazione con A. Arduini e K. Mechelse). Inoltre si occupa di microfisiologia reticolare (in collaborazione con A. Mollica e K. Mechelse) e di rapporti reticolo-cerebellari (in collaborazione con A. Arduini).
    1956-57 Usufruisce di una delle borse di studio per l’Italia messe a disposizione dal Rotary Club Internazionale. Lavora in collaborazione con J. M. Brookhart, A. Arduini e G. Moruzzi sui rapporti talamo-corticali, studiando i potenziali lenti evocati nella corteccia cerebrale dalla stimolazione dei nuclei talamici intralaminari a proiezione diffusa e dei nuclei specifici ventro-basali.
    1957-58 E’ nominato Assistente Straordinario presso la Cattedra di Fisiologia dell’Università di Pisa. Come borsista del CNR, studia in collaborazione con il Dr. J.P. Cordeau l’influenza unilaterale di strutture caudali del tronco dell’encefalo sul fenomeno della sincronizzazione elettroencefalografica corticale.
    1958-59 E’ borsista per l’interno del Ministero della Pubblica Istruzione. In collaborazione con il Dr. M. Meulders e il Dr. G. Santibanez, studia l’abitudine visiva e il ruolo giocato su tale processo dalla sostanza reticolare del tronco dell’encefalo.
    1959-60 Usufruisce di una borsa di studio per l’interno messa a disposizione del CNR. In collaborazione con G. Affanni e P.L. Marchiafava studia il ruolo giocato dalle variazioni del diametro pupillare sull’ampiezza del potenziale evocato lungo le vie ottiche.
    1955-60 Parallelamente all’attività di ricerca, svolge una costante opera didattica per gli studenti di Medicina e di Scienze dell’Università di Pisa.
    1960-61 Con una borsa di studio dei National Institutes of Health, Bethesda, U.S.A., è ospite per l’intero anno accademico del Department of Anatomy e del Brain Research Institute, University of California Medical Center, di Los Angeles, U.S.A. Qui studia con microelettrodi, in collaborazione con R. von Baumgarten e J.D. Green, il problema della inibizione ricorrente nel bulbo olfattivo, delle influenze specifiche e centrifughe sui singoli neuroni del bulbo stesso ed il rapporto tra onde lente bulbari e attività delle singole cellule. In California frequenta per alcuni mesi il Department of Zoology dell’Università di Los Angeles, diretto dal Prof. T. Bullock, dove apprende le tecniche di registrazione intracellulare dal ganglio viscerale dell’Aplisia. Durante il suo soggiorno negli U.S.A., Mauro Mancia è stato invitato a tenere numerosi seminari e conferenze in varie Università americane. Ha partecipato inoltre alla 1st International Conference of Neurophysiology organizzata da M. Brazier a Los Angeles nel 1961. Nello stesso anno è invitato quale relatore a Città del Messico al Simposio su “The Physiological Basis of Mental Activity”, i cui atti sono stati editi da Raul Hernandez-Péon come supplementi dell’EEG Journal.
    1961-62 Assistente straordinario presso la Cattedra di Psichiatria dell’Università di Milano. Qui organizza il laboratorio di Neurofisiologia ed inizia un piano di ricerche sulla epilessia sperimentale da introduzione sottocorticale di cobalto metallico, in collaborazione con R. Lucioni. Svolge inoltre un corso di lezioni di Neurofisiologia per gli specializzandi in Psichiatria.
    1962 Consegue la Libera Docenza in Fisiologia Umana.
    1962-63 Come assistente straordinario presso la Cattedra di Psichiatria dell’Università di Milano, presta servizio quale medico di reparto e continua il lavoro di ricerca sull’epilessia sperimentale e sui rapporti tra sonno elettroencefalografico ed attività convulsiva. Scrive inoltre due articoli sintetici sul problema del controllo centrifugo delle sensazioni e su quello della inibizione ricorrente. Nel 1963 fa parte di una commissione scientifica Italia-URSS in visita a laboratori ed università dell’Unione Sovietica. Qui è invitato in varie Università a tenere seminari e conferenze su problemi di Neurofisiologia. E’ relatore con C.L. Cazzullo al Symposium Internazionale su “The Physiopathology of the States of Consciousness” tenuto a Genova nell’aprile 1963. Ha inoltre svolto un corso di Neurofisiologia per gli specializzandi in Psichiatria.
    1963-64 E’ nominato assistente incaricato alla Cattedra di Fisiologia Umana dell’Università di Milano. In seguito a congedo del Direttore della Cattedra II, gli viene conferito l’incarico dell’insegnamento di Fisiologia Umana per gli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Lavora con diversi collaboratori sul problema della inibizione spinale durante le fasi del sonno e su quello relativo all’attività talamica e corticale nelle diverse fasi del sonno e della veglia. Nell’ottobre 1964, come membro ufficiale dell’IBRO International Travelling Seminar, tiene un ciclo di conferenze e dimostrazioni pratiche su problemi di Neurofisiologia presso l’All India Institute of Medical Sciences, New Delhi, India.
    1964-65 Viene confermato nell’incarico dell’insegnamento di Fisiologia Umana, Cattedra II. Lavora con F. Baldissera, G. Broggi e M.G. Cesa-Bianchi sui fenomeni fasici spinali che occorrono durante la fase di sonno desincronizzato e con A. Rosina sull’effetto dell’introduzione di un barbiturico ad azione rapida nel circolo vertebrale, previa chiusura cronica dell’arteria basilare a vari livelli. In collaborazione con M. Carreras e D. Mancia della Clinica Neurologica dell’Università di Parma, lavora sui potenziali lenti del bulbo olfattorio evocati da stimolazioni centrali e periferiche. Nel febbraio 1965 è relatore al Simposio internazionale “Relaciónes cortico-suborticalos en la regulación sensorial” tenuto all’Havana, Cuba. Nel settembre 1965 partecipa al Congresso internazionale di Scienze Fisiologiche a Tokyo, come membro della delegazione italiana inviata dal CNR. A Tokyo presenta una comunicazione al Congresso ed è relatore al Simposio “Olfaction and Taste”, ove presenta i dati sull’attività lenta indotta nel bulbo olfattorio per effetto di varie stimolazioni.1965-66 Viene confermato nell’incarico di insegnamento di Fisiologia Umana, Cattedra II, per Medicina e Chirurgia. In collaborazione con F. Baldissera e G. Broggi, studia a) le variazioni di eccitabilità cortico-spinali e b) le variazioni di eccitabilità di fibre afferenti primarie al midollo spinale e al tronco cerebrale durante le varie fasi del sonno e della veglia, in particolare durante il sonno desincronizzato. In collaborazione con M.G. Cesa-Bianchi e R. Mutani, continua lo studio dell’epilessia sperimentale da introduzione di polvere di cobalto metallico nei nuclei talamici intralaminari e nelle parti caudali del tronco dell’encefalo.
    1966-67 Viene confermato nell’incarico di Fisiologia Umana, Cattedra II, per Medicina e Chirurgia. In collaborazione con F. Baldissera e G. Broggi, studia a) le variazioni di eccitabilità delle fibre presinaptiche del trigemino durante il sonno e la veglia e b) la depolarizzazione indotta da stimolazione nel tronco dell’encefalo e di nervi periferici sulle terminazioni afferenti del trigemino. In collaborazione con M.G. Cesa-Bianchi e M.L. Sotgiu, Mauro Mancia studia il controllo centrifugo presinaptico esercitato da strutture del tronco encefalico sulle afferenze cutanee dei nuclei della colonna dorsale. In questa ricerca è stato dimostrato che il tronco dell’encefalo, anche dopo ablazione cronica della corteccia sensomotoria o dopo decerebrazione acuta, è capace di indurre una inibizione presinaptica delle terminazioni afferenti ai nuclei gracile e cuneato. Novembre-Dicembre
    1966 Mauro Mancia è invitato dall’“Indian Council of Medical Research” in Nuova Delhi per eseguire una serie di ricerche presso il Department of Physiology, All India Institute of Medical Sciences. Per questo Mauro Mancia usufruisce di una borsa di studio dell’Indian Council e di una borsa di viaggio messa a disposizione dal Ministero italiano degli Affari Esteri di Roma. A Nuova Delhi Mauro Mancia compie una ricerca in collaborazione con G. Chhina e T. Desiraju sui meccanismi neurofisiologici del tronco cerebrale responsabili delle varie fasi del sonno, inducendo una insonnia persistente in scimmie con taglio longitudinale sulla linea mediana limitata al ponte. A Nuova Delhi Mauro Mancia è anche invitato a tenere seminari e conferenze su vari argomenti di Neurofisiologia.
    1969 E’ nominato, in seguito a concorso nazionale, Professore Aggregato in Discipline Neurofisiologiche e Psichiatriche per il triennio 1969-1972.
    1972 E’ nominato ope legis Professore Straordinario di Fisiologia Umana, Cattedra IV, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano.
    1975 E’ nominato Professore Ordinario di Fisiologia Umana presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano.
    1975-83 Mauro Mancia ha lavorato presso l’Istituto di Fisiologia Umana II con vari allievi italiani e stranieri su argomenti di microfisiologia talamica e reticolare in rapporto ai meccanismi del sonno e della veglia. In questi anni è stato invitato a tenere relazioni in varie conferenze e congressi internazionali.
    1983 E’ nominato direttore dell’Istituto di Fisiologia Umana II, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, direzione che manterrà fino al 2001. Come direttore, Mauro Mancia organizza vari laboratori di Neurofisiologia in cui studia con altri ricercatori i processi di base neurofisiologici e neurochimici del sonno. Da quest’anno, fino al 1991, si è attivamente occupato di didattica per gli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano. Oltre a lezioni di neurofisiologia, Mauro Mancia ha tenuto molti seminari interdisciplinari relativi al rapporto tra mente e cervello e alla possibile integrazione tra neuroscienze e psicoanalisi.
    1983-92 Mauro Mancia pubblica una serie di lavori sui meccanismi di base del sonno e articoli interdisciplinari di carattere neurofisiologico, etologico e psicoanalitico, relativi al sonno e al sogno. E’ inviato da varie università italiane e straniere e gruppi di ricerca a parlare dei meccanismi talamici intralaminari che controllano il sonno e a varie conferenze interdisciplinari sul sogno.
    1986 E’ membro di una Commissione di neurologi invitati dall’Istituto di Neurologia della Shanghai Medical University e, in questa occasione, dà lezioni di neurofisiologia a medici cinesi. Si occupa di neurofisiologia del dolore e dimostra l’esistenza di un potenziamento dell’input nocicettivo al talamo mediodorsale da parte delle strutture limbiche. Costituisce l’Associazione per la Ricerca Neurofisiologica – ASSORN insieme ad alcuni collaboratori ed è nominato Presidente della stessa.
    1987 E’ invitato a compilare una serie di voci di neurofisiologia (sensazione, sistema sensitivo, sinapsi, sogno, sonno) per l’Enciclopedia Italiana.
    1988 Inizia una serie di ricerche in collaborazione con la Dott. G. Marini sugli effetti delle lesioni chimiche di vari nuclei talamici sui meccanismi del sonno sincrono e desincronizzato. Nello stesso anno, collabora con il Dr. M. Mariotti a ricerche sul controllo dell’input sensoriale al talamo durante il sonno.
    1989 Organizza un Simposio Satellite del XII meeting dell’European Neuroscience Association – ENA dal titolo “The diencephalon and sleep”. Il volume degli atti uscirà nel 1990 a cura di M.Mancia e G.Marini da Raven Press, New York, con il titolo “Diencephalon and sleep”.
    1990 Da quest’anno si occupa, con il Dr. L. Imeri, degli effetti agonisti e antagonisti dei recettori muscarinici sulla regolazione del ciclo sonno-veglia. Con il Dr. A. Formenti lavora cui neuroni talamici studiati in vitro e sugli effetti del Ca++ nel passaggio dalla sincronizzazione alla desincronizzazione dei ritmi corticali. Con il Dr. A. Manfridi si occupa dei meccanismi glutamatergici del sonno desincronizzato.
    1995 Tiene a Siena una delle prestigiose “Lezioni Italiane” che la Fondazione Sigma-Tau di Roma organizza per un dibattito meta-disciplinare, umanistico e scientifico, con la partecipazione di personalità della cultura italiana e internazionale. La lezione su “Sonno & Sogno” è stata pubblicata dall’Editore Laterza con lo stesso titolo.
    1996 Fonda con alcuni Fisiologi e Psicologi italiani la “Società Italiana di Ricerca sul Sonno – SIRS” della quale sarà presidente per 4 anni. Nel quadriennio di presidenza organizza in varie località italiane convegni annuali.
    1997 E’ invitato a un simposio organizzato a Kyoto dalla Takeda Foundation su “Sleep and sleep desorders: from molecule to behaviour”. Il suo lavoro è stato pubblicato nel volume con lo stesso titolo.
    2001 E’ nominato Professore fuori ruolo presso l’Università degli Studi di Milano. Con la Sigma-Tau S.p.A. Industrie Farmaceutiche Riunite di Roma organizza il “Centro di Ricerca Sperimentale sul sonno Giuseppe Moruzzi” dell’Università degli Studi di Milano ed è nominato Direttore dello stesso centro.


    B) Curriculum Psicoanalitico
    Parallelamente alla carriera di Neurofisiologo presso l’Università degli Studi di Milano, il Prof. M. Mancia ha iniziato negli anni ’60 la sua analisi personale con un membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana (SPI).

    1970 Ha iniziato il suo training psicoanalitico presso l’Istituto Milanese di Psicoanalisi. Ha avuto supervisioni cliniche con il Prof. Franco Ferradini e con il Prof. Franco Fornari.
    1975-1981 Ha avuto supervisioni cliniche a Londra con i seguenti membri didatti della British Psychoanalytical Society: Dr. Herbert Rosenfeld, con supervisioni bisettimanali per circa 5 anni; Dr. Donald Meltzer, con supervisioni bisettimanali per circa 5 anni.
    1976 Membro Associato della SPI. Come Associato ha tenuto seminari teorico-clinici annuali al Centro Milanese di Psicoanalisi ed è stato invitato a vari seminari teorico-clinici presso vari centri italiani e stranieri. Dall’anno in cui sono iniziati, ha partecipato a tutti i seminari multipli di Bologna e ai congressi nazionali della SPI oltre che ai seguenti congressi internazionali:
    Londra, 1975
    Helsinki, 1981 (in questo congresso ha presentato un lavoro)
    Madrid, 1983
    Montreal, 1987 (in questo congresso ha presentato un lavoro)
    Nizza, 2001.
    Ha partecipato a tutti i congressi della Federazione Europea di Psicoanalisi (FEP) fin dal 1987.
    1980 ad oggi Organizza mensilmente seminari liberi per psichiatri e psicoterapeuti.
    1981 E’ nominato Membro Ordinario della SPI.
    1988 Invitato alla discussione in un Seminario su “Costruzioni e ricostruzioni” organizzato dalla FEP a Stoccolma.
    1995 E’ nominato Membro Ordinario con funzioni di training della SPI.
    2000-2002 Membro attivo del gruppo di ricerca “Psicoanalisi e Neuroscienze”. Su questo tema ha organizzato un Simposio al Congresso di Trieste del 2002 e ha presentato un lavoro teorico-clinico allo stesso Congresso.
    2001 Incaricato di organizzare un gruppo europeo di “Psicoanalisi e Neuroscienze”. A Praga ha organizzato un Simposio su “La memoria tra Psicoanalisi e Neuroscienze”.


    Esperienza clinica
    Dal 1970 ad oggi, il Prof. Mauro Mancia ha trattato una media di 5-6 pazienti giornalieri per lo più a 4 sedute settimanali.
    Alcuni limitati casi sono stati trattati a 3 sedute settimanali.
    Come risulta dall’elenco dei lavori qui accluso, Mauro Mancia, fin dall’inizio della sua attività come psicoanalista, si è occupato di problemi teorici e clinici relativi al narcisismo, al sogno, ai disturbi psicosomatici, alla memoria e all’inconscio.
    E’ stato particolarmente interessato alla ricerca di psicologia dello sviluppo e allo studio della relazione madre/bambino nella genesi delle patologie mentali.
    Più recentemente si è occupato della memoria tra neuroscienze e psicoanalisi portando contributi a una revisione del concetto di inconscio.

    Pubblicazioni di Psicoanalisi


    Mancia, M. (1976), Sommeil, rêve et instincts: une approche interdisciplinaire, Rev. Fr. Psychanal., 11-58.
    Mancia, M. (1976), Psicoanalisi e arte, Data, 22:78-80.
    Mancia, M. (1976), Considerazioni sulla evoluzione del pensiero freudiano in tema di narcisismo. In: E. Gaburri (a cura di), Eros e onnipotenza, Guaraldi, Firenze, pp. 19-34.
    Mancia, M. (1978), Sul furto. Riv. Psicoanal., 2479-390.
    Mancia, M. (1979), La eto-neurofisiologia e la psicoanalisi di fronte al sonno e al sogno, Riv. Psicoanal., 2559-374.
    Mancia, M. (1980), Neurofisiologia e psicoanalisi di fronte al problema della vita psichica prenatale. In: Rascovski, A., La vita psichica nel feto, Il Formichiere, Milano, pp. 9-20.
    Mancia, M. (1980), Sonno e sogni: uno studio eto-neurofisiologico e psicologico, Ricerche di Psicologia, 16: 147-168.
    Mancia, M. (1981), Considerazioni fisiologiche, etologiche e psicologiche sul problema del sonno e del sogno. Riv. N.P.S., suppl. al vol. 1: 29-48.
    Mancia, M. (1981), Rilevanza neurobiologica di alcuni modelli proposti da W.R. Bion, Riv. Psicoanal., 27: 436-443.
    Mancia, M. (1981), Neurobiological Significance of Some Models Proposed by W.R. Bion, Riv. Psicoanal., 27: 444-451.
    Mancia, M., Meltzer, D. (1981), Ego Ideal Functions and the Psychoanalytical Process, Int. J. Psycho-Anal., 62: 243-249.
    Mancia, M. (1981), On the Beginning of Mental Life in the Foetus, Int. J. Psycho-Anal., 62: 351-357.
    Mancia, M. (1981), Un vecchio problema che gode di buona salute: Mente e cervello, Il progetto psicoterapico, Edizioni Universitarie di Manlio Massi, Milano, 1: 138-142.
    Carli, M., Delle Fave, A., Gallina, A., Mancia, M. (1982), Una nota pluridisciplinare sui processi della attenzione, Riv. N.P.S., vol. 2, n.3: 349-374.
    Mancia, M. (1982), La teoria dualista-interazionista della relazione mente-cervello: considerazioni e critiche, Riv. N.P.S., suppl. al vol. 2, n.3:47-66.
    Mancia, M. (1982), Livelli di attenzione e sonno in psicoanalisi, Riv. Psicoanal., 28: 559-573.
    Mancia, M. (1982), Presentazione. In: Grinberg, L., Teoria della identificazione, Loescher, Torino, pp. VII-XII.
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    Mancia, M. (1988/89), Il sogno: un messaggio per capire se stessi, Scienza e Tecnica. Annuario della EST, pp. 203-207.
    Mancia, M. (1989), Sull'esperienza musicale: riflessioni neurofisiologiche e psicoanalitiche. Seminario su: La musicoterapia, Genova.
    Grieco, A., Mancia, M. (1989). Introduzione. In: Cardano G., Del sogno e del sognare (a cura di M.Mancia e A.Grieco), Marsilio, Venezia, pp.11-22.
    Mancia, M. (1989). Vita prenatale e organizzazione della mente. In. M.Ammaniti (a cura di), La nascita del Sé, Laterza, Roma-Bari, pp.129-137.
    Mancia, M. (1989). Sulla nascita del Sé. Riv. Psicoanal., 35: 1052-1073.
    Mancia, M. (1989). Sogno come linguaggio interno della memoria. Riv. Psicoanal., 35(2): 328-351.
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    Mancia, M. (1990), La nascita della psicoanalisi nel contesto scientifico della mitteleuropa di fine Ottocento. In: A. Accerboni (a cura di), Psicoanalisi e cultura nella mitteleuropa, Biblioteca Cominiana, Gorizia, pp. 11-20.
    Mancia, M. (1990), O sonho como religiao da mente. Psicologia clínica, Escher, Lisboa, 3/4: 9-20.
    Mancia, M. (1990). Teoria degli affetti e angoscia depressiva. In: M.Ammaniti e N,Dazzi (a cura di), Affetti. Natura e sviluppo delle relazioni interpersonali, Laterza, Roma-Bari.
    Mancia, M. (1990). Costruzioni e ricostruzioni nell’analisi, Riv. Psicoanal., 36: 922-933.
    Mancia, M. (1990). Super-Io e Ideale dell’Io: unica istanza o due istanze a confronto? In: M.Mancia (a cura di), Super-Io e Ideale dell’Io, Astrolabio, Roma, pp.7-25.
    Mancia, M., Meltzer, D. (1990), Funzioni dell’Ideale dell’Io e processo psicoanalitico. In: M.Mancia (a cura di), Super-Io e Ideale dell’Io, Astrolabio, Roma, pp.154-164.
    Mancia, M. (1990). Sogno, linguaggio interno della memoria. In: A.Racalbuto, M.R.De Zordo (a cura di), Simbolo. Alla ricerca dell’oggetto perduto, P.Lubrina Ed., Bergamo, pp.131-138.
    Mancia, M. (1991). Costruire e ricostruire nel transfert. In: M.Ammaniti, D.N.Stern (a cura di), Rappresentazioni e narrazioni, Laterza, Roma-Bari, pp.201-211.
    Mancia, M. (1991). Dalla neurofisiologia alla psicoanalisi dell’ascolto musicale. In: M.Porta e G.Cremaschi Trovesi (a cura di), L’uomo e il suono. Prospettive e limiti della musicoterapia, Ghedini Ed., Milano.
    Mancia, M. (1991). Processi affettivi e sviluppo del pensiero, Minerva Pediatrica, 43: 161-167.
    Mancia, M. (1991). Sulle trasformazioni del senso di colpa. In: A.Lambertino (a cura di), Al di là del senso di colpa? Gli interrogativi del dopo-Freud, Collana Idee n.86, Città Nuova Editrice, Roma.
    Mancia, M. (1991). Sogno, memoria e ricostruzione. In. M.Bosinelli e P.C.Cicogna (a cura di), Sogni: figli d'un cervello ozioso, Bollati Boringhieri, Torino, pp.117-128.
    Mancia, M. (1991). Psicoanalisi e politica. In: L.Longhin, F.Mazzei Maisetti (a cura di), Psicoanalisi e potere, Laterza, Roma-Bari, pp.73-77.
    Mancia, M. (1991). Riflessioni teorico-cliniche in tema di narcisismo, Riv. Sper. Freniatr., CXV: 911-928.
    Mancia, M. (1993). Postfazione. In: G.Cardano (a cura di A.Grieco, M.Mancia), Sogni, Marsilio, Venezia.
    Mancia, M. (1993). Guarigione & Sogno. In: O.Galeazzi (a cura di), Healing. Storia e strategie del guarire, Olschki, Firenze, pp.23-33.
    Mancia, M. (1993). The absent father: his role in sexual deviations and in transference, Int. J. Psycho-anal., 74: 941-950.
    Mancia, M. (1993). Rêve et anthropologie, Géographie et Cultures, 7: 139-142.
    Mancia, M. (1993). Introduzione a: Marcelle Spira, Alle sorgenti dell’interpretazione, Borla, Roma.
    Mancia, M. (1994). Il contributo della Psicoanalisi alla Antropologia. Introduzione a: R.Money-Kyrle, Il significato del sacrificio, Bollati Boringhieri, Torino.
    Mancia, M. (1994). Dal feto al bambino, Famiglia Oggi, pp.27-37.
    Mancia, M. (1995). Una posibile lectura del “Proyecto de psicologia”, Revista de Psicoanalisis de la Asoc.Psic. de Madrid, 22: 9-19.
    Mancia, M. (1996). Le rêve et ses transformations pendant le processus analytique, Rev. Int. de Psychopathologie, 23: 583-604.
    Mancia, M. (1998). Dreams and Anthropology. Semiotic and Cognitive Studies. VI. Dreaming and Culture, pp.45-52.
    Mancia, M. (1999). Paleoneurology and the Origin of Man, Psychomedia, pp.12.
    Mancia, M. (1999). Oedipe et/ou Électre: réflexion sur le développement de l’identité de genre sexuel, Études Psychanalytiques, 1: 65-74.
    Mancia, M. (1999). Psychoanalysis and the Neurosciences: a Topical Debate on Dreams. Int. J. Psycho-anal., 80: 1205-1213.
    Mancia, M. (1999-2000). Sulle origini della coscienza e del Sé, Atque, 20-21: 87-106.
    Mancia, M., Longhin, L. (2000). Kant’s Philosophy and its Relationship with the Thought of Bion and Money-Kyrle, Int. J. Psycho-anal., 81: 1197-1211.
    Mancia, M. (2000). Il sogno: una finestra aperta sul transfert, Riv. Psicoanal., 2: 255-168.
    Mancia, M. (2000). Il dolore mentale. In: M.Tiengo (a cura di), Il dolore e la mente, Springer, Milano, pp.1-10.
    Mancia, M. (2000). Sulle molte dimensioni della memoria: neuroscienze e psicoanalisi a confronto, Psiche, 2: 181-192.
    Mancia, M. (2002). Wittgenstein’s Personality and his Relations with Freud’s Thought, Int. J. Psycho-anal., 83: 161-177.
    Mancia, M. (2002). Methodologische Unterschiede zwischen der neurowissenschaftlichen und der psychoanalytischen Traumforschung. In: P. Giampieri-Deutsch (Hrsg.), Psychoanalyse in Dialog der Wissenschaften. Band 1: Europäische Perspektiven, Kohlhammer, Stuttgart, pp.214-224.

    Tutti gli psichiatri del gulag sovietico erano accademici con grandi titoli. Come tutti gli intellettuali che sostenevano lo stalinismo (vedi il grandi latinista Concetto Marchesi, mandante dell'assassinio di Giovanni Gentile), o il nazionalsocialismo. B. Russel ha scritto che a proposito gli intellettuali e gli intelligenti si trovano spesso dalle parti opposte della barricata, e gli intellettuali da quella sbagliata.
    I critici degli psichiatri democratici sovietici erano spesso soltanto dei poveracci. Ciò nondimeno avevano ragione. Questo signore dovrebbe solo vergognarsi, titoli accademici o meno.

    Saluti liberali

    P.S = i nazisti di solito vantano i titoli accademici dei sostenitori del deliri negazionisti. Anche in questo gli estremi si toccano.

  5. #5
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    Originally posted by Pieffebi



    Tutti gli psichiatri del gulag sovietico erano accademici con grandi titoli. Come tutti gli intellettuali che sostenevano lo stalinismo (vedi il grandi latinista Concetto Marchesi, mandante dell'assassinio di Giovanni Gentile), o il nazionalsocialismo. B. Russel ha scritto che a proposito gli intellettuali e gli intelligenti si trovano spesso dalle parti opposte della barricata, e gli intellettuali da quella sbagliata.
    I critici degli psichiatri democratici sovietici erano spesso soltanto dei poveracci. Ciò nondimeno avevano ragione. Questo signore dovrebbe solo vergognarsi, titoli accademici o meno.

    Saluti liberali

    P.S = i nazisti di solito vantano i titoli accademici dei sostenitori del deliri negazionisti. Anche in questo gli estremi si toccano.
    Ruggero Guarini è stato per un bel pò un intellettuale "organico" al PCI e quindi non certo dalla parte degli intelligenti, almeno per Russell.
    Forse con il cambio di casacca da intellettuale è diventato intelligente ma è lecito dubitare che sia - in un certo senso... ancora - un intellettuale "organico" alla destra.
    Sicuramente non è un poveraccio (nel senso che intendi tu...naturalmente)

  6. #6
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    Anche nei gulag vi erano fior fiore di ingegneri Scemi gli ingegneri allora...

    Pfb si e' scelto un padrone pazzo

  7. #7
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    non si puo' certo dire che MAncia appartenga alla stessa scuola cui sono appertenuti Pieffebi' e Guarini...

    pero' il solo fatto che dei grandi leccaculi di berlusconi quali Baget Bozzo, che sbavava visibilmente ma piu' del uo solito, e Vittorio Feltri improvvisamente diventato verde per un repentino stravaso di bile...beh che dire..la scena era godibilissima...
    tantopiu' che, a fronte delle osservazioni del prof. Mancia , il cappell-ano della Casa si e' adombrato perche' l'esimio professore avrebbe di fatto rivelato cio' che a suo dire doveva restar nascosto, con cio' stesso ammettendo che, insomma, l'idea che il premier non sia una persona equilibrata , se la son fatta anche loro, i famigli.
    Antonio

  8. #8
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    Originally posted by tony
    non si puo' certo dire che MAncia appartenga alla stessa scuola cui sono appertenuti Pieffebi' e Guarini...

    pero' il solo fatto che dei grandi leccaculi di berlusconi quali Baget Bozzo, che sbavava visibilmente ma piu' del uo solito, e Vittorio Feltri improvvisamente diventato verde per un repentino stravaso di bile...beh che dire..la scena era godibilissima...
    tantopiu' che, a fronte delle osservazioni del prof. Mancia , il cappell-ano della Casa si e' adombrato perche' l'esimio professore avrebbe di fatto rivelato cio' che a suo dire doveva restar nascosto, con cio' stesso ammettendo che, insomma, l'idea che il premier non sia una persona equilibrata , se la son fatta anche loro, i famigli.
    non ho visto la trasmissione, ma se mi dici che c'erano il cardinale Innitzer e Goebbels a sentirsi dire che Hitler era un po' matto, mi sono perso qualcosa...

  9. #9
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    Predefinito i variegati interessi del nostro ragioniere...

    Confesso non sono eccessivamente meravigliato del fatto che il nostro esimio ragionier PierFrancesco abbia impostanto questo interessante 3d di argomento, diciamo così, 'neuropsichiatrico'...

    Considerata infatti la sua vasta esperienza e competenza in questi campi scientifici, cose di cui, per la sua nota modestia ed umiltà, evita di fare vanto, era il minimo che da lui ci si potesse aspettare...

    cordiali saluti a lui e a tutti!...


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  10. #10
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    Pierfrancesco ha fatto benissimo invece...
    Antonio

 

 
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