''La loro presenza sia garantita anche in sede parlamentare''
Immigrati, Fassino: ''Siano parte di classe dirigente politica''
Il leader dei Ds: ''Tutti i partiti, in vista delle prossime amministrative, si impegnino a candidare per i consigli comunali stranieri che abbiano anche la cittadinanza italiana''
Il segretario dei Ds,
Piero Fassino
(foto Infophoto)
Roma, 21 feb. (Adnkronos) - I cittadini stranieri siano parte della classe dirigente politica nazionale. E' la proposta che avanza il segretario dei Ds, Piero Fassino, sottolineando come la societa' italiana ''sara' sempre di piu' multietnica, multireligiosa, multiculturale. Occorrono quindi -aggiunge- politiche per l'immigrazione capaci di governare un processo che vedra' aumentare negli anni la presenza di stranieri nel nostro Paese''.
Secondo Fassino, che oggi ha concluso i lavori del convegno promosso dalla Quercia sulle politiche dell'immigrazione, occorre che tutti i partiti, in vista delle prossime amministrative, ''si impegnino a candidare per i consigli comunali stranieri che abbiano anche la cittadinanza italiana, per dare un segnale visibile dell'impegno per una politica dell'immigrazione seria e costruttiva''. La proposta della Quercia e' rivolta anche a sindaci e presidenti di Provincia, per istituire assessorati alle politiche per l'integrazione che siano diretti da cittadini ''che sono figli dell'esperienza dell'immigrazione extracomunitaria''.
Ma, secondo il leader dei Ds, occorre che la presenza di cittadini stranieri sia garantita anche ''in sede parlamentare'' per far si' che ''gli immigrati che vivono nel nostro Paese abbiano voce e rappresentanza. Un problema -ha detto tra l'altro Fassino- che i partiti si devono porre in vista delle elezioni europee e, successivamente, delle elezioni politiche''.
Il leader della Quercia ha rinnovato le critiche a maggioranza e governo per la gestione dell'immigrazione. ''La destra, quella piu' retriva, impersonata da Bossi, da una parte di An e da una parte di Forza Italia, vuole far credere che l'immigrazione e' figlia del lassismo politico del centrosinistra. Ma questo Paese, come il resto d'Europa, e' destinato a veder accrescere il suo ruolo di societa' multietnica, multireligiosa, multiculturale. Gia' oggi il 5% della popolazione italiana e' rappresentato da cittadini stranieri. Tra vent'anni questo numero potrebbe raggiungere quota 6 milioni 500 mila''.
Secondo Fassino, occorre cambiare rotta nelle politiche per l'immigrazione: ''Serve una migliore politica di integrazione, politiche di formazione, risorse, un piano triennale, trasferimenti aggiuntivi a Comuni e Regioni per le politiche dell'immigrazione, sportelli per cittadini stranieri che accompagnino il processo di accoglienza e integrazione, una gestione flessibile delle quote di ingresso, che non sia freddamente numerica e aritmetica come accade oggi''.
Fassino ritiene ''scandaloso che il nostro Paese spenda meno dello 0,20% del proprio bilancio per la cooperazione internazionale: occorre portare questa quota almeno all'interno della media degli altri Paesi della Ue, perche' un riequilibrio dello sviluppo tra nord e sud del mondo e' uno degli aspetti principali di una seria politica dell'immigrazione''. ''L'immigrazione -ha concluso Fassino- non e' un problema, ma rappresenta la soluzione per molti dei problemi del nostro Paese, soprattutto per quel che riguarda il merato del lavoro. L'immigrazione e' un tema cruciale sul quale i Ds hanno investito e continueranno ad investire''.
Ferdinando Regis




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