Il 20 novembre 1984 due uomini armati entrarono nello studio medico dove lavorava Santi Brouard, pediatra e dirigente del partito politico Herri Batasuna. Spararono sei colpi contro di lui, da cui derivò la sua morte immediata. Fin dal primo momento si ebbe la chiara impressione che chi aveva partecipato all'omicidio facesse parte delle Forze di Sicurezza dello Stato, ossia membri del GAL (Gruppi Antiterroristi di Liberazione).

L'investigazione e il processo di questo caso furono fortemente ostacolati da parte degli apparati dello stato per nascondere la verità e impedire di determinare l'implicazione di alte cariche governative del governo spagnolo del PSOE. Il giudice González Armengol, responsabile della causa, afferma riguardo le motivazioni giuridiche dell'atto del processo, che il crimine fu " ideato da parte della direzione della Sicurezza di Stato nella persona del suo massimo responsabile, finanziato da lui stesso, organizzato da persone a lui vicine e nascosto con ordini concreti e specifici per paralizzare le investigazioni intraprese dalla polizia".

Tuttavia, nonostante queste gravi contestazioni, l'amministrazione di giustizia fu totalmente inefficace a determinare le responsabilità e a fare luce su questo caso. Venti anni dopo avviene il processo all'Audiencia Provincial di Bizkaia contro i sospettai dell'assassinio di Santiago Brouard. E' necessario fare due considerazioni al riguardo: da un lato, l'evidente volontà di ritardare il processo, e dall'altro il fatto che era la giurisdizione ordinaria l'incaricata al processo (ossia l'Audiencia Provincial) e non l' Audiencia Nacional, come tribunale speciale per i casi di terrorismo. Quest'ultimo non è una questione insignificante nella misura di chi suppone privare la qualifica di terrorista all'azione del GAL e, quindi, del terrorismo di stato. In quasi 20 anni che sono trascorsi dal crimine, il "caso Brouard" è passato per le mani di 10 giudici ed è terminato con una sentenza definitiva, rettificata dal Tribunale Supremo, nel maggio del 1993. Due persone, mafiosi non legati a personaggi politici, sono stati condannati come autori materiali: Rafael López Ocaña, con 33 anni di carcere, e Juan José Rodríguez Díaz, alias "il Francese", con otto anni. Il caso è stato riaperto con l'arresto di José Luis Morcillo Pinillos per traffico di droga, 100.000 pastiglie di ecstasy. Viene considerato co-autore dell'omicidio e viene condannato a 31 anni di prigione. Tra quasi 5.000 fogli e più di otto anni di istruttoria, avviene adesso un processo, e appare anche la possibilità di poter condannare coloro che designarono l'omocidio.
Tuttavia, il processo sarà caratterizzato da contraddizioni nelle dichiarazioni, da accuse incoerenti, da prove poco consistenti, in modo che il caso prenda una piega secondo cui diventa impossibile stabilire i veri responsabili delle azioni.

Accusati dell'omicidio di Santiago Brouard:

Diversi responsabili della polizia e alte cariche del Ministero degli Interni del governo del PSOE vengono processati per diverse accuse in relazione a questo caso.

· José Luis Morcillo Pinillos, industriale granadino e Rafael López Ocaña, mafioso e delinquente abituale, sono gli autori materiali degli spari.

· Julián Sancristóbal, direttore generale della Sicurezza dello Stato, mandante e cooperatore nell'omicidio.

· José Amedo, Vicecommissario della Polizia Nazionale, mandante.

· Rafael Masa, tenente colonnello della Guardia Civil, cooperatore.

· Francisco Alvarez, capo del Mando Unico para la Lucha Antiterrorista; Jesús Martínez Torres, commissario generale dei servizi Informativi; Miguel Planchuelo, capo superiore della Polizia di Bilbao; e Michel Domínguez, della Polizia Nazionale, cooperatori.

· Durante il processo inoltre - per differenti dichiarazioni dei processati - appaiono le responsabilità del Segretario di Stato per la Sicurezza, Rafael Vera, e del Ministro degli Interni, José Barrionuevo, che parteciparono al processo unicamente come testimoni.

Decisione dell'Audencia del 25 di giugno

La Sección Primera dell' Audiencia Provincial di Vizcaya ha deciso di assolvere i tre principali accusati -José Luis Morcillo, José Amedo, y Rafael Masa- dell'omicidio del dirigente di HB Santiago Brouard per mancanza di prove determinanti.

Nella sentenza di 48 fogli il Tribunale considera che i fatti "non sono costitutivi delle infrazioni penali che vengono imputate ai tre accusati, poichè non gli sono imputabili illeciti tipici od altri simili che facciano sorgere responsabilità criminali". Nella sentenza il tribunale ha evidenziato che " i testimoni che avrebbero potuto avvalorare la versione dei fatti dell'accusa non hanno avuto la forza di convinzione necessaria".

L'avvocato della famiglia di Santi Brouard, Txema Montero, si è detto "molto frustrato perchè dopo 18 anni si è riusciti a condannare solo uno degli esecutori materiali e di chi ha messo le armi nelle mani degli autori". L'avvocato dell'accusa ha denunciato precisamente che " durante 18 anni, cis ono stati troppi ostacoli messi in atto dalla Polizia e dagli apparati dello Stato", e ha segnalato che " saranno gli storici a risolvere qiesto caso".

Il procuratore pubblico, nell'ultimo giorno di giudizio, ha constatato che le Forze di Sicurezza dello Stato erano implicate nell'attentato e che tutti i responsabili non sono andati sul banco degli imputati.

La figlia del dirigente di HB Santiago Brouard, assassinato a Bilbao il 20 novembre 1984, ha assicurato che la famiglia "è distrutta" dopo essere venuta a conoscenza della sentenza assolutoria. "Se ci sbarrano la strada giudiziaria, noi andiamo avanti, troveremo un'altra strada", ha annunciato. Come disse Edurne Brouard "la famiglia ha accolto con rassegnazione" lo sbaglio commesso dall'Audiencia de Vizcaya. La figlia di Santiago Brouard ha dichiarato, sia prima che cominciasse il processo sia durante il suo stesso sviluppo, che la famiglia non contava molto sul risultato di questo processo per l'assassinio del dirigente di HB e teneva maggiormente in considerazione il fatto che " i veri responsabili della morte non sono seduti sul banco degli imputati". Dopo aver conosciuto l'esito, Edurne Brouard non ha nascosto "l'amarezza" della famiglia, e il sentimento di impunità, visto che " in questo Stato il cammino della Giustizia ha dimostrato che non è in grado di offrire nessuna garanzia, qualcosa che continuiamo a ripetere da 19 anni, quando abbiamo segnalato che lo Stato non stava andando a giudicare se stesso, ma qualcosa che era successo e che era sotto gli occhi di tutti".

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