....arriveranno!
Tu conosce paese dofe fioriskono limoni, ja?
Rassegna dei giornali tedeschi di Germania sull’increscioso “caso Italia”. Nel frattempo che in Italia non c’è giornale che abbia mancato all’urgenza di farsi scrivere un editoriale da un qualsiasi tedesco per dire “Italia mia benché”, la Bild rivolge un invito ai suoi lettori: “Scrivete a Silfio Berluskoni”.
Sono arrivate duemila e-mail d’indignazione nell’arco di due ore. Quasi tutte reclamavano riparazione al torto subito: “Per ogni tedesco offeso, noi folere dieci veline con bel kuletto in cambio”. Impressionante la copertina. Una foto di Rimini affollata sotto il sole di agosto e dopo, una croce sopra. Titolo shock: “Masern Epidemie in Italien”. Trattasi di morbillo berlusconiano, un’epidemia sicuramente mortale per il turismo.
La decisione di Gerhard Schroeder di annullare il soggiorno a Pesaro ha fatto registrare ulteriori disdette di tedeschi viaggiatori presso camping, alberghi, pensioni e locande sparse in tutta la penisola.
Tu conosce paese dofe fioriskono limoni, ja?
Un editoriale della Frankfurter Allgemeine non lascia sperare tregua. Ci avventuriamo nella traduzione: “Per ogni turista tedesco che fa disdetta, dieci sottosegretari italiani devono essere disdetti”. Gli austriaci di Carinzia, ancora non emancipati all’europeismo, hanno mantenuto le loro prenotazioni a Chioggia. Abbandonate invece dai berlinesi le spiagge di Lido di Camajore, Forte dei Marmi, Milano Marittima e Lignano Sabbiadoro.
A Taormina il Wunderbar, e cioè il caffè della piazza principale, continua a chiamarsi Wunderbar mentre il locale corrispondente dello Spiegel, seduto ai tavoli, ha regolarmente inviato al suo giornale l’aggiornamento sui prezzi delle granite non necessariamente deberlusconizzate, anzi. Disdette tedesche ovunque, comunque. La regione Marche ha invocato lo stato di calamità, la notizia non è satirica ma veramente vera di totale verità. Diego Della Valle, infatti, teme una ritorsione calzaturiera del marchio Mephisto ai danni delle scarpe locali e, dopo le dichiarazioni di Stefano Stefani, il sottosegretario al Turismo del governo Berlusconi che aveva detto: “Li conosciamo bene i turisti tedeschi, sono quelli che fanno le gare di rutti”, è stata immediatamente lanciata in edicola una versione aggiornata della Guida dell’Espresso dove vengono adeguatamente segnalate le trattorie democratiche e gli hotel deberlusconizzati che aderiscono alla campagna “Berlusconi frei zone”.
Nuova la prefazione. E’ stata scritta da un noto gastronomo tedesco, si chiama Kurtz Maltese, è quello che ha coniato l’efficace slogan: “Turista fai da te?
Nein, nein, Berlusconi frei zone”. Anche i girotondi hanno accolto il suggerimento e non poche sono le rosticcerie della società civile che stanno facendo girare polli deberlusconizzati in solidarietà col popolo germanico volgarmente offeso da Berlusconi, da Stefani e un poco anche da Renato Schifani.
Rimini intanto, non manca di far notare la Zeit “sprofonda nella mucillagine delle disdette”. Dalle colline di Pennabilli – annota la Repubblica – “Tonino Guerra se la prende con la voce sgangherata che ha provocato la polemica”. Urge poesia.
Tu conosce paese dofe fioriskono limoni, ja?
La campagna “Berlusconi frei zone”, cui hanno aderito la Zeit e la Sueddeutsche Zeitung, rispettivamente con un fascicolo in allegato e un paginone, ha acceso una Totale Mobilmachung presso l’opinione pubblica teutonica come non se ne ricordava dalla caduta del Muro. Così si legge sulla Sueddeutsche (ci avventuriamo con la traduzione): “L’Italia civile e democratica insegue dappertutto i suoi turisti. I comuni del centro Italia, Anp e perfino l’Anpi, la sezione dei partigiani di Rimini, stanno facendo accurate perlustrazioni alla ricerca di tedeschi cui offrire pubblici riconoscimenti”.
Per ogni tedesco trovato, sono praticamente dieci piadine gratis.
Dal Foglio di oggi
saluti




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