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Discussione: No-global!

  1. #11
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    Una domanda per Claudio: secondo te in cosa differiscono allora la Cultura delle Nuove Sintesi e il Movimento dei movimenti?

    Saluti

  2. #12
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    Originally posted by Franzele
    Una domanda per Claudio: secondo te in cosa differiscono allora la Cultura delle Nuove Sintesi e il Movimento dei movimenti?

    Saluti
    In attesa di avere tempo per impostare un contributo sulla questione "diritti", rispondo alla tua interessante domanda.
    Le differenze ci sono, e credo non siano poche. D'altronde sarebbe assurdo volersi assomigliare. Il dialogo è fondamentale, ma questo non significa tralasciare dei punti fondamentali. Quindi:

    1) Le Nuove Sintesi credono sia necessario un approccio metapolitico che spesso al Movimento dei Movimenti manca. Non siamo così convinti che sia utile scendere in piazza ad ogni G8 come per un appuntamento stabilito con il Potere, prevedibile. Crediamo invece che una "Nuova Cultura" si costruisca attraverso l'informazione e la coerenza. Talvolta il Movimento dei Movimenti rischia di rimanere "inglobato" nel gioco massmediale, rischiando di non poterlo gestire e di essere uno strumento involontario della debordiana "società dello spettacolo". Ovvero: la tv parla della manifestazione No-Global, mentre si tralascia di dire di cosa si discute a Porto Alegre.

    2)Non ci piace l'immaginario residuale di certe frange No-Global: il sinistrismo di maniera, la retorica di certe magliette e certe bandiere. Personalmente credo anche che a certe frange manchi una vera riflessione sulla Nonviolenza capitiniana, mentre prevale la tendenza del martire e del vittimismo: sono ancora convinto che salutare il "compagno Carlo Giuliani" a pugno alzato sia un errore. Carlo Giuliani, come altri, è un compagno che ha sbagliato e bisogna avere il coraggio di dirlo. Si può avere pietà per lui, non ammirazione.
    Non mi stupisco che lo stato eserciti la violenza: purtroppo è la sua funzione, però trovo disdicevole che la usino i suoi oppositori, che devono invece dimostrare la sua tendenza all'oppressione (in questo caso, tuttavia, la riflessione è mia).

    3) Da anni ci opponiamo alla teoria lepeniana (e fallaciana) dell'"invasione islamica" per quanto riguarda i flussi immigratori. Crediamo che l'immigrazione vada riconosciuta come un problema, ma questo al di là del razzismo (teoria abominevole) e del complottismo. E' una forma di sradicamento, una sorta di etnocidio. In Occidente si risponde con il razzismo becero o con l'assimilazione, mentre la preservazione delle culture e l'amore per la diversità e il confronto richiederebbero delle forme di neocomunitarismo in contesti di cittadinanza. In ogni caso, la Cultura delle Nuove Sintesi (o Nuova Cultura) è pluralista e multiculturalista in senso ampio: la cultura si può anche scegliere, possibilmente però non in base al pensiero unico.
    Poi un accenno economico: anche Marx riconoscerebbe che l'affluso di manodopera attuale dal terzo al primo mondo è funzionale ai potentati industriali, di nuovo coerente con un'ambizione di "sviluppo esponenziale" che critichiamo fortemente.
    Da parte del Movimento dei Movimenti, in questo senso, non c'è nessuna riflessione, e si finisce per celebrare un universalismo (le "bocche anelanti" di Negri e Hardt) pericoloso per le sorti stesse del pianeta. Non si tiene conto che anelare troppo comporta il soddisfacimento di bisogni infiniti. Mentre l'Occidente stesso dovrebbe mettersi in discussione sulla propria concezione di "Qualità della vita".

    4) Qui mi riallaccio al punto 3: l'idea di base del Movimento dei Movimenti ha fatto solo in parte i conti con la postmodernità, continuando ad anelare un universalismo un po' comunisteggiante. E' invece necessario una critica alla globalizzazione in senso glocale deve tenere conto delle differenze, che non significa affatto discriminare, ma semplicemente accorgersi che esistono culture differenti, tutte importanti e da considerare proprio perché danno senso alla nostra.
    So di toccare un punto critico. Già immagino qualcuno che mi taccia di "differenzialismo" e quindi di "razzismo", come succede spesso a De Benoist, che in realtà ha dichiarato di trovare rivoltante il differenzialismo razzista di Le Pen. Difatti, proprio un discorso relativista alla Levì Strauss può servire a valutare le differenze ed accettarle anche quando non ci piacciono. Se si parte dichiarando dei valori assoluti e definitivi: l'utopia socialista, la fine della storia liberale ecc, di fatto si finisce per annullare le differenze e quindi una svariata possibilità di ricombinazioni.

    5) Non ci sentiamo "di sinistra" più di quanto ci sentiamo "di destra": a nostro avviso, nella postmodernità questa dicotomia è inservibile. Si possono vedere delle cose "da destra" o " da sinistra", poiché le problematiche sono diverse da quelle che hanno portato alla costruzione della dicotomia.

    6) C'è o non c'è, da parte del Movimento dei Movimenti, una riflessione sul mondo possibile, oppure ci si limita a "sentirlo"? Si pensa, ad esempio, ad una soluzione "neocumunitaria", ecologista al di là degli stereotipi, di riduzione dei consumi e di redifinizione degli "stili di vita"? Al Social Forum di Firenze, peraltro ben gestito, si è raccolta tanta di quella cartaccia e spazzatura abbandonata da lasciare perplessi chiunque creda davvero a parole come "comunità", "democrazia diretta", "partecipazione" ecc.

    7) Devo a questo punto accennare al discorso "diritti". Come ho detto, la Nuova Cultura è per il federalismo democratico e la partecipazione dal basso. Pensiamo tuttavia che la democrazia non sia un regalo da dare a piacere: se ci si batte per i diritti degli iracheni, sacrosanti, allora sono altrettanto importanti quelli dei tibetani, che hanno una loro cultura e una società che forse non può piacerci.
    Inoltre, un conto è "il diritto": che una persona sia imprigionata per le sue idee, torturata o messa a morte anche se si tratta di un criminale è abominevole. Che esista la polizia del pensiero è abominevole. Che la gente muoia di fame e di sete è abominevole. Che i bambini siano sfruttati dalle multinazionali è abominevole (anziche contribuire, anche culturalmente, a lasciare che si sviluppino società alternative). Però attualmente esiste quella che chiamo "perversione del diritto": l'estensione del diritto ha portato a svilirne il contenuto, per cui chiunque abbia finalità politiche può ricorrervi. C'è il "diritto alla carriera" per i dipendenti pubblici in nome dell'egualitarismo (non si è uguali: esistono delle pari opportunità, ma c'è chi ha più talento e chi meno), il "diritto all'orgasmo" ecc. Insomma, il diritto si è associato alla deriva individualista ego-emotivista, perdendo di senso.
    In nome del "diritto" si può arrivare a fare la guerra. Questa deriva è criticata dalla Cultura delle Nuove Sintesi, non certo il rispetto della persona.
    Ciao.

  3. #13
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    holyfire
    Le Nuove Sintesi credono sia necessario un approccio metapolitico che spesso al Movimento dei Movimenti manca. Non siamo così convinti che sia utile scendere in piazza ad ogni G8 come per un appuntamento stabilito con il Potere, prevedibile. Crediamo invece che una "Nuova Cultura" si costruisca attraverso l'informazione e la coerenza. Talvolta il Movimento dei Movimenti rischia di rimanere "inglobato" nel gioco massmediale, rischiando di non poterlo gestire e di essere uno strumento involontario della debordiana "società dello spettacolo". Ovvero: la tv parla della manifestazione No-Global, mentre si tralascia di dire di cosa si discute a Porto Alegre.
    Il Movimento si batte per questioni concrete, nn è un circolo culturale. Ci sono situazioni drammatiche nel mondo, che vanno cambiate il prima possibile, e le istituzione che contestiamo operano per la loro perpetuazione ed accentuazione. Il Movimento è formato in gran parte da studenti dal futuro incerto, da disoccupati, da lavoratori che si barcamenano nel mercato flessibile, da volontari solidali con gli emarginati ed i Paesi poveri. Il Movimento in quanto tale non si occupa di ideologia. Ciò non impedisce la presenza di persone e gruppi che in quanto tali hanno ideologie (diverse tra di loro) o addirittura un’ispirazione spirituale/religiosa. Pare anche a me che siamo diversi dalle Nuove Sintesi: voi nn siete (e per conto mio non sarete mai) un movimento di massa. Noi partiamo dai problemi concreti, voi dalla sovrastruttura.

    Nuove forme di manifestazione, separate dalle contestazioni dei vertici, devono aggiungersi (un bel esempio è “critical mass”, biciclettate per scopi sociali e pacifisti), non sostituire le attuali.
    Il non mettere in luce l’aspetto propositivo è una colpa dei principali mezzi di comunicazione, non del Movimento.
    holyfire
    Non ci piace l'immaginario residuale di certe frange No-Global: il sinistrismo di maniera, la retorica di certe magliette e certe bandiere. Personalmente credo anche che a certe frange manchi una vera riflessione sulla Nonviolenza capitiniana, mentre prevale la tendenza del martire e del vittimismo: sono ancora convinto che salutare il "compagno Carlo Giuliani" a pugno alzato sia un errore. Carlo Giuliani, come altri, è un compagno che ha sbagliato e bisogna avere il coraggio di dirlo. Si può avere pietà per lui, non ammirazione.
    Non mi stupisco che lo stato eserciti la violenza: purtroppo è la sua funzione, però trovo disdicevole che la usino i suoi oppositori, che devono invece dimostrare la sua tendenza all'oppressione (in questo caso, tuttavia, la riflessione è mia).
    Come certamente sai, non esiste un immaginario unico del Movimento. Ognuno (gruppo o individuo) ha il suo. Il Movimento è l’unione intorno a temi, contestazioni e proposte comuni. A volte si faranno iniziative comuni, altre volte distinte. L’importante è restare all’interno del manifesto dei Social Forum.

    L’allora portavoce del Genoa Social Forum, Agnolotto, dichiarò nei giorni immediatamente successivi che Giuliani stava commettendo un’azione sbagliata. Ma la violenza è stata cercata dai carabinieri stessi. Hanno caricato il corteo pacifico ed autorizzato con la scusa delle azioni vandaliche anarcoinsurrezionalisti. Carlo, rispondendo con la violenza, ha sbagliato. Come ha sbagliato il carabiniere che gli ha sparato in testa. Entrambi erano ragazzi suoi vent’anni che si sono ritrovati in una situazione difficilissima. Da quello che ho sentito i manifestanti che hanno assaltato i mezzi dei carabinieri avevano deciso nei giorni immediatamente precedenti di aderire alla manifestazione (sembrerebbe che Carlo pensasse di andare in spiaggia e il negoziante che brandiva la trave si sia deciso a partecipare facendo quattro chiacchere con Casarini, che era entrato nel suo negozio). Non erano cioè dei “militanti”. Le istituzioni dovrebbero punire chi ha dato l’ordine di caricare e gli eventuali mandanti di quel caos (perché nn ci vuole molto a capire che se si carica violentemente ed indiscriminatamente in un clima di tensione c’è chi risponde alla violenza con la violenza…).

    holyfire

    Crediamo che l'immigrazione vada riconosciuta come un problema, ma questo al di là del razzismo (teoria abominevole) e del complottismo. E' una forma di sradicamento, una sorta di etnocidio. In Occidente si risponde con il razzismo becero o con l'assimilazione, mentre la preservazione delle culture e l'amore per la diversità e il confronto richiederebbero delle forme di neocomunitarismo in contesti di cittadinanza. In ogni caso, la Cultura delle Nuove Sintesi (o Nuova Cultura) è pluralista e multiculturalista in senso ampio: la cultura si può anche scegliere, possibilmente però non in base al pensiero unico.
    Poi un accenno economico: anche Marx riconoscerebbe che l'affluso di manodopera attuale dal terzo al primo mondo è funzionale ai potentati industriali, di nuovo coerente con un'ambizione di "sviluppo esponenziale" che critichiamo fortemente.
    Da parte del Movimento dei Movimenti, in questo senso, non c'è nessuna riflessione, e si finisce per celebrare un universalismo (le "bocche anelanti" di Negri e Hardt) pericoloso per le sorti stesse del pianeta. Non si tiene conto che anelare troppo comporta il soddisfacimento di bisogni infiniti. Mentre l'Occidente stesso dovrebbe mettersi in discussione sulla propria concezione di "Qualità della vita".
    Certamente l’immigrazione è legata a dei problemi. Per primi quelli che hanno spinto a migrare. Se stessero bene nei loro Paesi vi resterebbero. E’ vero che l’immigrazione favorisce gli imprenditori che possono sfruttare manodopera disposta a tutto pur di tirare a campare. Ma è anche vero che se restano nei loro Paesi vengono sfruttati dalle multinazionali che trasferiscono lì le loro attività produttive. Inoltre è vero che gente disperata è disposta a delinquere. La risposta + efficace, per conto mio, resta la lotta alla povertà. Di certo non la discriminazione.
    E’ positivo se le culture si incontrano e si contaminano. Non è detto che le culture di domani debbano essere la continuazione di quelle di oggi. Ricordare il passato è importante, perché ci rende consapevoli; perpetuarlo no, perché ci rende schiavi.

    Degli etnicidi (naturalmente intendo dire di quelli che non sono legati a morti fisiche individuali) nn mi interesso, né è una questione che rientra nell’agenda del Movimento.

    Per quanto riguarda il punto di vista del Movimento sullo sviluppo di faccio presente che sono stati definiti dei nuovi indici, sostitutivi del Pil, caro a banchieri e potenti vari. I nuovi indici tengono conto della qualità della vita (scuola, salute, nutrizione, ambiente) in rapporto al consumo di risorse naturali.

    holyfire
    Se si parte dichiarando dei valori assoluti e definitivi: l'utopia socialista, la fine della storia liberale ecc, di fatto si finisce per annullare le differenze e quindi una svariata possibilità di ricombinazioni.
    Ripeto che il Movimento è eterogeneo. Non tutti sono socialisti e si attacca il liberismo, di certo nn i diritti civili e politici liberali.

    holyfire
    Non ci sentiamo "di sinistra" più di quanto ci sentiamo "di destra": a nostro avviso, nella postmodernità questa dicotomia è inservibile. Si possono vedere delle cose "da destra" o " da sinistra", poiché le problematiche sono diverse da quelle che hanno portato alla costruzione della dicotomia.
    Il Movimento non si chiude a priori a chi si definisce “di destra”. Ma è + facile che si riconosca nelle battaglie concrete del Movimento chi ha idee di cambiamento, di democrazia, di solidarietà tra i popoli, di giustizia sociale; cioè idee di sinistra.

    holyfire
    C'è o non c'è, da parte del Movimento dei Movimenti, una riflessione sul mondo possibile, oppure ci si limita a "sentirlo"? Si pensa, ad esempio, ad una soluzione "neocumunitaria", ecologista al di là degli stereotipi, di riduzione dei consumi e di redifinizione degli "stili di vita"? Al Social Forum di Firenze, peraltro ben gestito, si è raccolta tanta di quella cartaccia e spazzatura abbandonata da lasciare perplessi chiunque creda davvero a parole come "comunità", "democrazia diretta", "partecipazione" ecc.
    Sui contenuti del “mondo diverso” in effetti c’è molto da discutere. Sarà più facile quando ci sarà la democrazia partecipativa: assemblee popolari che concorrono, insieme alle assemblee rappresentative, alle decisioni.

    Per quanto riguarda la coerenza hai ragione: ognuno deve cominciare ad adattare il suo stile di vita ai cambiamenti che vogliamo, altrimenti è meglio lasciar perdere. Su questo tasto bisogna insistere di + anche nei nostri incontri: noi cosa possiamo fare nel nostro piccolo?
    holyfire
    Devo a questo punto accennare al discorso "diritti". Come ho detto, la Nuova Cultura è per il federalismo democratico e la partecipazione dal basso. Pensiamo tuttavia che la democrazia non sia un regalo da dare a piacere: se ci si batte per i diritti degli iracheni, sacrosanti, allora sono altrettanto importanti quelli dei tibetani, che hanno una loro cultura e una società che forse non può piacerci.
    Inoltre, un conto è "il diritto": che una persona sia imprigionata per le sue idee, torturata o messa a morte anche se si tratta di un criminale è abominevole. Che esista la polizia del pensiero è abominevole. Che la gente muoia di fame e di sete è abominevole. Che i bambini siano sfruttati dalle multinazionali è abominevole (anziche contribuire, anche culturalmente, a lasciare che si sviluppino società alternative). Però attualmente esiste quella che chiamo "perversione del diritto": l'estensione del diritto ha portato a svilirne il contenuto, per cui chiunque abbia finalità politiche può ricorrervi. C'è il "diritto alla carriera" per i dipendenti pubblici in nome dell'egualitarismo (non si è uguali: esistono delle pari opportunità, ma c'è chi ha più talento e chi meno), il "diritto all'orgasmo" ecc. Insomma, il diritto si è associato alla deriva individualista ego-emotivista, perdendo di senso.
    In nome del "diritto" si può arrivare a fare la guerra. Questa deriva è criticata dalla Cultura delle Nuove Sintesi, non certo il rispetto della persona.
    Sinceramente, caro Claudio, questo punto nn mi è chiaro: l’approfondimento sarebbe proprio benvenuto.

    Saluti
    Franzele

  4. #14
    Hanno assassinato Calipari
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    Quando vedro' qualcuno andare a imparare in chapas o fermare l'oleodotto in equador, allora gli daro' un minimo di credito.

    La teoria non e' nulla se non viene coniugata con la pratica.

  5. #15
    vicepres Destra cricetale
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    Originally posted by yurj
    Quando vedro' qualcuno andare a imparare in chapas o fermare l'oleodotto in equador, allora gli daro' un minimo di credito.

    La teoria non e' nulla se non viene coniugata con la pratica.

    ma tu ci sei stato?

  6. #16
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    Originally posted by holyfire
    In attesa di avere tempo per impostare un contributo sulla questione "diritti", rispondo alla tua interessante domanda.
    Le differenze ci sono, e credo non siano poche. D'altronde sarebbe assurdo volersi assomigliare. Il dialogo è fondamentale, ma questo non significa tralasciare dei punti fondamentali. Quindi:

    1) Le Nuove Sintesi credono sia necessario un approccio metapolitico che spesso al Movimento dei Movimenti manca. Non siamo così convinti che sia utile scendere in piazza ad ogni G8 come per un appuntamento stabilito con il Potere, prevedibile. Crediamo invece che una "Nuova Cultura" si costruisca attraverso l'informazione e la coerenza. Talvolta il Movimento dei Movimenti rischia di rimanere "inglobato" nel gioco massmediale, rischiando di non poterlo gestire e di essere uno strumento involontario della debordiana "società dello spettacolo". Ovvero: la tv parla della manifestazione No-Global, mentre si tralascia di dire di cosa si discute a Porto Alegre.

    2)Non ci piace l'immaginario residuale di certe frange No-Global: il sinistrismo di maniera, la retorica di certe magliette e certe bandiere. Personalmente credo anche che a certe frange manchi una vera riflessione sulla Nonviolenza capitiniana, mentre prevale la tendenza del martire e del vittimismo: sono ancora convinto che salutare il "compagno Carlo Giuliani" a pugno alzato sia un errore. Carlo Giuliani, come altri, è un compagno che ha sbagliato e bisogna avere il coraggio di dirlo. Si può avere pietà per lui, non ammirazione.
    Non mi stupisco che lo stato eserciti la violenza: purtroppo è la sua funzione, però trovo disdicevole che la usino i suoi oppositori, che devono invece dimostrare la sua tendenza all'oppressione (in questo caso, tuttavia, la riflessione è mia).

    3) Da anni ci opponiamo alla teoria lepeniana (e fallaciana) dell'"invasione islamica" per quanto riguarda i flussi immigratori. Crediamo che l'immigrazione vada riconosciuta come un problema, ma questo al di là del razzismo (teoria abominevole) e del complottismo. E' una forma di sradicamento, una sorta di etnocidio. In Occidente si risponde con il razzismo becero o con l'assimilazione, mentre la preservazione delle culture e l'amore per la diversità e il confronto richiederebbero delle forme di neocomunitarismo in contesti di cittadinanza. In ogni caso, la Cultura delle Nuove Sintesi (o Nuova Cultura) è pluralista e multiculturalista in senso ampio: la cultura si può anche scegliere, possibilmente però non in base al pensiero unico.
    Poi un accenno economico: anche Marx riconoscerebbe che l'affluso di manodopera attuale dal terzo al primo mondo è funzionale ai potentati industriali, di nuovo coerente con un'ambizione di "sviluppo esponenziale" che critichiamo fortemente.
    Da parte del Movimento dei Movimenti, in questo senso, non c'è nessuna riflessione, e si finisce per celebrare un universalismo (le "bocche anelanti" di Negri e Hardt) pericoloso per le sorti stesse del pianeta. Non si tiene conto che anelare troppo comporta il soddisfacimento di bisogni infiniti. Mentre l'Occidente stesso dovrebbe mettersi in discussione sulla propria concezione di "Qualità della vita".

    4) Qui mi riallaccio al punto 3: l'idea di base del Movimento dei Movimenti ha fatto solo in parte i conti con la postmodernità, continuando ad anelare un universalismo un po' comunisteggiante. E' invece necessario una critica alla globalizzazione in senso glocale deve tenere conto delle differenze, che non significa affatto discriminare, ma semplicemente accorgersi che esistono culture differenti, tutte importanti e da considerare proprio perché danno senso alla nostra.
    So di toccare un punto critico. Già immagino qualcuno che mi taccia di "differenzialismo" e quindi di "razzismo", come succede spesso a De Benoist, che in realtà ha dichiarato di trovare rivoltante il differenzialismo razzista di Le Pen. Difatti, proprio un discorso relativista alla Levì Strauss può servire a valutare le differenze ed accettarle anche quando non ci piacciono. Se si parte dichiarando dei valori assoluti e definitivi: l'utopia socialista, la fine della storia liberale ecc, di fatto si finisce per annullare le differenze e quindi una svariata possibilità di ricombinazioni.

    5) Non ci sentiamo "di sinistra" più di quanto ci sentiamo "di destra": a nostro avviso, nella postmodernità questa dicotomia è inservibile. Si possono vedere delle cose "da destra" o " da sinistra", poiché le problematiche sono diverse da quelle che hanno portato alla costruzione della dicotomia.

    6) C'è o non c'è, da parte del Movimento dei Movimenti, una riflessione sul mondo possibile, oppure ci si limita a "sentirlo"? Si pensa, ad esempio, ad una soluzione "neocumunitaria", ecologista al di là degli stereotipi, di riduzione dei consumi e di redifinizione degli "stili di vita"? Al Social Forum di Firenze, peraltro ben gestito, si è raccolta tanta di quella cartaccia e spazzatura abbandonata da lasciare perplessi chiunque creda davvero a parole come "comunità", "democrazia diretta", "partecipazione" ecc.

    7) Devo a questo punto accennare al discorso "diritti". Come ho detto, la Nuova Cultura è per il federalismo democratico e la partecipazione dal basso. Pensiamo tuttavia che la democrazia non sia un regalo da dare a piacere: se ci si batte per i diritti degli iracheni, sacrosanti, allora sono altrettanto importanti quelli dei tibetani, che hanno una loro cultura e una società che forse non può piacerci.
    Inoltre, un conto è "il diritto": che una persona sia imprigionata per le sue idee, torturata o messa a morte anche se si tratta di un criminale è abominevole. Che esista la polizia del pensiero è abominevole. Che la gente muoia di fame e di sete è abominevole. Che i bambini siano sfruttati dalle multinazionali è abominevole (anziche contribuire, anche culturalmente, a lasciare che si sviluppino società alternative). Però attualmente esiste quella che chiamo "perversione del diritto": l'estensione del diritto ha portato a svilirne il contenuto, per cui chiunque abbia finalità politiche può ricorrervi. C'è il "diritto alla carriera" per i dipendenti pubblici in nome dell'egualitarismo (non si è uguali: esistono delle pari opportunità, ma c'è chi ha più talento e chi meno), il "diritto all'orgasmo" ecc. Insomma, il diritto si è associato alla deriva individualista ego-emotivista, perdendo di senso.
    In nome del "diritto" si può arrivare a fare la guerra. Questa deriva è criticata dalla Cultura delle Nuove Sintesi, non certo il rispetto della persona.
    Ciao.
    Complimenti a te Claudio! (è così che ti chiami giusto?)
    Mi interesserebbe approfondire la conoscenza di questa cultura delle nuove sintesi... mi sapresti dare qualche dritta?

    Inoltre mi sfugge il carattere "destroso" di questo movimento...

    Perchè viene inserito nella destra?

  7. #17
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    Ciao Banditore:
    sì, mi chiamo Claudio Ughetto e sono uscito da POL da un po'. Comunque sono ben felice di rispondere su questo forum che ritengo particolarmente interessante.

    Come ho detto, leNuove Sintesi sono piuttosto vaste. Se vogliamo delimitarle all'ambito di quella che un tempo si chiamava "Nuova Destra", allora i riferimenti sono Marco Tarchi ed Alain De Benoist. Entrambi, pur avendo militato nella destra da ragazzi, ne sono usciti una ventina d'anni fa perché non si riconoscevano nel tardosepolcrismo e nei miti incapacitanti della destra e del neofascismo. Da allora, il percorso è stato sempre oltre la dicotomia per l'espressione di idee che sono più recepibili a sinistra che a destra.
    I maggiori organi di espressione, in Italia, sono:

    "Diorama Letterario", il mensile diretto da Marco Tarchi sul quale scrivo anch'io
    "TRASGRESSIONI", periodico di analisi politica piuttosto specialistico

    Per saperne di più: www.diorama.it

    De Benoist si esprime, in Francia, attraverso "Elements" e "Nouvelle Ecole", periodici curatissimi e innovativi.

    Il più recente libro di De Benoist "Le sfide della postmodernità" (edizioni Arianna), è un efficace compendio filosofico su democrazia, ecologismo, federalismo, critica al razzismo ecc.
    Te lo consiglio vivamente.

    ti segnalo anche il sito di Eduardo Zarelli: www.ariannaeditrice.it , nel quale puoi trovare dei libri interessantissmi

    e anche il sito: www.pendolo.org , nel quale scrivo con un gruppo di ragazzi vicini alle Nuove Sintesi

    Sull'equivoco della classificazione a destra mi sono già spiegato in parte. In Italia Tarchi era un giovane dirigente missino, rivale di Fini, ma fu espulso, insieme ad alcuni suoi amici, dal MSI per le sue idee eretiche. Ora Tarchi insegna politologia a Firenze, èun raffinato intellettuale che detesta la destra ed è ricambiato ma per molti è più facile classificarlo "di destra", perché non si ammette che un pensiero possa evolversi, o che magari fosse al posto sbagliato prima.
    Per inciso, Tarchi non appoggia An e detesta Berlusconi. Della destra radicale e similari ha solo disprezzo. Si è riconosciuto per un po' nei verdi, prima che smettessero d'essere un movimento per diventare un partito.
    Ciao


    Originally posted by Banditore
    Complimenti a te Claudio! (è così che ti chiami giusto?)
    Mi interesserebbe approfondire la conoscenza di questa cultura delle nuove sintesi... mi sapresti dare qualche dritta?

    Inoltre mi sfugge il carattere "destroso" di questo movimento...

    Perchè viene inserito nella destra?

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    Grazie mille!


 

 
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    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 17-10-04, 15:04
  4. Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 23-01-03, 13:21
  5. Global or not to global? Ma siamo davvero sicuri che è questo il problema?
    Di Studentelibero nel forum Liberalismo e Libertarismo
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 07-09-02, 16:15

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