Cos'è la Fondazione Nuova Italia
Il mito della costruzione di una "nuova Italia" ha sempre percorso la storia della nostra Nazione. Dalla prefigurazione poetica di Dante Alighieri ai padri del Risorgimento, dai giovanissimi ufficiali che andarono a tenere la prima linea sul Piave e sul Grappa fino a tutti coloro che in buona fede si sono immolati alle grandi "narrazioni ideologiche" del Novecento. La nuova Italia era l'aspirazione più nobile dei Costituenti del dopoguerra, ed è stato il sogno che ha animato la nascita della seconda Repubblica. È stata l'appello retorico o la sincera aspirazione di ogni leader politico e di ogni uomo di cultura che, nel corso degli anni, ha cercato di lanciare un messaggio di solidarietà e di rinascita oltre gli odi di parte e il tatticismo di potere.
È il sogno di tutti noi italiani, stretti da sempre tra la contemplazione di una storia millenaria, di una cultura ricchissima, di una patria stupenda, e la constatazione, a volte tragica a volte comica, che tutto questo viene schiacciato dalle miserie e dal perenne affanno delle nostre istituzioni statuali e civili.
Negli anni '90 ci siamo illusi che la fine del bipolarismo planetario aprisse una stagione di pacificazione e di mutui riconoscimenti - politici, culturali e sociali - nel segno del bene comune, anche per entrare nell'Unione europea a testa alta, non da ultimi della classe. Con il fragoroso crollo della prima Repubblica, poi, abbiamo sperato di gettarci dietro le spalle la vecchia Italia dei furbi e degli opportunisti, della politica politicante, dello statalismo arrogante quanto impotente, della fuga dalla storia e delle eterne brutte figure in Europa e nel mondo.
Invece, di fronte alle contemporanee difficoltà progettuali del governo e dell'opposizione, al peso infinito dei debiti economici e delle burocrazie in disfacimento, alla rissa politica elevata a sistema, i critici frettolosi e gli amanti dell'autoflagellazione hanno già decretato la fine di questa ennesima speranza.
Noi non ci stiamo: siamo convinti che ci sia ancora tempo, spazio e volontà progettuale per far nascere la Nuova Italia. Siamo convinti che il vero problema sia quello di far affluire alla prima linea della politica, dei media, della competitività economica, della dialettica sociale, continui e massicci rifornimenti di idee nuove, di progetti concreti, di modelli verificabili. Non bastano i principi generali, tantomeno gli slogan. Non si può vivere di improvvisazione e di routine amministrativa, né fuggire la complessità del reale.
Non solo: dato che le idee camminano sulle gambe degli uomini, c'è anche bisogno di persone che siano in grado di interpretarle e diffonderle; persone solide e preparate, abituate a lavorare in squadra senza individualismi, e animate da un profondo spirito partecipativo.
Ecco perché si ripropone l'idea di costruire una fondazione. La fondazione “Nuova Italia".
Non è certamente la prima struttura di questo genere, né tantomeno sarà l'ultima, ma non è di questo che ci preoccupiamo. Anzi: più aumenta il numero delle fondazioni veramente operative, più si fa forte l'intreccio che deve legare elaborazione culturale, società civile e partecipazione politica.
Tre sono le caratteristiche fondanti che vogliamo dare a questo progetto.
La prima è il riferimento ai valori comunitari, sociali e popolari, ai principi della democrazia partecipativa e della dignità della persona, che animano il modello dell'economia sociale di mercato, e il richiamo politico all'identità nazionale ed europea: punti fermi chiari, ma vissuti non come motivo di chiusura al confronto politico e alla contaminazione culturale ma come base di partenza per successive integrazioni ed inedite alleanze. La Nuova Italia nasce se ci si abitua a farsi carico anche delle ragioni degli altri, a non chiudersi in ghetti ideologici o in clan di potere.
La seconda è la scelta di essere una "fondazione di partecipazione", senza pretese elitarie ma con la volontà di aggregare e far lavorare chiunque abbia un contributo da dare. Il nostro patrimonio non partirà da pochi "splendidi donatori", ma da mille sottoscrittori disposti a versare un modesto contributo. Non un pugno di imprenditori e professori, ma un piccolo grande esercito di cittadini che vogliono crescere insieme alla nostra Fondazione.
La terza caratteristica è l'intreccio tra elaborazione culturale ed intervento sociale. Da un lato un Centro studi strutturato in settori specializzati nel diversi campi disciplinari della politica, dell'economia e delle scienze sociali. Un Centro studi in grado di produrre elaborazioni di alto livello tecnico e scientifico, un costruttivo e costante dialogo con altri centri di cultura nazionali ed internazionali, la formazione continua di persone capaci di essere classe dirigente nei diversi contesti sociali, imprenditoriali e politici. Dall'altro lato la capacità di promuovere e sostenere tutte quelle associazioni, imprese ed organizzazioni che operano nella società civile creando partecipazione e solidarietà. L'obiettivo è quello di alimentare una rete associativa fondata sui valori comunitari e capace di produrre risposte concrete ai diversi bisogni del nostro popolo. Non faremo filantropia: siamo veramente convinti che la nuova solidarietà sociale si fonda sulla sussidiarietà, sulla partecipazione e sulla reciprocità del dono.
Siamo certi che, anche con il tuo aiuto e con il tuo impegno, Nuova Italia potrà divenire in poco tempo una grande intrapresa comune.
I SOCI FONDATORI




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