La banda altoatesina non vuole suonare Fratelli d’Italia
È successo a Predazzo, in Val di Fiemme. I musicisti hanno rifiutato di eseguire l’inno di Mameli. Reazioni sdegnate delle autorità presenti e degli spettatori.
MILANO – “Nemmeno la Wehrmacht nel ’44 era arrivata a tanto. I tedeschi l’inno d’Italia lo suonarono!”. È uno dei commenti a margine dell’increscioso episodio accaduto ieri a Predazzo, in provincia di Trento, durante il Concertone unitario delle sei bande della Magnifica Comunità di Fiemme. Il quotidiano L’Adige riferisce che nel corso della giornata conclusiva della 57° edizione della manifestazione, che dura tre giorni e vede le sei bande esibirsi singolarmente, il gruppo bandistico di Trodena si è rifiutato di eseguire Fratelli d’Italia.
Lo sconcerto e le proteste sono subito esplose da parte del maestro che dirigeva la banda, mentre si sono levati i fischi di parte del pubblico. Lo Scario, la massima carica della Magnifica Comunità di Fiemme, patrocinatrice della manifestazione, Elvio Partel ha subito annunciato una riunione del Consiglio dei Regolani, l’organo rappresentativo dell’intera comunità, per decidere “una dura presa di posizione” nei confronti dei suonatori “ribelli”. Più morbido nelle reazioni il sindaco di Trodena, Edmund Lanziner, che prende le distanze dall’episodio e condanna l’accaduto, ma poi precisa che si è trattata di un’iniziativa presa da alcuni musicisti, non è stata una decisione dell’intera banda.
(14 LUGLIO 2003; ORE 18.00)
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Che peccato che i ministri leghisti, che la dirigenza leghista e che gli amministratori leghisti non possano esprimere quelle posizioni di libertà tanto care al movimento di cui andavo fiero di militare......... Se non ci fossero questi semplici cittadini a ricordarci chi siamo e chi ci governa.........Manca terribilmente questa voce oggi! E' un vero peccato.




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