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Grandi opere, 91 cantieri previsti nella manovra
Gli investimenti saranno per 32 miliardi. Il Dpef a Palazzo Madama: il Ministro Tremonti è ascoltato dalle Commissioni Bilancio delle due Camere. Il ministro: riforme con la massima coesione sociale.
ROMA - La manovra porterà all'apertura di 91 cantieri per eseguire grandi opere, pari a un investimento di 32 miliardi di lire. Ed è oggi il giorno in cui il Dpef , il Documento di programmazione economico-finanziaria, debutta a Palazzo Madama: Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, è ascoltato dalle Commissioni Bilancio delle due Camere. Inoltre, vi è attesa per la consegna da parte del Governo del rapporto del Fondo monetario internazionale, che oggi dovrebbe arrivare nelle mani del Governatore Fazio.
"La prossima manovra finanziaria si baserà su interventi strutturali, ma sarà portata avanti con il massimo grado di coesione sociale" - ha affermato il ministro nel corso dell'audizione. Per poi aggiungere: vi sono due azioni per la crescita: "Una dall'esterno, europea, e una interna che presuppone riforme strutturali che dobbiamo definire con il massimo grado di visione e di coesione sociale". Inoltre, il ministro ha sottolineato di aver domandato "durante la discussione di presentazione del Documento di programmazione, la fine di un certo grado di egoismo per cui tutti impostano la finanziaria degli altri, e la ricerca di un grado di consenso maggiore possibile sulle riforme strutturali. Su questa base sarà possibile creare le condizioni per finanziare la competizione e la crescita".
Il ministro ha affrontato più temi, insistendo sul punto che l'Italia non è un paese in declino e che non vi è alcun interesse a uscire dal patto di stabilità. Sul primo punto ha dichiarato: "Il concetto di declino presuppone fenomeni complessi che si sviluppano non in 3 o 4 anni ma nel corso di decenni, ma tuttavia l'Italia risente certamente di difficoltà legati anche a fattori demografici". "Le statistiche italiane non rappresentano il valore totale del'economia italiana", ha sottolineato subito dopo e ha evidenziato i problemi di competitività con i paesi emergenti come la Cina o l'est europeo. Breve il discorso sul patto di stabilità, entrambi avvenuti davanti alle Commissioni Bilancio riunite: "Pacta sunt servanda - ha dichiarato - non è interesse dell'Italia uscire da questo modello".
Per quanto riguarda, invece, le grandi opere e l'apertura di cantieri, dovrebbero essere realizzati nel triennio 2004-2007, con investimenti maggiori nel -Sud Italia. Prevista, anche, la quota-parte del quadruplicamento veloce della linea ferroviaria Salerno-Reggio Calabria.
Tra le opere previste per il Nord Ovest, con un investimento monetario pari a 7 miliardi di euro, l'Alta velocità Milano-Verona, il nodo di Milano e la Milano Genova, la metropolitana di Monza, il Frejus ferroviario, l'accessibilità stradale della Fiera di Milano e dell'aereoporto di Malpensa.
Nel Nord-Est invece, l'investimento previsto è di 6.156 milioni di euro. Tra le infrastrutture, il Mose, il passante di Mestre, l'Alta velocità Padova-Verona. Nel Centro, invece, si realizzeranno infrastrutture più in Lazio e Umbria, per le maggiori necessità di sviluppo, che nella Toscana o nelle Marche. Tra le opere, la nuova linea di metropolitana a Roma, così come l'asse autostradale Cecina-Civitavecchia. L'investimento economico sarà pari a 6. 970 milioni.
Infine, il Sud Italia, dove gli investimenti saranno maggiori: gli schemi idrici, la metropolitana di Napoli, e gli assi autostradali su Messina, Palermo, Catania.
(22 LUGLIO 2003, ORE 70 - ultimo aggiornamento ore 9:40)




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