Per motivi di salute non son potuto andare ma qualcuno di voi è stato a Predappio oggi?
C'era gente?
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Per motivi di salute non son potuto andare ma qualcuno di voi è stato a Predappio oggi?
C'era gente?
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Il sindaco spegne gli ardori
dei fedelissimi del Duce
PREDAPPIO (Forlì) — Sono arrivati da Viterbo, Firenze, Perugia, una coppia persino da Houston, per festeggiare l'anniversario numero 120 della nascita di Benito Mussolini. Ore 11: appuntamento al cimitero di San Cassiano, Predappio, per la messa celebrata da padre Tam. Erano in trecento, ieri mattina, ad ascoltare l'omelia del sacerdote lefevbriano, originario di Sondrio, che da due anni a questa parte anima le celebrazioni. Ma sarebbero stati molti di più, se il caldo e l'ordinanza del sindaco di Predappio, che dal 2002 vieta di celebrare le funzioni sulla tomba del duce, non avessero fermato i simpatizzanti che ogni anno raggiungono il Comune romagnolo.
Eppure, nonostante il provvedimento del primo cittadino Ivo Marcelli, la funzione si è svolta come da scaletta. «La mia posizione è chiara — ribadisce il sindaco Marcelli —: le messe si fanno in chiesa e i comizi nelle piazze. Ed è chiara anche l'ordinanza che ho firmato nell'ottobre dello scorso anno: divieto assoluto di organizzare riunioni o assemblee sul suolo pubblico senza autorizzazioni, tanto più all'interno dei luoghi di culto come il cimitero». Ma tant'è. La messa c'è stata. E ancora una volta padre Tam ha scandito quelle parole che poi avrebbe ripetuto anche nella funzione pomeridiana, all'interno del parco di Villa Carpena, davanti a un uditorio di giovani: «Dio, patria e famiglia: questi sono i principi che ci salveranno dal relativismo moderno». Ed è a Villa Carpena che, sotto il solleone del pomeriggio, si trasferisce la folla. Sono curiosi, famiglie in vacanza, appassionati di storia e simpatizzanti: tutti accolti e registrati all'entrata da una volontaria arrivata per l'occasione da Verona. Qui c'è la casa che fu di Donna Rachele e nella quale la moglie di Mussolini visse fino alla morte.
Qui c'è il Museo che Domenico Morosini ha acquistato nel '99 e inaugurato nel 2001, aprendolo ai visitatori: quindici stanze in cui campeggiano quadri, busti e fotografie del duce in bicicletta. Ma anche i suoi sci e il suo telegrafo. Tutt'intorno, in un parco di oltre 10 mila metri quadri, dove Morosini vorrebbe creare un centro studi sul Ventennio, sono stati sistemati gli aratri usati per la battaglia del grano: anno 1927. Qui il tempo sembra essersi fermato. Ma oggi si ricomincia: le celebrazioni proseguiranno per tutta la giornata, fino a domani sera.
Non dovrebbe andare piu nessuno per qualche anno, almeno voglio vedere che fine fanno tutti i vari negozi bar e ristoranti


Io quando vado a predappio mi rifornisco da un solo negozio...indovinate?
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