Tosca scrive:
"Sono fortunata.
A 38 anni ho perso solo i nonni, come e’ nello stato naturale delle cose, e una zia alla quale volevo un bene dell’anima, perdita, quest’ultima, che inizio’ a farmi litigare di brutto con Nostro Signore.
Allo stato attuale delle cose, i miei genitori zompettano ancora allegramente in giro per l’Italia e per il mondo; un po’ con la scusa del lavoro di mio padre, un po’ con la scusa delle mille attivita’ di quella trottola di mia madre, un po’ con la scusa di andare a trovare le mie sorelle che vivono a 600 km da Roma e un po’ senza nessuna scusa, cosi’, giusto per farmi stare in ansia.
Per carita’, non si puo’ mai essere sicuri di niente, domani ti casca una pigna in testa e te ne vai al Creatore (o a far compagnia ai vermi, dipende da cosa credi, ma a tutti gli effetti il risultato non cambia), pero’ devo dire che, almeno finora, le persone che mi sono care appaiono tutte in discreta salute, sia fisica che mentale, e cio’ non puo’ che essere causa di gioia per il mio animo perennemente arruffato.
Eppure, nonostante uno stato apparente di serenita’, ho sempre la spaventosa consapevolezza che tutto puo’ finire da un momento all’altro (si’, ho scritto puo’, con l’indicativo, il congiuntivo e’ piu’ chic, ma toglie certezza). E questa preoccupazione non e’ per me, che amo si’ la vita, ma non sono certo la persona per la quale mi preoccupo di piu’, quanto piuttosto per tutti coloro a cui voglio bene.
Alcune sere fa ho detto a un caro amico “quando sono con te non ho mai pensieri brutti”, ma poi mi sono rifiutata – in quell’occasione – di rispondere alla sua domanda e di spiegargli cosa esattamente fossero quei “pensieri brutti”, proprio perche’ non volevo lasciare che si impossessassero nuovamente di me e per di piu’ in un raro momento di beata e incosciente vacuita’ mentale.
Ebbene, i “pensieri brutti” sono quelli che ogni giorno, ogni giorno che Madre Natura ha creato, mi offuscano la mente e mi fanno vedere - e prevedere - tragedie, angosce, dolori; i dolori di quando questa situazione di “stallo” verra’ ad esaurirsi e l’aereo della mia quiete comincera’ a cadere in picchiata a velocita’ vorticosa.
Una volta, parecchi mesi fa, pubblicai una roba che infilai pomposamente in poesia introspettiva e che diceva semplicemente questo:
Il paradosso della mia paura
Certe volte
ho cosi’ tanta
paura della morte
che mi ucciderei
per non doverla vivere
Mi giunsero decine di commenti e io, come mio solito, li lessi tutti con estrema attenzione, ma mi resi conto che la maggior parte delle persone aveva interpretato le mie parole pensando che si riferissero a me stessa; qualcuno – non ricordo piu’ chi - mi chiese anche “paura della morte o della malattia?”
Ma non era a me che mi riferivo.
Mi riferivo alla morte di chi mi e’ vicino, al terrore fottutissimo che ho di veder morire chi amo; a cominciare dal mio cane, che e’ in assoluto la “persona” con cui passo piu’ tempo, per continuare con i miei genitori, ovviamente in testa alla classifica della paura, fino a *** (qualcuno se lo ricordera’ dai miei racconti, mio zio, il *** Sprint che oggi ha 81 anni e gira ancora in Golf GT nera), e poi i miei amici piu’ cari, senza parlare delle mie sorelle di 34 anni. E adesso ci si e’ messa pure una di loro che e’ incinta di 5 mesi e che mi regalera’, cosi’, un’altra magnifica occasione per stare in ansia.
Basta, cazzo, basta. Non ne posso piu’, ogni volta che per un qualunque motivo si nomina un anno futuro, di pensare a chi ci sara’ ancora, in quella data, delle persone che amo e che ora mi circondano (“nel 2008 entrera’ in vigore”…bla bla bla, e io mi cago addosso, ma vi pare normale?).
Basta.
Chi mi conosce lo sa, cerco sempre di buttarla sullo scherzo, e lo sto facendo anche adesso in un certo senso, ma dentro mi sento sbranare l’animo dalla mia personalissima e fottutissima paura, paura che mi dilania con la medesima ferocia di un predatore mentre divora le viscere della gazzella, testa bassa e occhi iniettati di sangue.
Basta.
Non si puo’ vivere facendo il conto alla rovescia. Eppure non so uscirne."
a spasso di net




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