La Cia non lo disse all'Fbi, l'Fbi non lo disse alla Cia. Nessuno dei due lo disse alla Nsa (National Security Agency), e la Nsa non disse nulla a nessuno. Le tre scimmiette del potere planetario, insomma: non vedo, non sento, non parlo. Una pista lunga quasi due anni, con i terroristi islamici che abitavano (pagando regolarmente l'affitto) a casa di un informatore dell'Fbi, che si facevano raccomandare per un lavoro presso gente che lo stesso Fbi teneva sotto controllo. E la Nsa che registrava telefonate e conversazioni, ma che non riteneva di dirlo agli altri. Francamente, viene da chiedersi perché questi tizi si fanno chiamare "intelligence". Mah, sarà una copertura. Poi la storia la sapete tutti: i cattivi presero quattro aerei nello stesso giorno, l'11 settembre. Li dirottarono sgozzando gli equipaggi con le forbicine da toilette (così ci hanno detto, e infatti basta prendere un Milano-Roma per farsi sequestrare le forbicine: lotta al terrorismo) e in pochi minuti resero il mondo un posto ancor più schifoso, se possibile. Ora che è estate e sotto l'ombrellone tutti divorano spy stories, gialli di fantapolitica, polpettoni di ottocento pagine sugli eroi della Cia e dell'Fbi, possiamo persino immaginarci i dialoghi. "Mi raccomando, non dite niente a quei bastardi di Langley"; "Ok, gente che resti tra noi, non ditelo a quei rompicoglioni dei federali".
Cose così, a metà tra lo stile duri-al-lavoro-per-salvare-il-mondo e le furbizie da impiegati-governativi-per-salvare-il-culo. Finché - cercherò di usare lo stesso linguaggio delle spy stories - la merda ha riempito la stanza e qualcuno ha acceso il ventilatore. I risultati della commissione d'inchiesta americana sull'11 settembre sono passati sulle pagine dei giornali italiani come acqua fresca, come una cosa che non interessa nessuno. I giornali americani hanno guardato in quelle 900 pagine un po' più attentamente e ci hanno trovato, oltre alle tre scimmiette, anche un sacco di omissis. Sui rapporti tra Arabia Saudita e Al Quaeda. Sui rapporti tra Arabia Saudita e clan Bush. Su pranzi, cene e salamelecchi tra i principi del petrolio saudita e la lobby del petrolio texana. Tanti di quegli omissis che pare di essere in Italia. En passant si può notare che se un altro americano, uno qualsiasi, fosse stato trovato così contiguo ai sauditi, così vicino alle fonti finanziarie del terrorismo, così amico dei parenti di Bin Laden, ora starebbe in galera con quelle belle pene che piacciono tanto agli americani: 463 anni di carcere, manette anche alle orecchie, pena di morte e ergastolo per il cadavere. Invece niente: è l'importanza di chiamarsi Goerge W. e di avere accanto uno straordinario apparato di intelligence pronto a prendersi tutte le colpe. Non bastassero la Cia, l'Fbi, la Nsa, le lobby petrolifere, la famiglia Bush, la famiglia Laden, ecco come ciliegina sulla torta il dossier avvelenato proveniente dall'Italia. Confezionato, falsificato, passato di mano in mano fino alla scrivania del direttore di Panorama che - i fatti separati dalle opinioni - lo considerò falso per i suoi lettori, ma buono per gli americani, che lo presero sul serio tanto da farlo finire nel discorso sullo stato della nazione del loro Presidente. Insomma, dopo gli errori nella prevenzione, anche la rappresaglia si basò su un errore: una bufala grossolana che però tirava acqua al mulino della guerra giusta e giustissima, e quindi... Non avendo in mano la bufala, invece, l'altro eroe della guerra giusta, mister Blair, scopiazzava vecchie tesi su Internet, tanto per dimostrare di avere anche lui il suo dossier di panna montata.
In compenso, a due anni da quella spaventosa mattina dell'11 settembre, l'intelligence (e dàgli!) americana ammette candidamente di non aver ancora ricostruito tutto, nemmeno i soggiorni americani di alcuni dei kamikaze. Strano davvero, perché nella vulgata popolare, nelle credenze e nelle leggende costruite ad uso e consumo della gente, saremmo di fronte a organismi onnipotenti e attrezzatissimi, capaci di leggere la posta elettronica di miliardi di persone, di controllare tutto e tutti, di fotografare dai satelliti anche i minimi dettagli. Tutto inutile: capacità di prevenzione zero, capacità di indagine zero. Viene il dubbio che tutta questa intelligence serva soltanto a fare da parafulmine per prendersi le colpe (o farsi suicidare in un prato della campagna inglese). Un immenso e costosissimo apparato che, quando il Presidente fa una figura da pirla, esce dall'ombra e si prende del cretino al posto suo. Bravi, ma tutto diverso dalle letture noir sotto l'ombrellone, dove Cia, Nsa e Fbi sembrano invincibili e salvano il mondo dai cattivi. Quella è fantapolitica in edizione tascabile. Questa, invece è politica vera: volevano l'Afganistan e se lo sono presi. Volevano l'Iraq e se le sono presi. E ora avanti, gente, sotto il prossimo. Ma mi raccomando, che non lo sappiano i federali, o i ragazzi di Langley.
Alessandro Robecchi




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