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" DISTRUGGETE LA LAPIDE BUGIARDA
di FRANCO CARDINI
COME cittadino italiano ed europeo segnalo al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri che è attualmente nel suo semestre di Presidenza Europea e al Presidente della Regione Toscana un fatto scandaloso al quale è necessario porre fine immediata. San Miniato in provincia di Pisa è una splendida cittadina nota per i resti della sua rocca del XIII secolo, per aver dato i natali agli antenati di Napoleone e per essere oggi sede di varie manifestazioni culturali di alto profilo, a cominciare dalle rappresentazioni estive del «Teatro Popolare». San Miniato è anche nota per essere la cornice del film dei fratelli Taviani «La notte di San Lorenzo», nel quale si narra un triste episodio dell'agosto del 1944: come cioè i tedeschi in ritirata concentrarono nella chiesa cattedrale cittadina un certo numero di samminiatesi, compresi donne, anziani e bambini, e poi fecero intenzionalmente esplodere l'edificio provocando molti morti innocenti.
Una lapide posta sulla facciata del Comune ricorda l'episodio, additandone come responsabili non i nazisti, bensì i tedeschi in genere. Anche in passato, si era proposto di indicare come responsabile dell'evento la tirannide nazista. Ma la realtà è più grave ancora. Perché l'episodio è falso. A San Miniato e in Toscana lo hanno sempre saputo tutti. Il punto è che negli ultimi anni una serie incontrovertibile di studi appoggiati tanto alla memoria collettiva quanto ai documenti originali degli eserciti che in quell'area combattevano nell'estate del '44 ha comprovato - con pubblicazioni molto chiare e mai smentite - che, se è vero che il comando locale tedesco aveva indicato la chiesa cattedrale alla popolazione come un luogo di rifugio abbastanza sicuro da usare nelle ore del passaggio del fronte, non meno vero è che i militari tedeschi erano in buona fede e non solo non avevano alcuna intenzione di provocare una strage, ma, al contrario, miravano a salvare vite umane. Fatalità volle che la chiesa fosse colpita, per errore, da uno spezzone dell'artiglieria americana: beninteso, nemmeno gli statunitensi avrebbero voluto far vittime civili. Il fatto è che nell'immediato dopoguerra l'episodio divenne immediata materia per una speculazione politica. Nella "rossa" Toscana, era facile attribuire alle truppe tedesche - le quali si erano senza dubbio rese responsabili, altrove, di eccidi e di delitti -: e il Partito Comunista del tempo seguiva com'è noto la politica di arrogarsi per intero il merito morale di essere stato alla guida della Resistenza. Inoltre, la calunnia servì in quel caso a colpire anche il vescovo di San Miniato, accusato falsamente di essere stato complice dei nazisti nel supposto eccidio. Per molti decenni la polemica si è trascinata in uno scambio di accuse e di contumelie tra chi sosteneva la tesi ufficiale e chi ne denunziava la falsità e l'uso strumentale. Oggi, però, la situazione è divenuta davvero insostenibile e meritevole di un'energica soluzione.
Una parte dei samminiatesi, a quanto pare sostenuta se non guidata dai suoi amministratori, sostiene comunque che la lapide bugiarda vada mantenuta così com'è: adducendo il ridicolo pretesto che "la guerra mondiale è scoppiata per colpa dei tedeschi". Ora, a parte la superficialità dell’assunto, è evidente che nessuno, nemmeno il peggior criminale della terra, può essere ritenuto responsabile di delitti che non ha commesso con la scusa che, comunque, ne ha commessi altri. Tutto ciò, prima di esser vergognoso, è grottesco. Eppure sembra che questa aberrante posizione sia stata sostenuta anche in una recente riunione samminiatese, presenti perfino esponenti autorevoli del Consiglio Regionale Toscano.
Mentre la Costituzione sta sigillando l'ormai avvenuta Unione Europea, della quale il nostro Presidente del Consiglio è per il prossimo semestre Presidente, la presenza in una città toscana - mèta apprezzata, fra l'altro, di un forte turismo tedesco - d'una lapide che getta fango su un grande popolo nostro fratello nella grande patria europea è insostenibile. Invito i Presidenti della Repubblica, del consiglio dei Ministri, della Giunta e del Consiglio regionale Toscano a farsi interpreti dello sdegno di tutti i cittadini europei e a far sì che quanto prima il documento calunnioso scompaia. Non si può accettare il disprezzo della verità con una scritta che offende, insieme con un grande popolo fratello, la coscienza di tutti i cittadini europei.
martedì 8 luglio 2003 "
Cordiali saluti




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