Dove va il Brasile, dove va il mondo
| Giovedì 31 Luglio 2003 - 18:45 | (mystes) |
Una buona parte dell'opinione pubblica europea crede in buona fede - o così le hanno fatto credere - che l'elezione del comunista Inazio Lula da Silva a Presidente del Brasile sia stato il frutto di un legittimo, possente e spontaneo movimento di reazione popolare ai fallimenti del governo globalista e neo-liberale di Fernando Henrique Cardoso.
Dimostreremo invece citando ampi brani tradotti dal portoghese di un saggio intitolato "Dove va il governo Lula" dell'economista prof. Armindo Augusto de Abreu Consulente della prestigiosa Scuola Superiore di Guerra di Rio de Janeiro, che non è così, che Lula è arrivato alla presidenza brasiliana con l'appoggio palese ed occulto delle stesse forze economiche e finanziarie che stavano dietro la svolta neo-liberale di quasi otto anni fa rappresentata dall'elezione di Cardoso in Brasile, di Menem in Argentina e di Fujimori in Perù, forze che si servono alternativamente e disinvoltamente dei partiti di destra e di sinistra per conseguire il dominio globale e totalitario del mondo.
Il saggio del prof. De Abreu oltre ad essere ricco di considerazioni politiche ed economiche sulla realtà sudamericana, nel chiamare in causa le forze della globalizzazione, rende un utile servizio anche a noi europei perché ci aiuta a capire i pericoli che noi tutti stiamo correndo, se non reagiamo subito a questa barbara omologazione del pensiero giudaico-americano sintetizzato nel "Decalogo della globalizzazione" che fa parte di questo studio.
Il presidente Inazio Lula da Silva è il primo presidente brasiliano eletto in un sistema democratico, la cui biografia e militanza si è sempre identificata con la teoria e pratica dell'internazionalismo marxista, nemico storico dello stato nazionale.
In che direzione ha deciso di andare il marxista Lula, come intende condurre le istituzioni governative e popolari: verso il rafforzamento dello stato nazionale per renderlo sovrano e impermeabile all'assedio dei rapinatori del cosiddetto mercato, o imiterà il marxista da salotto Fernando H.Cardoso e percorrendo l'ingannevole via di destra perseguirà l'obiettivo di integrare rapidamente il Brasile nel mondo internazionalizzato e globalizzato del sogno marxista-leninista?
Per avere una risposta esauriente è bene dare un'occhiatina alla carriera politica del Presidente Lula. In fin dei conti, chi è Lula?
Alcuni fatti che marcano la sua carriera politica di sindacalista e di parlamentare sono stati opportunamente archiviati e dimenticati a favore della immagine di "operaio al potere" confezionata dai pubblicitari di mestiere gradita alla retorica di sinistra e ancor più gradita al camuffamento capitalista.
Quel che è più grave però è nascondere la frequentazione di Lula di certi "ambienti internazionalisti", nella sua qualità di "dirigente multinazionale" per oltre venti anni del "Dialogo Interamericano"; lo si è visto accanto a personaggi (ex Presidenti, ministri e dignitari dell'America del Nord, Centrale e del Sud) molto distanti dal mondo umile del metalmeccanico al quale Lula apparteneva. Ebbe come compagni di viaggio in questo interessante cammino l'ex-presidente Fernando H. Cardoso e guarda caso il banchiere Heinrique Meirelles, l'uomo del Banco di Boston, attuale Presidente del Banco Centrale brasiliano nominato da Lula, ma ancora oggi nel libro paga del banco americano!
Che strana combinazione che personaggi così diversi si siano incontrati e siano rimasti per lungo tempo insieme come rappresentanti del Brasile in un organismo privato mondialista creato dai baroni del capitalismo internazionale!
E ci domandiamo: quali meriti ha avuto Lula per partecipare a questo gruppo così esclusivo, quello forse di contribuire a rafforzare la nazione brasiliana o quello,come temiamo, di indebolirla in attesa che venisse il suo tempo e la sua ora? Come spiegare questa eccezione alla regola che riunisce personaggi così diversi, cioè un incolto ed ingenuo metalmeccanico con professoroni super-dotati e brillanti e un aristocratico banchiere multinazionale?
Chi ha avuto la luminosa idea di invitarli simultaneamente, con i rispettivi incarichi, e con quale altruistica finalità?
E infine, come il destino aleatorio e imponderabile ha fatto in modo che due, tra quegli invitati, siano stati eletti uno dopo l'altro Presidente del Brasile?
Deve esserci una spiegazione chiara, logica, senza sofismi, al di là del semplice caso e nel caso specifico al di là dell'improbabile volontà divina!...
Le idee imposte dalla Trilaterale che insegue un governo mondialista si esprimono attraverso i Rockefeller, Kissinger, Carter, Brzenziski,Clinton, la famiglia Bush e attraverso istituzioni globaliste come il CFR (Council On Foreign Relations) il Royal Institute , il Gruppo Round Table , il Bilderberger, la Società di Mont-Pelerin, il sistema delle banche centrali private degli Stati Uniti e dei loro tentacoli mondiali, conosciuto come Federal Riserve System, il Banco Centrale Europeo, l' FMI, il Banco Mondiale, centri universitari come Harvard, Yale (con la sua società segreta Skull & Bones, riserva dei Bush), Columbia, Chicago, John Hopkins e altri, uomini e istituzioni tutte che appoggiano e difendono in maniera a volte degradante per il resto dell'umanità il seguente Decalogo della Fine della Civilizzazione Occidentale:
Attuali strategie economico-finanziarie
Nonostante le promesse fatte in campagna elettorale di rompere con le strategie economico-finanziarie del Presidente uscente, il governo del marxista Lula si somiglia molto al governo neo-liberale del sig. Fernando Cardoso.
Si continua a combattere l'inflazione con provvedimenti recessivi (è molto facile bloccare l'inflazione congelando la macchina produttiva!), con brutali aumenti degli interessi bancari, (mentre l'industria va in rosso, le banche sono le uniche aziende a registrare lucri favolosi!), massicci interventi nel mercato dei cambi, restrizioni nei finanziamenti che compromettono la stabilità degli stati, la produttività delle aziende e aggravano la disoccupazione.
Il nostro problema - come più volte è stato ricordato - viene da molto lontano.
A differenza dei paesi poveri o dei paesi del cosiddetto primo mondo poveri di materie prime, il Brasile ricchissimo di risorse continua a cedere le proprie ricchezze naturali all'ingordigia dei suoi vicini in cambio di carta moneta che servirà a malapena a pagare vecchi e consolidati debiti, i quali in un circolo vizioso continueranno ad essere capitalizzati quotidianamente con interessi allucinanti, per cui giammai si elimineranno ingoiando sempre più ricchezza e sempre più lavoro.
Ma in fin dei conti, che cosa rappresenta questa moneta di carta, al di là della sua impressione grafica, alla quale si affida la fortuna etica e materiale di un popolo?
L'unica ragione che ci spingerebbe al rispetto di una transazione con moneta straniera sarebbe il rispetto al moribondo trattato di Bretton Woods imposto dai vincitori nel dopoguerra che collocò il dollaro al centro del sistema finanziario, ma che nel passato ebbe almeno la decenza di garantire il cambio dei saldi commerciali in ciascun paese con oro sonante, sulla base di un'oncia d'oro per trentacinque dollari.
Quando Nixon decise di mettere unilateralmente gli Stati Uniti al servizio della FED abbandonando il vincolo aureo e dando al dollaro il solo valore della carta-moneta impressa che cosa ci obbliga più a mantenere il vecchio impegno senza i vantaggi di allora? Perché dobbiamo continuare a pagare ai banchieri questo autentico bottino di guerra?
Denaro per denaro, carta per carta, tanto vale agire di qua in avanti come fanno loro. Perché semplicemente non provvediamo a stampare la carta moneta di cui abbiamo bisogno garantendola con le nostre immense ricchezze e con essa pagare tutti i nostri debiti? Alla fin fine con la nostra carta moneta si potrebbe comprare nel nostro paese tutto ciò che siamo in grado di produrre allo stesso modo in cui ci obbligano ad esportare in cambio di dollari bucati...
Con il loro denaro sporco e speculativo approfittano della nostra legislazione liberista imposta dal FMI per fare del Brasile la più grande cloaca esistente al mondo di lavaggio di denaro sporco dove i dollari entrano sudici ed escono puliti lasciando in mezzo a noi il putridume prodotto e l'obbligo di pagare interessi per lo sporco servizio prestato dal mercato.
Con tutto ciò anche il nuovo governo di Lula fa finta di non sapere che il mezzo più rapido di abbassare gli interessi consiste nel pagare tutta o parte del debito pubblico con l'emissione di nuova carta moneta garantita dalle nostre ricchezze nazionali.
Ciò probabilmente renderebbe furiosi i padroni del mondo che esigono la recessione e il congelamento delle attività produttive in modo che permangano intatte le riserve energetiche mondiali e si riducano ovunque le domande di fringe-benefits.
Ma tanto vale, basterebbero pochi uomini coraggiosi per dare la risposta giusta a questi signori!
Per concludere il prof. Abreu scrive che nella situazione attuale occorre tener presente il comportamento dei governi avendo sottocchio il Decalogo su indicato e denunciare senza esitazione uomini, governi, atti pubblici e privati che direttamente o indirettamente favoriscono il nuovo ordine mondiale preconizzato nel Decalogo in questione.
Ogni paese naturalmente ha i suoi punti deboli e suoi punti di forza dovuti a diverse esperienze storiche; il Brasile per esempio subisce in questo momento un terrificante attacco della delinquenza organizzata pari ormai a una vera e propria guerriglia urbana, mentre l'Europa vive un ciclo di stagnazione politica e di rilassatezza dei costumi.
E' nella crisi di valori e nella perdita di coraggio nazionale che si fa agevole il cammino dell'internazionalismo mondialista al quale si può e si deve rispondere con precisi interventi politici e coraggiose scelte culturali.
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