Italiche anomalie
di Arturo Diaconale
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Il nostro è un paese decisamente buffo. Che ospita sul suo territorio uno stato laico ed uno religioso. Che ha due bandiere, una per la terra e l’altra per il mare. Che è retto da un sistema democratico in parte maggioritario ed in parte proporzionalista. Che ha come presidente del Consiglio il più ricco tra i suoi cittadini il quale, a sua volta, per la sua ricchezza e per la sua partecipazione alla politica è perseguitato da una decina d’anni da alcuni gruppi di magistrati che sono carichi di privilegi e fanno politica né più, né meno del loro bersaglio preferito. Eravamo consapevoli delle tante anomalie di questa nostra terra bizzarra e benedetta dagli dei. Sapevamo, ad esempio, che il Parlamento descritto dalla Costituzione formale prevede le due assemblee di Camera e Senato mentre, invece, quella sostanziale stabilisce che alle due Camere che fanno le leggi se ne aggiunge una terza formata dal Consiglio Superiore della Magistratura che le critica e le contesta. Insomma sapevamo tutto. Tranne che adesso alla terza camera aggiuntiva e surrettizia se n’è aggiunta una quarta che zitta, zitta, utilizzando alcune pieghe costituzionali, svolge un’attività legislativa più attenta ed intensa di quella dell’intero Parlamento più terza camera aggiuntiva delle toghe politicizzate e lottizzate. Questa camera, che è quarta in ordine di comparizione ma prima in termini di produzione, è rappresentata dal Quirinale.
Con la scusa che la Costituzione assegna al Presidente della Repubblica la facoltà di rinviare le leggi alle Camere, Carlo Azeglio Ciampi ed il suo agguerrito ufficio legislativo svolge ormai dall’inizio della legislatura un’attività che viene definita di moral suasion dell’attività legislativa promossa dalla maggioranza di governo e che nella sostanza si traduce in una vera e propria azione di guida e di controllo preventivo della produzione legislativa parlamentare. Intendiamoci, Ciampi si muove su un solco già ampiamente tracciato dai suoi predecessori. In più è spinto a svolgere un controllo preventivo e non successivo delle leggi sia dalle richieste forsennate e continue dell’opposizione, sia dalla tendenza della maggioranza a moltiplicare di continuo le proprie cappellate legislative. Di fatto, però, con tutte le giustificazioni e le motivazioni del caso, il Capo dello Stato si è trasformato in quarta camera che precede e condiziona le altre tre senza controlli democratici di sorta. In nome della necessità di cambiare il sistema parlamentare in sistema presidenziale? Niente affatto. Solo in nome delle anomalie italiche, che vengono cambiate solo con altre anomalie.
Arturo Diaconale


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