E' caldo. Un caldo afoso, tropicale. Decido di fare una camminata serale attraverso il suk di....
Le strade sono piene di gente variopinta: africani con i loro sgargianti abiti che si danno da fare da dietro le bancarelle per vendere ai fessi di turisti occidentali oggetti dell'artigianato locale made in Taiwan. Siccome mi trovo alla confluenza del mondo nero e quello islamico, durante la mia passeggiata incontro torme di maroccos. Qualcuno vende cianfrusaglie; i più stanno seduti fumando e bevendo birra; altri se ne vanno sù e giù per le vie del suk, ciondolando pigramente e rivolgendo pesanti apprezzamenti alle giovani turiste nordiche nella loro gutturale lingua.
Da una piazza vicina vengo attirato dal suono di tamburi afro. Un folto gruppo di strani individui con capelli rasta, anelli al naso, magliette sdrucite e unte, circondati da cani randagi suona ritmi simil-africani. Intorno, giovani donne, saltano e ballano con movenze da spastiche.
Le strade sono vissute. Lo testimoniano i resti di cibo, vomito, lattine, cartacce, piscio, bottiglie e quant'altro.
Una giovane vichinga in minigonna mi passa accanto. E' assieme ad un negro...
Decido di tornare in albergo...Ne ho abbastanza del suk.
E' caldo. Un caldo afoso e tropicale...
Da "Viaggio in Italia: Firenze di notte" di Totila Baduila
Ed. Politicaonline. Euro 0.





