da R. Biasutti: Razze e popoli della terra (UTET)
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da R. Biasutti: Razze e popoli della terra (UTET)
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popoli e lingue
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Ne approfitto qui per parlare dei popoli bianchi nordafricani, e sentire un vostro parere in merito.
Nel 650 dc, quando l'Islam non era ancora nato e quindi l'invasione araba del nordafrica non era ancora avvenuta, su tutta la costa mediterranea del continente africano trionfava la religione Cristiana, con ben 600 vescovadi.
Nell'attuale Maghreb le popolazioni erano tutte oriunde berbere (molto piu' bianche razzialmente dei maghrebini di oggi), latinizzate lingusticamente nell'attuale Tunisia (Cartagine), mentre in Mauritania, attuale marocco, erano sul trono sovrani di una dinastia che aveva avuto origine, alla caduta di Roma nel 476, dal governatore romano della privincia che si era autoproclamtato re.
in Egitto erano tutti Copti, con una forte percentuali di greci. E basta vedere molti monaci egiziani copti attuali per rendersi conto che erano un popolo si levantino ma molto piu' bianco degli egiziani attuali.
L'invasione germanica dei Vandali in nordafrica porto' temporaneamente anche una parziale e limitata "arianizzazione" delle montagne dell'atlante algerino.
Insomma, a quel tempo la costa dell'africa settentrionale faceva parte integrante di quel mondo maditerraneo unito e cristiano, ereditato da roma, che il malefico Islam spazzo' via per sempre.
<p><center>Europa Dei Popoli!
http://www.slowplayers.org/SBSP/images/Animated_Scots_Flag.gif<p><center>


Come mostra questa cartina etnoliguistica molto ben fatta e ruferita all'europa e al bacino del Mediterraneo del 600 dc, in nordafrica c'erano zone latine e greche, poi gli oriundi berberi e copti. Al posto dei turchi nell'attuale anatolia c'erano invece i Greci...era tutta roba nostra...
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<p><center>Europa Dei Popoli!
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il malefico islam v spazzato via dalla faccia della terra


l'unità culturale del mediterraneo è stata si spezzata dall'invasione islamica ma non la sostanziale unità razziale. Anche in epoca preislamica il nordafrica era popolato da berberofoni ed egizi di razza "libico-mediterranea". Contatti tra le due sponde del mare ci furono sempre, ed un certo impatto ebbe la colonizzazione fenicia (25% del genotipo nordafricano è di origine medio-orientale).
Quel che ha introdotto l'invasione arabo-islamica è l'intensificazione dello schiavismo, che ha importato sia elementi negroidi (prima quasi inesistenti) sia europei. Popolazioni mulatte derivate dallo schiavismo in grande scala sono oggi presenti nelle oasi sahariane, nel sud del marocco e qua e là come minoranze nelle zone urbane del maghreb (mentre ne sono esenti i berberi delle montagne). Ma anche tipi europei sono visibili, specialmente nelle frange costiere e nelle città. La zona berbera del Riff marocchino, con un'alta percentuale di biondi nordicizzanti è invece frutto di un'apporto europeo più antico.


Ho letto che secondo una recente analisi genetica delle genti nordafricane, il 75% dei nordafricani è risultato essere il diretto discendente delle popolazioni che abitavano l'area già nel Paleolitico, e un altro 13% discende da migrazioni successive mediorientali. Il restante 12% è costutuito da nordafricani di discendenza europea (4%) e negra subsahariana (8%). In sostanza, il 75% dei nordafricani è puro oriundo nordafricano, il 13% è di discendenza mediorientale fenicia o piu' recentemente araba, il 4% è di discendenza europea (romani, greci, vandali, ecc.) mentre l'8% discende dagli schiavi negri importati dalla tratta islamica.
Un caso molto interessante è costituito dal popolo dei Guanchos, gli indigeni delle isole Canarie, possedimento spagnolo al largo delle coste marocchine. Questi indigeni, quasi tutti biondi o dai capelli rossi, finirono a meticciarsi completamente con i coloni spagnoli durante i 500 anni di dominio ispanico, quindi il tipo Guancho puro è scomparso, ma secondo l'analisi di molte mummie vecchie di 2000-3000 anni trovate perfettamente conservate nelle grotte dell'isola, questi biondissimi guanchos erano geneticamente di origine nordafricana, da dove erano arrivati sulle isole canarie circa 5000/7000 anni fa. Questo lascia presupporre che anticamente, le genti bianche nordafricane conservassero caratteri razziali si mediterranei, ma molto piu' "bianchi" degli attuali maghrebini.
<p><center>Europa Dei Popoli!
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ne dubito fortemente. Le immissioni paleo, meso e neolitiche (e quelle più recenti) hanno portato senza dubbio elementi più chiari a sud del Mediterraneo. Ma non potrebbero aver modificato sostanzialmente, se non durante brevi periodi ed in zone specifiche (come le Canarie, la Cabilia e il Riff) la base predominantemente scura, mediterrana, libica e "berbera". Il clima tra l'altro, con una insolazione intensissima, è sfavorevole al tipo chiaro.Originariamente Scritto da Padanik
Nessun dubbio peraltro sull'immissione di elementi negroidi dopo l'arrivo degli arabi (dal VIII al XIX sec. D.C.).


Rimanendo sull'altra sponda del Mediterraneo, ma a levante: l'Anatolia.
Quello che vorrei chiarire ma non trovo dati in merito, è l'invasione etnica turca sul territorio anatolico: quanto ha inciso razzialmente sulle genti indoeuropee di razza anatolica e di lingua bizantina piu' antiche? In sostanza, l'apporto turco nella regione è stato solo prevalentemente linguistico/culturale (con l'aggravante dell'islamizzazione) o invece anche razziale?
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Originariamente Scritto da Felix
Se non erro, Gillo Pontecorvo per girare la sua Battaglia d'Algeri dovette far ricorso a comparse che interpretavano i parà francesi, ai Cabili.