sono reduce da un viaggio in Italia per ragioni di lavoro. Ecco alcune impressioni
In generale:
a - senso di decadenza generalizzato. Consumismo galoppante, compere sfrenate, la sfilata del frivolo e dell'inutile.
b - decadenza demografica. Troppo pochi bambini e troppi anziani in giro.
c - invasione allogena strisciante. Sempre più stranieri dappertutto, infilati nei posti più impensabili ed appartenenti ad etnie e razze disparate ed esotiche.
d - sfacio del senso di appartenenza, di identità, di nazionalità. Indifferenza all'allogeno, anzi ossequio e cedimento totale a questo. Auto-disprezzo degli italiani ed esaltazione di tutto ciò che è "altro".
e - impressione generale di finis historiae. Si sente come un'aria da IV-V secolo. La decadenza interna è avanzatissima, i barbari sono già tra noi. Non manca molto che la Civiltà frani completamente.
In particolare:
a - il narcisismo ed il culto dell'effimero, dell'appagamento istantaneo. Ho visto con stupore una folla precipitarsi in un Mall nell'ora dell'apertura, e correre all'impazzata riempiendo carrellellate di cianfrusaglie e di cibarie inutili. La pubblicità stimola questi comportamenti, con un linguaggio iper-vezzeggiativo, coccolante e stuzzicante (tutto è morbido, confortevole, esclusivo, ecc...). Non si avverte il minimo di senso del ridicolo e dell'assurdità di tutto questo. La massa è ipnotizzata dal consumismo.
Un problema grave è quello dell'individualismo estremo cui si è giunti. Ognuno pensa a coltivare il proprio "particulare" e se ne strafrega di tutto e di tutti.
b - ci sono pochi bambini in giro, davvero troppo pochi. È raro vedere mamme con tre o più bambini piccoli al seguito. La maggior parte ne ha uno o nessuno. Anche tra i miei conoscenti, nascite sparute e raramente pìù di due figli. Ne ho avuto prova assistendo a un matrimonio e dando un'occhiata in giro. Altri segnali inquietanti: a Torino ho visto grandi cartelli pubblicitari di agenzie di POMPE FUNEBRI (di almento tre imprese diverse), mentre non ne ho visto nessuno di giocattoli e vestitini per bambini). Per le strade pullulano gli anziani più o meno incurvati, scarsamente inframmezzati a giovani e bambini.
c - una babele di popoli, etnie e razze: ecco a cosa si sono ridotte le nostre città. I tipi più inverosimili passeggiano nelle strade come se niente fosse: qui un etiope, là un cinese, più avanti un indiano, e poi un filippino, un nigeriano, un indio peruviano, ecc... Colpisce non solo la varietà di questo campionario etnorazziale, ma soprattutto l'indifferenza con cui la gente osserva tutto ciò nella propria città natale, e poi la spavalderia, la sicurezza che ostentano questi allogeni. Sembra che la città sia già loro. Non camminano guardinghi e modesti, incerti e disorientati, no, camminano con atteggiamento di sfida, di tranquillità, come se avessero già capito che nessuno può osare fermarli, riprenderli, scacciarli.
Mi hanno colpito alcune scene: - sull'aereo (alitalia) la presenza a bordo di uno Stuart negro (ma non venivano a fare i lavori che gli
italiani non vogliono più fare...?!) in contrasto con una bella ragazza italiana che ho visto scendendo dall'aereo che si occupava di pulire i corridoi dell'aereoporto (il negro in alto a spassarsela, e l'italiana in basso a sgobbare con la spazzatura... ). Altra sensazione amara di questo genere: salendo sull'autobus ho visto un negro parlare al cellulare in chissà quale idioma africano, e guardare distratto e sprezzante alcuni manovali italiani indaffarati sotto il sole di mezzogiorno... Ancora: una sera in un locale all'aperto bevendo un bicchierino con amici, abbiamo visto sedersi una cinese con due bambini mongoloidi come lei, e farsi servire come se niente fosse dal cameriere italiano (il peggio è che la cinese cercava di parlare in italiano ai due piccoli mongoli...). E ancora: aspettando l'autobus davanti a una parrocchia che conoscevo da anni, ho visto nel cortile giocare a pallone solo bambini allogeni: ad occhio e croce, un meticcio sudamericano, un indiano e un paio di arabi...
Orripilante poi la scena di una ragazza italiana (non tanto bella, ma nemmeno bruttissima) che ho visto abbracciata ad un arabo (scuro, commisto con elementi negroidi), alla fermata dell'autobus.
Infine, diverse immagini inquietanti di donne negre od arabe con figli appresso (segno della volontà di insediamento di questi allogeni).
Sotto il profilo estetico, risulta stridente il contrasto tra questo formicolio di allogeni ed il panorama urbano (monumentale, storico, paesaggistico) di diverse città italiane: è una presenza che disturba, che allarma, che disgusta. E volendo entrare nel dettaglio, alcuni allogeni particolarmente brutti sono un vero pugno nell'occhio ed un offesa al buon gusto: per esempio certi mongoloidi ed indios sudamericani. Ricordo in particolare (alla stazione di Bologna) una coppia di indios bruttissimi, bassi, tarchiati con (purtroppo) due figli appresso: una vera e propria oscenità...
d - il cedimento agli allogeni è vergognoso. A Torino (dove mi sono fermato alcuni giorni) il manifesto pubblicitario dell'Università ha in primo piano una negra sorridente, con sopra la dicitura (se ben ricordo): università per l'Europa (!).
La gente in giro sembra rassegnata od ormai indifferente al quotidiano, strisciante, sfaldarsi della propria cultura, della propria identità, del proprio mondo. Non si renderanno conto di quello che sta accadendo? - mi sono chiesto spesso -. O è dabbenaggine, o è codardia, o è colpevole abbandono delle proprie tradizioni ed identità.
e - il parallelo con la fine di Roma è d'obbligo. Roma finì per sfaldamento interno in un contesto di "benessere" generalizzato e diffuso, di perdita delle tradizioni e sfiducia nella religione, di accoglientismo a 360 gradi ed ostentata indifferenza etnica. I barbari penetravano in Roma per attingere al miraggio di questa opulenza, in modo generalmente pacifico, per romanizzarsi, ma contribuendo così a snaturare e minare poco a poco la società che li ospitava. Alla fine ci fu la penetrazione violenta, che terminò quel che restava della civiltà romana. Ci aspetta qualcosa di simile?! la prospettiva è da far gelare il sangue... Finis historiae?!!!




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