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Discussione: Marie e.....

  1. #1
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    Predefinito Marie e.....

    .....Bertrand.


    Bertrand Cantat ha ammazzato di botte la sua compagna, Marie Trintignant.
    In una camera d’albergo di Vilnius, tra ubriachezza e delirio, per quelli che la cronaca nera in genere classifica come futili motivi. Ma la notizia di nera finisce qui.
    Qui, dove invece comincia il lamento, riportato dal Monde, di una ragazza che scrive a un forum: “Sono prostrata dall’inizio della settimana. Marie Trintignant era una delle mie attrici preferite. Noir Dez mi ha dato dei punti di riferimento, mi ha svegliata, mi ha addormentata, mi ha fatto urlare di rivolta e di piacere nel corso della mia giovane vita adulta”. Noir Dez sta per Noir Désir, il gruppo rock francese amato disperatamente dai giovani tra i 15 e i 35 anni, di cui Cantat era il leader, il trascinatore, il faro. Il gruppo, nota il Monde, non aveva mancato una sola delle grandi battaglie positive, buone, illuminate, progressiste: il sostegno agli immigrati e alla lotta dei sans papiers, la devozione per José Bové e per il subcomandante Marcos, concerti ovunque per il popolo tibetano e per i palestinesi, e Bertrand aveva il carisma di un “grande fratello dalla tempra forte, uno capace di cantarle chiare ai grandi del mondo, di sposare cause nobili”.

    Solo un ideologo fazioso e stupido potrebbe approfittare per una predica bacchettona di questo evidente simbolismo, con le cause nobili, la rivolta, il piacere di consacrare l’esistenza al sogno di un mondo migliore, e tutto che finisce con una scarica di pugni sul volto di una donna libera, volitiva, fragile. Ogni storia è una storia, e ogni morale non banalmente sociologica è morale al singolare, riguarda individui responsabili, cedimenti alle passioni irresponsabili, orrori non così facilmente classificabili.
    Però è doveroso ripetersi che non esistono scappatoie ideologiche alla condizione umana, che la distinzione antropologica tra un mondo desiderante e un mondo arrogante non regge alla prova dei fatti.
    Carlo Giuliani era un sognatore e un simbolo di debolezza umana, ma voleva colpire un carabiniere della sua età che faceva il suo mestiere.
    Volkert van der Graaf era un tenero animalista e un vegetariano integrale, ma ha ucciso senza scrupoli un mite politico olandese che la pensava diversamente da lui.
    Sogni, illuminazioni, desideri, pulsioni di bene assoluto non risparmiano all’uomo effetti di male che gli spiriti religiosi chiamerebbero luciferino. L’unica lettura possibile di questa tragedia che milioni di ragazzi francesi vivono come prostrazione e malattia (“je suis malate depuis le début de la semaine”) è nel rifiuto dell’insopportabile arroganza morale di chi si sente cittadino di un mondo pulito in un mondo sporco.

    da il Foglio di martedì 5 agosto 2003

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Marina Terragni (che non so chi sia)...

    ....così risponde oggi sullo stesso giornale.

    Al direttore - A proposito di Marie e Bertrand e del suo editoriale in risposta alla mia idea di una fondazione intitolata alla loro coppia tragica: anch'io come lei detesto i sociologismi consolatori.
    Anch'io sono per mettere in prima linea l'io nella sua splendida solitudine, con tutte le sue meraviglie e i suoi orrori. Però vedo troppi io di insospettabili uomini - uomini per bene - uomini che conoscono il dolore ed anche l'amore -, li vedo con gli occhi, li ho conosciuti personalmente, regolare a botte, a calci, a colpi sapientemente inferti sulla testa, dove i lividi non si notano, i conflitti con la donna che sta loro al fianco nella vita, e poi magari accompagnarla amorosamente, ma amorosamente davvero, ricoprendola di mille tenere attenzioni, al pronto soccorso, dove entrambi, tenendosi per mano, diranno che è stato un incidente.
    Queste donne, si potrà obbiettare, qui in Occidente sono individue anche loro, benchè non ancora individue perfettamente pari agli uomini.
    Hanno comunque la possibilità di sottrarsi al gioco, di scegliere di non essere più vittime - ci sono le leggi, ci sono le associazioni di solidarietà - e invece spesso restano dove sono, come ipnotizzate dalla paura, affascinate dall'esercizio della violenza e del dominio, o magari semplicemente perchè della loro libertà personale gli importa ben poco, o per i figli, per la casa, o in seguito a personalissimi e non discutibilu calcoli costi-benefici.

    Tante però vanno. Tante che probabilmente cinquant'anni fa non sarebbero andate. E se vanno è anche perchè c'è stato un discorso pubblico da cui sono derivati nuovi strumenti politici (leggi) e inedite consapevolezze personali.
    Quel discorso è stato importante così come è stato, separato, anche violento, un discorso di donne in una logica di conflitto con gli uomini, di rabbia, di muro contro muro.
    Ha insegnato alle donne che potevano stare molto meglio di come stavano, che potevano condurre un'esistenza molto più libera e agiata.
    Io credo che, fatte salve le responsabilità individuali, oggi ci sia ancora da dire. Che un discorso pubblico su queste cose possa ancora servire, non in una logica adolescenziale di consacrazione della propria esistenza, come lei scrive, "al sogno di un mondo migliore", ma più modestamenten una logica di riduzione del danno, che a mio parere non bisogna rinunciare a perseguire.
    Dieci figli maschi in più educati in questa consapevolezza, dieci donne scazzottate in meno. Ma questo discorso pubblico oggi deve essere un discorso di donne e di uomini, di Marie e di Bertrand.

    Su questo dialogo, sull'amicizia con gli uomini le ragazze di oggi fanno molto conto. Non credono più nei separatismi, nella sex war, nella costruzione di ideologie difensive ed aggressive. Nascono pari fino al midollo, e ai loro amici maschi chiedono di stargli a fianco perchè dialogando si trovi il modo di rimuovere gli ostacoli, perchè questa parità, percepita come un bene per tutti, diventi effettiva e stabile.
    A me pare una buona cosa, un atteggiamento da condividere.
    Il male esiste, certo, ma se ne può parlare.
    Io ho sete di parole e pensieri di uomini sul male che molti loro simili fanno alle propie donne.
    E a loro stessi.

    saluti.

    ps:spero di aver "stuzzicato" l'interesse di qualche "signora e signorina" che bazzicano valorosamente da queste parti.
    A loro la parola.

 

 

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