.....conte Igor.
....dedicato ai bambocci e bamboccetti: le manine e le faccine sorridenti ce le mettessero loro.
Non solo Cicogna, non solo Ranocchio, non solo Mortadella. Oltre alla mortazza, anche un Mortacci. E un Grande Puffo.
Colpo di scena. Il teste dell’inchiesta Igor Marini si lascia alle spalle la risibile e canaglia inchiesta sullo scandalo Telekom-Serbia e rilancia con altre più importanti dichiarazioni.
Dichiarazioni di specchiata verità. Una marea di miliardi che dalle cassette di risparmio depositate presso l’ufficio postale di Fregene transitavano dopo a Belgrado, direttamente nelle cucine del cuoco Vanja, cuoco di fiducia di Milosevic e già compagno di corso nella scuola alberghiera del cuoco Michele, il noto preparatore di intingoli d’Arcore perché insomma, il cerchio si
stringe: Mortacci è Cesare Previti e il Grande Puffo è Silvio Berlusconi.
I miliardi servivano per corrompere i giudici serbi e comprare le frequenze per la tivù e tanti terreni per poi edificare Belgrado Due e, conseguentemente, pagare il borderò agli Enzo Siciliano e alle Natalia Aspesi indigeni per la stesura del dépliant illustrativo.
Non solo Mortazza, ma anche Mortacci. Le dichiarazioni rese dal teste, il Conte Igor, sono state acquisite dall’autorità giudiziaria
e già trapela la sigla in codice “teste Omega bis” con cui i magistrati hanno voluto proteggere un uomo deciso – dopo l’inutile polverone sulla Telekom-Serbia – a collaborare fino in fondo per la verità.
“Mortacci e il Grande Puffo sono i terminali della più grande corruzione di tutti i secoli”, così il titolo di apertura dell’Unità che riserva, nel fascione rosso, un virgolettato del teste Omega bis: “Mi costringevano a nascondere le banconote nel dolce millefoglie di Milosevic”.
Una generale riabilitazione del conte si può senza dubbio registrare nella grande stampa che dopo l’iniziale incredulità sulle ridicole accuse a tre riserve della democrazia quali Fassino, Prodi e Dini ha poi accettato di dare credito al teste. Ha sempre detto il conte Igor di avere entrature in Vaticano e l’Osservatore Romano non ha certo smentito l’eroico teste: “Effettivamente sì, il signor conte è stato visto spesso a colloquio con il Santo Padre”.
Il settimanale l’Espresso manda in edicola un’edizione straordinaria con la pubblicazione di ben trentanove fotografie, ricordi e souvenir di una gita in barca, la Principessa Vieniqui, al largo dell’Adriatico. Sono tutti con la canottierina lilla e il cappellino
a visiera. Mortacci sta mangiando dei piranha appena pescati, il Grande Puffo, invece, sta regalando dentiere ai gerarchi di
Milosevic. Un autore d’eccezione firma le didascalie: Vittorio Dotti.
Il teste Omega bis, intanto, ha incontrato la teste Omega numero
uno in un convegno di Micromega di cui s’attende la pubblicazione degli atti. Titolo: “Contessa, cos’è mai la vita?”.
Il Corriere della Sera, dimostrando equilibrio, non ha ancora voluto cavalcare l’onda giustizialista ma – da sempre liberale e
rispettoso del ruolo della magistratura – ha pubblicato un editoriale problematico e interessantissimo.
Il Manifesto ha affidato ai suoi critici cinematografici una rivalutazione di Igor Marini attore, già notato nel ruolo di istruttore in un film impropriamente definito di “cassetta”.
La Stampa ha spalancato il proprio paginone culturale con
un dialogo tra Gustavo Zagrelbelskj e Isabel Russinova, ex compagna del teste Omega bis. E’ una riflessione sul valore etico della testimonianza, corredata da un intervento di Andrea Camilleri: “Nel prossimo Montalbano vedrete il mio commissario ricevere il titolo di conte”. E’ comunque La Repubblica il quotidiano apripista.
E’ pur sempre quello con lo scoop rimangiato, quello dello scandalo Telekom-Serbia portato alla luce da Bonini e D’Avanzo ed è quello che oggi vanta in prima pagina, accanto a delle glosse redatte da Franco Cordero, una serena confessione recante la firma del conte Igor. Gioia totale per il direttore, Ezio Mauro:
“Ce l’abbiamo solo noi”.
da il Foglio.
saluti




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