....rivista
Questa è la lettera che Jan Breman, ex ambasciatore d’Olanda in
Italia, ha inviato al direttore dell’Economist il 4 agosto scorso (due
giorni dopo l’uscita del numero del 2 agosto, quello in cui si lanciava la “sfida” al Cav.: “Dear Mr Berlusconi, our challenge to Italy’s prime minister”). A tutt’oggi non è comparsa nella pagina delle lettere, tra le molte missive dedicate al caso Berlusconi.
Caro direttore,
Lei certamente merita ampie congratulazioni per l’assidua raccolta di tutti gli elementi a portata di mano riguardanti le complicate vicende di Silvio Berlusconi in entrambe le sue funzioni,
di business e di governo.
Un mines t r o n e , davvero.
Comunque, qualcuno potrebbe chiedersi se il vostro missile accuratamente preparato non sia andato in qualche modo fuori bersaglio a causa dell’eccitazione che coglie il cacciatore mentre vede la preda attraverso il mirino.
Per quello che vale: trovo che anche il vostro secondo paragrafo faccia un minestrone del vostro ben documentato dossier. Forse perché mi sono abituato alla presenza di stranieri non invitati,
tanto tempo fa, durante l’occupazione del mio paese, l’Olanda, ho avuto una reazione impulsiva quando mi è stata ricordata la tesi del “gesundes Volksempfinden” (sana opinione pubblica, in tedesco): “Il primo ministro in carica deve, secondo questa – dunque vostra! – argomentazione, rispondere davanti al tribunale
dell’opinione pubblica”.
Francamente mi vengono i brividi. Per quanto io stimi l’Economist, la vostra meravigliosa rivista vestita di toga e parrucca appare piuttosto stupida. Voglio ancora credere che Montesquieu sia sacrosanto. A meno che qualcuno pensi di descrivere un Parlamento nazionale come “un tribunale dell’opinione pubblica”. Se così fosse, allora sarei lieto di correggermi.
E’ in quest’ottica che mi unisco alla vostra inespressa speranza e aspettativa che le istituzioni democratiche del paese che ci ha dato il sistema giuridico di Giustiniano sappiano come esaminare
con attenzione la vostra preziosissima documentazione.
Jan F.E. Breman, Ambassador
August 4, 2003
saluti




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