[...]Ogni parola del condottiero, dell'uomo di governo, del padre amoroso della sua gente, è lapidaria; ogni gesto, definitivo. Ne' suoi discorsi di statista, prorompe all'improvviso la cordialità, sorride la beffa, scatta il comando.
Lo interessa una partita di scherma. Tocca delicatamente il suo violino. E' al volante della macchina preferita: la velocità gli piace. Pilota da sè un trimotore dall'uno all'altro lembo d'Italia.
Ara il suo campo [...]. Conduce il motoscafo nell'Adriatico. Tra poco leggerà un canto dela Divina Commedia. Intrattiene alcuni diplomatici, parlando inglese. [...] Premia gli agricoltori. Detta lettere e leggi[...] Commuove il popolo e persuade i dotti. Riceve gente d'ogni rango e d'ogni Paese. Incanta dei filosofi a convegno. [...]
Intanto, governa l'Italia. La vuole, la vede grande e rispettata tra le nazioni.
A pittori, scultori d'ogni parte della Terra ha stretto cordialmente la mano. [...]




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oppure Vito del fulgido periodo di crapa pelada..
Comunque, D'Annunzio non era un Farina.
