Padania Judaica , Vita e Cultura ebraica nella Valle del Po
Alberto Castaldini
Editoriale Sometti, Mantova, 1998 pagg.150, L. 25.000
La storiografia "ufficiale" risorgimentalista, ha dipinto, dal 1861 in poi,
tutta la secolare politica degli Stati preunitari nei confronti delle
comunità ebraiche come esclusivamente discriminatoria nei loro confronti.
Dall'altra parte, molti di quelli che si occupano di cultura e storia ducale
e contestano la visione dei risorgimentalisti giacobini , sono portati a
pensare, in virtù della partecipazione di élite ebraiche al Risorgimento, ai
cittadini di religione ebraica come sostenitori della creazione dello Stato
unitario e centralista sabaudo e distruttori e spregiatori di ogni cultura
degli Stati preunitari.Tutto questo ha creato tensioni ed incomprensioni.Il
libro "Padania Judaica, storia degli ebrei nella Valle del Po", rende invece
giustizia alla storia presentando una ricostruzione obiettiva delle
situazioni e degli eventi.
Si scopre così che Mantova, Modena, Ferrara, Venezia e Cremona, furono nei
secoli passati sedi di importanti comunità ebraiche. Tutta la Valle Padana,
in molti dei suoi piccoli e medi centri, fu segnata dalla presenza di nuclei
ebraici. Quella che il giovane giornalista e scrittore Alberto Castaldini
chiama nel suo libro "diaspora padana", fu caratterizzata non solo dallo
svolgersi di una proficua attività economica e culturale e finanziaria, ma
anche da un notevole fermento culturale, testimoniato da una produzione
tipografica di livello elevato. Castaldini ripercorre la vita delle comunità
ebraiche padano-venete in "otto secoli fra segregazioni e tolleranza" (come
ricorda il titolo di un suo studio pubblicato sulla rivista Quadrante Padano
del 1997).Otto secoli durante i quali gli ebrei della Valle del Po, sono
stati spesso protagonisti della vita culturale e politica a partire dal
Medioevo: dal celebre commentatore Obadia Jaré da Bertinoro, al rabbino Leon
da Modena, dal commediografo Leone de' Sommi allo storico Simone Luzzato.
Oggi le tradizioni di un tempo, sono pressoché scomparse. Questo libro ci
aiuta così a "ripercorrere alcuni itinerari ideali, all interno di una
grande area etnostorica segnata nel tempo da innumerevoli esperienze sociali
e culturali". L'autore, narra così delle antiche tradizioni liturgiche
proprie di ogni comunità e della parlate giudeo-modenesi, giudeo-mantovane,
giudeo-ferraresi e giudeo-veneziane diffuse tra i gruppi ebraici residenti
nei Ducati, Comuni e nelle Repubbliche del tempo. Parlate oggi praticamente
scomparse, anche se va annotato che la più generica ed oramai estinta
parlata giudeo-italiana, è tra le 22 lingue che risultano presenti nello
Stato italiano, secondo lo Studio del professore finlandese Tapani Salminen
per conto dell'UNESCO, condotto tra il 1993 ed il 1996, che riconosce come
vere e proprie lingue anche Veneto, Emiliano, Piemontese, Lombardo, Ligure,
Friulano, Sardo, Occitano, Siciliano e Napoletano. Lingue queste, oggi non
riconosciute o tutelate blandamente, dallo Stato italiano centralista. Il
libro di Castaldini, narra poi della non sempre facile convivenza tra ebrei
e cristiani e dei momenti più significativi della presenza ebraica sul
territorio padano. Momenti segnati da segnali di apertura e tolleranza,
purtroppo sempre taciuti dalla storiografia risorgimentalista "ufficiale"
tanto che Isaac Cardoso nel 1652, nel suo Philosophia Libera, inneggiò alle
virtù tolleranti del Doge e del Senato della Serenissima Repubblica di
quegli anni e che Castaldini parla del regno dei Gonzaga a Mantova che
"rimase per lungo tempo così un'isola tutto sommato felice per una discreta
convivenza con i cristiani, nell'ottica di un ruolo sociale e culturale
visibile e ampiamente tollerato". L'autore parla anche del caso del
rapimento, nel 1858, del bambino ebreo bolognese Edgardo Momolo da parte
dello Stato Pontificio e delle pressioni, purtroppo vane, dell'Imperatore
asburgico Francesco Giuseppe, per far tornare il piccolo con la sua
famiglia. Ci furono certamente momenti bui, che non possono essere ignorati,
caratterizzati da segregazioni ed espulsioni attuate negli stessi Stati da
altri sovrani, nel corso dei secoli.
I contributi raccolti dal giornalista Castaldini, in Padania Judaica
dimostrano che nonostante gli steccati politici e religiosi, il contatto tra
i due "universi" mentali (ebraico e cristiano) non venne mai a meno. Ultimo
appunto: due capitoli del libro, ricordano infine che tra coloro che nel
diciannovesimo secolo si batterono per l' emancipazione e la parità di
diritti da concedere agli ebrei, c'era il federalista repubblicano lombardo
Carlo Cattaneo.
(M.I.)




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