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Discussione: Squat!

  1. #21
    emiro omofobo meridionale
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    In origine postato da phalanx_14
    perchè non ti hanno ancora sterilizzato?

    perché tua madre visto la tua cattiva riuscita, vorrebbeun figlio da me per migliorare la razza

  2. #22
    emiro omofobo meridionale
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    In origine postato da Gianmario

    Vatti a leggere quello che scriveva Pasolini.
    e tu vai a leggere qualcosa di diverso dalla gazzetta dello sport, cosa che dubito abbia mai fatto nella tua vita

  3. #23
    emiro omofobo meridionale
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    In origine postato da phalanx_14
    una sana politica eugenetica eviterebbe che tali idioti possano riprodursi...
    hai ragione, incomincia a tagliarti i coglioni, io intanto mi riproduco alla faccia tua

  4. #24
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    Datevi una calmata.
    In particolare richiamo Phalanx che in altre discussioni mi è sembrato una persona quantomeno non stupida gli chiedo di evitare inutili provocazioni che non hanno nemmeno l'umano rispetto per i morti.
    Ogni altro irrispettoso riferimento a Dax non sarà tollerato.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





  5. #25
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    voglio rispondere a spartaco sui neoborbonici...

    a parte che io non sono filo-borbonico, in quanto non sogno il ritorno del monarchico, demagogico, borghese e cristianissimo Regno delle Due Sicilie, ma bensì la nascita di uno stato indipendente del sud, chimato Ausonia. Poi, i neoborbonici che sono forzitalioni fascisti e democristi non sono veri borbonici, evidentemente visto che il fascismo è stato appoggiato e protratto dai savoiardi atti esclusivamente a dominare gli interessi del sud povero e proletario. Spero di aver kiarito.

    Ausonia Libera!
    sprofondi l'itaghlia
    Salerno libera nazione del Sud!

  6. #26
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    non incanti nessuno con questa cazzata dell'ausonia, hai capito ? tu, leghista!

  7. #27
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    e chi vuole incantare nessuno?! siete voi poveri itaglioti che incantate voi stessi con le cazzate che voi stessi sparate. L'Ausonia è una realtà come la Padania, e non l'itaglia che manco esiste.
    Salerno libera nazione del Sud!

  8. #28
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    voi leghisti siete dei traditori fottuti, comandassi io...

  9. #29
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    In origine postato da Spartaco
    il tuo è moralismo del cazzo tipico dei ciellini, la gente come te ha bisogno di nascondere la propria ignoranza e il proprio vuoto ideologico, attraverso la demonizazione del nemico, è facile deformaree la realtà come fa comodo, dipingendo il mondo con tutti i fascisti buoni e di sani principi, ed i compagni tutti drogati e figli di papà, io ho avuto a che fare con molti fascisti figli di papà che facevano( e fanno tuttora) uso di droghe pesanti, e squatters di famiglia proletaria, che lavorano per vivere, tu hai citato per il passato marco donatcarten e la figlia di violante(qammesso che al di fuori delle sue dichiarazioni, abbia mai fatto effettivamente attività militante), ma io ti posso fare l'esempio per il passato dei pariolini figli di papà responsabili dello stupro del circeo, o per il presente, gente come salvatore lezzi, il camorrista giuseppe misso, e la moltitudine di fascisti ed ultras di destra, legati al mondo della droga, della microcriminalità e della criminalità organizzata, i quali ogni volta che vengono arrestati, se tra i fasci se ne parla, al massimo vengono descritti, come le eccezioni di un ambiente nel complesso sano, o al limite, visto che oltre che per la fiamma, simpatizzi per la destra sociale, ti posso fare l'esempio del figlio di papà alemanno, che nella vita oltre che il politico di professione, non ha fatto altro che lo studente laureatosi, ben oltre i trenta anni, o del suo ex braccio destro calderone, che malgrado le sue campagne antiproibizioniste, era coinvolto nello spaccio di droga l'esempio di pino rauti c'entra, perché anche se io sono molto critico verso questo movimento(solamente dal punto di vista ideologico, non per moralismo), preferisco mille volte loro, che almeno hanno i coglioni di lottare per il diritto alla casa, ed ad autogestire la propria vita, piuttosto che per i pagliacci del tuo partito, che per anni sono stati al soldo della cia, sono da sempre al servizio dei potenti, ma malgrado questo, hanno la faccia di culo di definirsi rivoluzionari ed antiamericani, meglio di quelli come te sono addirittura, i militanti della destra nazionale di gaetano saja, che almeno non sono ipocriti
    Guarda io da ragazzino frequentavo gi ambienti dell'autonomia e dell'anarchia, centri sociali squat occupati e merda varia e devo dire che li l'abito non fa il monaco, sotto levesti di straccioni infatti si nascondono tutta genteperlomeno piccolo-borghese e con il papà alle spalle pronto a coprire spese sia legali che di altro tipo per le idee e le esperienzestramplate dei figli.
    E aggiungo che quelli che sembrano i più oltranzisti sono poi veramente i più ricchi, del resto nessun proletario potrebbe permettersi le spese legali perchè ha aggredito un poliziotto perchè aveva lacolpa di essere poliziotto come non potrebbe coprirsi le spese per girare il mondo in lungo e in largo a fare il cazzone.
    Il figlio di Alemanno ha fatto la vita che può permettersi un figlio di un parlamentare non vedo cosa ci sia di strano lui in questo sistema ci viveelo vuole solo riformare mica distruggere, lo strano c'è qunado uno si permette le sue esperienze "alternative" grazie ai soldi dei genitori borghesi e dice di combattere questo sistema.
    Ho letto un libro di Giorgio Bocca dove raccontava che nel '68 l'alta borghesia vedeva sfilarei contestatori sotto le loro finestre e se la rideva perchè tra quelli che urlavano "fascisti borghesti ancora pochi mesi" c'erano i loro figli e i loro nipoti e ben sapevano che fin quando c'era da trovare qualche scusa per bigiare la scuola questi erano antiborghesi, se poi c'era da lasciarci la pelle ho anche solo la villa con piscina e le vacanze all'estero il discorso cambiava e di parecchio.
    Oggi gran parte di quei rivoluzionari sono al soldo della borghesia a parlare di '68 allo stesso modo di come si raccontano le favole.
    "1968....... c'era una volta la rivoluzione"

  10. #30
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    Predefinito Re: FN e le simpatie per gli Squatters

    In origine postato da Paddy Garcia
    Per aiutare la discussione posto un articolo dei Luther Blisset sugli Squatter e in particolare sulle simpatie dell'estrema destra italiana per gli Squatter.

    P.G.


    1) Le bombe, qualsiasi tipo di bomba, appartengono concretamente e culturalmente ai conservatori dell'apparato politico vigente.
    2) Il terrorismo non proviene da deviazioni ideologiche volte a destabilizzare, bensì è progettato in maniera quasi-scientifica per stabilizzare e rafforzare l'Ordine costituito.
    3) Lo stato, anzi i reggenti lo stato utilizzano come prima arma l'informazione [...] Il possesso anche azionario delle maggiori testate giornalistiche e televisive dei soliti poteri e famiglie rivela la simbiosi potere economico-potere politico- potere informativo mediatico.
    4) Il metodo usato dai parassiti dello stato è sempre lo stesso, è legge che va sempre bene in qualsiasi situazione geografica o temporale, cambiano solo gli uomini utilizzati.
    5) È importantissimo sottolineare che un movimento politico nazional-rivoluzionario-ricostruttivo come Forza Nuova deve sempre denunziare questi fatti,anche se, come in questo caso non ci toccano in prima persona.
    Sappiamo benissimo infatti che le attenzioni di questi apparati per nulla deviati ma totalmente coerenti alla loro funzione, sarà sempre rivolta a noi. Se non lo fosse dovremmo iniziare a preoccuparci: sarebbe il pericoloso sintomo di contiguità o nella migliore delle ipotesi di indifferenza dettata da totale sicurezza del Sistema.
    Proprio per questi motivi non ci deve interessare se ad essere infamato è il Tortora, Renato Zero, un Veneto Bifolco della Serenissima, o un compagno che magari la settimana scorsa ci ha rotto la testa.
    L'importante per noi, lealmente e veramente rivoluzionari sarà il dover focalizzare il Nemico e poi scinderlo in due parti: la testa e il resto del corpo. Quello che crea il Male è il cervello.
    È lì che noi dobbiamo scontrarci. Se continueremo a fottercene fra un po', chissà magari anche domani, avremo anche noi una Sole e un Baleno. (Forza Nuova, Pacchi & compagni, comunicato datato 8/8/1998)


    Con questo comunicato, il gruppo neo-fascista Forza Nuova ha espresso la propria solidarietà sui generis ai cosiddetti "squatters"[1]. Riteniamo in gran parte sottoscrivibile l'argomentazione di questo stralcio, malgrado l'ambiente da cui proviene. E proprio una considerazione sui milieux ideologici si rende necessaria per introdurre questo capitolo: nel corso della nostra trattazione abbiamo più volte denunciato l'uso strumentale dell'antifascismo per far passare leggi liberticide, sperimentare nuove tecniche processuali e/o introdurre nuovi reati associativi e d'opinione. Pur disprezzando i fascisti d'ogni specie, di ieri e di oggi, ci è sempre sembrata una scelta ovvia denunciare le montature ai loro danni. Anche parlando di Mani Pulite, non abbiamo mai confuso la difesa degli inquisiti con qualsivoglia solidarietà politica. Tale premessa vale anche per i cosiddetti "squatters" (torinesi e di altre città), dai quali ci riteniamo sideralmente distanti.
    Come scrissero gli "amici dell'Internazionale Situazionista" nel volantino Il Reichstag brucia? del 19/12/1969, "gli anarchici, in effetti, offrono i migliori requisiti per le esigenze del potere: immagine staccata e ideologica del movimento reale, il loro "estremismo" spettacolare permette di colpire l'estremismo reale del movimento".
    Troviamo la stessa ipotesi, ulteriormente sviluppata, nel celeberrimo libro-controinchiesta La strage di Stato:

    Ma perché si scelgono proprio gli anarchici? [...] Innanzitutto gli anarchici rappresentano la parte più debole dello schieramento di sinistra, perché priva di protezione, senza amici, di fatto isolata politicamente. Inoltre sono pressoché privi di organizzazione, e seguaci di una teoria politica articolata in varie tendenze, alcune delle quali sono spesso indefinibili o mal definite: due caratteristiche che permettono ogni tentativo di infiltrazione e di provocazione al loro interno. (E.M. Di Giovanni, Marco Ligini e altri, La strage di Stato, Avvenimenti, Roma 1993, p.22)

    Oggi le cose sono più complesse: i cosiddetti "squatters" sono l'estrema perversione, il feedback assoluto del represso sul repressore e soprattutto del diffamato sul diffamatore. Rappresentano una patologia ideologica che andrebbe studiata come una variante della "sindrome di Stoccolma" (l'amore del rapito per il proprio sequestratore). Ci troviamo di fronte all'autogestione dell'emergenza da parte degli stessi capri espiatori.
    Lo "squatter" fa di tutto per corrispondere agli stereotipi demonizzanti dei media. Quindi, è un "nemico pubblico" comodo e funzionale: per polizie e giornalisti è manna piovuta dal cielo (anche perché è un perpetuo ri/produttore di guerra tra poveri. La sua retorica consiste nell'attaccare tutte le altre soggettività autogestionarie o "di movimento" definendole "corrotte", "vendute", "bottegaie", "funzionali al potere", "serve dello stato"...) È finalmente "risolto" il problema della discrepanza tra come i movimenti si autorappresentano e come i media distorcono quell'immagine: quando si tratta degli "squatters" la discrepanza è minima, quasi impercettibile.
    Lo "squatter", assetato di protagonismo/vittimismo, pretende, esige di essere fatto martire e capro espiatorio, misura la propria "sovversività" sulla quantità di repressione che gli viene rovesciata addosso, fino allo snobismo blasé:

    ...gli spazi occupati... lo Stato può militarmente toglierceli quando vuole (con quel che potrebbe seguire) o lasciarci perdere. Ce li siamo presi, ce li terremo con la forza, e con la forza ce li leveranno quando gli converrà. Punto. [...] non siamo qui con lo scopo di durare per sempre come cariatidi religiose o faro delle masse oppresse [...] Adesso arriveranno perquisizioni nelle case e nei posti occupati, sequestri degli onnipresenti manuali da bombarolo (sì, sono in libera vendita, per non parlare di Internet), volantini, lettere e giornali, intensificheranno pedinamenti e intercettazioni, ripartiranno sui giornali le liasons [sic] con ogni e possibile [sic] fatto criminoso e anarchico italico e straniero, insomma, la solita trafila [...] Sapete, in fondo è la solita storiella, noi da una parte e loro dall'altra, come sempre, come tutti i giorni, anche senza prime pagine... (El Paso Occupato, ...E un pacco a Cavaliere..., <http://www.ecn.org/lists/movimento/>, 24/7/1998)

    In frasi come questa risuona alta la nota del "tenetemi sennò l'ammazzo", esortazione proferita quando si è ragionevolmente certi che sarà l'avversario ad essere trattenuto.
    È chiaro che tale disincanto sbruffonesco ("Di che vi scandalizzate? È la solita trafila!") rende impossibile qualunque campagna contro le montature giudiziarie e le provocazioni in cui gli anarco-insurrezionalisti vengono regolarmente coinvolti o si coinvolgono da soli. Provate a dar loro solidarietà contro i Pm che li incarcerano e i media che li calunniano: inveiranno contro di voi prendendo le distanze dai "paraculo" e dagli "innocentisti", le cui azioni sono sono "il solito utile appoggio all'opera della polizia" (Ibidem). Non date loro solidarietà: vi accuseranno di essere "complici" della repressione. La nostra tesi è che i veri complici siano loro.
    Vere o no che fossero, non valgono più certe critiche fatte agli autonomi romani di via dei Volsci:

    ...nei "Volsci" si trattava di essere (come dire?) "peggio ancora di tutto", più sgrammaticati e più sguaiati, più violenti (a parole, naturalmente) e più odiosi e odiati che fosse possibile. Che poi la polizia e tutto l'apparato repressivo usasse splendidamente quest'atteggiamento punk per ottenere consenso sociale alla più spietata e violenta repressione, questo è un altro discorso che gli autonomi del '77 non riuscirono neppure lontanamente a comprendere. (Raul Mordenti, Frammenti di un discorso politico: il '68, il '77, l'89, Essedue Edizioni, Verona 1989, p.103)

    Sono passati vent'anni, l'emergenza è stata interiorizzata e lo "squatter" non può essere tacciato di alcuna ingenuità: sa benissimo quali sono le conseguenze del suo nichilismo, anzi fa del proprio peggio per provocare la repressione. Si comporta così perché ha orrore di ogni vittoria parziale, perché le vittorie parziali implicano qualche compromesso, e soprattutto responsabilizzano. Lo "squatter" teme ogni concreta manifestazione di strategia e di "arte della guerra" perché preferisce crogiolarsi nel no future capitalistico, nell'eterno presente che deresponsabilizza.
    Rispetto agli anni '70, c'è un passaggio di meno:

    In tutta l'operazione repressiva l'aspetto di guerra psicologica è più importante della repressione immediata. Sarà proprio questo aspetto a rendere possibile in seguito una repressione generalizzata. Col [blitz del] 21 Dicembre [1979] si intimidano migliaia di compagni e li si informa che fra di loro c'erano degli assassini, dei traditori e dei fratricidi, dei delatori, dei venduti e dei dementi, e che questa è l'essenza stessa di tutto ciò che loro hanno fatto, violenza bruta, cieca, omicida, appena giustificata da ideologie deliranti. (Proletari, se voi sapeste..., cit., p. 20)

    Gli "squatters" fanno risparmiare tempo allo stato, facendosi da soli (e facendo a tutto il movimento delle occupazioni) la guerra psicologica: "Sì, siamo dementi e deliranti, la nostra è violenza bruta e cieca". Gli "squatters" sono a tutti gli effetti co-gestori dell'emergenza. Non bisognerebbe mai confondere la denuncia delle montature ai loro danni con la solidarietà nei loro confronti, perché in questo modo si occulterebbe la dialettica che li incatena anima e corpo ai loro carnefici.
    Proprio per questo, ospitiamo la ricostruzione degli eventi torinesi che, nel 1998, hanno portato gli "squatters" alla ribalta/gogna mediatica nazionale. Il testo è stato scritto a caldo dalla colonna torinese del Luther Blissett Project, e oltre a mantenere l'equilibrio di cui sopra, rende mirabilmente conto di come si costruisca dal nulla un'emergenza, col contributo di buona parte delle forze sociali


    Per leggere il seguito: http://www.lutherblissett.net/archive/078-12_it.html
    Forti sti Luther Blisset, il "caso Marsiglia" lo hanno organizzato loro ?

 

 
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