David Kelly, lo scienziato inglese esperto in armi di sterminio, morto in circostanze misteriose, lo avrebbe rivelato a un amico. E' emerso durante l'inchiesta in corso a Londra.
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LONDRA - "Ne sono certo, mi troveranno morto in un bosco". Queste sono le parole con cui David Kelly, lo scienziato implicato nello scandalo Uraniogate , morto in circostanze ancora da chiarire, aveva quasi profetizzato la sua scomparsa. Si arricchisce di nuove rivelazioni l'inchiesta sulla morte di Kelly: mesi prima della sua scomparsa annunciò ad un amico che "sarebbe stato trovato morto in un bosco" se l'Iraq fosse stato invaso. L'esperto faceva parte del team di scienziati inviati dall'Onu in Iraq alla ricerca delle armi di distruzione di massa. Ora lo racconta un funzionario del ministero degli esteri britannico, David Broucher, sentito dal giudice Hutton che conduce l'inchiesta. Lo scienziato, esperto di armi di distruzione di massa trovato il 17 luglio con le vene tagliate in un bosco dell'Oxfordshire, avrebbe incontrato Broucher a febbraio a Ginevra. In quell'occasione "La mia impressione - ha affermato Broucher - fu che Kelly si trovasse in difficoltà o imbarazzo perché a quel punto pensava che l'invasione ci sarebbe stata in ogni caso e questo avrebbe fatto di lui un bugiardo che aveva tradito la fiducia dei suoi contatti mettendoli a rischio di essere uccisi". "Gli chiesi cosa sarebbe accaduto in caso di invasione e lui con una battuta mi rispose che probabilmente sarebbe stato trovato morto in un bosco", ha detto ancora Broucher, aggiungendo che sul momento pensò che Kelly si riferisse ad una possibile vendetta irachena. "Adesso - ha concluso il diplomatico - capisco che forse voleva dire una cosa diversa". Dopo le dichiarazioni di Broucher, l'inchiesta continua a ritmi serrati. Il primo ministro britannico Tony Blair e il suo ministro della difesa Geoff Hoon saranno ascoltati la settimana prossima.
(da IL NUOVO 22/08/2003)




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