Fede e tradizione nella liturgia cattolica (lettera di Francesco Speroni a "la Padania" del 6 agosto)
Caro direttore, in un articolo su "la Padania" ho notato una critica all'uso di dare l'Ostia consacrata direttamente nelle mani dei fedeli, cui si aggiungeva una considerazione negativa sull'abolizione del digiuno eucaristico.
Mi sembra però che proprio la prassi attuale sia quella più rispettosa della tradizione, che secondo me va ritrovata direttamente alla fonte, senza privilegiare un Concilio rispetto ad un altro e senza impelagarsi in discettazioni se sia meglio la messa del quinto o del sedicesimo o del ventesimo secolo.
Venendo appunto alla fonte primaria, nei vangeli troviamo che "Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede a loro dicendo: 'Prendete, questo è il mio corpo' (Mt. 26, 26) e "Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro dicendo: 'Prendete, questo è il mio corpo' (Mc. 14, 22).
Il testo e soprattutto l'esortazione "prendete" fa capire che Gesù non imboccò gli Apostoli, i quali peraltro già stavano mangiando, con conseguente commistione fra pane consacrato e altro cibo.
E' pertanto evidente quale fra i due riti sia più vicino a quanto fatto da Gesù stesso.




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