....crea imbarazzi in Europa.

Milano. La Casa Bianca ordina il congelamento dei conti di Hamas e si scopre che gran parte dei canali finanziari finiti nel mirino
dipendono da organizzazioni non governative con base in Europa. Il presidente americano George W. Bush, alcuni giorni fa,
ha firmato l’autorizzazione per congelare i conti e i depositi legati al movimento estremista palestinese. La mossa è una risposta
diretta alla rivendicazione dell’ultima strage di Gerusalemme. Per la prima volta non vengono colpiti solo i flussi finanziari occulti
delle Brigate Ezzedin al Qassam, braccio armato di Hamas, ma pure i conti dei leader politici del movimento. Fra i sei capi
palestinesi finiti sotto il tiro del Dipartimento del Tesoro americano spiccano il capo spirituale, lo sceicco paraplegico Ahmed
Yassin e Abdel Aziz Rantisi, leader politico a Gaza, che gli israeliani hanno già tentato di eliminare. Secondo il New York Times l’aspetto più interessante è che la Casa Bianca ha deciso il giro di vite anche nei confronti di quelle associazioni, che col paravento dell’assistenza umanitaria, raccolgono fondi per le strutture sociali messe in piedi da Hamas. Su cinque organizzazioni non governative palestinesi, ben quattro hanno le loro sedi principali in Europa e Washington ha già chiesto di intervenire agli alleati d’oltreoceano. Il 5 e 6 settembre, a Riva del Garda, i ministri degli Esteri dell’Ue discuteranno la possibilità di inserire Hamas nella lista delle organizzazioni terroristiche.
Le posizioni sono discordi: Gran Bretagna e Olanda spingono per la messa al bando, mentre la Francia punta i piedi.
Il Palestinian relief and development fund, o Interpal, ha un sito Internet accattivante, dove si vedono bambini palestinesi in
lacrime, nessun kamikaze. La base principale è nel Regno Unito e raccoglie fondi per
i palestinesi di Gaza e Cisgiordania, ma pure per i rifugiati nei campi del Libano e della Giordania. Per il Dipartimento del Tesoro
americano l’organizzazione coordina gran parte delle raccolte di fondi per Hamas.

Il nocciolo duro finanziario è però rappresentato dal Commitee for welfare and relief for Palestine e la Palestinian relief association.
Il primo ha sede in Francia, il secondo in Svizzera, e operano entrambi dai primi anni 90. Il presidente è unico: Khalid al Shuli.
Il Commitee lavora con una dozzina di Ong in Cisgiordania e a Gaza, mentre l’organizzazione con base in Svizzera è specializzata in raccolta fondi, in moschee e centri islamici,
che vengono trasferiti ad Hamas. Pure l’insospettabile Austria conta uno dei gruppi nella lista nera di Washington. Si tratta della
Palestinian association ed è controllata dai leader di Hamas. I fondi vengono girati attraverso altre Ong e spesso percorrono canali vorticosi, attraverso il Medio Oriente, per fare perdere le tracce dei trasferimenti di denaro.
L’unica organizzazione extraeuropea è la Sanabil association for relief and development, che ha sede a Sidone, una delle città meridionali a forte concentrazione di profughi palestinesi. Anche la Sanabil riceve ingenti fondi dalle altre Ong filo Hamas in Europa.
Hamas raccoglie decine di milioni di dollari l’anno, in tutto il mondo, utilizzando come copertura organizzazioni caritatevoli
islamiche, denuncia il Dipartimento del Tesoro.
Nel dicembre 2001 l’Amministrazione Bush aveva congelato i fondi della Holy Land Foundation, una delle più importanti organizzazioni umanitarie musulmane negli Stati Uniti, con sede a Dallas. In maggio la scure del Tesoro era caduta su l’al Aqsa international foundation, che prende il nome dalla grande moschea di Gerusalemme. La
sua sede principale si trovava in Germania, ma lo scorso anno gli uffici erano stati chiusi dalle autorità e un suo dirigente, Mohammed Alì Hassan al Muyad, arrestato per collusioni
con al Qaida. L’organizzazione ha continuato a operare in Europa, con uffici aperti fino a pochi mesi fa in Olanda, in Medio
Oriente e in Africa.

da il Foglio di oggi

saluti