L'espresso del 21-agosto 2003, pag 64.
"E così zitti zitti, mentre gli Usa sono impegnati in Iraq, i Talebani stanno riconquistando terreno in Afghanistan. La provincia di Zabul, nella zona sud-est che confina con il Pakistan, l'8 agosto era quasi interamente nelle loro mani. Le truppe dell'alleanza guidata dagli americani hanno dovuto ritirarsi.
Per gli americani si tratta di una pessima notizia. Primo perché indica che l'alleanza tra i talebani Al qaeda e i militanti di Hizb Islami, un gruppo guidato da un signore della guerra locale Gulbuddin Hekmatvar, sta dando ottimi risultati sul piano militare. Secondo perché si tratta di un'area delicata da un punto di vista strategico. Controllando Zabul riuscirebbero a spezzare in due le truppe Usa, isolando le truppe stanziate nell'area di Kandahar da quelle impiegate nell'area di Kabul, a nord.. Su alcuni siti internet legati all'estremismo islamico si ipotizza che a questo punto i talebani potrebbero addirittura cercare di riprendersi la città santa di Kandahar. Ma c'è un'altra ragione che preoccupa gli strateghi Usa. L'avanzata dei Talebani, anche se temporanea, dimostra che nell'area meridionale al confine con il Pakistan gli estremisti islamici continuano ad essere molto forti e godere del sostegno della popolazione.
L'offensiva è cominciata a marzo, quando i talebani hanno percepito un minore impegno degli americani, che stavano focalizzando i loro sforzi militari in Iraq. I soldati della coalizione sono ormai solo 11.500 mentre l'esercito nazionale afghano conta solo su quattromila soldati spesso immotivati a combattere una guerra civile. A quel punto i Talebani hanno cominciato a raggrupparsi nelle aree di Zabul, Oruzgan, Kandahar. Helmand, Nimruz e Farah e a intensificare gli attacchi. Ora gli Stati Uniti dovranno decidere se mandare altri marines o chiedere aiuto agli alleati. Lo stesso problema che si pone a Baghdad".




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