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LETTERA AD UN EVANGELICO
Di Padre Michael B. Johnson
Alcuni anni fa scrissi una lettera all’editore d’una pubblicazione Ortodossa, rispondendo ad una lettera precedente proveniente da un evangelico che aveva criticato la Chiesa Ortodossa per “non essere fedele alle Scritture”. Pure la mia lettera fu pubblicata e, non molto dopo, ricevetti una lettera personale da un evangelico che criticava in dettaglio la Chiesa Ortodossa - essenzialmente per “seguire le tradizioni degli uomini” invece della parola di Dio. Sotto seguono alcuni estratti della mia risposta.
Sebbene lei certamente non è d’accordo con me nella sua lettera, credo che essa sia stata scritta in uno spirito di franca discussione e mutuo rispetto, così tenterò di rispondere nel medesimo modo.
Mi chiede di indicare il libro, capitolo e versetto, dove la Bibbia dice che la tradizione salverà l’uomo dall’inferno. Un passaggio che viene alla mente è 2Tessalonicesi 2,13-15:
Dio vi ha scelti fin da principio per la salvezza nella santificazione dello Spirito e nella fede della verità. Proprio a questo ha chiamato voi per mezzo del nostro vangelo, per il possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo. Pertanto, fratelli, state forti e conservate le tradizioni nelle quali siete stati istruiti, sia per mezzo della nostra viva voce, sia per mezzo della nostra lettera.”
In questo passaggio, S. Paolo rende proprio chiaro che i Tessalonicesi sono stati chiamati alla salvezza (dall’inferno) per mezzo del vangelo, che è stato consegnato loro nella forma di tradizioni. Come si può vedere qui – sin dal principio della Cristianità, non ogni cosa è stata posta in iscritto. S. Paolo invita i Tessalonicesi a tenere le tradizioni che sono state consegnate per mezzo della viva voce come pure quelle consegnate per mezzo della lettera.
Le medesime tradizioni orali sono state tramandate, conservate nella Chiesa Ortodossa sino ad oggi. Più importante, l’intero Vangelo era originalmente una tradizione orale. Cristo stesso non scrisse una parola di esso.
A Pentecoste, Pietro parlò alla folla, dicendo: “Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo per ottenere il perdono dei vostri peccati: e riceverete il dono del Santo Spirito.” (Atti 2,38) Egli stava chiaramente predicando il Vangelo – ma quale “versione”? I quattro evangelisti non erano stati ancora ispirati a cominciare il loro lavoro.
In effetti, il Nuovo Testamento è proprio tradizione messa per iscritto. Come abbiamo visto, S. Paolo persino si riferisce alle sue proprie lettere come “tradizione” in 2Tessalonicesi 2,15.
Concordo completamente con la citazione nella sua lettera, da Romani 12,1-2 (scritta dal medesimo S. Paolo che disse ai Tessalonicesi di mantenere le tradizioni che avevano ricevuto da lui). Francamente lei sembra ritenere che la tradizione e l’essere centrati su Cristo siano due cose differenti. Questo non è come lo considero e neanche come lo considera la Chiesa Ortodossa.
Nella sua lettera lei dice di “salutare la Riforma Protestante come un gran progresso spirituale ed uno scioglimento dal vincolo della Chiesa”. Non posso non chiedermi perché lei vorrebbe essere sciolto dal vincolo alla Chiesa, se la Chiesa è ciò che dicono le Scritture.
S. Paolo dice che coloro che sono nella Chiesa sono:”familiari di Dio. Il vostro edificio ha per fondamento gli apostoli ed i profeti. Mentre Cristo Gesù stesso è la pietra angolare.” (Efes 2,19-20) Non è questo dove i Cristiani dovrebbero veramente voler essere?
M'indichi un passo del Nuovo Testamento dove Cristo dica di essere venuto a stabilire una Bibbia. Per contrasto, è chiaro dal Nuovo Testamento che Cristo venne per fondare la Chiesa per compiere la sua missione. Si fa riferimento più volte alla Chiesa, indicandola come il corpo di Cristo, il suo popolo, la sua sposa.
Cristo non parlò mai di un libro futuro che sarebbe stato l’ultima autorità sulle questioni Cristiane. Ma egli disse: “…edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.” (Matteo 16,18) E nuovamente, in Matteo 18,17, Cristo dice che un peccatore dovrebbe essere portato alla Chiesa per il giudizio finale. E’ chiaro che la Chiesa che Cristo ha fondato ha reale autorità.
In fatti, la Chiesa venne prima del Nuovo Testamento scritto. Come detto sopra, Pietro e gli altri apostoli stavano predicando il Vangelo prima che una parola di esso venisse messa in iscritto. Effettivamente soltanto gradualmente furono raccolti, nella forma in cui gli abbiamo oggi, gli scritti ora inclusi nel Nuovo Testamento. C’erano molti altri scritti che erano ritenuti forse essere degli apostoli e potrebbero essere stati inclusi.
Fu la Chiesa che decise quali libri erano veramente le Scritture Cristiane. In fatti, la prima persona che ordinò i 27 libri del Nuovo Testamento nello stesso ordine in cui tutti i Cristiani li hanno oggi, fu un Santo Ortodosso – Atanasio il quale visse circa trecento anni dopo la morte di Cristo. Se si porta via la Chiesa e la sua autorità, allora da dove è venuto il Nuovo Testamento?
Devo ora fare alcuni commenti sulla sua discussione della devozione a Maria. Secondo il punto di vista Ortodosso, Maria rimase “sempre vergine”. Quando Giuseppe La prese come moglie, egli era un uomo alquanto anziano, vedovo con figli – Giacomo, Giuda, ecc. e questi sono i fratelli di Cristo cui si fa riferimento nelle Scritture.
Per contrasto, lei afferma che c’è “un’argomentazione” in Matteo 1,25 che Maria e Giuseppe stessi ebbero altri figli. Si riferisce probabilmente alla frase, “ma non si accostò a lei, fino alla nascita del figlio che egli chiamò Gesù.” (Matteo 1,25). Per comprendere propriamente “fino” o “fino a che”, come usato nelle scritture, vorrei richiamare l’attenzione ad Ebrei 1,13, dove S. Paolo cita una profezia riguardo al Messia, “Siedi alla mia destra, fino a che non ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi!”
Questo certamente non significa che Gesù non siederà più oltre alla destra del Padre dopo che i nemici sono stati posti come sgabello dei suoi piedi! In nessuno dei due passi la parola Greca del Nuovo Testamento eos implica un cambiamento di stato nel futuro.
Lei menziona che i “fratelli” di Gesù sono descritti come se non credessero in Lui sino a dopo la resurrezione. Lei ha assolutamente ragione – e questo è un punto molto indicativo in favore dell’interpretazione Ortodossa.
Se Gesù fosse stato il fratello più vecchio, avrebbe avuto naturalmente un’enorme influenza sui fratelli più giovani (specialmente se Giuseppe era morto, nel qual caso egli sarebbe stato il capo della famiglia). Ma, in effetti, i suoi fratelli lo trattano precisamente come si aspetterebbe che i fratelli più anziani trattino uno più giovane – e questa è esattamente la tesi che io propongo.
Né posso accettare il vostro suggerimento che influenze pagane fecero sì che Maria fosse esaltata al di sopra della sua reale posizione nella Scrittura di “domestica del Signore.”
In primo luogo, Maria è molto di più di una semplice “domestica” nel Nuovo Testamento. Maria stessa dice, “D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Perché grandi cose ha fatto in me il Potente,..”(Luca 1,48-49).
E sua cugina Elisabetta “..ricolma di Spirito Santo..”(Luca 1,41), dice, “Ma perché mi accade questo, che venga da me la madre del mio Signore?” (Luca 1,43). Chiaramente lo Spirito Santo, parlando per mezzo d'Elisabetta, considera la madre del Signore come qualcuno estremamente importante.
Per quanto riguarda le analogie pagane con Maria, esse in realtà non provano niente. Non c’è nessuna evidenza che la Chiesa primitiva abbia attualmente copiato una qualsiasi di loro.
Inoltre, ci sono molte analogie pagane per Cristo stesso! Per esempio – sia Mitra sia Dionisio erano pure associati col morire e col risorgere. Per quella questione si suppone anche che Buddha abbia avuto una nascita miracolosa. E il termine logos (parola – ragionamento) in Giovanni 1,1 è stato preso originariamente dalla filosofia pagana Greca.
Nessuno di questi argomenti significa che il Cristo del Nuovo Testamento è una creatura derivante da influenze pagane. E la medesima cosa è vera riguardo al punto di vista della Chiesa su Maria.
Sul soggetto della Santa Comunione – lei può avere ragione quando afferma che la Cena del Signore fu una festa di Pasqua (Seder). I Vangeli sinottici suggeriscono ciò – ma Giovanni non lo fa. Se si controlla la cronologia in Giovanni, si trova che la Cena del Signore avvenne la sera, “prima della festa di Pasqua” (Giov 13,1). Se così, il pasto Ebraico che avvenne fu probabilmente una chaburah, non un Seder. Una chaburah si può ripetere in qualsiasi momento.
In ogni caso, non c’è nessuna evidenza scritturistica che induca a limitare la Cena del Signore ad una volta l’anno. Proprio il contrario, come possiamo vedere nella descrizione di S. Paolo di cosa avvenne durante quell’importantissimo pasto. In 1Corinti 11,25, il Signore prese il calice e disse, “…fate questo, tutte le volte che ne berrete, in memoria di me”. Nelle parole del Signore, la sua Cena deve essere fatta spesso, non semplicemente una volta all’anno.
Naturalmente, io acconsento con lei che la cena del Signore è un memoriale di Cristo (come disse egli stesso). Ma perché questo memoriale non può essere anche un vero prendere parte del Signore? Se la Comunione è soltanto un simbolo allora perché S. Paolo dice “…chiunque mangia il pane o beve il calice del Signore indegnamente, è reo del corpo e del sangue del Signore.” (1Cor 12,27). Qual è l’evidente significato di queste parole?
Lei suggerisce che la Chiesa Ortodossa sta “ancora interpretando la Scrittura nella maniera tradizionale degli uomini”, perché gli edifici, i loro arredi, le vesti dei preti, ecc. possono essere comparate al tempio del Vecchio Testamento.
Io acconsento, queste cose possono essere comparate al tempio – ma cosa è sbagliato con questo? Il Vecchio Testamento non è forse una parte della Bibbia? I paramenti sacri e gli arredi del Tempio difficilmente erano “tradizioni d’uomini”. Essi sono descritti nell’Esodo cominciando col capitolo 25, che inizia; “Il Signore disse a Mosè…” Riguardo alle vesti dei sacerdoti è Dio che dice, “Farai vesti sacre per tuo fratello Aronne, in gloria e decoro.” (Esodo 28,2).
Dove nel Nuovo Testamento si suggerisce che Cristo o i suoi seguaci mai respinsero il tempio e ciò che esso rappresentava. Proprio al contrario – in Matteo 21,13, Gesù purifica il Tempio, citando il Vecchio Testamento e denominando il Tempio “casa di preghiera” (Isaia 56,7).
Più avanti Gesù condanna gli Scribi ed i Farisei per giurare per il tempio dicendo loro, “Che cosa vale di più: l’oro o il tempio che rende sacro l’oro?” (Matteo 23,17) E nuovamente Gesù dice, “E chi ha giurato per il tempio, emette giuramento per esso e per chi vi abita” (Matteo 23,21)
Come abbiamo visto, fu per mezzo di Mosè che Dio promulgò al suo popolo gli ordinamenti riguardo al tempio. Vero – Cristo condannò gli scribi ed i Farisei per seguire le tradizioni degli uomini. Ma questo non fu perché stavano seguendo Mosè. Esattamente il contrario – fu perché non stavano seguendo Mosè (si veda Marco 7,9-11).
Dopo che Gesù fu asceso al cielo, i suoi seguaci “Stavano sempre nel tempio lodando e ringraziando Dio.” (Luca 24,53) Come Gesù i primi Cristiani non rigettarono mai il tempio – ciò che attualmente accadde è che il tempio rigettò loro (almeno i sacerdoti lo fecero). Non importa, i discepoli furono ben presto in giro a fondare templi del Nuovo Testamento, chiese Cristiane.
Ritornando alle parole del Signore, se il Tempio del Vecchio Testamento potesse santificare le cose (renderle sante) e se fosse la dimora di Dio – quanto più ciò sarebbe vero per una chiesa Cristiana?
La Chiesa Ortodossa vede l’adorazione del tempio del Vecchio Testamento come compiuta nel Nuovo. In nessun luogo ciò è più chiaro che nel libro dell’Apocalisse, dove la devozione Cristiana è descritta come includente sia cielo che terra.
Proprio in un esempio, noi leggiamo nell’Apocalisse “…sui seggi vidi seduti ventiquattro Seniori: indossavano vesti bianche e sulle loro teste avevano corone d’oro.” (Apoc 4,4). “Seniori” è la parola comunemente usata nel Nuovo Testamento per “clero”. Col vestire i suoi vescovi e preti in “santo abbigliamento” durante la liturgia, la Chiesa Ortodossa semplicemente segue il precedente della scrittura – in fatti, portando alla vita reale il Libro dell’Apocalisse.
Come lei apparentemente sa, noi pure, nella liturgia Ortodossa, offriamo incenso. Di nuovo, nell’Apocalisse noi leggiamo, “Poi un altro angelo s’appressò con in mano un braciere d’oro e si pose al lato dell’altare. Gli fu dato una gran quantità d’incenso, affinché l’offrisse con le preghiere di tutti i santi sull’altare d’oro antistante al trono.”(Apoc 8,3)
Io devo menzionare ancora una visione che avviene nell’Apocalisse, “E un segno grandissimo apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi ed una corona di dodici stelle sul capo: era incinta e gridava in preda alle doglie ed al travaglio del parto.” (Apoc 12,1-2). Questa è una visione della Chiesa Cristiana come madre di Cristo.
Da questo punto, ogni immagine Ortodossa di Maria è un immagine secondo la Scrittura della Chiesa che porta Cristo nel mondo. Il vero precedente per ciò non ha niente assolutamente da fare col paganesimo.
Alla fine della sua lettera, lei suggerisce che dovrei avere cautela quando punto il mio dito verso qualcuno e poi lei cita le parole di Gesù, “Togli prima la trave dal tuo occhio….” (Matteo 7,5). Io non pretendo di avere una visione spiritualmente completamente chiara, ma dico questo – penso che lei abbia “una trave nel suo occhio” – perché da quello che dice, lei non comprende ciò che insegna la Chiesa Ortodossa, e tuttavia lei la condanna.
Per la sua tranquillità mentale – e, forse, per la sua salvezza, scopra cosa la Chiesa Ortodossa, che è esistita per 2000 anni, attualmente insegna. Potrebbe essa essere la Chiesa descritta nel Nuovo Testamento? Se così, essa è “colonna e sostegno della verità” (1Timoteo 3,15). Per contrasto – non sarebbe una qualsiasi Chiesa fondata dopo la Riforma (vale a dire nelle ultime poche centinaia d’anni) semplicemente una seguace delle tradizioni degli uomini?


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