Sardegna: l'Ulivo riparte con Soru
Il patron di Tiscali scioglie la riserva e si candida alla Regione: "Il conflitto d'interessi? Non esiste". Intanto si chiude l'era Pili: il nuovo presidente è Masala (An).
CAGLIARI - Finita l'era Pili, si potrebbe aprire quella Soru. In Sardegna è tempo di sconvolgimenti e di novità, tra governatori che se ne vanno e altri pronti a subentrare. Il presente dice invece che è stato scongiurato il voto anticipato. Dall'appuntamento cruciale del Consiglio è uscito l'accordo del Polo sul nome del successore di Pili: si tratta di Italo Masala, esponente di An, assessore uscente della Programmazione, E' stato eletto stamane al terzo scrutinio con 41 voti, quelli della maggioranza di centrodestra ad esclusione dei 3 ex "ribelli" di An, su 80 consiglieri. Trentadue gli astenuti nelle file dell' opposizione di centrosinistra, dove si è consumato uno strappo con il Partito Sardo d' Azione che invece si astenersi ha votato per il loro consigliere Pasqualino Manca.
Ma nell'Ulivo sardo a far rumore è la discesa in campo di Renato Soru. Dopo un ping pong fatto di annunci e smentite, il patron di Tiscali ha confermato di essere pronto a candidarsi per le Regionali, sul modello Illy già vincente in Friuli. Con un suo progetto e, se necessario, anche con proprie liste in appoggio al centrosinistra, a condizione che i partiti siano disponibili a fare due passi indietro.
L'annuncio ufficiale è giunto stamattina nel corso di una conferenza stampa che si sarebbe dovuta svolgere lunedì prossimo, ma che Soru ha anticipato. "Ormai mi sono impegnato in politica. Ho detto che l'avrei fatto se me l'avessero chiesto in tanti. E' accaduto", ha detto mister Tiscali. "So come mi piacerebbe che fosse la Sardegna, ho un progetto per i prossimi decenni, che sottoporrò all'area del centrosinistra. Non mi candiderò per portare avanti qualsiasi progetto, ma quello che intendo proporre - arricchito dal confronto - se compatibile con quello dei partiti del centrosinistra", che secondo Soru "devono tornare a raccogliere consenso non sulla base di uno scambio di clientele".
Pur assicurando che non si porrà come "Masaniello, che vuole sfasciare tutto" e auspicando anzi le primarie - cui intende partecipare in ogni caso - per sondare l'opinione degli elettori, mister Tiscali non rinuncia a una stoccata ai partiti. "Non c'è stato confronto con loro, neppure con la lettera ai quotidiani in cui annunciavo la mia disponibilità a un impegno politico", ha sottolineato, "Mi sorprende che non ci sia stata alcuna telefonata", ha ironizzato, "neppure per regalarmi una tessera".
Quanto al conflitto d'interessi, Soru ha precisato che non intende vendere Tiscali. "Troverò altre soluzioni. Nel mio caso è troppo parlare di conflitto d'interessi. Non possiedo mezzi d'informazione, non sono concessionario di reti televisive. Da presidente della Sardegna non posso fare cose contro o pro Tiscali, che fa il 18% dei suoi ricavi in Italia e solo l'1% in Sardegna




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