I Parsi ritengono che il dono delle proprie spoglie agli avvoltoi sia l'estremo atto di generosità della loro vita a Madre Natura. Questo dono avviene sulle cosiddette ''torri del silenzio". A tutt'oggi esistono ancora decine di ''torri del silenzio'' in India. A Bombay ne esistono tre ancora attive sulla collina di Malabar.
La salma vi viene portata in una bara di ferro dopo tre o quattro ore dal decesso. Il cane, animale venerato dai Parsi, si avvicina al morto e, fiutandolo, scaccia il demonio della Druj.
Un rituale ha poi luogo in una cappella del parco funebre, in presenza di parenti e amici e generalmente tra le 8 del mattino e le 4 del pomeriggio.
Poi, accompagnato dai parenti, il cadavere viene portato fino ai piedi della torre dove solo i becchini possono issarlo sulla piattaforma rotonda della sommità.
Solitamente, dopo tre ore il corpo è già stato divorato dai corvi e dagli avvoltoi.
Da Paul du Breuil, ''Lo zoroastrismo'', il melangolo, 1993.






